A un mese circa dalla fine dell’anno il reddito fisso, a livello di performance, mostra un progresso dei corporate bond e delle emissioni high yield, mentre registra una fase di stanca per la carta dei mercati emergenti, sia in valuta locale che in hard currency.

In parte, a livello di categorie Morningstar dedicate ai fondi che investono nel fixed income, è il quadro che si è visto durante questa parte del 2019 anche se il debito dei paesi in via di sviluppo, da gennaio fino a quattro settimane fa, ha mostrato di potersela giocare sia con quello aziendale che con quello ad alto rendimento (vedi tabella sotto).

Andamento categorie Morningstar reddito fisso nell’ultimo mese e da inizio anno

Dal punto di visto operativo i gestori di Morningstar Investment Management (MIM), mantengono un approccio cauto sul settore del reddito fisso. Il livello di conviction nei diversi segmenti che compongono l’universo del debito va da medium a low (Market Outlook e Conviction di ottobre 2019).

I diversi asset del reddito fisso e le conviction di MIM

“Per quanto riguarda gli Stati Uniti, nel settore governativo i rendimenti sono scesi e coprono a malapena i rischi di inflazione. In generale, tuttavia, i Tbond mangono la loro capacità di difesa. Nei corporate, gli yield rispetto al Treasury sono poco interessanti e i rendimenti, in rapporto al rischio, sono bassi”, spiega Dan Kemp, responsabile degli investimenti di MIM. “In Europa, nei governativi gli yield sono poco attraenti, sia in termini assoluti che relativamente ad altre classi di investimento. In una prospettiva di lungo termine non sono fra i favoriti. I corporate mostrano lo stesso quadro e le valutazioni sono un problema. Negli high yield gli spread sono ancora stretti rispetto al livello che riteniamo normale e questo riduce le possibilità di futuri guadagni. Raccomandiamo la cautela. L’esposizione ai mercati emergenti potrebbe essere interessante grazie agli alti rendimenti, anche se i guadagni visti in alcune fasi consigliano una certa prudenza”.