Manca ormai poco alla pubblicazione del testo ufficiale della Legge di Bilancio 2022 e le sorti dei bonus che verranno attivati o confermati per il prossimo anno iniziano a delinearsi.

Meno chiara, però, appare la situazione relativa all’iniziativa del Cashback di Stato: l’agevolazione, introdotta nel tentativo di contrastare i pagamenti in nero, risulta attualmente sospesa dal decreto n. 99 del 30 giugno 2021.

In sua sostituzione, il Governo Draghi ha pensato di introdurre una nuova misura, ossia un bonus senza ISEE da 480 euro.

Tale nuova agevolazione, chiamata bonus bancomat, purtroppo differisce molto da Cashback e non è aperta a tutti gli italiani.

Il destino del Cashback sembrava insomma compiuto, ma ad oggi possiamo dire che non è ancora detta l’ultima parola.

La misura potrebbe infatti tornare nel 2022: scopriamo insieme cosa sta accadendo.

Nuovo bonus da 480 euro: si cerca di salvare anche il Cashback

Come si accennava, la sospensione del Cashback di Stato si è accompagnata all’introduzione di un nuovo bonus, il bonus bancomat, di cui ci occuperemo nei paragrafi successivi.

Questo lasciava presagire un definitivo addio al Cashback, il cui rinnovo, tra l’altro, non è stato contemplato nella bozza della Legge di Bilancio 2022.

Tuttavia, abbiamo delle novità in merito: il Movimento 5 Stelle, che è stato anche l’ideatore del Cashback, sta tentando di salvare il salvabile e di prorogare la misura, con le dovute modifiche.

Il M5S è ancora sicuro della positività della misura che, nel dettaglio, consente di ottenere indietro una piccola percentuale delle spese saldate mediante mezzi tracciabili; percentuale che, come molti sapranno, corrisponde al 10% di tali spese.

Il Cashback, in effetti, è stato accolto con calore dagli italiani, e dunque è indubbio che, almeno in parte, l’iniziativa sia riuscita a promuovere i pagamenti elettronici.

Dunque, la notizia che il Governo Draghi abbia preferito introdurre un nuovo bonus senza ISEE per sostituire il Cashback non è stata di certo gradita al M5S, che continua a sostenere il Piano Italia Cashless.

Cashback oltre al bonus da 480 euro: le proposte del M5S

Insomma, è chiaro che, prima della fine dell’anno, il Movimento 5 Stelle ha intenzione di battersi al fine di ottenere una proroga del Cashback, in modo da affiancarlo al nuovo bonus da 480 euro.

Per poter rendere il Cashback più conveniente per le casse statali, il M5S ha proposto di fondere insieme la misura alla Lotteria degli Scontrini.

In questo modo si garantirà un risparmio di risorse statali, ma si continuerà ad utilizzare entrambi questi due strumenti per la lotta al contante, affiancandoli al bonus bancomat.

Sebbene, in un primo momento, l’emendamento proposto dal M5S fosse stato bloccato e dichiarato inammissibile dal Senato, la proposta di una riabilitazione del Cashback è attualmente tornata in discussione.

Dovremo però attendere ancora prima di sapere quale sarà il reale destino del Cashback; al momento, però, sappiamo che non tutto è perduto, e che la misura potrebbe anche tornare nel 2022, affiancando il bonus bancomat.

Bonus da 480 euro: in cosa consiste la nuova agevolazione

Dato che ne abbiamo fatto accenno più volte, cerchiamo adesso di approfondire il nuovo bonus introdotto come sostituto del cashback.

Si chiama bonus bancomat questa nuova misura, che promette un’agevolazione da 480 euro, ma solamente ad alcune categorie di cittadini.

Questo vuol dire in sostanza che, a differenza del Cashback, non si tratterà di un bonus riservato a tutti, ma di un’agevolazione riservata a pochi. Nello specifico, il bonus bancomat potrà essere richiesto soltanto da commercianti ed esercenti con partita IVA regolarmente aperta.

Il nuovo bonus bancomat, che è già attivo da qualche mese, consente infatti di recuperare parte delle spese che gli esercenti si trovano obbligati a sostenere nel caso in cui si vogliano dotare di mezzi per permettere ai propri clienti di saldare con pagamenti elettronici.

Dunque, nel caso in cui un commerciante voglia acquistare o noleggiare un POS o una cassa di ultima generazione (che sia cioè in grado di registrare tutti i pagamenti effettuati e di trasferirli al Fisco), verrà “premiato” con il conferimento di un bonus con tetto massimo pari a 480 euro.

Bonus bancomat da 480 euro: modalità di concessione

Chiariamo subito, per i titolari di partita IVA interessati, che il bonus bancomat non garantirà né uno sconto sull’acquisto (o noleggio, se si opta per quello) del nuovo dispositivo.

Questo bonus da 480 euro non garantirà neppure un bonifico o un premio in denaro, come accadeva col Cashback.

Il bonus bancomat, infatti, consente di ottenere un credito d’imposta, che consentirà un risparmio sulle tasse alla successiva dichiarazione dei redditi.

Dobbiamo quindi aspettarci dal nuovo bonus non solamente una platea differente di beneficiari, ma anche delle caratteristiche di conferimento ben differenti rispetto a quelle previste dal Cashback di Stato.

