Tra i bonus senza ISEE che hanno caratterizzato questo 2021 ricco di agevolazioni, molti sono stati ideati e introdotti per accelerare la svolta green e sostenibile che il Governo ha intenzione di dare al nostro Paese.

Pensiamo, ad esempio, all’ecobonus auto confermato di recente, che garantirà fino a 6.000 euro di sconto a chi deciderà di acquistare un veicolo a zero o basse emissioni di anidride carbonica.

Ma ci sono anche altri bonus senza ISEE che consentono di ottenere una cifra abbastanza importante se si deciderà di risparmiare risorse idriche e, al contempo, di combattere l’inquinamento.

Ci stiamo riferendo ai bonus acqua attualmente attivi:

  • bonus risparmio idrico
  • bonus acqua potabile

Entrambe le misure sono dei bonus senza ISEE, che possono cioè essere richiesti senza alcuna limitazione a livello del reddito del richiedente.

Prima di iniziare la nostra panoramica sui bonus acqua, segnaliamo ai lettori che di questa tipologia di agevolazioni si è occupato anche il canale YouTube Marcello Motta Tech, che ha realizzato un recente e dettagliato video sulle due misure.

Ne consigliamo vivamente la visione ai lettori interessati a questa tipologia di bonus senza ISEE.

Bonus acqua: come funziona il bonus risparmio idrico senza ISEE

La prima agevolazione che andremo ad analizzare viene chiamata bonus risparmio idrico.

Si tratta di un bonus senza ISEE confermato dalla Legge di Bilancio 2021 ormai in scadenza, la cui normativa è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale a fine settembre.

Grazie al bonus risparmio idrico i beneficiari potranno ottenere sul proprio conto o sull’IBAN che andrà indicato in sede di domanda ben 1.000 euro di agevolazione.

Per poter finanziare questo bonus senza ISEE, il Governo ha messo a disposizione un fondo da 20 milioni di euro: dunque potranno beneficiare del bonus risparmio idrico soltanto coloro che avranno cura di inviare la domanda fino all’esaurimento del fondo stesso.

Tra l’altro, questa agevolazione è ufficialmente confermata solo fino al 31 di dicembre 2021; non sappiamo ancora se la Legge di Bilancio 2022 confermerà tale bonus senza ISEE. Dunque, è meglio cercare di richiederlo subito qualora si rispettino i requisiti richiesti.

Bonus risparmio idrico senza ISEE: chi può richiederlo

Questo bonus senza ISEE legato all’acqua verrà garantito a coloro che si impegneranno a risparmiare le risorse idriche italiane.

Il modo in cui tali risorse possono essere risparmiate è dotarsi di rubinetti e sanitari con un flusso d’acqua parzialmente limitato.

Il bonus risparmio idrico, infatti, può essere richiesto nel caso in cui il soggetto decida di cambiare i propri sanitari con quelli di ultima generazione a flusso limitato di acqua.

La normativa e l’Agenzia delle Entrate hanno stabilito specifici requisiti sia per la rubinetteria che per i vasi ed i sanitari che si intendono acquistare per ottenere il bonus senza ISEE da 1.000 euro.

Per quanto riguarda colonne/soffioni doccia, ad esempio, il flusso d’acqua della nuova rubinetteria non deve superare i 9 litri per minuto.

Invece, per quanto riguarda i rubinetti di nuova installazione, questi non devono superare i 6 litri al minuto.

Infine, per i vasi sanitari, è stato stabilito un getto d’acqua pari a 6 litri.

Queste sono le regole stabilite all’articolo 3 del decreto 27 settembre 2021, dove vengono chiarite le specifiche del bonus risparmio idrico.

Bonus risparmio idrico senza ISEE: come si richiede

Per coloro che abbiano sostituito vasi e rubinetteria con nuove attrezzature a flusso limitato (o abbiano intenzione di sostituirli), la possibilità di richiedere il bonus risparmio idrico sarà attiva fino al 31 dicembre di quest’anno o fino ad esaurimento fondi.

Al momento, in ogni caso, la piattaforma specifica per richiedere questo bonus senza ISEE non è ancora attiva: la piattaforma per il bonus risparmio idrico vedrà infatti la luce entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto ufficiale in Gazzetta.

In ogni caso, sappiamo già che il cittadino interessato dovrà registrarsi con i propri dati, previa autenticazione con identità elettronica.

Anche coloro che abitano una casa con regolare contratto di affitto potranno accedere al bonus risparmio idrico; in questo caso, in sede di domanda, andrà dimostrato che il proprietario è d’accordo alle nuove installazioni.

Quindi si consiglia di procurarsi un consenso scritto e firmato dal proprietario di casa.

Si consiglia agli interessati di procurarsi la documentazione che indichi le specifiche dei nuovi prodotti installati, per poter attestare che il risparmio idrico avverrà realmente.

Sarà inoltre necessario fornire le fatture che attestino il saldo dei nuovi prodotti, che andranno pagati a mezzo di pagamento tracciabile.

Il Ministero della Transizione Ecologica ha realizzato una sezione alla quale risponde a tutte le domande frequenti, che può essere consultata, in caso di dubbi, a questo link:

FAQ MITE bonus risparmio idrico

Bonus acqua senza ISEE: come funziona il bonus acqua potabile

L’abbiamo già accennato: oltre al bonus risparmio idrico da 1.000 euro, esiste un altro bonus senza ISEE legato all’acqua ed alla sostenibilità.

