L’anomala situazione politico/economica della Turchia porta le organizzazioni sovranazionali a emettere obbligazioni via via adeguate all’evoluzione dei tassi (quello attuale è al 17,75%). Per questo motivo World Bank – nell’ambito della serie Sustainable – propone un nuovo bond a cedola 12,3% in lire turche, quotato a Borsa Italiana da poche sedute. In realtà il book è ancora atipico con proposte quasi solo in acquisto ma ciò avviene spesso per le nuove emissioni della Banca Mondiale. Ieri si sono cominciati a registrare alcuni primi acquisti con quotazioni di 92 Try, equivalenti a uno yield del 14,7%. Certamente c’è il rischio cambio a frenare il mercato, come abbiamo segnalato proprio nell’analisi delle valute emergenti di lunedì, ma valori così elevati non possono essere trascurati, pur con la dovuta prudenza riferita a una moneta che negli ultimi anni ha riservato solo amarezze per gli investitori. 

Le sue caratteristiche

Il 12,3% (Isin XS1830925886) ha scadenza 28/6/2023 e richiede un lotto minimo di 10.000 Try, equivalenti a 1.857 euro. Un taglio così basso consente di costruire strategie nel tempo in presenza di ulteriori indebolimenti della lira. L’ammontare emesso di 100 milioni di Try potrà essere aumentato in futuro, come spesso avviene per le emissioni di World Bank. Il pagamento delle cedole avviene annualmente alla data del 28 giugno. Per ora è quotato solo su Borsa Italiana, il che non agevola la valutazione di spread e volumi. E’ il caso di sottolineare come la “duration” di 3,9 sia bassissima rispetto al rendimento, situazione abbastanza inconsueta anche per le obbligazioni nelle valute emergenti.