Velocemente ribattezzato bonus animali domestici dalla maggior parte delle persone, in realtà si tratta di un’agevolazione fiscale che lo Stato mette a disposizione di tutti coloro che hanno in casa un amico a quattro zampe.

Se fino allo scorso anno, il contributo per le spese veterinarie affrontate ammontava a 500 euro, oggi è possibile giustificare fino a 550 euro di costi, non solo relativamente alle cure veterinarie, ma anche all’acquisto di farmaci, alle analisi da eseguire in laboratorio, agli interventi chirurgici presso strutture specializzate o cliniche per animali.

Come si legge su fiscomania.com, fino allo scorso anno 

Nella dichiarazione dei redditi le spese veterinarie sono detraibili per il 19% degli importi che superano la franchigia di 129,11 euro. 

Resta tutto invariato, tranne il fatto che, a partire da questo anno 2021, è possibile invece portare in detrazione fino a 550 euro di spese, effettuate in favore del quadrupede di casa.

Se dunque avete un cane o un gatto, ecco cosa fare per ottenere il rimborso dei costi sostenuti per la sua salute e benessere.

Quanto si può detrarre dal 730/2022 per le spese veterinarie, in favore di animali domestici?

Come dunque già sottolineato, le spese veterinarie rientrano in quelle più generiche definite mediche.

Ciò che quest’anno va segnalato, dal punto di vista dell’informazione fiscale, è che è possibile aggiungere 50 euro in più all’importo detraibile, sulla base imponibile Irpef.

Quindi il totale da poter riportare in dichiarazione dei redditi 2022 ammonta a 550 euro effettivi di spesa. 

Da questa somma è però necessario sottrarre la franchigia, ottenendo quindi la somma di 420,89 euro.

A questa cifra, è necessario applicare la percentuale del 19%, che è quanto spetta in detrazione. Operando con questi calcoli, si giunge effettivamente a concretizzare che il risparmio, sulle tasse da pagare, equivale a 80 euro.

E se le spese affrontate nel corso dell’anno, in favore del proprio animale domestico (o anche di più animali) superano la somma di 550 euro, ad esempio arrivando a 600 o 700 euro? 

In questo caso, conservare ulteriori scontrini o fatture non serve, perlomeno a tale scopo. Infatti sarà possibile sempre e comunque detrarre al massimo 550 euro, seguendo le istruzioni come qui riportate.

Bonus animali domestici: Agenzia delle Entrate e detrazione fiscale al 19%

Come tutte le varie spese mediche, anche quelle veterinarie sono detraibili, in fase di dichiarazione dei redditi. Quindi chi si prende cura di un animale domestico sa già che c’è questa possibilità, che va a proprio vantaggio.

La novità per il 2022 sta però nel fatto che, non solo l’opportunità è confermata, ma l’importo è più elevato. Infatti, a partire dalla prossima presentazione del modello 730 sarà possibile aumentare la detrazione di 50 euro, passando da 500 a 550 euro totali, sia per le visite presso il veterinario che per l’acquisto di farmaci specifici per gli animali.

È importante però ricordare che l’importo relativo alle spese, per quanto vada riportato per intero nella dichiarazione dei redditi, va decurtato innanzitutto della franchigia pari a 129,11 euro. A tale importo va poi applicata la percentuale del 19%, che equivale al massimo possibile da poter detrarre.

L’esempio che abbiamo appena riportato, nel paragrafo precedente dedicato proprio agli importi detraibili per le spese veterinarie, è esplicativo, da questo punto di vista.

L’unica differenza è che ora, per il periodo d’imposta 2021, invece sarà possibile detrarre 550 euro.

Vediamo nel dettaglio come ottenere il riconoscimento della detrazione fiscale e i requisiti da rispettare per non incorrere in brutte sorprese, magari non riuscendo appunto a ottenere il bonus.

Bonus animali domestici: cosa si può detrarre dal 730/2022? Le spese ammissibili

Abbiamo presentato dunque questa agevolazione, messa a disposizione del Governo, nei confronti di per tutti i proprietari di animali domestici, da compagnia o addestrati per la pratica sportiva. 

Abbiamo chiarito con un esempio, quanto in effetti si può risparmiare, abbassando la base imponibile Irpef ovvero l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che va poi a determinare l’importo delle tasse da pagare.

Ora passiamo in rassegna quali sono le spese che la legge prevede si possano detrarre, per la cura e la salute degli animali domestici, prima di andare ad illustrare i requisiti fondamentali da rispettare, per non perdere la detrazione.

È possibile giustificare e portare in detrazione fiscale un’ampia gamma di spese veterinarie, come ad esempio:

  • le visite specialistiche eseguite presso il professionista
  • l’acquisto di farmaci e cure specifiche per gli animali
  • le analisi condotte presso laboratori dedicati
  • gli interventi chirurgici operati presso le strutture cliniche specializzate.

In altri termini, tutto ciò che risulta indispensabile per tutelare la salute di cani e gatti, per curarli nel momento in cui si ammalano o presentano un’infezione oppure sono gravidi e via di seguito.

