Fermento in questi giorni sulla legge di bilancio 2022. I vari emendamenti in discussione toccano diversi ambiti ed alcuni sono anche sul bollo auto. Si proprio sulla tassa più odiata dagli italiani, come dimostra l'elevato tasso di evasione. Nel 2019 il Sole24ore riportava che sulle sole tasse automobilistiche l'evasione era intorno a 45 milioni di euro. 

Per fare pulizia delle cartelle esattoriali emesse tra il 2000 e 2010 e non incassate, il decreto sostegni bis ha di fatto cancellato 10 anni di mancato pagamento del bollo auto.

In discussione invece in queste ore, l'idea di cancellare le esenzioni che ci sono sul bollo auto e che coinvolgono diversi proprietari di auto. Dalle auto storiche, passando per i proprietari che godono dei benefici derivanti dallo stato di grave disabilità, per arrivare all'esenzione totale ma temporanea dal pagamento del bollo auto sulle auto elettriche. 

Per le auto elettriche tutti i dettagli sull'esenzione del bollo auto lo trovate nell'articolo Novità bollo auto: cancellato per sempre! Ecco i fortunati

Ma rassicuriamo subito i lettori che non tutte queste categorie sono oggetto della discussione politica per tagliare alcune esenzioni, che si rende necessarie per trovare quelle risorse utili a far quadrare la manovra di bilancio che si attesta sui 30 miliardi di euro.

Potrebbe invece essere cancellato il balzello del superbollo.

Facciamo il punto su cosa bolle in pentola sul bollo auto.

Bollo auto cancellato: chi sono i fortunati del 30 novembre

Fra pochi giorni i cittadini italiani che hanno un debito pregresso con il Fisco relativo a cartelle esattoriali risalenti al periodo 200-2010 non dovranno più preoccuparsi perchè, accedendo alla loro area fiscale sul sito dell'Agenzia delle Entrate, noteranno la cancellazione di tutti i tributi fino a 5.000 euro. Tra questi, anche il bollo auto. Per chi ha ricevuto una cartella esattoriale nel decennio sopra riportato, e che alla data dle 22 marzo, giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sostegni bis, aveva ancora un debito residuo non superiore a 5.000 euro, il 30 novembre è la data da segnare in calendario. 

Cosa succede quel giorno. La procedura di cancellazione delle cartelle esattoriali si conclude, liberando alcuni contribuenti italiani dall'incubo di dover pagare miglia di euro, anche in relazione al bollo auto. 

La pace fiscale, voluta dal premier Mario Draghi, per alleggerire sia l'attività dell'Agenzia delle Entrate -Riscossione che per alleviare la posizione economica di alcuni contribuenti, colpiti fortemente dalle conseguenze della pandemia, è a beneficio però solo di alcuni cittadini italiani. Coloro che potranno festeggiare sono i possessori di una cartella esattoriale notificata tra il 2000 e 2010 e che ha un debito residuo al 22 marzo 2020 al di sotto di 5.000 euro. Ma si deve anche rispettare il requisito del reddito, per chi solo per chi ha un reddito del 2019 inferiore a 30.000 euro potrà beneficiare di questo stralcio.

Bollo auto: la procedura di cancellazione

Il culmine della procedura per la cancellazione del bollo auto è il 30 novembre. Ma intanto tutto l'iter è stato già completato tra l'Agenzia delle Entrate e l'Agenzia Entrate-Riscossione.

La procedura è partita il 20 agosto con l'avvio dello scambio delle informazioni tra Fisco e agente della riscossione. In tutte le fasi della procedura, il titolare della cartella esattoriali non è stato coinvolto. E non lo sarà neanche al termine dell'iter amministrativo, in quanto l'Agenzia delle Entrate non comunicherà l'avvenuta cancellazione del bollo auto. Il contribuente potrà infatti solo verificarlo direttamente sulla propria posizione fiscale accedendo, con l'identità digitale, al proprio fascicolo fiscale sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Per questo motivo è bene segnare in agende le seguenti date.

