La legge di bilancio 2022, che ricordiamo è ancora in bozza, ma ormai prossima alla sua approvazione, superati gli scogli su alcuni capitoli critici come delega fiscale, superbonus 110% e riforma pensioni, conferma un bonus che può arrivare fino a 480 euro, per facilitare l'uso del bancomat o altri strumenti di pagamento elettronici.

Il piano cashless prosegue anche se questa volta, con il bonus bancomat, non saranno i consumatori a beneficiarne direttamente, ma gli esercenti che si doteranno di un lettore POS per le carte di pagamento oppure anche di un registratore di cassa evoluto.

Per incentivare i diversi esercenti a dotarsi di questi strumenti di facilitazione all'uso del bancomat, è stato introdotto un incentivo fiscale, sotto forma di detrazione fino a 480 euro. Il bonus bancomat quindi non spetta ai privati cittadini come consumatori che utilizzano lo strumento di pagamento elettronico, ma bensì al negoziante o esercente arte e professione. 

Questo beneficio fiscale, sarà ancora più interessante per queste categorie di soggetti dal 1 gennaio 2022, quando il limite all'utilizzo del contante passerà da 1.999,99 euro a 999,99 euro. Chi vorrà pagare 1.000 euro in banconote correrà il rischio di pagare una multa fino a 1.000 euro. Si dovrà allora preferire il bancomat. Per questo motivo dovrà sempre essere possibile potere usare il bancomat.

Prima di addentrarci nel dettaglio del bonus bancomat e come richiederlo, per chi ne ha diritto, facciamo un piccolo passo indietro sul bonus cashback, che invece ufficialmente dal 1 gennaio 2022 non sarà riconfermato. 

Addio cashback: dal 1 gennaio niente rimborso del 10%

La scelta del governo guidato da Mario Draghi di non rinnovare il cashback, ormai non fa più clamore. Ma si tratta di una sconfitta per il Movimento Cinque Stelle e per l'ex presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, fautore del cashback come misura di contrasto al riciclaggio ed evasione.

Lo stesso Draghi aveva valutato la misura di interesse ma non ne era entusiasta. E per questo nel decreto lavoro di luglio aveva deciso di sospendere per sei mesi il bonus cashback dal 1 luglio al 31 dicembre 2021. Si trattava dunque di una sospensione e non cancellazione, con il ritorno della misura il 1 gennaio 2022. Invece nella legge di bilancio 2022, il cashback non è stato rifinanziato. Le risorse che sarebbero dovute andare alla misura sono state dirottate su altri capitoli come il rinnovo del reddito di cittadinanza, e la nuova fiscalità sul lavoro.

Ma perchè il cashback non è stato rinnovato? Eppure si trattava di un meccanismo che da un lato incentivava l'uso di pagamenti elettronici e quindi tracciati utili a combattere riciclaggio ed evasione, e dall'altro premiava chi usava il bancomat, carta di credito o altri strumenti digitali di pagamento, con un un rimborso del 10% fino ad un massimo di 300 euro all'anno. 

La motivazione, o meglio le motivazioni possono riassumersi in più punti:

  • l'onere finanziario sostenuto dalle casse pubbliche non era equilibrato rispetto ai benefici attesi dal cashback come misura di contrasto all'evasione e al riciclaggio;
  • il cashback avrebbe creato nel medio lungo termine disparità tra i cittadini, ossia tra coloro che usano il contante e coloro che invece prediligono gli strumenti elettronici;
  • il super cashback da 1.500 euro concesso a chi utilizzava in modo più assiduo il bancomat o la carta di credito, ha creato una discriminazione sociale, escludendo di fatto milioni di italiani che non hanno una disponibilità di spesa così ampia. 

Tutte queste motivazioni hanno condotto il governo a cancellare ufficialmente il cashback. E l'ha fatto inserendo questa decisione nella bozza della legge di bilancio 2022.

Se il cashback è quindi cancellato, non lo è il bonus bancomat che invece fu introdotto sempre nel decreto lavoro e che rimarrà in vigore fino a tutto il 2022.

Super Cashback: partiti i pagamenti di 1.500 euro

Il supercashback, è il premio riconosciuto a chi si era iscritto al cashback ed utilizzava in modo intensivo gli strumenti elettronici di pagamento, come bancomat o carte di credito. L'utilizzo intensivo significava classificarsi tra i primi 100.000 utilizzatori di carte di pagamento elettroniche.

Ed in queste ore sono partiti i pagamenti ai fortunati. Arriveranno direttamente sul conto corrente ben 1.500 euro. Un bel gruzzoletto in un mese in cui per le festività di Natale, le spese aumentano.

