Bonus 110%: un'altra proroga in arrivo!

Questo è quanto trapelato di recente in merito al question time del 27 aprile alla Camera. Una nuova proroga per le unifamiliari, e stavolta a settembre!

Questo potrebbe essere davvero la svolta per tutte le unifamiliari, che rischiano al 30 giugno 2022 di perdere il diritto al Superbonus 110%.

Purtroppo, oltre alle belle notizie, ci sono delle brutte novità. Sembra che stia tornando in auge l'idea di una potenziale riduzione della famosa percentuale del 110%. Ufficialmente si può ancora utilizzare questa detrazione fiscale record del 110% fino al 2023 compreso, e senza ulteriori discrimini tra unifamiliare, condominio o ex IACP.

Però sembrerebbe che dal 2024 questa cifra a tre zeri dovrebbe cambiare all'improvviso. Motivo? Forse il costo, dato che il mantenimento di questa percentuale per tre-quattro anni potrebbe risultate molto esosa per le casse dello Stato.

Inoltre, al secondo anno di questa detrazione, già sono stati segnalati tra i quattro e cinque miliardi di euro di lavori irregolari, anche se per tutto il pacchetti dei Bonus Casa.

Però c'è il sospetto che dal 2024 la cifra non sarà più la stessa. Però non tutto è perduto. Se non vuoi rischiare di perdere questa opportunità di guadagnarci un 10% di credito extra, puoi ancora fare richiesta, forse con la nuova proroga.

Lo vedremo meglio nel corso dell'articolo, insieme all'ultima novità in merito alla proroga e alla percentuale prevista dopo il 2024.

Bonus 110%: proroga per le unifamiliari fino a settembre 2022! Ecco la novità

Il bonus 110% potrebbe non essere più facilmente accessibile per molti richiedenti, specie con le polemiche sorte in merito alla proroga per le unifamiliari.

Per diverso tempo alcune forze parlamentari hanno tentato di prorogare ulteriormente la scadenza per l'accesso al Superbonus 110%, in particolare per chi lo richiede come proprietario di una casa unifamiliare.

L'ultima proposta è quella di prorogare di altri tre mesi, cioè verso il 30 settembre 2022, come segnala il Corriere. Se non dovesse venire accettata, l'unica proroga rimarrà quella al 31 dicembre 2022, ma soltanto se entro il 30 giugno 2022 verrà consegnato lo Stato Avanzamento Lavori, ovvero il SAL, almeno al 30%.

Abbiamo visto negli ultimi mesi diversi tentativi di prorogare per le villette almeno entro la fine dell'anno, e quasi tutti non hanno avuto un grande successo. Il Governo infatti punta molto sullo strumento del SAL, e non a torto. anche il Geometra Danilo Torresi ha voluto specificare alcuni punti del SAL nel suo video Youtube.

Bonus 110%: proroga a giugno con lo Stato Avanzamento Lavori! Ecco la novità sul calcolo

Il bonus 110% al momento è prorogabile fino alla fine dell'anno se il proprietario di una villetta, o meglio casa unifamiliare, consegni entro il 30 giugno 2022 un SAL al 30%.

Lo Stato Avanzamento Lavori è un documento che attesta il raggiungimento di alcune soglie di spesa conformi alla detrazione fiscale per cui si fa domanda. In genere il SAL viene impiegato quando c'è da confermare il raggiungimento del 30% delle spese (nel caso delle unifamiliari) o il 60% delle spese (nel caso dei condomini).

Il problema è che, come avevamo visto in un precedente approfondimento, il calcolo del SAL non è così elastico come si possa credere. Nel caso in cui una o più spese non rientrino nella detrazione fiscale che si richiede, si rischia pressoché tutto.

Perché non solo ti ritrovi con una spesa non coperta dalla detrazione, ma ti ritrovi anche con una percentuale che, in ponderazione a questa spesa non coperta, potrebbe risultare inferiore alla quota minima richiesta.

In poche parole, se vuoi raggiungere il 30% ma c'è una spesa non coperta dalla detrazione, sulla carta potresti arrivare al 28%.

Praticamente hai già perso il diritto al bonus 110%. Però questo potrebbe cambiare, nel caso in cui l'emendamento del M5S dovesse passare. Si parla di cambiare il calcolo del SAL, e di valutare non le spese ma i pagamenti effettuati.

Così ci sarebbe maggior possibilità di rientrare nelle spese, altrimenti, se hai anche richiesto la cessione del credito o lo sconto in fattura, il problema è peggiore.

Bonus 110%: proroga per cessione del credito e sconto in fattura! Ecco le ultime novità

Il bonus 110% anche nel 2022 garantisce sempre l'accesso ad altre opzioni al di fuori della sola detrazione fiscale IRPEF. Solo che per quest'anno si dovrà stare attenti a quando si richiede la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Dal 1 maggio entreranno in vigore le disposizioni previste dal Decreto Superbonus, ovvero:

  • il limite di cessioni a tre stadi, e solo tra enti, istituti e soggetti iscritti ad un albo professionale,
  • l'abolizione della frammentazione del credito.

Come novità però ci sarebbe l'aumento del numero dei passaggi, almeno nella proposta del ministro del MEF, Daniele Franco. Si potrebbe consentire, in sede di cessione del credito, all'introduzione di un quarto passaggio, anche se col vincolo di non poter effettuare altre cessioni al di fuori di quella bancaria.

Ovviamente tutto ciò potrebbe cambiare se dovesse venire presa in considerazione l'idea di una riduzione della percentuale.

Bonus 110%: riduzione della percentuale dopo il 2023? Facciamo chiarezza

Il bonus 110%, o Superbonus 110%, è diventato famoso nelle cronache per la sua percentuale pressoché unica all'interno della rosa dei Bonus Casa.

Si parla di una copertura fiscale e/o creditizia del 100%, a cui si aggiunge un credito aggiuntivo del 10%, e sempre per gli stessi lavori o interventi di efficientamento energetico.

Però tutto questo non durerà per sempre. La principale novità per il Superbonus infatti è in questo presunto cambio di percentuale dal 2024, cioè dopo la fine della stagione degli accessi per unifamiliari e condomini. 

Dopo il 2023 infatti la percentuale del Superbonus 110% dovrebbe scendere al 75%, e questo varrà per tutti i richiedenti, senza alcuna distinzione edilizia. Pertanto, se vuoi fare domanda dopo il 2023, dovrai accontentarti di una copertura non più totale, ma parziale. Con un 25% di spese a carico tuo.

Motivo di questa riduzione? Sembrerebbe sia relativo ad un'armonizzazione normativa.

Bonus 110% al 75%? Novità dal 2024: ecco l'ipotesi al vaglio! 

Il bonus 110% potrebbe passare al 75% nel caso in cui venisse presa in considerazione l'idea di un'armonizzazione delle detrazioni fiscali relative all'edilizia. 

Non è una grossa novità, se ne parla da anni di questa proposta, dovuta anche per impedire, oltre ad uno squilibrio nelle domande per i bonus Casa, anche uno sbilanciamento nei fondi per i bonus edilizi. La proposta parlamentare è quella di armonizzare tutte le detrazioni dal 2024 in avanti sotto un'unica aliquota fiscale, quella del 75%.

Oltre a ciò, si valuterebbe anche l'introduzione di un testo unico per tutte queste detrazioni, così da creare, eventualmente, tetti di spesa compatibili tra loro o un miglior efficientamento burocratico.

Però in questo caso al vaglio non ci sarebbe prettamente il bonus 110%. Tutte le detrazioni che potrebbero rientrare in questa omogeneizzazione fiscale, secondo lavoripubblici.it, sarebbero l'Ecobonus, il Sismabonus, e il Bonus facciate.

Quindi si parlerebbe di una riduzione che solo ipoteticamente potrebbe essere disposta per il bonus 110%, ma che ancora non ha alcuna ufficialità.

Inoltre è più probabile che andrà a colpire dei bonus Casa che già ora stanno subendo delle effettive riduzioni, come il bonus facciate, che dal 1 gennaio 2022 permetterà solo una detrazione fiscale al 60%, e non più al 90%.

Ad essere realistici, la storia della percentuale è quasi una questione di lana caprina, rispetto ai problemi più urgenti che stanno vivendo tutti coloro che vogliono accedere alla proroga del Superbonus 110%