Bonus affitto a favore di proprietari e inquilini e un probabile ritorno del credito di imposta del 60% per le attività commerciali. 

Le difficoltà legate al pagamento dei canoni di locazione sono ancora in corso, a causa della pandemia da Covid-19, sia per le famiglie che per le partite IVA

Per le prime, il bonus affitto 1.200 euro può rappresentare un punto di incontro tra proprietari e inquilini, ma il bonus non ha ancora visto la luce, anche a causa di uno “sdoppiamento” delle norme sul quale il Dl Sostegno sembra aver messo ordine. 

Per i secondi, delusi dalle misure di sostegno quanto dall’assenza di misure per l’abbattimento dei costi fissi, il governo Draghi sta lavorando a un nuovo decreto che porterà il nome di Decreto Imprese, con una maggiore attenzione nei confronti delle piccole partite IVA.

Bonus affitto 2021, il Dl Sostegno mette ordine tra le “norme duplicate”

È il Dl Sostegno a mettere ordine tra le “norme duplicate” che riguardavano il bonus affitto 2021, ovvero il contributo a fondo perduto a favore di proprietari che, per venire incontro agli inquilini in difficoltà economiche a causa della pandemia, hanno ridotto il canone di locazione

In effetti, le norme si erano duplicate: il primo contributo a fondo perduto era stato introdotto dal Decreto Ristori, mentre un secondo era contenuto nella Legge di Bilancio 2021

Il Dl Sostegno cancella la misura contenuta nella Legge di Bilancio e lascia in vigore quella, quasi del tutto identica, del decreto Ristori. In effetti, la differenza tra la prima e la seconda risiedeva in un dettaglio: la Legge di Bilancio non forniva alcuna indicazione temporale sui contratti di locazione

Con l’intervento del Dl Sostegno è invece ormai chiarito uno dei requisiti del bonus affitto 2021: contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020. Rimangono invece invariati gli altri requisiti.

È possibile che l’ordine ritrovato possa dunque accelerare i tempi per quanto concerne il bonus affitto 2021: atteso nel mese di marzo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate non è ancora mai arrivato. 

Bonus affitto fino a 1.200 euro: accordo tra proprietari e inquilini

Ma cosa stabilisce quindi la norma sul bonus affitto 2021?

Le pesanti conseguenze economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19 hanno reso il pagamento dei canoni d’affitto un peso per moltissime famiglie. Dall’altra parte, i proprietari si sono trovati a fronteggiare i molteplici ritardi o mancati pagamenti. 

È proprio nella speranza di fornire un accordo che riesca a tener conto delle esigenze di entrambe le parti che la Legge di Bilancio 2021 contiene una misura che consente di risparmiare sul canone di locazione

Stiamo parlando proprio del bonus affitto 2021 che presenterebbe vantaggi da ambo le parti: per quanto riguarda l’inquilino, questi potrà godere di una riduzione del canone mensile dell’affitto, mentre il proprietario potrà usufruire del bonus, un contributo a fondo perduto pari al 50% della riduzione del canone, fino a un massimo di 1.200 euro all’anno per singolo locatore. 

In questo modo, il proprietario potrà risparmiare sulle imposte da pagare. 

Bonus affitto 2021: i requisiti

La domanda per poter usufruire del bonus affitto fino a 1.200 euro deve dunque essere presentata dal proprietario, laddove l’inquilino abbia richiesto la riduzione del contratto di locazione. 

La rinegoziazione dovrà essere presentata in via telematica all’Agenzia delle Entrate. 

Si tratta di un’agevolazione di cui possono beneficiare famiglie e privati, non professionisti e aziende. Infatti, requisito fondamentale per accedere al bonus affitto 2021 è che l’immobile costituisca l’abitazione principale dell’inquilino. 

L’immobile deve inoltre trovarsi in un comune ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe, comitato interministeriale per la programmazione economica) e il contratto tra locatore e locatario deve risultare già in essere dal 20 ottobre 2020.

Il contributo verrà riconosciuto fino a esaurimento risorse disponibili: è dunque necessario attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per ottenere i dettagli e la percentuale di riduzione del canone mediante riparto proporzionale in relazione alle domande presentate. 