Si tratta del bonus acqua potabile, che non solo è stato introdotto per rendere l’acqua corrente idonea al consumo umano, ma è stato anche e soprattutto creato per contrastare l’inquinamento da plastica.

Infatti, è ovvio che, nel momento in cui si deciderà di rendere potabile l’acqua corrente, gli acquisti di bottiglie d’acqua in plastica diminuirà.

Anche questa agevolazione rientra tra i bonus senza ISEE, e dunque potrà essere richiesta da tutti, senza limiti di reddito.

Come nel caso del bonus risparmio idrico, anche il bonus acqua potabile è stato introdotto dalla Legge di Bilancio in scadenza; tuttavia, quest’agevolazione può essere richiesta dalla data del 16 giugno 2021.

C’è però una sostanziale differenza tra questi due bonus senza ISEE: mentre il bonus risparmio idrico, come abbiamo visto, consente un accredito diretto pari a 1.000 euro, il bonus acqua potabile si configura come un credito d’imposta.

Questo vuol dire che l’agevolazione verrà ricevuta da coloro che risulteranno beneficiari come una detrazione in dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione può essere richiesta solamente da coloro che decideranno di installare un dispositivo di filtraggio che renda potabile l’acqua corrente.

Viene concesso l’accesso alla misura sia alle persone fisiche che alle attività commerciali; come vedremo tra poco, comunque, a seconda del fatto che a richiederlo sia un’attività o una persona fisica, il bonus acqua potabile avrà importo diverso.

Bonus senza ISEE: a quanto ammonta il bonus acqua potabile

Scopriamo quindi gli importi esatti del bonus acqua potabile.

Questo bonus senza ISEE, per le persone fisiche che installeranno dispositivi di filtraggio dell’acqua in abitazione, concederà fino ad un massimo di 500 euro di agevolazione.

Nello specifico, il bonus acqua potabile viene calcolato sul 50% della spesa sostenuta: questo significa che, per ottenere il massimo, cioè una detrazione da 500 euro, il potenziale beneficiario dovrà spendere per il depuratore almeno 1.000 euro, ossia l’importo massimo che si può portare in detrazione.

Per le attività commerciali e/o istituzionali, invece, gli importi sono più elevati. La spesa massima sostenibile è infatti pari a 5.000 euro, che consentirà di ottenere una detrazione pari a 2.500 euro.

Ulteriori dettagli sulle specifiche e le spese riguardanti il bonus acqua potabile possono essere reperite consultando il documento ufficiale messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Bonus acqua potabile senza ISEE: ecco come richiederlo

Per quanto riguarda le modalità di accesso al bonus senza ISEE acqua potabile, chiariamo subito un dettaglio: posso essere portate in detrazione tutte le spese effettuate per dotarsi di un depuratore nel 2021.

C’è però una differenza tra le spese effettuate prima dell’ufficializzazione del bonus, avvenuta il 16 giugno scorso, e quelle effettuate dopo tale data.

Chi si è dotato di un depuratore prima del 16 giugno, può richiedere il bonus acqua potabile anche se ha saldato il conto in contanti.

Chi, invece, ha pagato il depuratore dopo l’ufficializzazione del decreto, può accedere al bonus senza ISEE solo se ha provveduto a saldare a mezzo di pagamento tracciabile.

Per essere più dettagliati, dopo il 16 giugno, il pagamento deve essere attestato da fattura elettronica che riporti il codice fiscale di chi intende richiedere il bonus; per le persone fisiche il pagamento può essere effettuato anche trami bonifico, ma comunque i pagamenti in contanti non verranno più ammessi.

Indipendentemente da questo dettaglio, per poter ottenere la detrazione prevista da questo bonus acqua, bisognerà inoltrare all’Agenzia delle Entrate un modulo di Comunicazione delle spese, specifico per ottenere quest’agevolazione.

Se la domanda inviata tramite la Comunicazione andrà a buon fine, il beneficiario riceverà il credito d’imposta alla successiva dichiarazione dei redditi.

Bonus senza ISEE: la data di scadenza del bonus acqua potabile

In ultimo, ci occuperemo delle date di scadenza ufficiali di questo secondo bonus senza ISEE legato all’acqua.

Il bonus acqua potabile, ufficialmente, scadrà il prossimo anno, nel 2022.

L’agevolazione è infatti tra le candidate alla proroga grazie alla Legge di Bilancio 2022.

Tuttavia, non abbiamo ancora detto che il fondo stanziato dal Governo per sostenere questa misura è meno sostanzio rispetto a quello dedicato al bonus risparmio idrico.

Per il bonus acqua potabile sono infatti stati destinati soltanto 5 milioni di euro ogni anno, sia per il 2021 che per il prossimo anno.

In ogni caso, non c’è pericolo di perdere il bonus acqua potabile: se i fondi non dovessero bastare per coprire tutte le domande ricevute, il Governo provvederà a riformulare gli importi.

In questo modo il bonus senza ISEE in forma di credito di imposta verrà concesso a tutti i richiedenti, ma si potrebbero ricevere cifre inferiori rispetto a quelle che abbiamo analizzato fino ad ora.