L’allentamento delle restrizioni Covid e il graduale abbandono dello smart working stanno spingendo moltissime aziende a richiamare i lavoratori in ufficio: ma come fare con i figli a casa, magari impegnati con la didattica a distanza? 

Il bonus baby sitter viene in aiuto alle famiglie: nel corso della pandemia, infatti, è stato possibile ottenere un contributo da 600 euro una tantum, da 1.200 euro oppure da 100 euro a settimana per pagare una tata e per tornare in ufficio. Non solo: per l’estate era possibile richiedere il bonus centri estivi all’INPS. 

Ma è ancora possibile richiedere il bonus baby sitter nel 2022?

Sul web si stanno diffondendo notizie insolite in merito al bonus baby sitter, una misura confermata fino al 31 dicembre 2021 e poi inglobata nell’assegno unico e universale. INPS ha riaperto le domande per il voucher baby sitter? Ci sono novità per le famiglie?

Cerchiamo di fare chiarezza su cos’è e come funziona il bonus baby sitter, a chi spetta e se sarà possibile (o meno) richiederlo nel 2022. Quali sono le alternative e i bonus famiglia da richiedere?

Bonus baby sitter confermato per il 2022?

Torna il bonus baby sitter nel 2022? Una fuga di notizie si sta diffondendo sul web annunciando il ritorno di una delle misure fondamentali per le famiglie soprattutto nel corso della pandemia di Covid-19. Il bonus baby sitter ha permesso ai genitori di tornare al lavoro senza doversi preoccupare per i propri figli, affidati a una tata esperta pagata con il relativo bonus.

Ma è ancora possibile richiedere il bonus baby sitter nel 2022? INPS non ha comunicato nessuna riapertura delle domande, eppure sul web pare propria ci sia stata un’incomprensione. 

Ad oggi non è possibile richiedere il bonus baby sitter 2022, in quanto la misura – confermata fino al 2021 – è stata inglobata nell’assegno unico e universale 2022. 

Ma come funziona il bonus baby sitter e perché tutti ne parlano? Ecco tutto quello che c’è da sapere e per quale motivo non si potrà richiedere il voucher baby sitter nel 2022.

Bonus baby sitter: cos’è e come funziona?

Il bonus baby sitter è una misura destinata alle famiglie con figli a carico fio a 12 anni. Introdotto per la prima volta nel decreto Cura Italia dall’allora Governo guidato da Giuseppe Conte, ha permesso ai genitori di pagare nonni, zii, parenti o baby sitter che si sono occupati della cura dei loro figli.

Inizialmente il bonus baby sitter ha permesso alle famiglie di ottenere fino a 1.200 euro, ma solo per alcune categorie di lavoratori che risultavano impossibilitate a rimanere a casa proprio a causa della pandemia di Covid-19 (per esempio il personale medico e/o sanitario).

Le somme del bonus baby sitter sono state erogate sul Libretto di famiglia sottoforma di voucher dal valore di 10 euro ciascuno, utili per pagare la tata o la persona che si è occupata dei bambini. Il bonus spettava, in un certo senso anche ai nonni, qualora fossero loro ad occuparsi dei nipoti.

Successivamente il limite di età utile per inoltrare la richiesta del bonus baby sitter è stato innalzato a 14 anni. A questa misura è stato contrapposto il congedo parentale retribuito – da richiedere in alternativa al bonus baby sitter – fino a 14 anni, mentre per il congedo fino a 16 anni non era prevista la retribuzione.

Bonus baby sitter 2022, importi: 100€ a settimana, 600€ una tantum o 1200€?

Gli importi del bonus baby sitter sono cambiati nel corso dei mesi di pandemia: come abbiamo ricordato all’inizio dell’articolo, il voucher baby sitter è stato introdotto dal Decreto Cura Italia fino a un massimo di 1.200 euro per ogni famiglia.

Ma successivamente il bonus si è trasformato in un sussidio di importo pari a 100 euro a settimana, destinato però a particolari categorie di lavoratori: medici, infermieri, personale sanitario o delle Rsa, e tutti coloro che stavano dando il proprio contributo per combattere contro la pandemia di Covid-19 avevano diritto al sussidio per i propri figli.

Non solo: i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditati hanno potuto ottenere un bonus baby sitter fino a 2 mila euro.

Infine, anche le singole Regioni italiane hanno previsto l’erogazione di bonus baby sitter per tutte le famiglie che avevano bisogno di ingaggiare una tata per la cura dei propri bambini.

Il termine ultimo per richiedere il bonus baby sitter era fissato al 31 dicembre 2021: ad oggi non è più possibile ottenere il bonus baby sitter.

Bonus baby sitter: non ci sarà nel 2022! Ecco perché!

Perché il bonus baby sitter non è stato confermato nel 2022? Nonostante ancora oggi, come avveniva nel periodo di pandemia, il rientro in ufficio toglieva tempo ai genitori per badare ai propri figli, non è più possibile ottenere il contributo “bonus baby sitter INPS”. Per quale motivo?

L’introduzione dell’assegno unico e universale dal 1° gennaio 2022 – con i primi pagamenti da metà marzo 2022 – ha modificato il panorama dei bonus famiglia.

