Con l'approvazione della Legge di Bilancio 2021 si apprende anche una gradita notizia per tutti quelli che hanno in casa un animale da compagnia, che sia cane, gatto, coniglio o furetto, viene alzato il tetto per le spese che riguardano i servizi sanitari per gli animali indicate nel Tuir come “oneri detraibili” che sarà possibile indicare e scontare dalle tasse con la dichiarazione dei redditi, all'articolo 15:

“le spese veterinarie, fino all'importo di euro 500, limitatamente alla parte che eccede euro 129,11.”

E per quanto riguarda le tipologie di animali che sono ammesse alla detrazione il testo del decreto indica: 

“animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.”

La soglia di spesa che era già stata aumentata nel 2020 passando da  387,40 euro a 500 con la relativa Legge di Bilancio dello scorso anno e che per il 2021 aumenta ulteriormente di 50 euro passando da 500 a 550

Una misura più che necessaria se si pensa che attualmente un italiano su due possiede in casa e si prende cura di un animale da compagnia. Secondo le statistiche i preferiti dagli italiani sono i cani con il 48,8%, seguiti da gatti con il 29,6% e il rimanente in più bassa percentuale riguarda animali acquatici come pesci, ma anche tartarughe, uccelli, conigli e furetti. 

Le famiglie che possiedono un animale spendono fino a 200 euro al mese in media tra cure sanitarie, cibo e accessori. Ma secondo l'ultimo report di federconsumatori oltre a segnalare l'aumento in percentuale di molti prodotti, prendersi cura di un animale anche se di piccola taglia può arrivare a costare da 850 a 2500 euro l'anno a seconda dell'età la razza e la grandezza dell'esemplare.

Sempre secondo le ultime statistiche infine l'Italia si attesta tra i paesi che usufruiscono meno di assicurazioni facoltative per quanto riguarda gli animali domestici, sia quelle per i danni da responsabilità civile che quelle a copertura delle spese sanitarie. Infatti nonostante molte polizze offerte dalle compagnie assicurative siano davvero poco costose, solo il 15% degli Italiani ne fa attualmente uso per coprire il proprio animale da eventuali rischi di responsabilità o da costi che potrebbero derivare in caso di interventi chirurgici. 

Da qui la necessità quindi di introdurre detrazioni maggiori soprattutto per quanto riguarda le spese veterinarie che spesso sono molto elevate, non solo per visite e cure ma soprattutto per quanto riguarda i farmaci prescrivibili che anche quando sono composti da principi attivi identici a quelli per uso umano devono necessariamente per legge presentare la dicitura “farmaco ad uso veterinario” e quindi costano di più perchè non sono prescrivibili dal servizio sanitario nazionale

Inoltre sono in corso altre proposte, che potrebbero essere discusse ed approvate durante il 2021 a favore del benessere degli animali e per aiutare le famiglie con bassi redditi a sostenere le spese per il mantenimento e per favorire le adozioni dai rifugi e dai canili e prevenire il fenomeno del randagismo con una “social card” dedicata ai proprietari spendibile per alimenti e altri accessori o servizi ed inoltre promuovendo campagne di adozione e sterilizzazione ma soprattutto abbassando i costi dell'IVA sui prodotti ad uso animale come i mangimi e sui servizi sanitari.

La necessità della proposta di legge è stata promossa da varie associazioni come la la LAV (lega anti vivisezione) ma anche dall'AMVI (associazione medici veterinari italiani) ed è appoggiata da molti parlamentari che hanno già firmato formando un intergruppo per i diritti degli animali indipendente dal partito di appartenenza.

Bonus animali: aumento spese detraibili nel 2021

La legge di Bilancio 2021 quindi conferma l'aumento dell'importo che sarà possibile indicare in sede di dichiarazione dei redditi.

Sarà possibile quindi detrarre le spese veterinarie fino ad un massimo di 500 euro in misura del 19% dalle imposte IRPEF al pari delle altre spese sanitarie. Non cambia il tetto della franchigia che resta a 129,11 euro, mentre aumenta il massimo che viene portato da 500 a 550 euro che però entrerà in vigore nel 2021 quindi sarà possibile indicarlo nel 730 2022

Era già stato fatto un passo avanti durante il 2020 portando l'importo da 387,40 a 500 euro che sarà possibile detrarre dalle spese nel 730 o nel modello unico già nel 2021. Invece per il nuovo tetto da 550 euro bisognerà attendere la dichiarazione dei redditi del 2022 riferita appunto alle spese sostenute nel 2021

Il dato è molto importante se si pensa che, ad esempio chi possiede un cane in media spende circa 500 euro l'anno, soglia minima che riguarda le sole spese sanitarie che comprendono quelle obbligatorie già dai primi mesi di vita del cucciolo quali: vaccinazioni primarie, e microchip di identificazione. Restano poi negli altri anni le vaccinazioni di richiamo annuale, le visite di controllo, e le spese per gli antiparassitari.

