Sono in tanti ancora a cercare notizie dell’ultim’ora riguardanti il bonus baby sitter 2022. Una misura emergenziale che, in piena pandemia, è comunque stata d’aiuto per molte famiglie, alle prese con lavoro da remoto e didattica a distanza.

Il primo intervento, da parte del Governo, prevedeva l’erogazione di 600 euro una tantum e di 1.000 euro, per i dipendenti del settore sanitario. Di certo non saranno stati contenti di sapere che la seconda tranche (che comunque non potevano richiedere, in quanto avevano già beneficiato della prima) era stata raddoppiata, passando a 1.200 euro una tantum e a 2.000 euro per il settore sanità.

Ebbene, proroga dopo proroga, si è giunti fino al 31 dicembre 2021, e ora in molti ancora attendono che l'Inps possa riaprire le domande, per ottenere il vantaggioso bonus. Ebbene, questo non è possibile, dal momento che la Legge di Bilancio per il 2022 non ha approvato la misura.

Bonus baby sitter 2022: il governo dice no. Nella nuova legge di bilancio il provvedimento non ha trovato posto, dunque niente proroga

In realtà però il contributo non è sparito, bensì inglobato in uno strumento di più ampia portata, che ora tutti possono richiedere.

Ecco di cosa si tratta.

Bonus baby sitter 2022 Inps: le novità per quest’anno

Era l’Inps ad erogare il bonus per il baby sitting ed è sempre l’Inps che ora eroga il nuovo contributo destinato a tutte le famiglie italiane e che ingloba anche il bonus per la baby sitter. Stiamo parlando dell’assegno unico e universale.

Infatti, a partire dal mese di marzo, tutti hanno la possibilità di beneficiare di questo contributo statale, erogato in favore dei figli minori. In alcuni casi, è possibile ottenerlo fino ai 21 anni di età.

La misura ha avuto il suo periodo di rodaggio, per così dire, già dallo scorso luglio 2021, quando solo alcune categorie di persone hanno avuto modo di iniziare a percepire i primi assegni mensili.

Infatti si trattava, per la prima volta nel welfare familiare italiano, dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti, quindi di tutti i titolari di partita Iva. A questi si sono aggiunti anche disoccupati, incapienti e percettori del reddito di cittadinanza. 

A partire dal mese di marzo 2022 invece la misura si apre anche ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, in sostituzione degli assegni familiari (ANF) che a ogni modo hanno continuato a percepire in busta paga.

La differenza sta nel fatto però che l’assegno unico universale arriva direttamente sul proprio conto corrente, non passando più per il tramite del datore di lavoro. Bisogna presentare esplicita domanda e allegare la propria attestazione Isee.

Il calcolo dell’assegno unico infatti si esegue sulla base del reddito Isee. La quota massima prevista è di 175 euro al mese mentre la minima è di 50 euro al mese, per figlio.

Questo importo, che ora è mensile, va a sostituire tutti gli altri aiuti per le famiglie, che venivano erogati una tantum. E quindi, anche il bonus baby sitter.

Bonus baby sitter 2022, a chi spetta il contributo

Per molti, il bonus per pagare la baby sitter ha rappresentato un valido aiuto, in fase emergenziale, quando le chiusure forzate di attività e scuole, hanno stravolto i ritmi familiari di tutti. A ben vedere però, solo alcune categorie specifiche di persone potevano beneficiarne.

Da questo punto di vista, l’assegno unico invece è più ad ampio respiro. Infatti, i requisiti principali che consentivano di ricevere il bonus per il baby sitting sono differenti da quelli previsti per ottenere l’assegno universale in favore dei figli.

Infatti, mentre l’aiuto economico per la baby sitter era previsto fino ai 12 anni di età, ora l’assegno unico è erogato fino ai 18 anni. 

Inoltre, potevano richiedere il bonus per l’assistenza dei più piccoli a domicilio, soltanto le seguenti categorie di lavoratori:

  • dipendenti del settore privato
  • autonomi iscritti all'Inps
  • autonomi iscritti alle casse professionali 
  • medici e infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medici, operatori socio sanitari
  • personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico

Tra l’altro, il genitore convivente (non intestatario della domanda) non poteva beneficiare di altro sussidio o indennità (come la Naspi ad esempio) né lavorare. La ratio è che se uno dei due è disoccupato, allora può occuparsi dei figli, mentre l’altro lavora. 

Ora invece tutte le famiglie residenti sul territorio italiano hanno diritto al contributo economico mensile, anche coloro che non lavorano, come chi percepisce il reddito di cittadinanza, oppure che hanno perso il lavoro e risultano disoccupati.

Infine, il contributo per pagare la baby sitter non era previsto per chi ha un figlio con disabilità, al di sotto dei 12 anni, ma dai 12 ai 16 anni. Mentre l’assegno unico contempla anche una maggiorazione di 50 euro al mese, oltre alla quota base, ed erogata a vita, non solo fino alla maggiore età del figlio con handicap.

Bonus baby sitter 2022: domanda per ottenere l’agevolazione

Per quanto riguarda le modalità di richiesta dei due diversi contributi statali, il riferimento è sempre al sito dell’Inps. Infatti si accede direttamente al portale dell’ente nazionale di previdenza sociale, per poter inoltrare la propria domanda.

