Fra poco meno di un mese riparte il nuovo anno scolastico ed accademico, e a meno di colpi di scena, il ritorno in classe e nelle aule dovrebbe essere garantito, anche grazie al green pass e alle vaccinazioni anti-Covid per le persone over 12 anni. Non c'è solo l'aspetto della sicurezza nella frequenza degli istituti, ma anche la ricerca e la scelta di una casa in affitto soprattutto per gli studenti universitari ed i docenti che vengono assegnati in località lontane da quelle di residenza. Un'analisi di immobiliare.it mostra come il ritorno della domanda di stanze ed appartamenti in locazione stia risalendo nelle città sede di università. Ma nello stesso tempo non risalgono i prezzi che anzi mostrano un crollo. Un'opportunità per poter poter sottoscrivere contratti di locazione a canoni più convenienti, cui aggiungere anche il bonus affitti per studenti universitari fuori sede.

Bonus affitto: 1.200 euro per studenti fuori sede

La legge di bilancio 2021 ha introdotto un fondo destinato a coprire il bonus affitto per gli studenti universitari. Un aiuto economico a giovani studenti che si trovino nella necessità di lasciare la propria città di residenza per recarsi in altre città dove poter frequentare il corso universitario prescelto. Ma anche un aiuto a chi ha una condizione economica non vantaggiosa.

Per poter beneficiare del bonus affitti, si devono rispettare alcuni requisiti.

Il primo è la distanza dalla propria residenza. Il bonus è concesso agli studenti che studiano presso centri universitari lontano dalla propria residenza, quindi è costretto a lasciare la propria abitazione. 

L'altro requisito è l'Isee. Il valore dell'indicatore economico non deve superare i 20.000 euro e non ci devono essere altri contributi pubblici cui lo studente abbia già avuto accesso come forma di aiuto economico. A tal proposito una borsa di studio privata, non rientra tra i contributi che fanno perdere la possibilità di accedere al bonus affitto.

Infine l'università frequentata deve essere statale. 

La liquidazione del bonus affitto studenti universitari avverrà per il tramite delle università, anche al fine di rispettare il tetto di spesa massima, prevedendo l’incumulabilità con altre forme di sostegno al diritto allo studio riguardanti l’alloggio.

Agli studenti universitari che si apprestano ad iscriversi alle università si consiglia di chiedere agli sportelli di diritto allo studio dell'università o sportelli di aiuti economici della stessa come poter accedere al bonus affitto.

Affitti: il bonus del canone di locazione

L'era pre-covid, negli ultimi giorni di agosto ed i primi giorni di settembre, era caratterizzata da prove di ingresso, pre-iscrizioni universitarie, prime trasferte nelle città sede dell'università che si sarebbe frequentata per poter trovare una sistemazione logistica. La ricerca di una stanza in un appartamento, di un'intera abitazione in locazione, o addirittura di fare un investimento acquistando piccole abitazioni per gli anni di frequenza universitaria.

E tutti gli anni si doveva fare i conti con due fattori.

Il primo è che l'offerta di abitazioni non soddisfaceva sempre la domanda. 

Il secondo era il caro prezzi, con canoni di locazione, prezzi per singole stanze o prezzi di acquisto che salivano proprio in quei periodo. Ma era la legge della domanda e offerta. Se c'è tanta richiesta (domanda) ma scarsa offerta (chi da in locazione gli immobili) i prezzi salgono.

Quest'anno invece c'è una situazione anomala. Nonostante sia ripreso il flusso di ricerca di abitazioni e stanze in locazione per gli studenti universitari, i canoni non salgono. Anzi restano bassi e in flessione. Questo perchè nonostante il tasso della domanda di alloggi sia raddoppiata rispetto al 2020, l'offerta è ancora ampia. 

I prezzi scendono: -2,5% il prezzo di una stanza singola, in media, in Italia, -9% è addirittura il tracollo dei prezzi a Milano. 

