Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle nuove regole per l’utilizzo del Green Pass in Italia, il premier Mario Draghi ha annunciato anche l’arrivo di nuovi ristori per le attività chiuse. In particolare, per le discoteche, che – come stabilito dalla cabina di regia – non potranno riaprire nemmeno con l’obbligo di utilizzo della certificazione verde.

Ma già l’articolo 2 del decreto Sostegni bis aveva istituito un contributo a fondo perduto per le attività rimaste chiuse per un lungo periodo, fissato dapprima a quattro mesi e ora ridotto:

Al fine di favorire la continuità delle attività economiche per le quali (…) sia stata disposta, nel periodo intercorrente fra il 1° gennaio 2021 e la data di conversione del presente decreto, la chiusura (…) è istituito un fondo, denominato "Fondo per il sostegno alle attività economiche chiuse", con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2021. 

La conversione in legge del suddetto decreto ha apportato alcune modifiche ai requisiti di accesso al fondo: queste modifiche riguardano il periodo di tempo relativo alla chiusura dell'attività, che è sceso da quattro mesi a 100 giorni; e la dote complessiva di risorse, che è stata incrementata con ulteriori 40 milioni di euro per il 2021. In altre parole, con una dote maggiore di denaro è stata ampliata la platea di beneficiari dei bonus.

Scopriamo, quindi, quali sono i bonus per le attività chiuse, a chi spettano e come si richiedono. Non solo per discoteche, centri commerciali e fiere, settore agricolo e terzo settore: tra i beneficiari rientrano anche le attività sciistiche e montane. Vediamo i dettagli.

Decreto Sostegni bis, ora è legge: le novità

Il decreto Sostegni bis è stato convertito in legge dalle due Camere – la scadenza era fissata al 24 luglio 2021 – e ciò significa che tutti i bonus contenuti nel provvedimento che vale 40 miliardi di euro sono stati confermati. Per lo meno la maggior parte di essi. 

Dai nuovi incentivi auto 2021 al bonus vacanze, dalle nuove mensilità del reddito di emergenza al bonus matrimoni (non più per gli sposi!), dall’esenzione Imu per i proprietari di immobili oggetto del blocco degli sfratti al bonus affitti per le attività commerciali, sino ai bonus per le attività chiuse o che sono state costrette a tenere le serrande abbassate per molto tempo (almeno 100 giorni).

Proprio in merito alle chiusure relative al periodo pandemico, abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo tutti gli aiuti che sono stati introdotti per le suddette attività. In particolare, il decreto Sostegni bis stanzia risorse e contributi a fondo perduto per i settori maggiormente colpiti dalla crisi portata dal Covid-19 e che per tale infezione non hanno potuto riaprire in sicurezza in tempi rapidi.

Bonus attività chiuse: come funziona

L’articolo 2 del decreto Sostegni bis ha istituito il Fondo per le attività chiuse, ovvero un ammontare complessivo di 100 milioni di euro per tutto il 2021 destinato a indennizzare le attività che, a causa delle restrizioni legate al Covid-19, non hanno potuto riaprire. La conversione in legge del decreto Sostegni, inoltre, ha innalzato di ulteriori 40 milioni di euro tale fondo.

Per accedervi occorre, però, soddisfare alcuni requisiti. In particolare:

  • aver registrato un calo di fatturato;
  • essere stati costretti alla chiusura per almeno 100 giorni (inizialmente erano previsti almeno quattro mesi di chiusura) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di entrata in vigore del decreto legge.

Non sono previsti limiti di compensi o ricavi conseguiti, ma ogni singolo bonus spetta a un particolare settore economico o ad una particolare attività.

Un successivo decreto del Mise, che avrebbe dovuto essere emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione in GU del suddetto decreto legge, avrebbe dovuto fissare i soggetti beneficiari delle risorse stanziate per le attività chiuse. Tuttavia, sulla base di quanto riportato nel decreto Sostegni bis, possiamo delineare le attività che hanno diritto ai bonus e ai contributi a fondo perduto alternativi.

Bonus attività chiuse: a chi spettano

Anzitutto, i soggetti che rientrano tra i bonus e gli aiuti destinati alle attività chiuse, secondo le norme contenute nel decreto Sostegni bis sono:

  • Centri commerciali e fiere, in quanto sono stati tra gli ultimi a poter riaprire secondo il calendario delle riaperture fissato da Mario Draghi negli scorsi mesi;
  • il settore dello sci e della montagna, che per tutto il periodo invernale non ha potuto riaprire nemmeno per una sola giornata a causa dell’epidemia (eccezion fatta per le giornate di proteste dei titolari degli impianti);
  • Rsa e terzo settore;
  • il settore dell’agricoltura, che ha subìto gravi danni anche a causa delle avverse condizioni atmosferiche;
  • le discoteche, le quali non potranno riaprire nemmeno dopo il varo del decreto che rende obbligatorio il Green Pass in moltissimi luoghi della vita quotidiana.

Per poter richiedere i contributi a fondo perduto, comunque, potrebbe essere stabilito un elenco di Partite Iva e codici ATECO che possono accedere agli aiuti. Andiamo a vedere, per ciascuno di questi punti, quali sono gli aiuti previsti e come si possono richiedere.

Centri commerciali e fiere

Partiamo dai centri commerciali e dalle fiere, che secondo il calendario delle riaperture, hanno potuto riprendere la loro regolare attività per ultimi, o quasi. A tal fine, il Governo ha disposto per tutti i negozi che si trovano all’interno dei centri commerciali e per gli stand fieristici, la possibilità di accedere al bonus affitti.