A queste vanno ad aggiungersi ulteriori costi variabili che vanno ad aumentare purtroppo nel caso di patologie, infatti gli esami diagnostici già sono molto cari possono arrivare fino a 150 euro per una singola radiografia, poi ci sono eventuali interventi chirurgici che a seconda delle condizioni e dell'età dell'animale arrivano a superare i 250 euro in media per quelle poco invasive e comuni come la sterilizzazione.

Inoltre i medicinali ad uso veterinario che vanno sempre pagati per intero in quanto non c'è una legge al momento che ne regolamenta una eventuale esenzione anche nel caso fossero farmaci salvavita che l'animale dovrà assumere regolarmente per molti anni.

Per questo si sta portando da tempo in discussione una proposta di legge che dovrebbe prevedere la possibilità di avere anche prescrizioni generiche e di conseguenza farmaci meno costosi anche per quanto riguarda quelli per uso esclusivamente veterinario

Bonus animali: ammessi solo pagamenti tracciabili per le detrazioni

Altra novità che si inserisce inoltre nel contesto più ampio della lotta all'evasione e della promozione di pagamenti elettronici o tracciabili che dovranno obbligatoriamente essere seguiti da ricevuta fiscale o fattura

Già dal 2020 chi ha intenzione di portare le spese veterinarie in detrazione con la denuncia dei redditi deve necessariamente aver effettuato pagamenti che possano essere tracciabili. 

Lo rende noto anche l'agenzia delle entrate col provvedimento che regolamenta appunto l'ammissione delle spese sanitarie non solo veterinarie, in detrazione di imposta solo ed esclusivamente se effettuate con mezzi che possono essere successivamente tracciati come carta di credito, bancomat, bonifici bancari ma anche assegni di conto corrente o circolari.  

Per quanto riguarda invece farmaci e dispositivi medico sanitari ammessi alla detrazione sarà possibile continuare a pagare anche in contanti ma sempre presentando la tessera sanitaria, per permettere di ricevere lo scontrino che reca appunto il codice fiscale del contribuente. Inoltre l'obbligo di pagamenti tracciabili non si applica, come già previsto per le spese sanitarie personali, quando il trattamento avviene in una struttura pubblica accreditata col servizio sanitario nazionale

Bonus Animali: quali sono le spese detraibili?

Premesso che già dallo scorso anno per portare in detrazione ed avere i relativi rimborsi, se spettanti, sulle spese per la salute degli animali domestici occorre necessariamente che queste siano state effettuate con mezzi tracciabili, esiste anche una limitazione che prevede quali siano effettivamente i costi che sarà possibile indicare nel 730 o nella dichiarazione dei redditi.

Queste includono: visite ed esami di laboratorio effettuate dai veterinari o da strutture accreditate, vaccinazioni, microchip di identificazione obbligatorio per l'anagrafe canina, eventuali interventi chirurgici. Per quanto riguarda i dispositivi medici sanitari e i farmaci sono ammessi alla spesa solo quelli prescritti dal veterinario, che in qualche caso possono comprendere anche specifici integratori e antiparassitari.  Quindi si consiglia di munirsi sempre di ricetta, quando possibile, al fine di poter inserire questi prodotti nelle spese detraibili tramite scontrino cosiddetto “parlante” che viene fornito dalle farmacie

Sono quindi esclusi gli altri accessori, e i mangimi anche complementari o di tipo specifico per patologie anche se sono stati prescritti dal veterinario

 

Bonus animali domestici: come avere il rimborso delle spese sulla dichiarazione 730

Per usufruire della detrazione del 19% in merito alle spese per gli animali domestici occorre obbligatoriamente indicare le stesse all'interno della dichiarazione dei redditi annuale 730, o modello redditi ex unico

Se si utilizza il 730 precompilato l'agenzia delle entrate dovrebbe aver già registrato le spese effettuate con gli scontrini elettronici che recano il codice fiscale,  e quindi non dovranno essere reinserite. Se si utilizza l'altro modello da compilare occorrerà utilizzare il codice 29 negli appositi righi da 8 fino a 12 del quadro E: “spese per le quali spetta la detrazione d'imposta del 19 per cento”.

Invece per il modello unico andrà compilato il quadro RP, quello appunto dedicato alle spese per le quali si ha diritto alla detrazione, all'interno delle righe da 8 a 14 con lo stesso codice 29 ed indicando il relativo importo. 

La detrazione si applica in misura del 19% sulla spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro entro la quale non si ha diritto ad alcun rimborso. 

L'eventuale credito spetta in forma piena ai contribuenti con un reddito imponibile non superiore a 120.000 euro. La detrazione si riduce poi  progressivamente oltre questo limite di reddito fino ad arrivare a zero per chi dovesse superare i 240.000 euro annuali.

