Le scadenze extralunghe ancora una volta in crisi e le medie/lunghe invece che ritrovano un po’ di vigore: eccola la strana fotografia dei Btp dopo una prima seduta di settimana alquanto contradditoria, partita bene e finita male. Inevitabilmente l’analisi dei titoli deve partire dai Matusalemme, atterrati su supporti decisivi. La vera notizia - di là di tutto - è questa, perché si torna in alcuni casi ai culmini della crisi di fine maggio/inizio giugno. 

Supporti ancora una volta decisivi

Il Btp 2,8% scadenza 2067 (Isin IT0005217390) tocca un livello che ha più volte fatto da barriera negli ultimi tre mesi. Da inizio luglio ha iniziato una fase discendente verso 84,72, toccato ieri in giornata. Aver anche rotto al ribasso questo supporto non vuol dire che la situazione sia definitivamente compromessa, sebbene tutte le medie mobili – corte e lunghe – risultino ribassiste. 

Il Btp 3,45% scadenza 2048 (Isin IT0005273013) conferma la discesa sotto quota 100 attestandosi su una trendline ribassista di lungo periodo. A 98,11 euro ieri ha tuttavia messo a segno un modestissimo recupero (+0,09%) in un mercato talvolta contradditorio perché in calo di volumi.

Il Btp 2,7% scadenza 2047 (Isin IT0005162828) replica il 2067 e si appoggia a 87,1 euro su un supporto più volte testato negli ultimi mesi, test della verità oltre il quale inizierebbe un crollo sotto i minimi storici. Anche in questo caso c’è una trendline ribassista partita a fine 2017, che potrebbe proseguire fino a livelli di 84/85 euro.

I medio/lunghi svettano fra i migliori

Che il quadro dei mercati sia confuso lo dimostra il tatto che a primeggiare in termini di performance sono state le scadenze dal 2024 al 2028. Un caso certamente da seguire è quello del 2,8% scadenza 2028 (Isin IT0005340929), entrato sul mercato il 31 luglio scorso. Con cinque giorni soltanto sulle spalle dimostra una forte sensibilità ai sentiment degli investitori: è passato infatti da un massimo di 99,58 euro della seduta iniziale a un minimo di 96,27 euro venerdì, per riprendere ieri in chiusura la quota di 98,29. Una simile volatilità in così poche giornate conferma la possibilità che si trasformi in breve in uno dei preferiti da chi fa trading.