Il decreto sostegni, ormai legge, ha cancellato i debiti fiscali dei contribuenti che avevano una o più cartelle esattoriali già iscritte a ruolo con un importo complessivo non superiore a 5.000 euro. Una pace fiscale, fortememente voluta da una parte dell'attuale maggioranza di Governo per venire incontro alle persone in difficoltà economica. Ma anche un'operazione di pulizia dell'archivio delle cartelle fiscali presso l'agente di riscossione, che non sono più escutibili. Il periodo di condono totale è tra il 2000 e 2010. Tuttavia per far valere la condizione di difficoltà economica, il decreto sostegni ha posto un vincolo reddituale di 30.000 euro prodotto nel 2019

Ma alla pace fiscale, si affianca anche una sentenza della Corte di Cassazione, del 2019, che di fatto cancella il bollo auto, multe stradali e rende illegittimi i fermi amministrativi. Ma anche in questo caso il periodo temporale è circoscritto anche se ampio e l'importo massimo della cartella esattoriale è di 1.000 euro.

Bollo auto e multe sono cancellate: ecco cosa dice la sentenza

La sentenza della Corte di Cassazione n. 29653 del 14 novembre 2019 ha aiutato ed aiuta molti italiani che si trovano con una cartella esattoriale non superiore a 1.000 euro risalente al periodo 2000-2010 e già iscritta a ruolo. In base a questa sentenza 

I debiti di importo residuo fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, sono automaticamente annullati.

Chi ha in mano una cartella esattoriale di quel periodo e di importo inferiore ai 1.000 euro può tirare un sospiro di sollievo, a patto però che il debito fiscale risalga al periodo 2000-2010.

Questa agevolazione di fatto sembra sovrapporsi alla pace fiscale voluta dal decreto sostegni. In realtà è un'agevolazione indipendente, perchè la sentenza non fissa alcun limite reddituale, come fa invece la pace fiscale sui debiti fino a 5.000 euro sempre del periodo 2000 e 2010 ed iscritti a ruolo, ed include anche le multe stradali che la pace fiscale esclude.

Quindi, facendo valere la sentenza della Corte di Cassazione del 2019, sopra riportata, chi ha una piccola cartella sul bollo auto o multe non pagate e notificate tra il 2000 e 2010 può dire addio, in quanto stralciate.

Bollo auto: cancellato dalla Suprema Corte

Con l'ordinanza n. 29653 del 14 novembre 2019, la Corte di Cassazione ha definito l'applicabilità al bollo auto dello stralcio dei debiti fino alla somma di 1.000 euro affidati agli agenti di riscossione.

Già alla fine del mese precedente, con l'ordinanza n. 28072 del 31 ottobre 2019, la Suprema Corte di Cassazione aveva stabilito la cessazione della materia del contendere in relazione alla contestazione delle cartelle di pagamento affidate agli agenti di riscossione dal 2000 al 2010.

Nelle suddette cartelle rientrano anche quelle relative al bollo auto e alle multe stradali non pagate, a patto che il valore di ognuna sia inferiore ai 1.000 euro.

Bollo auto: addio fino a 5.000 euro

Oltre alla sentenza della Corte di Cassazione, è intervenuta anche la legge n.69/2021 di conversione del Decreto Sostegni. Con questa legge i debiti fiscali notificati ed iscritti a ruolo tra il 2000 e 2010, per un importo non superiore a 5.000 euro, sono cancellati. Diversamente dalla sentenza della Corte di Cassazione però la cancellazione non riguarda le multe stradali che invece devono essere pagate. Inoltre, potranno dire addio al bollo auto, ma anche ad IMU ed altre tasse relative a cartelle esattoriali notificate nello stesso periodo, solo chi ha avuto un reddito complessivo nel 2019 non superiore a 30.000 euro. 

Uno schiaffo comunque a chi ha sempre pagato le tasse. Lo stesso Ministero dell'Economia e Finanze ha ammesso che il gap tra tasse dovute e tasse pagate è alto. L'obiettivo per i prossimi anni però è quello di ridurre del 5% questo gap, e quindi di recuperare gli introiti dovuti a che le tasse non le paga, sia cittadini che imprese. 

Cancellazione bollo auto: ecco le date

Poco più di tre settimane fa, ed esattamente venerdì 20 agosto, è partita la procedura per la cancellazione delle cartelle esattoriali, anche riguardanti il bollo auto, non pagate e relative al periodo 2000 e 2010 e di importo inferiore a 5.000 euro. Si tratta di una procedura automatizzata di scambio informativo tra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'agente di riscossione, proprio il 20 agosto ha iniziato ad inviare all'Agenzia delle Entrate l'elenco dei codici fiscali dei contribuenti che hanno una cartella esattoriale di importo inferiore o pari a 5.000 euro. L'identificazione dei codici fiscali perte dal controllo dei piani di pagamento della “Rottamazione-ter” e/o del “Saldo e stralcio” all'interno dei quali sono presenti carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1/1/2000 al 31/12/2010 rientranti tra quelli di importo residuo fino a 5 mila euro, calcolato alla data del 23/03/2021. 

