L’inflazione vola e comincia a far paura. Le prime vittime dell’aumento dei prezzi sono le bollette, di cui si parla da mesi e che sono date in aumento anche a gennaio. Ancora rincari sia per la luce che per il gas, a causa dell’aumento del costo dell’energia, nonostante il crollo del prezzo del petrolio legato alle azioni americane e alla variante Omicron. 

Il governo presieduto da Mario Draghi ha già agito a fine estate sulle bollette e si prepara ad un nuovo intervento da inserire nella manovra finanziaria. Due miliardi di interventi previsti per combattere il caro energia. Critici i sindacati che volevano un intervento più significativo. 

Ma i partiti hanno ormai raggiunto un accordo. Il bonus bollette nel 2022 coinvolgerà le famiglie più in difficoltà, sulla base dell’ISEE. La Lega spinge però perché il governo vada anche in aiuto delle imprese, che più di altri soffrono il caro energia. Per il momento misure ulteriori sembrano escluse. In Europa intanto si teme che la mancanza di gas possa causare blackout prolungati. 

Bollette, l’inflazione torna a fare paura

Ritorna l’inflazione. Dopo quasi vent’anni di prezzi e tassi fermi, lo spettro dell’inflazione è tornato ad aggirarsi per il mondo. Nell’eurozona in particolare, nell’ultimo mese gli aumenti dei prezzi al consumo hanno raggiunto livelli record, mai visti dalla creazione della moneta unica. 

Inizialmente questo aumento dei prezzi era dato come transitorio da tutti i maggiori osservatori dell’economia globale. Una conseguenza ovvia di una ripresa improvvisa, dovuta all’altrettanto improvvisa fine delle restrizioni a livello globale, alla diffusione dei vaccini e alla fine della fase più acuta della pandemia da nuovo coronavirus.

I dati però stanno smentendo queste previsioni, rivelandole come un eccesso di ottimismo. Non solo l’inflazione si sta stabilizzando ovunque oltre il 2 per cento, ritenuta la soglia critica dell’inflazione “Buona”, ma sta continuando a crescere mese dopo mese. 

Questi aumenti spaventano la politica mondiale. Dall’Europa agli Stati Uniti, ovunque si tenta di correre ai ripari per evitare che al ripresa post pandemia sia bloccata dall’aumento dei prezzi. I dati OCSE però spaventano. Nei paesi che fanno parte dell’organizzazione per la cooperazione economica, i prezzi a ottobre sono aumentati del 5,2 per cento, contro il 4,6 di settembre. Un aumento che non si vedeva dagli anni novanta. 

In testa a questi aumenti ci sono i prezzi dell’energia e dei carburanti. Un aumento del 24 per cento, che trascina l’intero dato dell’inflazione e influisce tramite i trasporti sui prezzi di tutti i beni al consumo. Nella zona euro la situazione è più contenuta, con il 4,1 per cento di aumento dei prezzi rispetto all’anno passato. Gli Stati Uniti invece battono ogni record con il 6,2 per cento. 

Bollette, di quanto e perché aumentano

Il primo effetto dell’inflazione è quello sulle bollette. Già dalla fine dell’estate, quando la ripresa economica iniziò a stabilizzarsi, si capì che un certo livello di inflazione sarebbe stato inevitabile e che le bollette sarebbero aumentate in inverno. Ora la situazione però si è fatta più drammatica, e le cause sono varie. 

La prima è la crescita economica improvvisa, e l’aumento della domanda. In pochi mesi il mondo intero è passato da una situazione di economia bloccata, con poca produzione e ancora meno domanda, ad una in cui tutti gli attori economici volevano tutto e subito. Questo ha fatto schizzare la domanda, e con essa i prezzi. 

Questo non sarebbe bastato a far schizzare i prezzi ai livelli che hanno effettivamente raggiunto, ma proprio mentre la ripresa partiva, il sistema di commercio mondiale è andato in tilt. Il flusso di domanda ha causato blocchi nei porti e ritardi nelle consegne, rallentando tutti i processi produttivi. Ad un altissima domanda si è unita una bassa offerta, ma non solo.

La richiesta di energia da parte delle aziende è andata da zero a cento in un mese, e per produrre abbastanza energia le centrali hanno dovuto comprare molte certificazioni di emissione. Questo strumento serve a garantire che nell’Unione Europea non si inquini troppo. Sono scambiabili, e quindi rappresentanti a loro volta un mercato, che ha subito lo stesso aumento dei prezzi degli altri mercati.

Pietra tombale su questa situazione è stato l’accordo sui prezzi dell’OPEC+, il cartello petrolifero che controlla una buona parte della produzione di petrolio mondiale. Produzione ridotta per il 2022, e quindi prezzi altissimi, contrastati soltanto dallo sforzo degli Stati Uniti che hanno attinto alle proprie riserve e hanno fatto crollare il prezzo del petrolio nelle scorse settimane. 