Il 31 ottobre 2021, l'Agenzia delle Entrate Riscossione ha provveduto alla cancellazione dei debiti.

Dal 1 dicembre, ogni contribuente, interessato a questa operazione di cancellazione, potrà verificare la propria situazione collegandosi al sito dell'Agenzia Entrate-Riscossione.

Bollo auto: addio esenzioni?

La coperta è sempre corta, quando si tratta delle finanze dello Stato. E se con una mano si cancella il bollo auto a chi non l'ha pagato evadendo la tassa, con l'altra invece si pensa di cancellare alcune esenzioni che invece per legge consentivano ad alcuni automobilisti di non pagare la tassa.

L'idea che sta circolando tra alcune forze politiche, come Italia Viva, Movimento 5stelle e Partito Democratico è quello di eliminare l'esenzione dal pagamento del bollo auto sulle auto storiche, che hanno un determinato valore culturale. La normativa attuale, è necessario ricordarlo, proprio per questi veicoli prevede tutta una serie di agevolazioni e di sconti.

La normativa sulle auto storiche o da collezionismo è molto frammentata, perchè il bollo auto è una tassa regionale che lascia quindi alle singole regioni l'indipendenza di come trattarla.

La legge di stabilità del 2015 aveva tolto l'esenzione del pagamento del bollo auto per i veicoli con un'anzianità tra  20 e 29 anni. Ma le regioni non si sono tutte adeguate alla normativa nazionale. Quindi ci sono situazioni diverse che generano una disparità fiscale.

Il legislatore nazionale vuole intervenire di nuovo e togliere l'esenzione sulle auto storiche che hanno un'anzianità tra 20 e 29 anni. Non sembra invece interessata l'auto storica ultratrentennale.

Bollo auto: quali vincoli sulle auto storiche

Si definiscono auto storiche quelle che hanno un'anzianità di almeno otre 20 anni e che non sono più destinate al trasporto delle persone ma che hanno un valore culturale. Si deve però distinguere tra un auto storica costruita da oltre 30 anni e quella invece ultraventennale. 

Per le auto costruite da oltre 30 anni e non adibiti ad uso professionale o utilizzati nell'esercizio di attività di impresa, arti o professioni, sono esenti dal pagamento del bollo auto. Per esse vale solo una tassa di circolazione nel caso in cui sono messe su strada. L'importo è di 28,4 euro per i veicoli e 11,36 euro per i motoveicoli.

I veicoli invece ultraventennali sono soggette al pagamento de bollo auto, come stabilito dalla legge di stabilità del 2015, ad esclusione dei veicoli considerati di interesse storico o da collezionismo. A stabilirlo la legge n.145 del 30 dicembre 2018 (Legge di Bilancio dello Stato per il 2019) che all’art.1 comma 1048 ha disposto che gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni il bollo auto è soggetto alla riduzione del 50%. Per essere considerato però storica o di collezionismo, sulla carta di circolazione deve essere riportato il riconoscimento della storicità, ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 dicembre 2009.

Come riportato sul sito dell'ACI per auto storiche o da collezionismo di intendono

i veicoli costruiti specificamente per le competizioni; i veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre; i veicoli per i quali, pur non appartenendo alle categorie di cui alle lettere a) e b), rivestano un particolare interesse storico o collezionistico in ragione del loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume.

Bollo auto: cosa succederà alle altre esenzioni?

Al momento l'unico emendamento sul bollo auto per l'abolizione dell'esenzione del pagamento della tassa riguarda solo le auto storiche o da collezionismo così come abbiamo riportato sopra.

Ma ci sono anche altre esenzioni dal pagamento del bollo auto che fortunatamente non sembrano essere interessate dall'emendamento. Quindi è salva l'esenzione dal pagamento del bollo auto per i titolari della legge 104/1992 o dei loro famigliari, l'esenzione per le auto elettriche, e l'esenzione per i veicoli destinati al soccorso, come le ambulanze o auto mediche, i mezzi delle forze dell'ordine, l'auto di servizio del Presidente della Repubblica e del Presidente della regione Lazio.