Di ritorno, l'Agenzia delle Entrate, fornirà di quell'elenco i codici fiscali di coloro che hanno avuto nel 2019, un reddito complessivo non superiore a 30.000 euro. 

L'incrocio tra i due archivi, in cui la chiave di lettura è il codice fiscale, farà emergerà chi avrà effettivamente il diritto all'annullamento del bollo auto, ed altre tasse.

Addio al bollo auto 2020: ecco per chi

Non è oggetto di cancellazione, ma chi ha pagato il bollo auto nel 2020 si vedrà riconosciuto un rimborso, di fatto andando a cancellare il tributo per quell'anno. Questa manovra non è per tutti, nè a livello nazionale. Ad applicarla infatti è la regione Lombardia. 

Chi governa la Lombardia ha ritenuto che nel 2020 una particolare categoria di automobilisti non potendo usare l'auto per la propria attività, ha pagato una tassa senza poter usare il mezzo di lavoro. Si tratta degli intermediari commerciali che si muovono in auto in lungo e largo per l'Italia. Il lockdown e poi le restrizioni nei movimenti tra regioni ha praticamente imposto a questi lavoratori di fermare l'auto nel proprio box senza quindi poter svolgere la propria attività. La regione Lombardia, in quanto titolare della tassa bollo auto, come lo sono tutte le regioni, ha deciso di dare una mano agli agenti commerciali, prevedendo per loro il rimborso del bollo auto dell'annualità 2020. Il rimborso avverrà a mezzo bonifico bancario. 

Rimborso bollo auto 2020 Lombardia: come fare la domanda

I proprietari di auto che hanno beneficiato della decisione della Lombardia del rimborso del bollo auto 2020, devono però farne richiesta. E la domanda va presentata entro al fine del terzo anno successivo alla data in cui il pagamento è stato effettuato. Le modalità messe a disposizione dalla Lombardia sono diverse.

Si può procedere on line dall'Area Personale Tributi, accedendo alla sezione "Modulistica", se si dispone di SPID, PIN della "Tessera Sanitaria - Carta Nazionale dei Servizi" o OTP (attenzione: dal 28 febbraio 2021 tutte le Pubbliche Amministrazioni non possono più rilasciare nuove credenziali del tipo OTP, e a partire dal 30 settembre 2021 non sarà più possibile utilizzare tale modalità per accedere ai servizi online, neanche per chi la adoperava in precedenza. Per maggiori informazioni consulta questa pagina).

Oppure si può optare per procedure più soft come la posta ordinaria: a Regione Lombardia - Direzione Centrale Bilancio e Finanza - U.O. Tutela delle Entrate Tributarie Regionali - Piazza Città di Lombardia, 1 - 20124 Milano

Infine, ma solo per chi ha una casella di posta elettronica certificata, PEC, si potrà inoltrare la domanda all'indirizzo presidenza@pec.regione.lombardia.it. In questo caso, se l’istanza e i relativi allegati sono sottoscritti con firma digitale, non è necessario allegare copia del documento d’identità.

Bollo auto: esenzioni 2021

Concludiamo l'articolo con il riferimento a chi invece è esente dal pagamento del bollo auto per il 2021 e dunque gode, per legge, di un'agevolazione totale. 

La prima categoria di esenzione totale dal pagamento del bollo auto è rappresentata da chi un'invalidità civile riconosciuta dall'Asl competente per il territorio purchè in possesso della certificazione di handicap grave ai sensi del comma 3 art.3 della legge 104/1992. Alternativamente, può beneficiare dell'esenzione dal pagamento del bollo auto anche il famigliare che ha fiscalmente a carico il titolare della condizione di esenzione, purchè il veicolo sia destinato al trasporto della persona.

Per favorire la mobilità sostenibile, per chi acquista un auto elettrica, l'esenzione del pagamento del bollo è concesso ma solo per 5 anni dalla data di prima immatricolazione. Successivamente, si dovrà pagare il bollo ma in misura ridotta.

Restano esenti dal pagamento del bollo le auto storiche che risultano immatricolati da più di 30 anni, sono esenti dal pagamento del bollo auto.

Anche i mezzi dedicati al trasporto medico, come le ambulanze ed alcune auto della presidenza della Repubblica sono esentati dal pagamento del bollo auto.