Così si è arrivati alla situazione attuale. Prima sono saliti i carburanti, con prezzi record per benzina e diesel ma anche per metano e GPL. Poi è toccato alle bollette. Per gennaio sono previsti aumenti fino al 50 per cento sul gas, e fino al 25 per cento sull’energia elettrica. Per una famiglia media, la bolletta annuale del 2022 potrebbe sfondare i 3.300 euro, se il governo non intervenisse. 

Bollette, a quanto ammonta e come ottenere il bonus

Ma il governo interverrà. Fin dalle prime voci di aumenti in bolletta Draghi si è reso disponibile ad aiutare le famiglie, in modo che i consumatori non dovessero sobbarcarsi i costi della crisi energetica. Inizialmente sembrava che sarebbe stato sufficiente spostare i costi aggiuntivi dalle bollette alla tassazione ordinaria. 

I cosiddetti oneri impropri, già criticati dall’Unione Europea e quindi destinati a sparire, sono costi fissi che vanno a finanziare diversi progetti, legati all’energia rinnovabile. Essendo in bolletta però, rappresentano un prelievo non progressivo, ma uguale per tutti, dai più ricchi ai meno abbienti, e quindi contraddice i principi costituzionali. 

Quando le previsioni davano il picco del caro energia a Natale, questa misura sembrava sufficiente per fermare i rincari. Ma ora a gennaio il governo prevede un ulteriore aumento dei prezzi, e quindi Draghi sta per varare un nuovo bonus bollette. 

Il bonus bollette sarà finanziato con un fondo da due miliardi, inserito in manovra finanziaria. Spetta a chiunque abbia un ISEE inferiore a 8.265 euro annui, oppure alle famiglie con meno di 20.000 euro di ISEE e alemanno 4 figli a carico. A loro si aggiungono anche i percettori del reddito di cittadinanza. Si calcola che siano circa tre milioni le famiglie coinvolte nel provvedimento. 

Per ottenere il bonus è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per richiedere l’ISEE presso il sito dell’INPS. In caso di fornitura diretta lo sconto arriva direttamente in bolletta, mentre in caso di fornitura condominiale tutto il bonus si accumulerà per essere assegnato una volta l’anno, tramite assegno circolare o bonifico domiciliato. 

L’ammontare del bonus varia tra i 128 e i 177 euro a bolletta per l’energia elettrica, in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Per quanto riguarda il riscaldamento e l’acqua calda invece, si parte da un minimo di 67 euro al mese per arrivare ad un importo massimo di 245 euro. 

Bollette, scontro tra i partiti

Non è stato semplice per il governo arrivare a questo risultato. I fondi non sono abbondanti, al contrario dopo due anni di spese senza controllo per limitare gli effetti della pandemia, i conti dello stato sono a dir poco malconci. Ogni miliardo da inserire in manovra è una battaglia, perché toglie risorse ad altri progetti. 

Lo scontro è particolarmente acceso tra Movimento 5 Stelle e Lega. Entrambi i partiti vogliono avanzare i propri cavalli di battaglia in manovra, e prendersi la paternità dello sconto in bolletta per racimolare voti. Al momento però tutto si è risolto in semplici interventi momentanei. Sia i partiti che il governo sperano che la situazione sia soltanto contingente, e che come previsto dagli esperti, in primavera i prezzi tornino ai livelli del 2019.

"Per adesso andiamo sulla contingenza, ma non si può mitigare ogni trimestre per due-tre anni. Quindi, se dovesse uscir fuori che il gas è strutturalmente più costoso, dovremo lavorare su altri concetti che vanno a vedere il calcolo della bolletta. Abbiamo degli scenari, stiamo facendo le simulazioni”. Ha dichiarato il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani. 

Bollette, il rischio blackout

La crisi energetica non ha portato soltanto all’aumento delle bollette. Sull’Europa aleggia la paura di un blackout generalizzato. In Spagna molti cittadini hanno già saltato i negozi per comprare fornelletti da campeggio e torce elettriche. In Austria il governo ha consigliato di tenere in casa scorte di cibo che possano durare per due settimane. 

Anche nel nostro paese il governo ha espresso preoccupazione per il possibile blocco della fornitura di energia elettrica, per voce del Ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti: 

«Un blackout non è da escludere rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico. È importante sterilizzare nel modo più equo possibile l’impatto del rincaro delle bollette sulle famiglie e le imprese – ha dichiarato Giorgetti – Questo al netto dell’esigenza che a livello europeo si definisca un piano per evitare cose anche peggiori».

Le preoccupazioni maggiori di questi possibili blackout riguardano i sistemi informatici. Un sabotaggio ad uno dei sistemi che gestisce dati e sicurezza dello stato potrebbe estendersi a macchia d’olio su tutta la nazione, causando enormi danni. 

Questa situazione si è venuta a creare non solo a causa della mancanza di gas, ma anche dell’estremo utilizzo delle riserve di energia fatto l’anno scorso, per tenere bassi i prezzi in un momento di estrema difficoltà economica per molti consumatori. Ora le riserve sono quasi a zero, e l’Europa teme che la sua dipendenza dall’estero per la produzione di energia possa rivelarsi drammatica. L’unico stato a rimanere tranquillo è la Francia, coperta della sua vasta rete di centrali nucleari.