Esiste poi anche l'obbligo di conservazione di specifici documenti, oltre agli scontrini, che attestino il diritto effettivo del proprietario dell'animale di usufruire del credito. Tra questi è importante tenere da parte le fatture e le ricevute del veterinario ma non solo, occorre anche poter provare di essere legalmente in possesso dell'animale fornendone una prova

Al fine di non incorrere in accertamenti e sanzioni infatti il contribuente che intende detrarre le spese veterinarie dovrà possedere anche un certificato che attesti la registrazione del proprio animale da compagnia. Questo tipo di documento può essere il microchip, obbligatorio per i cani e facoltativo per quanto riguarda gatti conigli e furetti, ma anche un documento che attesti la compravendita quando si tratta di animale acquistato da un allevamento certificato o l'adozione presso un canile o rifugio. 

Importante da ricordare di poter produrre questo tipo di certificato, nei casi previsti anche in forma di autodichiarazione sottoscritta presso la asl veterinaria di competenza qualora si trattasse ad esempio dell'adozione di un animale randagio, in quanto il rischio potrebbe appunto essere quello di dichiarare una spesa ed avere la relativa detrazione fiscale ma non averne diritto. 

Per quanto riguarda la sanzione per indebita detrazione che potrebbe avvenire a seguito di controlli incrociati da parte dell'agenzia delle entrate, questa prevede la restituzione della somma rimborsata maggiorata del 20%. 

Più pesante invece la multa che potrebbe seguire per la non regolarizzazione del possesso legale dell'animale che va dai 38 ai 400 euro per i cani e la mancata iscrizione all'anagrafe canina, fino ad arrivare ai 10000 euro per alcune specie di animali esotiche o tropicali dei quali si omette la denuncia di possesso. 

Bonus animali domestici: la proposta social card

Tra le varie proposte utili nell'attuale momento di profonda crisi economica delle famiglie Italiane c'è quella della LAV lega anti vivisezione che chiede al governo di poter inserire in un decreto un aiuto concreto per tutti i proprietari di animali domestici durante la fase 2 Covid.

La proposta consiste in quattro misure fondamentali che potrebbero risultare di grande utilità sia per contrastare il fenomeno dell'abbandono con la conseguenza di un aumento del randagismo sia per incentivare e promuovere delle adeguate cure agli amici animali che sono spesso considerati veri e propri membri della famiglia, anche per chi si trova in un momento di difficoltà.

Nell'iniziativa promossa dalla Lav c'è infatti la richiesta di un bonus specifico denominato “animal social bonus per l’ emergenza covid” che dovrebbe consistere in un buono per le spese dedicate agli animali domestici che potrebbe essere riconosciuto ai nuclei familiari a basso reddito nella misura di 100 euro per ogni gatto e 200 euro per ogni cane.

In tutti e due i casi, gli animali dovranno essere regolarmente registrati a nome del proprietario che potrebbe beneficiare del bonus .

La seconda proposta è l'istituzione di una “social card” come già viene riconosciuta alle famiglie dall'Inps per le spese di prima necessità, ma completamente destinata alle spese per il benessere animale, in questo caso da concedere subito dopo l'adozione presso una struttura pubblica

La carta acquisti dovrebbe durare un anno e l'importo da spendere potrebbe essere suddiviso in base al reddito in due fasce: 1000 euro per chi non supera i 55.000 euro annuali e 500 euro per i redditi superiori. 

Oltre alle iniziative per abbassare i costi dell'Iva sulle spese veterinarie, sui farmaci ad uso animale e sui mangimi trova spazio anche una ulteriore proposta di un “Buono Spesa Animali”  che potrebbe essere richiesto da chi non supera gli 8000 euro di reddito Isee. In questo caso l'importo di 500 euro per i beneficiari che dovrà essere utilizzato per l'acquisto di beni e servizi per gli animali posseduti. 

Bonus animali: gli aiuti previsti dai comuni 

In attesa di una discussione ufficiale da parte del governo su queste proposte, sono già in vigore numerose iniziative, da parte dei comuni ed enti locali in collaborazione con le strutture che si occupano di adozioni di cani e gatti randagi o abbandonati.

Opportunità dedicate a chiunque voglia adottare un animale presente nei rifugi e nei canili o gattili che garantirà in molti casi di coprire la spesa per l'alimentazione e per le vaccinazioni, ne è un esempio il sostegno approvato dal comune di Palermo che eroga fino a 480 euro dopo l'adozione, in più rate, previo controllo delle effettive condizioni ottimali nelle quali viene detenuto l'animale adottato.

Ma in molti altri comuni sono già attivi questi bonus, e prevedono anche sconti sui tributi locali o cibo gratuito per chiunque adotti un animale detenuto nelle strutture pubbliche o private sovvenzionate.

 Il consiglio è di tenere sotto controllo i provvedimenti che vengono pubblicati sui siti comunali, o di chiedere alle associazioni territoriali autorizzate che si occupano delle adozioni per ricevere informazioni su tutti i benefici già attivi o in via di attivazione.