Chiaramente, è possibile scegliere liberamente lo specialista al quale affidarsi. 

Come illustriamo però nel paragrafo che segue, ci sono delle condizioni ben precise da rispettare, a seconda che ci si rivolga a una struttura privata oppure ci si affidi alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. 

Bonus 2022 spese veterinarie: qual è il requisito indispensabile da rispettare per ottenere il rimborso

Ebbene, da un punto di vista meramente pratico, è importante capire come si fa a procedere con la detrazione fiscale, nel momento in cui si va a compilare la propria dichiarazione dei redditi.

Iniziamo subito col riportare le indicazioni che provengono dallAgenzia delle Entrate, che è molto chiara, da questo punto di vista. Infatti si specifica che l’unico modo per poter essere in grado di giustificare le spese, nel momento in cui si vanno ad allegare alla dichiarazione dei redditi, è quello di dimostrare che il pagamento è tracciabile.

Ecco dunque qual è il requisito essenziale da rispettare, per ottenere la detrazione! 

Ma cosa significa, nello specifico, utilizzare un sistema di pagamento tracciabile? In sostanza, riguarda tutti i modi in cui è possibile effettuare un pagamento ma senza l’utilizzo del contante.

Soltanto se si tratta di pagamenti che avvengono nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, allora è possibile ricorrere al pagamento in contanti, in pratica quelli per cui è richiesto il ticket.

E se ci si rende conto di aver effettuato un pagamento in contanti, presso un privato? 

In tal caso, l’unico modo per non perdere l’agevolazione è quella di mettersi d’accordo con chi ha emesso la fattura, per concordare appunto di poter cambiare il metodo di pagamento.

In alternativa, se si sa già di dover provvedere a ulteriori spese, allora si può lasciare da parte quella non giustificabile, avendo però, da quel momento in poi, l’accortezza di prestare attenzione al mezzo di pagamento da utilizzare. 

L’altro requisito di base da rispettare è che tutte le spese così pagate possono finire in detrazione fiscale soltanto se si riferiscono ad animali considerati domestici.

Rientrano nella categoria anche quelli addestrati per la pratica sportiva oppure per l'accompagnamento delle persone. Restano invece esclusi, in maniera categorica, tutti gli animali che invece vengono allevati a scopo riproduttivo ad esempio oppure che sono destinati al consumo alimentare. In sostanza, tutti gli animali che non sono da compagnia bensì sui quali c’è un intento di lucro, da parte dei legittimi proprietari.

A tale scopo, è necessario allegare proprio un’autocertificazione per dichiarare che le spese si riferiscono proprio a un animale domestico e da compagnia.

Infine, è bene sottolineare anche che chi porta in detrazione le spese, in quanto le ha effettivamente sostenute, non deve essere necessariamente il proprietario dell’animale.

Bonus animali domestici 2022 domanda online

Sono in tanti a domandare se per questo cosiddetto bonus animali domestici, sia disponibile una domanda online da compilare, al fine di poterlo ottenere.

Ebbene, lo abbiamo già sottolineato ma fughiamo ogni dubbio ribadendo che in realtà si tratta di un’agevolazione ma in qualità di detrazione fiscale.

Quindi non esiste un modo per poter monetizzare e quindi pagare a posteriori le spese per i propri animali domestici.

L’unica risposta valida dunque, in riferimento alla domanda: bonus animali domestici, come richiederlo è che non c’è alcun modulo da inviare o richiesta da inoltrare su qualche sito. Semplicemente si portano le spese affrontate in dichiarazione dei redditi e si recupera la somma spettante, abbassando l’importo dell’imposta dovuta all’erario.

In tanti preferiscono materializzare in moneta sonante il bonus, dal momento che spesso la difficoltà sta proprio nel poter coprire la spesa nell’immediato.

Se infatti ad esempio, il cane o gatto di casa ha un’urgenza da un punto di vista medico, ciò potrebbe mandare in difficoltà la famiglia, in quel preciso frangente, perché andrebbe a sborsare dei soldi che in realtà erano destinati al pagamento delle utenze oppure alla spesa alimentare.

Purtroppo non tutti i bonus seguono questa logica. A ogni modo, nel momento in cui comunque si è costretti a mettere in conto un esborso del genere, tanto vale avere l’accortezza di conservare le ricevute di pagamento, così da pagare perlomeno meno tasse in futuro.

Concludiamo specificando dove inserire le spese mediche veterinarie, nel modello 730. 

Per la precisione 

codice 29 e trova spazio nel modello 730/2022 nel Quadro E - Oneri e Spese e più in particolare nei righi da E8 a E10 della SEZIONE I - Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19, del 26, del 30, del 35 e del 90 per cento.

Per ulteriori informazioni, rimandiamo a quest’altro articolo sul tema, sempre focalizzato sulla detrazione al 19% prevista dallo Stato, per quanto concerne le spese veterinarie.