Il Bonus 110, anche conosciuto come Superbonus 110% non ci abbandonerà tanto presto. L’agevolazione economica, infatti resterà con noi anche per tutto l’anno prossimo, il 2022. In questo modo sarà possibile usufruire della detrazione dell’Irpef, degli sconti in fattura e dell’ipotetica cessione del credito.

Argomento di discussione di questi ultimi mesi era stata infatti la decisione dell’esecutivo capeggiato dal Premier Draghi, di posticipare la proroga del bonus fino al 2023 solamente a fino anno, con la Legge per il Bilancio pluriennale del 2022, ovvero a dicembre di quest’anno. Allo stesso modo scarseggiavano le notizie riguardanti la volontà di prorogare, assieme al bonus la possibilità di sfruttarlo attraverso lo sconto in fattura e un'ipotetica cessione del credito.

Bonus 110, arriva la proroga, parla il Ministero dell’Economia

Fortunatamente il ministero dell'economia e delle finanze, MEF, non ha tardato a comunicare la decisione presa in questi giorni e a rassicurare i cittadini: il bonus 110 verrà prorogato per tutto l'anno prossimo, il 2022 e virgola con esso, potranno essere sfruttati anche lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Per quel che concerne, invece l'introduzione della proroga anche per tutti quegli edifici di tipo unifamiliare, occorrerà pazientare che venga elaborata la futura manovra per il bilancio. Questo dipende unicamente da motivi tecnici.

non potevamo, però, pensare altrimenti poiché il bonus 110 non è altro che una delle fondamentali misure adottate e ideate dall'esecutivo per la realizzazione di una buona parte degli obiettivi che sono stati prefissati dal PNRR.

Proprio per il piano nazionale per la ripresa e per la resilienza lo Stivale dovrà, con scadenza prevista per il 2025, portare migliorie ad almeno il 50% di tutti gli edifici pubblici, ma anche privati, proprio riguardo l'efficientamento energetico.

Si tratta, infatti di numerosissimi lavori edilizi che, oltre ad avere un costo molto elevato, sono anche da effettuare in maniera diffusa. Proprio questi sono compresi dalla misura del bonus 110 e dai suoi fondi messi in campo.

Senza questi fondi sotto forma di bonus, i cittadini italiani non sarebbero di certo in grado di sobbarcarsi le spese per i lavori. Sta proprio qui l'importanza del bonus 110 e dell’annesso sconto in fattura oltre che della cessione del credito.

Ecco un video YouTube molto interessante di Soluzioni Green proprio sulla proroga del superbonus 110%:

Bonus 110 % com’è la situazione adesso?

Lo scorso 30 giugno 2021 ha ottenuto l’approvazione in Consiglio dei ministri il nuovissimo disegno di legge per attuare la conversione del cosiddetto Decreto Semplificazioni. Questo avrebbe proprio l’incarico di applicare tutte quelle misure che sono state previste con il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Proprio tramite l’approvazione del decreto-legge del 30 giugno sono state ristabilite e prorogate le scadenze relative al bonus 110 o superbonus 110%.

La scadenza più lontana la troviamo fissata al 30 giugno del 2023. Questa sarà la data clou per tutti gli istituti e case popolari. Questi, però, qualora entro quella data riuscissero a completare almeno il 60 per cento dei lavori edilizi, potranno prorogare la scadenza al 31 dicembre 2023;

La scadenza per tutti gli edifici condominiali per cui non servirà più dimostrare lo stato dei lavori del 60% è stata posta al 31 dicembre 2022;

ben due scadenze, invece, sono state fissate per il 30 giugno 2022: quella per tutti quegli edifici di tipo unifamiliare, ma anche per gli edifici condominiali che, però, hanno un solo proprietario e la cui composizione è formata da massimo 4 unità familiari. 

In questo secondo caso, come per il primo, potranno far cadere la scadenza al 31 dicembre 2022 qualora, entro giugno 2022, avranno completato almeno il 60 per cento dei lavori.

In ogni caso, dovrebbe trovare inserimento proprio in Legge di Bilancio per l’anno 2022 una proroga più generica per tutto il prossimo anno, riguardante tutte le tipologie di immobili sopracitate. Questo, infatti, trova conferma nelle parole del Presidente del Consiglio dei ministri e del sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze, Claudio Durigon.

Ma le novità non sono fine qui: il MEF ha, infatti, dato l’ok e comunicato che presto sarà utilizzabile la CILA per Superbonus. Questo non è altro che un modello unico che potrà essere utilizzato per effettuare tutti i lavori previsti dall’agevolazione, su tutto il territorio italiano.

Il destino del bonus 110 dopo il 2023

Se, per, ora sappiamo che con l’arrivo del 2023, prima per alcune tipologie di interventi, e poi per altre, dovremo dire addio al bonus 110 per cento, dall’altra abbiamo la certezza che la misura non verrà eliminata in maniera definitiva, ma che essa verrà unita ad altri sussidi economici, subendo, però, una diminuzione delle somme.

Il contributo, secondo il Governo, ha il compito di portare un po’ di sollievo a uno tra i settori che ha risentito maggiormente della crisi economica, come l’edilizia. Purtroppo, però, il bonus 110, e annessi, sono delle misure molto costose per le casse dello Stato e non potranno, come dicevamo pocanzi, perdurare in eterno tra gli incentivi.