Consap, la società di Stato che ha il compito di effettuare i pagamenti del supercashback ha annunciato sul suo sito che i primi rimborsi del super cashback sono pariti il 3 dicembre 2021. 

Il pagamento arriva sull'Iban che è stato inserito in fase di iscrizione al programma sull'appIO. Quindi è bene accertarsi del bonifico in entrata e se non dovesse arrivare tra il 6 e 10 dicembre presentare un reclamo a Consap. Per farlo si può usare il modello presente sul sito Consap. Lo stesso modulo si può usare in caso di accredito inferiore ai 1.500 euro.

Ma non mancano i problemi sul pagamento come riporta il sito L'Unionesarda su un beneficiario del cashback che non ha ricevuto ancora il pagamento. 

Bonus bancomat: a chi è destinato

Come ho scritto in apertura di articolo, il bonus bancomat, introdotto dall'art.1 del decreto lavoro, non è destinato ai consumatori finali, quindi ai cittadini, ma a chi ha un'attività economica, commerciale o esercita un'attività professionale, quindi con partita IVA, che desiderano installare il POS. Il bonus bancomat è quindi destinato a negozianti, liberi professionisti o esercenti che svolgono un'attività commerciale.

Questa volta quindi si è ribaltata la prospettiva del beneficiario. Il cashback era destinato a chi pagava. Il bonus bancomat è destinato a chi mette nelle condizioni di pagare con strumenti di pagamento elettronico.

Il bonus bancomat, non è altro che un vantaggio fiscale concesso ai titolari di attività commerciale che potranno fare affidamento ad un credito d'imposta per l'acquisto sia del POS, lo strumento necessario per accettare il pagamento elettronico, che per l'acquisto di registratori di cassa evoluti.

La legge di bilancio 2022, ancora in bozza, conferma il bonus bancomat per tutto il 2022, sotto forma di credito d'imposta che il titolare di partita IVA potrà usare in compensazione con qualsiasi forma di tasse e tributi debba pagare. Non si tratta quindi di un rimborso ma di un'agevolazione fiscale. 

Bonus bancomat: cosa è

L'art. 1 del decreto legge n.99, il Decreto Lavoro ed Imprese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno 2021, recante Misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese, introduce alcune misure di  agevolazione per permettere l'installazione dello strumento, sia esso fisso che mobile, per accettare i pagamenti elettronici, meglio conosciuto come POS, che il passaggio ad un registratore di cassa evoluto. 

Il beneficio è esteso fino al 2022, ossia per tutti gli acquisti o noleggi del POS e del registratore di cassa, il negoziante potrà usare il credito d'imposta che può arrivare fino a 480 euro.

Si deve però fare una distinzione in termini temporali per quanto riguarda la spesa destinata all'acquisto o noleggio del POS e quella per l'acquisto o noleggio del registrato di cassa evoluto.

Si potrà beneficiare del bonus bancomat per l'acquisto o noleggio del POS solo se la spesa è sostenuta tra il 1 gennaio 2021 e 30 giugno 2022. 

Chi decide di dotarsi anche del registratore di cassa evoluto, avrà tempo per effettuare la spesa fino a tutto il 2022. Il registrato di cassa evoluto trasmette in automatico i corrispettivi all'Agenzia delle Entrate, ad ogni chiusura di giornata.

Bonus bancomat: ecco a quanto ammonta per il POS

Un esercente un'attività commerciale o arte e professione può godere di entrambe le agevolazioni fiscali. Sia quella sul POS che sull registrato di cassa evoluto.

La somma dei due bonus non può superare 480 euro riparametrati ai livelli di ricavo prodotti dall'esercente nell'anno precedente l'acquisto o il noleggio della strumentazione. 

Per il POS, il periodo entro cui vale il bonus è fino al 30 giugno 2022. L'importo massimo è di 160 euro. ma che è fruito nelle seguenti percentuali:

  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro; 
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro; 
  • 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e  compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. 

A questo bonus si somma un altro di 320 euro, che analizziamo subito dopo.

Bonus bancomat: il credito d'imposta per il registratore di cassa 

Lo stesso esercente che ha deciso di dotarsi di un POS, sia acquistandolo che noleggiandolo, può decidere, nel corso dell'anno 2022, di procedere anche ad installare il registratore di cassa di tipo evoluto, che non solo legge il bancomat ma consente anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati. 

In questo caso il periodo di tempo entro cui effettuare l'acquisto o il noleggio è l'intero anno 2022, ed il valore del bonus è di 320 euro massimo, sempre riparametrato al livello di fatturato realizzato nell'anno precedente l'acquisto o noleggio del registratore. Ecco gli importi del bonus, 

  • 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta  precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro.