Finalmente il bonus previsto per luglio 2021 prende forma. È di ieri la notizia del decreto-ponte che trascinerà i nuclei familiari sulla traiettoria dell’assegno unico per i figli fino al ventunesimo anno di età. Si tratta, però, di un bonus temporaneo, in attesa dell’integrale attuazione dell’assegno unico per il quale si dovrà attendere l’inizio del nuovo anno.

Voci di corridoio davano quasi per certo lo slittamento dei termini al 2022: troppe cose da mettere in ordine in pochissimo tempo considerando che l’approvazione della legge delega 41/2021 è arrivata troppo tardi. Tuttavia, la Ministra per le pari opportunità e la famiglia aveva confermato l’avvio dell’agevolazione già a partire dal 1° luglio 2021. 

A conferma si legge sul sito ilsole24ore.com: “L'assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio 2022, ma il percorso partirà dal 1° luglio 2021. Non vogliamo che accada che le famiglie italiane abbiano dei disagi”.

La parola è stata mantenuta. I primi passi del percorso cominceranno dal primo luglio seppur con qualche vincolo da rispettare: l’erogazione riguarderà un bonus parziale per il 2021 non indirizzato a tutte le famiglie con figli a carico di 21 anni compiuti. 

Per la maggior parte dei genitori il diritto al benefit - che finirà per assorbire definitivamente una serie di bonus famiglia (bonus bebè, bonus natalità e adozioni, assegni nuclei familiari, bonus per nuclei familiari numerosi) – scatterà con l’inizio dell’anno 2022.

Ad oggi, infatti, per come dichiarato dalla stessa Ministra si procederà per gradi concedendo il bonus a partire dal 1° luglio 2021 soltanto alle famiglie comprese in determinate categorie, iniziando dai titolari di Partita Iva, autonomi e disoccupati, nell’intento di non deludere le aspettative create nei precedenti mesi.

Per rimanere aggiornati sulle ultime novità riguardanti l'assegno unico si consiglia la visione del video YouTube Mr LUL lepaghediale.

Al momento, quindi rimarrebbero fuori dall’assegno unico parziale i lavoratori dipendenti.

Tale “misura ponte”, che da ora in avanti chiameremo “bonus di transazione” proprio per scinderlo dall’assegno unico universale definitivamente operativo da gennaio 2022, per il periodo di prova dal luglio a dicembre 2021, consentirà a circa 1,8 milioni di famiglie con figli a carico fino ai 21 anni di beneficiare dell’assegno.

A conferma, sempre dal sito de ilsole24ore.com, si legge: “Secondo le stime del governo a usufruire del nuovo assegno saranno circa 1,8 milioni di famiglie nelle quali sono presenti 2,7 milioni di figli minori”.

Analizziamo nei dettagli a chi spetta l’agevolazione, gli importi del bonus di luglio e come richiederlo.

A chi spetta il bonus di luglio

L’assegno unico spetta alle famiglie per ciascun figlio a carico di età inferiore ai 21 anni. In via generale, viene erogato ai genitori a partire dal 7° mese di gravidanza della mamma e fino al compimento della maggior età del figlio.

Una disciplina diversa si applica per i figli di 18 anni compiuti ma di età non superiore ai 21 anni. In questo caso, se i ragazzi sono iscritti all’università o ad un corso professionale, svolgono attività di tirocinio, servizio civile, oppure un lavoro a basso reddito, ai genitori viene erogato il beneficio ridotto nell’importo.

Il bonus di transazione, previsto per luglio 2021 e fino a dicembre 2021, spetta alla categoria dei disoccupati, delle Partite Iva e incapienti. In questo periodo di tempo il bonus verrà erogato a chi non gode già di assegni familiari e ha un ISEE familiare fino a 50.000 euro.

Da questa prima tranche di aiuti alle famiglie rimangono esclusi soltanto i dipendenti. Per loro bisognerà attendere il mese di gennaio 2022.

Naturalmente, le famiglie escluse dal bonus temporaneo potranno fruire degli altri bonus famiglia che rimangono in vigore e attivi.

Assegno unico e bonus: quali requisiti rispettare

I requisiti da soddisfare rimangono invece inalterati. Per poter usufruire dell’assegno unico e del bonus di luglio 2021 è necessario il possesso della cittadinanza italiana o del permesso di soggiorno europeo oltre alla residenza nel territorio italiano per almeno due anni, anche in modo non continuativo.

Diversamente, basta avere un contratto di lavoro di almeno sei mesi a prescindere che sia a tempo determinato o indeterminato.

Particolari maggiorazioni dell’importo dell’assegno unico spetteranno ai nuclei familiari all’interno dei quali siano presenti figli con disabilità gravi o se la mamma ha un’età inferiore a 21 anni.

Assegno unico 2021: come funziona

L’importo dell’assegno unico viene definito sulla base del valore ISEE del nucleo familiare che presenta domanda di richiesta del bonus.

Hanno diritto al benefit tutte le famiglie con un ISEE compreso del range che va da un valore minimo di 7.001 euro fino ad un massimo di 50.000 euro. Superata tale soglia non si potrà beneficiare del bonus famiglia per i figli fino al 21 anno di età.