Il bonus per il contributo da corrispondere alla baby sitter veniva erogato tramite il Libretto famiglia. Nell’arco di quindici giorni, l’importo era a disposizione del genitore beneficiario che in tal modo, poteva iniziare a retribuire chi effettuava la prestazione lavorativa.

Ora invece, con l’entrata in vigore dell’assegno unico e universale, l’accredito arriva ogni mese (salvo vari ritardi, purtroppo già occorsi) direttamente sul conto corrente indicato al momento di presentazione della domanda. 

Una volta inoltrata la richiesta, l’erogazione va in automatico per tutto l’anno, vale a dire per dodici mensilità.

A ogni inizio anno, si deve però rinnovare l’attestazione Isee, in maniera tale da tarare nuovamente l’importo dell’agevolazione, sulla base del reddito attestato dal certificato Isee.

Bonus baby sitter 2022, importo a cui si ha diritto

Veniamo ora alla parte pratica, quella che riguarda l’ammontare dei due contributi economici. Il bonus per il baby sitting, nella sua fase iniziale, ammontava a 600 euro. 

Il provvedimento prevedeva invece un importo maggiore, fino a 1.000 euro, ma soltanto per il personale sanitario, impegnato dunque in prima fila, per contrastare la pandemia da Covid-19, e le forze dell’ordine.

Nella fase successiva di proroga invece, gli importi sono risultati praticamente raddoppiati! 

Ecco dunque che si è giunti a 1.200 euro per tutti gli aventi diritto e a un massimo di 2.000 euro invece per i medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari presenti nelle varie strutture ospedaliere, nonché forze dell’ordine e personale impegnato nel garantire la sicurezza, in quel periodo così critico.

Il contributo a cui invece si ha diritto adesso, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, oscilla tra un minimo di 50 euro (con Isee superiore a 40 mila euro) e un massimo di 175 euro a figlio (per chi invece ha un Isee familiare con reddito inferiore a 15 mila euro.

Una volta definito l’importo, questo va moltiplicato per le dodici mensilità per cui spetta

L’importo annuale dunque, nella sua totalità, va a sostituire non solo il bonus per la retribuzione delle baby sitter, bensì anche 

Premio alla nascita (Bonus mamma domani) Assegno di natalità (Bonus bebè) Anf e detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni.

Bonus baby sitter 2022, come funziona ora con l’assegno unico

Abbiamo già accennato al fatto che l’erogazione di questo bonus, così come concepito per aiutare i singoli nuclei familiari, era prevista tramite Libretto Famiglia.

Quindi non trattava di denaro in contante, che permettesse di monetizzare nell’immediato. L’accredito sul libretto avveniva in buoni lavoro del valore di 10 euro ciascuno. Se dunque questa era la tariffa oraria della baby sitter, e svolgeva ad esempio quattro ore di lavoro, allora il genitore era tenuto a inviarle quattro buoni lavoro.

Oggi invece con l’introduzione dell’assegno unico che ingloba tutti gli aiuti per la famiglia, previsti dallo Stato, il genitore ha la possibilità di ricevere direttamente del denaro sul proprio conto corrente.

Questo permette dunque di spendere il contributo, mese dopo mese, in funzione delle proprie reali necessità.

Non si è dunque vincolati a una specifica finalità. Il denaro può servire per la spesa alimentare, i farmaci, il vestiario, provvedere alle spese oculistiche o dentistiche dei propri figli oppure per praticare sport o ancora frequentare ludoteche nonché affidarsi a servizi di baby sitting.

Ricordiamo a tal proposito che, nonostante la scomparsa del bonus baby sitting e l’introduzione dell’assegno unico, restano ancora in vigore il bonus asilo nido e la carta acquisti vale a dire la social card fino a 3 anni.

Bonus baby sitter 2022, Covid e il ricorso ai nonni per arginare l’emergenza

La novità principale di questo bonus sta nel fatto che la sua introduzione è legata in esclusiva allo scoppio della pandemia. Infatti, non esisteva prima un contributo che permettesse di pagare una baby sitter, presso il proprio domicilio.

Il problema è che, con le chiusure governative imposte per poter far fronte alla diffusione dei contagi, ogni famiglia si è ritrovata chiusa in casa, impegnata su più fronti, dovendo anche organizzarsi, dal punto di vista lavorativo, nonché seguire i figli impegnati nello studio e nelle lezioni a distanza, in via telematica.

Il problema però non si limitava solo al fatto di reperire una baby sitter che accudisse i bambini bensì anche di avere una persona di fiducia, in grado di offrire una garanzia, dal punto di vista della negatività al virus, nonché che potesse spostarsi da una zona all’altra, e da comune a comune.

Ecco allora che il Governo ha esteso la possibilità di poter usufruire del bonus per la baby sitter, anche ai nonni e ad altri parenti, purché però non conviventi.

Per approfondire l’argomento, rimandiamo a questo articolo in cui illustriamo tutti i bonus previsti per le famiglie nel 2022 e che è possibile richiedere al di là dell’assegno unico e universale.