Secondo le voci che starebbero circolando in quest’ultimo periodo, alcune forze politiche starebbero spingendo per l’introduzione di un altro bonus per la ristrutturazione al 75 percento. Si tratterebbe di un unico contributo che racchiuderebbe al suo interno l’insieme delle agevolazioni edilizie esistenti, per cui poi verrebbe applicato lo sconto pari al 75 %.

Il Governo italiano vuole snellire tutti i bonus presenti

Si può notare come, il nuovo esecutivo stia marciando sulla via dello snellimento. Dapprima con i bonus di sostegno per le famiglie, i bonus erogati dall’INPS, che da gennaio andranno a confluire sotto un’unica prestazione, l’Assegno Unico e Universale, poi i bonus erogati dall’Agenzia delle Entrate.

Ad avvalorare questa tesi, sappiamo dell’esistenza di un Atto di Sindacato Ispettivo voluto da Anna Maria Bernini, la senatrice del partito politico Forza Italia, che è stato presentato nello scorso aprile e in cui veniva richiesto un unico bonus per le ristrutturazioni.

Una modificazione di questo genere porterebbe conseguenze differenti per i bonus che già sono in vigore. Aumenterebbero, infatti, le cifre erogate per alcuni bonus, e diminuirebbero gli importi di altri, come appunto il nostro bonus 110.

In ogni caso, ricordiamo che quanto stiamo affermando ora non avrà modo di entrare in vigore e di toccare il nostro bonus 110 per cento fino all’anno 2023.

Ecco i requisiti per ottenere il bonus 110 e i lavori che si possono effettuare

Dopo aver ricordato che il bonus 110 o super bonus 110% resterà attivo per tutto l'anno prossimo e per parte o per la totalità del 2023, facciamo il punto su tutti i requisiti per richiederlo.

Dobbiamo innanzitutto applicare una distinzione tra quelli che sono i lavori trainanti e quelli che sono i lavori trainati. I lavori trainanti non sono altro che i lavori principali, come ad esempio l'adeguamento sul piano sismico dell'edificio, il cappotto termico dello stesso, la sostituzione degli impianti di riscaldamento.

Per ottenere il bonus 110 almeno uno degli interventi sopraindicati deve essere effettuato, a seguito si potranno richiedere anche gli interventi trainati virgola che non sono altro che degli interventi aggiuntivi e per cui si potranno avere degli incentivi. Si tratta sostanzialmente di lavori minori, ma sempre onerosi.

Tra i lavori minori, che ricordiamo si possono richiedere solo se vengono effettuati i lavori trainanti, ne troviamo parecchi:

  • Sostituire gli infissi della propria abitazione
  • Abbattere le barriere architettoniche
  • installare pannelli fotovoltaici
  • installare colonne di ricarica per i veicoli elettrici

Infine, è meglio specificare che il bonus 110 ha preso questo nome proprio perché la detrazione che spetta non copre unicamente il 100% di tutti i costi ma verrà aggiunto un 10% extra ad esso. Questo bonus verrà accreditato in diversi modi.

Come funziona l’accredito o lo sconto del bonus 110 o superbonus 110% 

Potremo utilizzare il superbonus in tre modi:

  • detrazione Irpef nell’arco di 5 anni
  • lo sconto in fattura
  • la cessione a terzi del credito.

Per coloro che sceglieranno la prima opzione dovranno versare il pagamento della totalità dei costi per l’intervento di tipo edilizio, in seguito riceveranno il 110% del totale speso per essi, mediante uno sconto di anno in anno sulle tasse dovute. L’importo spettante verrà spalmato per cinque anni.

Per quel che concerne lo sconto in fattura, invece, ci si dovrà prima informare poiché si dovrà scegliere un’impresa che decida di anticipare i costi. Attraverso questa modalità, infatti, la ditta anticipa le spese per poi richiedere indietro il 110 per cento, attraverso credito di imposta.

L’ultima opzione è la cessione del credito. In questo modo si potrà cedere il credito ad una banca o affine. Questa cessione può essere richiesta 

  • Dal proprietario dell’edificio, colui che beneficia del Superbonus 110
  • Dalla ditta che effettua i lavori, qualora anticipasse i costi

CILA per superbonus, il modello unico 

Il bonus 110 non è di certo tra le misure più semplici attuate dal nostro Governo, la misura è abbastanza complessa sia per il suo funzionamento che per i requisiti necessari a richiederla. Secondo una recente analisi su 10 soggetti che fanno richiesta per ottenere il bonus solamente uno riesce davvero a beneficiare della misura.

Proprio per la risoluzione di questo problema il Decreto Semplificazioni ha deciso di eliminare la certificazione relativa allo stato legittimo dell'immobile, sostituendola con la CILA. La prima, infatti, era annoverata tra i documenti da presentare per ottenere il bonus.

Proprio per questo, il Ministero della Pubblica Amministrazione ha annunciato che a breve comparirà il nuovo modello unico per il bonus 110, la CILA-Superbonus. Questo modello potrà essere usato su tutto il territorio italiano per tutti gli interventi di cui prima, previsti per il Superbonus.

Verranno esclusi dal modello unicamente gli interventi (per gli edifici) di

  • Demolizione
  • Ricostruzione