Affitti: il trend è ancora in discesa

Secondo l'analisi di Immobiliare.it in tutte le città c'è il calo dei canoni di locazione. Ma la maglia nera ce l'ha proprio Milano, la città per antonomasia più cara in assoluto. Negli ultimi 12 mesi le locazioni di posti letto sono scese del 9% (470 euro per una singola). Se queste sono le buone notizie per studenti e lavoratori fuorisede che stanno ripensando al rientro in città, dopo mesi di smart working e didattica a distanza, esiste un altro lato della medaglia, quello dei proprietari.

In passato la domanda per questo mercato non riusciva quasi mai a trovare risposta nell’offerta. Secondo Immobiliare.it, invece, ora la situazione è inversa: le richieste, seppur cresciute quasi del doppio (96,3%) rispetto al funesto 2020, non bastano a coprire l’offerta, che infatti continua ad aumentare anche rispetto al boom dello scorso anno (+60,6 per cento).

Canoni di locazione per gli affitti di studenti: analisi per città

Nonostante Milano la faccia ancora da padrona, ponendosi sul gradino più alto delle città con i canoni di locazione più alti, rispetto al 2020 i prezzi sono ancora in discesa. I prezzi delle singole sono scesi sotto quota 500 euro (470 euro) e quelli dei posti letto in doppia sotto quota 300 (285 euro). A seguire Roma, dove chi cerca una stanza deve spendere di media 417 euro e 246 euro per un posto in doppia.

A Bologna e Firenze per affittare una singola sono necessari poco meno di 400 euro (395 e 385 euro, rispettivamente). Sotto questa soglia si trovano poi Venezia – dove per una singola si chiedono in media 353 euro – Padova (336 euro), Torino (324 euro), Siena (321 euro), Napoli (320 euro) e Pisa (307 euro).

Le variazioni più consistenti si registrano a Pavia e Milano, con oscillazioni negative che superano il 9%, e Napoli, -8,2%. Calo consistente anche per Bologna, che sfiora il -6%, e Torino (-5%). In controtendenza Catania, Padova e Bari dove i prezzi hanno subito invece una variazione positiva (5,7%, 5,3% e 3,7%, rispettivamente).

Affitti: domanda ed offerta come si muovono

Come in ogni mercato, anche quello delle locazioni immobiliari per studenti universitari o lavoratori che ritornano negli uffici lasciando lo smartworking, il prezzo lo definisce l'incontro tra domanda ed offerta.

La domanda cresce molto a Napoli, con un +629% su base annuale. Seguono Torino (166%), Firenze (152,2%) e Catania (123,7%). 

L'offerta invece aumenta molto a Padova, che sfiora il +150%, e Pavia, che si attesta al +135%. Sopra il 70% Catania, Pisa e Siena. Appena sotto questa soglia si trova Torino (66%). Seguono – comunque con un aumento dell’offerta superiore al 30% - Milano (42,5%), Firenze (38,2%), Bari (35,1%) e Roma (32,2%). L'unica città in cui la percentuale è negativa è Palermo (-23,5% in un anno).

Come si leggono questi numeri? Un quadro lo presenta Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it

La pandemia ha avuto effetti profondamente diversi tra l’acquisto dell’immobile e la sua locazione. Sul comparto delle compravendite si è registrato un nuovo interesse verso l’abitazione, tornata ad essere considerata come un bene rifugio, e questo ha sostenuto il numero delle transazioni e la stabilità dei prezzi. Il mercato delle locazioni, invece, ha subìto immediatamente un pesante impatto soprattutto nelle grandi città, svuotatesi in poche settimane di studenti e lavoratori. I proprietari che avevano investito in immobili nell’ottica di avere un reddito integrativo si sono trovati ad avere appartamenti vuoti per più di un anno. Questo ha portato all’aumento dell'offerta e al ribasso dei prezzi. Va detto che però, dall'altro lato, stiamo assistendo a un calmieramento dei canoni di locazione che erano diventati quasi inaccessibili in alcune città, dove i fuorisede si contendevano la scarsa offerta di stanze.