Il bonus affitti permette di beneficare di un credito di imposta fino al 60% sulla riduzione del canone di locazione. Si potrà accedere al credito di imposta, però, soltanto soddisfando i seguenti requisiti:

  • aver conseguito un ricavo complessivo non superiore a 15 milioni di euro;
  • aver registrato una flessione del fatturato pari almeno al 30% nel periodo compreso tra aprile 2020 e marzo 2021 rispetto al periodo compreso tra aprile 2019 e marzo 2020.

Per le attività che sono state avviate nel 2019 decade il requisito di registrazione del calo di fatturato.

Per quanto riguarda le fiere, inoltre, sono stati istituiti nuovi ristori per un ammontare complessivo pari a 50 milioni di euro. I suddetti fondi saranno destinati anche alle imprese dei servizi di logistica, trasporto e allestimento. Per ottenere i bonus, però, occorre aver conseguito ricavi almeno per il 51% derivanti da eventi fieristici.

Sci e montagna

Anche il settore dello sci e della montagna ha registrato notevoli perdite in seguito alla chiusura degli impianti durante il periodo invernale e all’impossibilità di spostarsi tra le Regioni per raggiungere le località sciistiche. Nel periodo invernale si sono susseguite numerose ipotesi, fino alla speranza di poter riaprire da gennaio. Speranza poi sfumata poche ore prima della ripresa, lasciando a bocca asciutta moltissimi lavoratori che si erano preparati per la riapertura in sicurezza.

Per tutti questi lavoratori dello sci, della montagna e del settore alpino, il Governo ha istituito un fondo aggiuntivo da 30 milioni di euro. Questi ristori, però, devono essere destinati alle seguenti tipologie di intervento:

  • l’innovazione tecnologica delle strutture e degli impianti;
  • il miglioramento della sicurezza sia per quanto riguarda gli impianti di risalita, sia per le piste e i sistemi per la neve artificiale.

Inoltre, in seguito alla tragedia della funivia del Mottarone, sono stati previsti ulteriori 500 mila euro da stanziare direttamente al Comune di Stresa.

Rsa e terzo settore

Ulteriori risorse sono state destinate agli enti del terzo settore e alle strutture Rsa per l’accoglienza e la cura degli anziani. 

Nel dettaglio, come spiega il Corriere delle Sera, si parla di 60 milioni di euro da destinare a enti del terzo settore, 20 milioni di euro dei quali andranno a beneficio di “enti non commerciali, enti religiosi civilmente riconosciuti, organizzazioni non lucrative di utilità sociale che svolgono servizi socio-sanitari e assistenziali per anziani non autosufficienti e disabili”.

Confermato anche il bonus sanificazione per le imprese e per mettersi in regola con le norme di sicurezza relative al Covid-19.

Agricoltura

Anche il settore dell’agricoltura ha sofferto il peso della pandemia e non solo: le avverse condizioni atmosferiche degli ultimi mesi non hanno certo giovato ai lavoratori del settore. Per quanto riguarda gli aiuti, ricordiamo che è possibile richiedere il bonus braccianti agricoli e il bonus per i lavoratori della pesca, rispettivamente pari a 800 euro e a 950 euro.

Inoltre, il decreto Sostegni bis ha stanziato ulteriori due miliardi di euro per l’agricoltura che, secondo l’analisi di Coldiretti, riguarderanno:

misure concrete che vanno dal fisco al lavoro, dall’imprenditoria femminile ai giovani, dal rilancio degli allevamenti agli agriturismi, dai risarcimenti per il maltempo fino al comparto dello zucchero.

È stato rifinanziato con ulteriori 161 milioni di euro il Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole danneggiate dalle avversità atmosferiche, e sono stati confermati ulteriori contributi a fondo perduto per i produttori di birra artigianale.

Ulteriori fondi riguarderanno gli allevamenti di bovini (5 milioni di euro) e sostegni ai distretti di agricoltura biologica (15 milioni di euro). Per conoscere tutte le misure puoi consultare il sito del Ministero per l’Agricoltura. 

Discoteche

Il decreto Covid che ha reso obbligatorio l’utilizzo del Green Pass a partire dal 6 agosto 2021 per moltissime azioni quotidiane della vita di ciascun cittadino, ha anche stabilito che le discoteche non potranno riaprire nemmeno con la certificazione verde.

In un primo momento, infatti, sembrava che le discoteche e le sale da ballo potessero tornare a riaprire nelle zone bianche rispettando tutte le normative igienico-sanitarie per limitare la diffusione del Covid-19. Con la rapida circolazione della variante Delta, però, il Governo ha esteso l’utilizzo del Green Pass.

Questa certificazione viene rilasciata dopo una dose di vaccino o al completamento della vaccinazione, in seguito all’effettuazione di un tampone negativo, oppure dopo la ricezione del certificato di guarigione dal Covid-19.

Per le discoteche, però, il Governo ha deciso di non riaprirle nemmeno con il Green Pass, introducendo però degli opportuni ristori e aiuti per tutti i lavoratori del settore. Sarà un successivo provvedimento a stabilirne l’entità e i fondi. 

Come richiedere gli aiuti

Non sono ancora chiare nemmeno le modalità per l'effettuazione della richiesta dei bonus. Tuttavia, per le Partite Iva si renderà necessaria la compilazione di un'autocertificazione che attesti il periodo di chiusura di almeno 100 giorni.

Una volta delineate le modalità per la presentazione delle richieste, entro 30 giorni dal ricevimento delle istanze, l'Agenzia delle Entrate dovrebbe disporre i primi pagamenti.