Gli stessi limiti valgono per il bonus di transazione che partirà dal 1°luglio 2021. Altra componente che incide in maniera rilevante sull’importo dell’assegno unico è il numero di figli componenti il nucleo familiare

Ad ogni modo, l’importo massimo al mese è di 167,5 euro per i nuclei fino a due figli minori. La cifra sale a 217,8 euro per le famiglie con tre figli minorenni. In pratica, se nella famiglia è presente un terzo figlio l’importo del bonus risulta maggiorato del 30%.

Un esempio aiuterà a capire meglio: una famiglia composta da due figli percepirà un assegno unico di 335 euro, vale a dire 167,5 euro per ciascun figlio. Per tre figli il bonus sarà di 653 euro mensili.

Se nel nucleo familiare sono presenti figli con disabilità, indipendentemente dall’età, si applica una maggiorazione pari al 50% dell’importo del bonus spettante.

L’importo minimo dell’assegno sarà di 30 euro mensili per i nuclei familiari con due figli minori e 40 euro per quelli con tre figli per un ISEE compreso tra i 49.900,01 euro e 50.000, vale a dire la soglia massima prevista.

Per avere una visione completa di tutti gli importi per categorie ISEE si consiglia la visione della tabella allegata al decreto e scaricabile su questo link.

Bonus incompatibile con il Reddito di Cittadinanza?

Chiarito che i beneficiari della prima tranche del bonus sui figli spetta alle partita Iva, autonomi e incapienti rimane da sciogliere il nodo della compatibilità dell’assegno unico con il Reddito di Cittadinanza (RdC). 

In via generale, possiamo dire che le misure sono compatibili fra di loro. A confermarlo anche il corriere.it: “Come detto, l’assegno unico per i figli è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni”.

In altre parole, potranno ottenere l’assegno unico le famiglie che all’atto di presentazione della domanda risultano percettrici di altre indennità economiche, sempre collegate ai figli a carico, erogate da enti territoriali come Comuni e Province.

In verità, non è tutt’oro quello che luccica. La compatibilità è sì assodata ma è anche parziale. Questo cosa significa?

In termini molto più semplici dalle somme corrisposte per il Reddito di Cittadinanza vanno sottratte quelle imputabili alla presenza di figli nel nucleo familiare.

In poche parole, l’assegno unico universale spetta a chi usufruisce del Reddito di Cittadinanza per gli stessi importi e limiti di ISEE visti in precedenza. Il RdC, però, va decurtato dalle somme connesse alla componente figli, e come conseguenza il suo importo sarà minore.

Assegno unico: come richiederlo

Il bonus di transazione relativo alla prima tranche di assegno unico potrà essere richiesto dai titolari di partita Iva, incapienti e lavoratori autonomi allo scoccare del 1° luglio 2021.

Bisognerà attendere la circolare dell’INPS con le indicazioni sulle modalità da seguire per presentare domanda per l’assegno unico 2021. Ovviamente per la compilazione e l’inoltro della richiesta ci si potrà affidare ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) addetti all’espletamento delle pratiche dei contribuenti.

Diversamente, ci si potrà rivolgere ai patronati. A tal riguardo si consiglia di provvedere al recupero della certificazione ISEE aggiornata qualora non se ne disponesse, presso gli stessi enti.

Recentemente, è scattata la corsa ai centri di assistenza fiscale a seguito delle notizie circolate su un’imminente apertura dei termini per richiedere il bonus di luglio, per richiedere proprio il calcolo del valore ISEE del nucleo familiare di appartenenza. 

Una situazione insostenibile che ha fatto storcere il naso addirittura alla consulta dei Caf.

La conferma è data dal ilsole24ore.it: “la stessa consulta dei Caf nei giorni scorsi ha scritto alla ministra Bonetti, al ministro Andrea Orlando (Lavoro) e al presidente dell’Inps Pasquale Tridico evidenziando che dall’inizio dell’anno i modelli elaborati sono stati 5,7 milioni con un incremento rispetto all’anno precedente del 26 per cento”.

Ad ogni modo, le domande INPS per richiedere il bonus sui figli potranno essere presentate fino al 30 settembre 2021 senza subire alcuna penalizzazione: le mensilità dell’assegno unico non corrisposte, vale a dire quelle di luglio ed agosto, saranno versate senza problemi insieme alla mensilità prevista per settembre.

L’importo del bonus verrà versato direttamente sul conto corrente mediante bonifico. Ecco perché all’atto della compilazione della domanda di richiesta è necessario indicare il codice IBAN del conto sul quale si ha interesse a ricevere l’accredito.

Se i figli sono affidati congiuntamente ad ambo i genitori l’assegno verrà ripartito in parti uguali (50%) fra i due. Tale condizione rende indispensabile l’indicazione di entrambi gli IBAN nella domanda di richiesta del bonus.

La procedura per richiedere l’assegno dal sito INPS rimane immutata. Occorre loggarsi al sito internet ufficiale dell’ente utilizzando lo SPID o PIN INPS ed entrare nell’area dedicata all’assegno unico. Dopo aver raccolto la documentazione tutta la documentazione necessaria (certificazione ISEE) si procede alla compilazione dell’istanza.

Anche se non se ne ha ancora l’ufficialità con molta probabilità si potrà fare richiesta per l’assegno unico telefonicamente, digitando il numero verde dell’INPS dedicato ai servizi dei contribuenti

In alternativa, e come già accennato, è consentito rivolgersi a CAF e patronati.