Tutte queste categorie sono salve e per loro anche nel 2022 resteranno in vigore i benefici fiscali dell'esenzione del pagamento del bollo auto.

Bollo auto: esenzione per le auto elettriche anche nel 2022

Altro ambito in cui sussiste l'agevolazione della sospensione del pagamento del bollo auto, è relativo alle auto ibride e elettriche. Mentre nel primo caso, in modo sparso le regioni hanno consentito l'esenzione del pagamento per alcuni anni, in modo parziale o totale (ad esempio in Emilia Romagna l'esenzione del bollo sulle auto ibride è parziale), sui veicoli elettrici l'esenzione dal pagamento del bollo auto è totale e vale per cinque anni. 

Ma ricordiamo che il bollo auto è una tassa regionale. Quindi la decisione di applicare o meno l'esenzione totale dal pagamento del bollo auto, dipende dalle regioni. In 18 su 20 regioni, c'è il vantaggio dell'esenzione totale del pagamento del bollo auto su auto completamente elettriche. L'esenzione ha una validità di cinque anni. A partire dal sesto anno l'importo del bollo auto è pari ad un quarto della misura piena. Questa regola non si applica ai proprietari di veicoli elettrici residenti in Lombardia o Piemonte, in cui invece l'esenzione è per sempre, fino alla vendita o rottamazione dell'auto elettrica. 

Esenzione bollo auto per titolari di Legge 104

Nel 2022 non ci saranno variazioni sul tema dell'agevolazione fiscale per i portatori di disabilità o i loro famigliari. Per queste persone infatti si confema l'esenzione dal pagamento del bollo. A stabilire l'esenzione è interventua la n. 342 del 21 novembre 2000 con l'art.50. I titolari di disabilità ai sensi della legge 104/1992 accertata mediante una valutazione medica da parte dell'ASL son esentati dal pagamento del bollo auto. L'esenzione dal pagamento del bollo auto può però spettare anche al famigliare convivente del cittadino con disabilità grave, e che sia proprietario di un auto utilizzato per il trasporto del disabile. 

Per ottenere l'esenzione si deve effettuare la richiesta presso la Regione di residenza, allegando la certificazione attestante la gravità della disabilità ed indicando quale targa di quale veicolo richiedere l'esenzione. Infatti, l'esenzione è ammessa per un solo veicolo.

Bollo auto: il superbollo sarà cancellato nel 2022?

Altra novità che potrebbe riguardare dal 2022 alcuni automobilisti è l'abolizione del superbollo. Questo balzello è applicato alle auto e ad altri veicoli che hanno una potenza superiore a 185 kw. L'idea nasce dalla volontà di rendere più efficiente il sistema del recupero delle tasse eliminando le microtasse come il superbollo. Sono microtasse quelle che da un punto di vista di contribuzione fiscale sono molto marginali, non toccando neanche lo 0,01% dell'intero gettito fiscale a livello nazionale.

Il superbollo è pagata dal proprietario dell'auto di grossa cilindrata nelle stesse scadenze del bollo a uto. Ma non si dovrà versare la tassa alla regione in cui è iscritto il veicolo, ma direttamente all'Agenzia delle Entrate mediante il modulo F24. 

L'importo è fissato in 20 euro per ogni kw eccedente i 185 kw. Ma con il passare degli anni, e quindi l'aumento dell'anzianità del veicolo, il costo maggiorato per ogni kw è decrescente secondo la seguente scala:

  • 12 euro/kw dopo cinque anni dalla data di costruzione (che salvo prova contraria coincide con la data di immatricolazione)
  • 6 euro/kw dopo dieci anni dalla data di costruzione
  • 3 euro/kw dopo 15 anni dalla data di costruzione
  • 0 dopo 20 anni dalla data di costruzione.

Dal 2022, con l'implementazione della legge delega sulla riforma del fisco, questo balzello non sarà più dovuto. Sarà così?