Non solo sono stati cancellati moltissimi bonus famiglia (come per esempio gli assegni familiari, il bonus mamma domani, il bonus bebè, l’assegno temporaneo), ma queste misure sono stati inglobate all’interno del nuovo assegno unico e universale. 

Da qui deriva proprio l’aggettivo “unico e universale”: unico perché ingloba in una sola misura tante agevolazioni per i figli; universale perché spetta a tutti i genitori senza distinzione professionale (lavoratori dipendenti, Partite Iva, autonomi, professionisti, disoccupati, incapienti, percettori del reddito di cittadinanza).

Dunque, nel 2022 al posto del bonus baby sitter le famiglie possono richiedere l’assegno unico e universale: come funziona?

Bonus baby sitter 2022? No! Ecco l’assegno universale! 

Assegno unico e universale per tutti: a partire dal 1° gennaio le famiglie possono richiedere e ottenere il nuovo sussidio mensile INPS per i figli fino a 21 anni. E per i ragazzi dai 18 ai 21 anni c’è la possibilità di ottenere in prima persona le somme spettanti dall’INPS.

Per richiedere l’assegno unico e universale è necessario presentate l’apposita domanda all’INPS, seguendo le istruzioni e compilando tutti i campi necessari. È possibile inviare la richiesta di assegno unico anche senza ISEE, ricordando che verrà corrisposto l’importo più basso.

L’assegno varia al variare dell’ISEE: a fronte di un reddito basso spetta un sussidio elevato, mentre per i redditi alti il sussidio sarà ridotto. Gli importi variano da 50 euro al mese per chi possiede un ISEE superiore a 40 mila euro, fino a 175 euro al mese per chi ha invece un ISEE basso, sotto i 7 mila euro.

E in aggiunta si possono ottenere delle maggiorazioni sia per i figli disabili, sia per i figli successivi al primo. Le famiglie numerose, con più di quattro figli, hanno diritto a un bonus aggiuntivo ai 100 euro. Le giovani mamme e i genitori titolari di reddito possono ottenere rispettivamente 20 o 30 euro in più.

Grazie al simulatore degli importi dell’assegno unico – disponibile sul sito web dell’INPS – è possibile calcolare in anticipo l’importo spettante.

Baby sitter, ma quanto ci costi?

Il bonus baby sitter non è più disponibile nel 2022, ma i genitori possono ancora affidarsi ai migliori baby sitter del mondo: i nonni. In questo modo, non solo si creerà un legame tra i nonni e i bambini, ma si potranno anche risparmiare diversi soldi per la tata: ma quanto costa davvero ingaggiare una baby sitter?

Molto spesso il prezzo di una baby sitter si calcola su base oraria e l’importo varia in base alla residenza della famiglia: nelle grandi città, per esempio Roma, Milano, Napoli, Torino, la tata può richiedere cifre più alte rispetto ai piccoli centri cittadini. 

Milano è la città più cara: una baby sitter costa circa 10 euro all’ora, mentre a Roma il prezzo scende a 9 euro all’ora. Nelle città di Torino, Bologna, Venezia, Genova e Firenze i prezzi medi si attestano attorno agli 8 euro all’ora, mentre nel Sud Italia si può trovare una baby sitter a 7,50 euro all’ora.

Inoltre, il prezzo di una baby sitter varia anche al variare della sua esperienza: sempre meglio lasciare i propri figli in mani esperte, piuttosto che ingaggiare una persona alle prime armi. Una baby sitter che ha appena iniziato questo lavoro può richiedere 5 euro all’ora, mentre una tata esperta può arrivare a costare fino a 12 euro all’ora o più.

Bonus centri estivi: novità per il 2022

Per tutte le famiglie che intendono risparmiare sul costo della baby sitter senza rinunciare a una fuga romantica di coppia durante l’estate, è possibile optare per il bonus centri estivi. Come funziona?

Il bonus centri estivi permette ai genitori di ottenere un sussidio utile per il pagamento delle spese relative all’iscrizione del bambino ad attività ludico ricreative, piuttosto che a centri estivi o attività similari che vengono organizzate nel periodo estivo. La misura, però, è incompatibile con il bonus asilo nido 2022.

Solitamente il bonus centri estivi spetta per i bambini e i ragazzi di età non superiore ai 14 anni, e la richiesta del beneficio deve essere eseguita unicamente online sul sito web dell’INPS.

Per il 2022 non è ancora arrivata la conferma del bonus centri estivi da parte di INPS: si attendono eventuali novità per le prossime settimane o nei prossimi mesi. Probabilmente l’assegno unico e universale ha spazzato via anche questa possibilità, insieme al bonus baby sitter e alle altre agevolazioni per la famiglia.

Tuttavia, in alcuni Comuni e Regioni sono già in corso le domande per il bonus centri estivi: per sapere se anche la tua città offre questa agevolazione puoi consultare il sito web del Comune o della Regione. 

Iniziative di questa tipologia, e bonus centri estivi, sono state attivate in Umbria, dove i genitori hanno potuto ottenere un rimborso spese in baso alla data di nascita del figlio: 70 euro per i bambini nati dopo il 31 dicembre 2017 (per un massimo di 11 settimane di frequenza del centro estivo), e 50 euro per i bambini nati tra il 2005 e il 2017. Le domande sono ormai concluse, mentre sono in arrivo i pagamenti alle famiglie che hanno ottenuto il beneficio.