Provvedimento ormai in ritardo, dal momento che il bonus affitto 2021 era atteso per il mese di marzo, ma ancora non ha visto la luce.

Nel frattempo, con la risposta n. 165 l’Agenzia delle Entrate stabilisce che è possibile usufruire della riduzione del canone causa Covid e, al contempo, dei benefici fiscali della cedolare secca. Nel video di Sfratti&Locazioni l’Avvocato Vittorio Ciancio offre una panoramica completa sulla possibilità di usufruire della riduzione e dei benefici fiscali della cedolare secca: 

Bonus affitto per partite IVA e l’arrivo del Dl Sostegni bis

Come abbiamo detto, il bonus affitto 2021 è usufruibile se si parla di immobili che costituiscono abitazione principale, quindi non per studi, uffici, locali commerciali e quant’altro. 

Eppure, le difficoltà di pagamento dei canoni di locazione riguardano anche le attività commerciali, specialmente tenendo in considerazione i lunghi periodi di chiusura, le zone rosse e le restrizioni, conseguenze della pandemia. 

I costi fissi sono infatti la sfida più severa che partite IVA e proprietari di attività commerciali stanno affrontando in questo periodo ed è probabilmente proprio per questo motivo che il Dl Sostegno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a marzo, non ha soddisfatto queste categorie di lavoratori, né per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, né per il sostegno in materia di affitto.

Il governo sembra però aver colto l’appello ed è a lavoro su un ulteriore decreto, un Dl Sostegno bis che potrebbe vedere la luce entro fine mese e contenere proprio misure per l’abbattimento dei costi fissi, oltre a: 

nuovi contributi a fondo perduto; liquidità alle imprese; proroga blocco degli sfratti; rinvio delle scadenze fiscali.

L’ultimo decreto non ha previsto una proroga del credito di imposta sugli affitti (il bonus affitto al 60%) che nello scorso anno, introdotto dal decreto Rilancio, aveva permesso alle partite IVA di recuperare gran parte della spesa sostenuta. 

Si trattava di un’agevolazione destinata a imprese e professionisti che consisteva in un bonus pari al 60% del canone di locazione degli immobili ad uso non abitativo o al 30% del canone nel caso di contratti di affitto di azienda. 

Per beneficiarne era inoltre necessario dimostrare una diminuzione del fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del precedente periodo di imposta.

La Legge di Bilancio ha prorogato il bonus affitto al 60% fino al mese di aprile solo per il settore turismo, uno tra i più duramente colpiti dalle restrizioni e dai divieti di spostamento. 

Bonus affitto nel Dl Sostegno bis? Emendamenti per la proroga 

I fondi a disposizione non sono bastati: il Dl Sostegno non ha incluso una proroga per il bonus affitto. Ora, però, con la previsione di un nuovo decreto per fronteggiare l’emergenza, è possibile un ritorno del credito di imposta al 60%

Il sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze Durigon ci tiene però a specificare che: 

è importante non penalizzare i proprietari che di quegli affitti vivono, per cui bisognerà guardare con attenzione ad entrambe le parti.

L’emergenza Coronavirus continua infatti a pesare non solo sugli affittuari, ma anche sui proprietari ed è per questo motivo che, qualora dovesse essere ripresentato un bonus affitto per attività commerciali, è possibile che il meccanismo per usufruirne persegua la scia del calo di fatturato, per non gravare ulteriormente sui locatori e senza minare il diritto di proprietà. 

Sono oltre 3.000 gli emendamenti presentati in Senato e tra questi c’è proprio il ritorno del bonus affitto, nonché altre proposte di modifica che riguardano proprio le piccole partite IVA

La proposta potrebbe includere un’estensione del credito di imposta sui canoni di affitto degli immobili ad uso commerciale per il periodo che va da gennaio 2021 al mese di aprile 2021

Ad affiancare il bonus affitto potrebbero esserci anche ulteriori misure per l’abbattimento dei costi fissi: ad esempio, è ipotizzato un rinvio delle tasse locali come TARI (tassa sui rifiuti), così come il rinvio della COSAP (canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche) e TOSAP (tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche).