Anche nel 2022 è possibile richiedere il bonus acqua potabile. Stiamo parlando del credito d’imposta al 50%, riconosciuto sia ai cittadini che agli esercenti e che, proprio a seconda della natura dei beneficiari, presenta un diverso valore. 

Differenze, poi, ci sono anche tra questa agevolazione e altre disponibili quest’anno per i cittadini. A causa di nomi molto simili tra loro, infatti, c’è il rischio di confondere le misure e, di conseguenza, i requisiti e le modalità di richiesta. 

Questo bonus, per esempio, non coincide con il bonus rubinetti, come è possibile notare leggendo le schede descrittive presenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Ancora, non si tratta della stessa misura, riconosciuta ai nuclei familiari che si trovano in difficoltà economiche e che permette di ottenere uno sconto sulla bolletta dell’acqua. In questo caso, infatti, si fa riferimento al bonus sociale idrico, facente parte dei bonus sociali gestiti da Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). 

Ma cos’è, allora, il bonus acqua potabile, quali sono i requisiti per ottenerlo, come richiedere l’agevolazione, quali sono le differenze con gli altri bonus oggi disponibili e quali obiettivi perseguono? Ecco la risposta a tutte queste domande. 

Bonus acqua potabile 2022: cos’è e come funziona l’agevolazione per te e per l’ambiente 

Cominciamo innanzitutto a capire cos’è il bonus acqua potabile e come funziona nel 2022 per offrire una panoramica esaustiva che sarà utile per comprendere tutte le differenze con le altre agevolazioni previste nel 2022. 

Il bonus acqua potabile non si presenta come una somma che viene erogata direttamente sul conto corrente del beneficiario. Si tratta, infatti, di un credito d’imposta al 50% riconosciuto anche ai cittadini, per un valore massimo di 1.000 euro per le spese sostenute per l’acquisto di sistemi di filtraggio, mineralizzazione o anche raffreddamento di anidride carbonica alimentare. 

Gli obiettivi perseguiti dal bonus, infatti, sono essenzialmente due: 

il primo è offrire un vantaggio in favore del cittadino, prevedendo un rimborso sulle spese effettuate per l’installazione dei nuovi sistemi; il secondo è di razionalizzare il consumo di acqua e, allo stesso tempo, disincentivare all’uso della plastica (per esempio, diminuendo le necessità di utilizzare bottiglie d’acqua in plastica).

Si tratta, dunque, di un’agevolazione pensata sì, per il cittadino, ma anche per l’ambiente, in un’ottica di sostenibilità e come incentivo per cambiare abitudini potenzialmente dannose al nostro pianeta. 

Come richiedere il bonus acqua potabile nel 2022: proroga fino al prossimo anno

In sostanza, per poter ottenere il bonus acqua potabile è fondamentale poter dimostrare di aver sostenuto le spese per le quali viene richiesta l’agevolazione. Come abbiamo detto, infatti, si tratta di un credito d’imposta e la domanda va inviata all’Agenzia delle Entrate. 

È proprio sul sito dell’AdE che è possibile scaricare il modulo di richiesta per il bonus, in cui sarà necessario indicare il codice fiscale del richiedente e l’importo delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dei sistemi di filtraggio, mineralizzazione ecc.

Ora, la comunicazione va sempre inviata per via telematica e nell’arco del mese di febbraio dell’anno successivo a quello nel quale sono state effettuate le spese. Quindi, per coloro che volevano richiedere il bonus nel 2022 per le spese effettuate lo scorso anno, c’era tempo fino al 28 febbraio di quest’anno. 

Il bonus acqua potabile, però, è stato prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 2023. Ciò significa che, se le spese sono state effettuate quest’anno, i cittadini hanno la possibilità di richiedere il bonus entro il mese di febbraio del 2023. 

Bonus acqua potabile, idrico e sociale: tutte le differenze per non confondersi nel 2022

Capito cos’è il bonus acqua potabile, è bene specificare che ci sono diverse agevolazioni, nel 2022, che possono trarre in inganno, o meglio, che portano al rischio di credere che si tratti di un unico bonus. Non è così. 

Potrebbe essere capitato, in questi mesi, di leggere diverse informazioni e nomi come: 

bonus acqua, bonus acqua potabile, bonus idrico, bonus sociale idrico, bonus sociale ecc. 

Ora, tutte queste agevolazioni esistono davvero, ma non si tratta di un unico bonus, bensì di aiuti statali che seguono diversi meccanismi. Non solo diversi requisiti, ma anche modalità molto differenti per farne richiesta. 

È pur vero che, per la maggior parte delle volte, si tratta di bonus senza ISEE. Per esempio, sia il bonus acqua potabile che il bonus idrico possono essere richiesti senza alcun bisogno di presentare la certificazione ISEE (a differenza del bonus sociale sulla bolletta dell’acqua per il quale, invece, è necessario aver compilato la dichiarazione sostitutiva unica per ottenere il valore ISEE).

Detto ciò, le due agevolazioni perseguono obiettivi diversi e vengono richiesti in modalità differenti. 

Bonus acqua potabile e idrico, le differenze: diversi obiettivi e modalità di richiesta nel 2022

Cominciamo ad analizzare le differenze tra il bonus acqua potabile e l’agevolazione che, invece, può essere richiesta per ottenere un rimborso sulle spese per la sostituzione di sanitari a scarico ridotto o rubinetti con controllo del flusso d’acqua. 

Benché sia l’una che l’altra agevolazione vengano riconosciute per un massimo di 1.000 euro e per richiederle non venga richiesta la certificazione ISEE, si tratta comunque di due misure molto diverse tra loro. Prima di tutto, perché il bonus acqua potabile ha l’obiettivo di disincentivare l’uso della plastica, mentre il secondo mira ad abbattere gli sprechi d’acqua; in secondo luogo, ci sono differenze notevoli nelle modalità di richiesta. 

Abbiamo visto come viene richiesto il bonus acqua potabile. Per la seconda agevolazione, invece, è stata predisposta una piattaforma apposita: la domanda va, infatti, inviata esclusivamente online e l’importo spettante viene accreditato facendo riferimento all’IBAN che viene indicato dal richiedente al momento della domanda. 

Per tutte le informazioni utili su questa seconda agevolazione, consigliamo la lettura del nostro approfondimento Bonus idrico, rimborso di 1000€ fino al 30 giugno: come fare.

Bonus acqua potabile e bonus sociale: tutte le differenze nel 2022 

Chiarite le differenze tra bonus acqua potabile e idrico, veniamo ora ai motivi per cui anche i bonus sociali possono creare confusione nei cittadini. 

Partiamo da principio: i bonus sociali sono sconti che vengono applicati in bolletta, in particolare per alleggerire il peso economico delle bollette di luce, gas e acqua. 

Non sorprenderà, dunque, che anche in questo caso si rischia di creare una gran confusione tra bonus acqua potabile e bonus sociale idrico. Se il primo lo abbiamo analizzato in profondità, sul secondo va detto che si tratta di un’agevolazione destinata ai cittadini che si trovano in difficoltà economica e per i quali il governo ha messo a disposizione un metodo per risparmiare. Inoltre, a differenza del bonus acqua potabile, per ottenere lo sconto sulla bolletta dell’acqua è necessario aver compilato la DSU per ottenere il modello ISEE.

Per il 2022, inoltre, lo sconto sulla bolletta dell’acqua, così come quelli per le bollette di luce e gas, è stato reso disponibile per un maggior numero di famiglie. Questo perché, considerando i forti rincari su energia e gas, era necessario tendere una mano a più famiglie possibili: le soglie ISEE sono cambiate, passando da 8.265 euro a 12.000 euro.