Il mercato si prepara a sganciare una vera bomba sulle bollette di casa. I prezzi dell'energia non caleranno, anzi potrebbero arrivare nuovi aumenti. Ovviamente il tutto andrà a colpire direttamente le bollette di luce e gas non solo per quest'ultimo scorcio di 2021, ma ci toccherà andare a pagare di più anche nel corso del prossimo anno. A confermare questo trend di prezzi, sempre in ascesa, ci pensa direttamente Arera - l'autorithy del settore - che prevede che i primi cali possano arrivare non prima dell'aprile del prossimo anno.

A fare il punto della situazione ci ha pensato Stefano Besseghini, presidente di Arera, che ascoltato in Commissione Industria del Senato, in occasione del Dl Bollette, ha sottolineato che

i dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi dell'energia nell'immediato futuro; inoltre, le previsioni di medio periodo lasciano, ad oggi, intravedere un processo ancora lento di riallineamento verso prezzi più bassi, con prezzi del gas naturale superiori ai 40 Eur/MWh per tutto il 2022, per poi scendere verso i 30Eur/MWh solo nel 2023. 

Besseghini sottolinea, inoltre, che le quotazioni che sono state registrate in questi giorni stanno già inglobando prezzi medi oltre i 200 Eur/MWh per tutto l'inverno. L'ipotesi è che possano scendere a 100 Eur/MWh nel corso del mese di aprile 2022.

Bollette, a chi tocca pagare di più in Europa!

Complessivamente le bollette, in un anno, nel nostro paese hanno registrato un aumento pari a 40 miliardi di euro. Il Governo ha provveduto a stanziare qualcosa come 3,5 miliardi di euro per andare in soccorso alle famiglie ed alle imprese più piccole. Dopo questo primo intervento, adesso come adesso, l'Esecutivo potrebbe arrivare a stanziare un altro miliardo per cercare di attutire i rincari. Purtroppo anche questo secondo intervento potrebbe dimostrarsi non sufficiente per riuscire ad azzerare gli oneri di sistema. Quello legato al cosiddetto caro bollette è un vero e proprio problema per le famiglie, che potrebbe portare a grossi problemi nella microeconomia familiare. Alla fine sono le famiglie che pagano e subiscono le conseguenza delle tensioni innescate sulle materie prime, soprattutto sul gas.

Queste tensioni non sono destinate a concludersi in tempi brevi e rapidi. Francesco Del Pizzo, direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento di Terna, ha avvertito che queste tensioni perdureranno per un tempo non brevissimo, almeno due trimestri.

Bollette ed oneri di sistema!

Sicuramente una delle voci che farà temere il peggio è il ripristino degli oneri di sistema, che il Governo ha provveduto ad azzerare ad ottobre, per alleggerire leggermente le bollette dei consumatori. Il loro ritorno preoccupa non pocco tutti quanti. Stefano Besseghini ha sottolineato come

in assenza di ulteriori nuovi interventi legislativi contro il caro-bollette sarà tenuta per competenze e mandato istituzionale a riportare i corrispettivi delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema a livelli che assicurino il gettito annuo necessario per finanziare gli obiettivi di pubblico interesse identificati dal legislatore.

In altre parole, per riuscire ad alleggerire le bollette sarebbero necessarie delle misure strutturali. Nel momento in cui arriveranno gli aumenti degli oneri generali questi si andranno a sommare agli altri costi, quali i prezzi dell'ingrosso delle materie prime. Arera ha quindi provveduto a sollecitare il Governo perché provveda a destinare dei fondi n maniera strutturale, guardando, principalmente, ad obiettivi sociali e di politica industriale. Il Miliardo che sarà destinata a raffreddare il costo delle boleltte dovrebbe essere destinato ad un apposito fondo destinato proprio a questo. Ma potrebbe non bastare.

Bollette, la preoccupazione di Confindustria!

Queste notizie preoccupano diettamente anche Confindustria, che teme che le aziende vengano colpite dal caro bollette proprio nel momento in cui l'economia riprende a girare. Aurelio Regina, vice presidente di Confindustria, ha chiesto direttamente delle misure congiunturali e strutturali e si è lamentato che manchi una vera e propria strategia nel lungo termine per il mercato spot.

Per il momento è necessario prepararsi a subire un onda d'urto di una crisi energetica, della quale non si conosce chiaramente l'orgine. Per il momento si riesce sol a percepire che nel breve periodo non ci sono dei segnali di inversione di tendenza rispetto ai massimi storici raggiunti negli hub europei. Secondo quanto riporta Il Giornale questo avviene 

nonostante qualche correzione al ribasso fosse stata effettuata in seguito alla notizia di un potenziale aumento dell’offerta con l'entrata in operatività del gasdotto Nord Stream 2 e il rischio di riduzione della domanda per la chiusura di importanti stabilimenti industriali. Qualcuno, in effetti, ha già dovuto interrompere la produzione, come lo stabilimento Yara di Ferrara. La speranza, purtroppo remota, è che si possa trattare di un caso isolato.