Bonus da 480 euro: tutti i dettagli del suo funzionamento relativamente ai POS

In questo paragrafo cercheremo di addentrarci maggiormente nel funzionamento del bonus bancomat; ci sono infatti due differenti tipologie di terminali che danno accesso all’agevolazione, le quali consentiranno di ottenere un differente credito d’imposta.

Tra l’altro, il decreto-legge n. 99/2021 ha confermato anche delle agevolazioni in merito alle commissioni previste per i pagamenti elettronici. Ma di queste ce ne occuperemo più avanti.

Cerchiamo innanzitutto di capire come è possibile suddividere gli importi concessi da questo bonus da 480 euro totali.

Il bonus bancomat può essere conferito per acquisto o noleggio di POS e per acquisto o noleggio di registratore di cassa.

Per quanto riguarda i POS, si terranno in considerazione tutte le spese effettuate entro la data del 30 giugno 2022.

Nello specifico, verrà conferita una detrazione che, per la sola parte relativa ai POS, sarà pari ad un massimo di 160 euro totali.

Questa cifra non è però fissa, e dipende dall’esercente che intende richiedere il bonus bancomat.

Infatti, i commercianti che decideranno di dotarsi di POS potranno richiedere indietro un credito d’imposta che varia al variare del fatturato annuo che l’esercente stesso ha dichiarato.

 In questo senso, l’agevolazione andrà maggiormente a vantaggio dei piccoli commercianti, ossia coloro che dichiarano un fatturato entro i 200 mila euro: in questo caso, il bonus bancomat verrà calcolato sul 70% della spesa legata ad acquisto o noleggio del POS.

La percentuale scende invece al 40% in caso di esercenti che fatturano dai 200 mila al milione di euro l’anno

Infine, per grandi esercenti con fatturato superiore al milione, verrà garantito solamente un importo pari al 10% delle spese per il POS.

Tenendo sempre conto del massimo credito d’imposta ottenibile, che è fissato a 160 euro totali.

Bonus da 480 euro: dettagli relativi ai registratori di cassa

Ma, come dicevamo, il credito d’imposta concesso dal bonus bancomat è calcolato anche in base alle spese sostenute per l’acquisto o il noleggio di moderni registratori di cassa.

In questo caso, il bonus concesso è anche più elevato: l’importo massimo concesso è pari a 320 euro totali.

Questi, sommati ai 160 euro massimi concessi in caso di adozione di POS, daranno appunto come somma 480 euro, ossia l’importo totale cui l’esercente può aspirare grazie al bonus bancomat.

Anche per la parte legata ai registratori di cassa il bonus bancomat tiene conto del fatturato della partita IVA richiedente.

Nel caso di piccoli esercenti con fatturato non superiore ai 200 mila euro annui, la detrazione verrà calcolata sul 100% delle spese del registratore di cassa.

La percentuale scende al 70% nel caso di esercenti con fatturato compreso tra i 200 mila e il milione di euro.

Infine, per i grandi esercenti (con fatturato superiore al milione di euro), il credito d’imposta verrà calcolato sul 40% delle spese sostenute per la nuova cassa.

Anche in questo caso si dovrà tenere in considerazione il limite massimo concesso dal bonus bancomat, ossia 320 euro per la parte relativa ai registratori di cassa.

Oltre il bonus bancomat: confermate le agevolazioni relative alle commissioni

Il Governo ha inoltre deciso di contrastare l’utilizzo del contante agevolando ulteriormente gli esercenti con delle misure aggiuntive.

Oltre al bonus bancomat da 480 euro totali, infatti, sarà possibile per gli esercenti richiedere un secondo credito d’imposta, che permetterà loro di risparmiare ulteriormente in sede di dichiarazione dei redditi.

Questo secondo credito d’imposta verrà concesso in base alle commissioni legate alle transazioni elettroniche; il titolare di partita IVA, nello specifico, potrà ottenere una detrazione pari al 100% di tali spese di commissione.

Questa opportunità, in altre parole, consentirà agli esercenti di ottenere, in totale, un bonus bancomat che potrà superare di gran lunga i 480 euro totali previsti.

Il tutto semplicemente garantendo ai propri clienti la possibilità di pagare con mezzi di pagamento elettronici.

Bonus da 480 euro: quando scade l’agevolazione legata al bancomat?

In ultimo, occupiamoci di definire le scadenze del bonus bancomat da 480 euro.

Siamo attualmente in attesa di novità sulla pubblicazione del testo ufficiale della Legge di Bilancio 2022, la quale darà conferma o smentita dei bonus a disposizione per il prossimo anno.

In ogni caso, gli esercenti che hanno in programma di dotarsi di dispositivi POS e nuovi registratori di cassa possono stare tranquilli: il bonus bancomat, allo stato attuale delle cose, dovrebbe restare attivo fino al 30 giugno 2022.

Questo per consentire alle partite IVA di accedere al credito d’imposta anche per le spese sostenute nella prima metà del prossimo anno.

Ad ogni modo, sarà col testo ufficiale della Legge di Bilancio 2022 che avremo notizie in merito a quanto accadrà all’agevolazione per la seconda parte del prossimo anno.

Oltre al bonus bancomat da 480 euro, restiamo in attesa di conoscere anche le sorti definitive del Cashback di Stato.