Il Governo guidato da Mario Draghi continua nella lotta contro l'uso dei contanti. Dopo il bonus bancomat arriva quello della carta di credito. Tra le pieghe del decreto pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, si trovano importanti agevolazioni per commercianti ed imprese, che abbiano intenzione di accettare i pagamenti con mezzi tracciabili, tra i quali rientra appunto la carta di credito oltre che il bancomat.

E' da segnalare che a fianco di questa importante iniziativa, Mario Draghi ha deciso di sospendere il bonus cashback (maggiori informazioni su questo armento le troverai nel mio articolo: Draghi cancella il bonus cashback! Addio a tutti i premi!). Il 30 giugno, come molti nostri lettori ben sapranno, è stata la data limite per poter raggiungere il numero minimo di operazioni valide per poter ottenere il rimborso. Quello che comunue sta calamitando l'attenzione dei consumatori è questo nuovo bonus carta di credito, che, esteso anche al bancomat, permette di incassare da 160 a 320 euro per i negozianti.

Bonus carta di credito: come funziona!

A tutti gli effetti il bonus carta di credito funziona come quello bancomat. Il legislatore ha provveduto a modificare l'articolo 22 della normativa del 2019 ed ha provvetuo a portare dal 30 al 100% il credito di imposta ai commercianti ed ai titolari di partita Iva per le commissioni che devono pagare nel caso in cui i propri clienti - ossia i consumatori finali - decidano di utilizzare un qualsiasi strumento di pagamento tracciabile.

Ma non basta, questa sorta di bonus carta di credito, introduce un'ulteriore novità dallo scorso 1° luglio 2021: nel caso in cui un titolare di partita Iva dovesse decidere di cedere un bene od effettuare delle prestazioni dei servizi nei confronti di un cliente finale, avrà la possibilità di accedere al bonus carta di credito - così come avviene con quello del bancomat - nel caso in cui sia utilizzato uno strumento di pagamento elettronico. E' stato, inoltre, introdotto un altro cambiamento, che è quello relativo alla tipologia di credito di imposta, che è stato confermato nel caso in cui vengano acquistati, noleggiati od utilizzati degli strumenti che diano la possibilità ai clienti finali di effettuare dei pagamenti con la carta di credito, il bancomat o qualsiasi altro sistema di pagamento elettronico. Purche il mezzo per effettuare il pagamento, in possesso del commerciante, sia collegato direttamente con il registratore di cassa.

Bonus carta di credito: a chi è rivolto!

I potenziali beneficiari di questo bonus carta di credito sono molti. Potranno aderire a questa iniziativa quanti siano titolari di una regolare partita Iva e che abbiano un piccolo negozio, ma anche quanti siano gestori di una grande attività. E' necessario, comunque, essere in possesso di una serie di requisiti e sottostare a tutta una serie di condizioni per poter richiedere questo particolare bonus.

In questo contesto è necessario che i diretti interessati siano in possesso od abbiano noleggiato uno strumento che permetta ai clienti finali di effettuare un pagamento con la carta di credito, il bancomat o qualsiasi altra modalità elettronica. Molto semplicemente possiamo affermare che devono possedere, all'interno del loro punto vendita, un Pos di ultima generazione.

Credito di imposta: ecco come funziona!

Ma proviamo ad entrare ulteriormente nel dettaglio. Grazie al Decreto legge n. 99 del 30 giugno 2022, il legislatore ha provveduto ad inserire un doppio credito di imposta, del quale potranno beneficiare imprenditori e titolari di partita Iva, che abbiano deciso di dotarsi degli strumenti necessari per permettere ai consumatori di pagare con carta di credito e bancomat. Questo primissimo credito di imposta sarà riconosciuto a quegli imprenditori che esercitano l'attività di impresa, di arte o di professione, che dal 1° luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022, decidano di acquistare o noleggiare un qualsiasi strumenti, che permetta ai clienti di effettuare i pagamenti elettronici.

Il bonus carta di credito potrà essere richiesto unicamente da quanti acquisteranno un Pos che sia dotato di un collegamento diretto con il registratore di cassa. L'ammontare complessivo del bonus sarà calcolato in base a due parametri fondamentali: ricavi e compensi del titolare della partita Iva. Il credito di imposta avrà un importo massimo di 160 euro e spetterà ai diretti interessati secondo il seguente schema:

  • 10% importo speso: per quanti abbiano ricavi compresi tra un milione e cinque milioni di euro;
  • 40% importo speso: per quanti abbiano ricavi compresi tra i 200.000 ed il milione di euro;
  • 70% importo speso: per quanti abbiano ricavi inferiori ai 200.000 euro.

Nel caso in cui i diretti interessati decidano di acquistare o noleggire degli strumenti che siano più all'avanguardia e che consentano sia la memorizzazione che la trasmissione degli stessi corrispettivi, l'ammontare massimo del bonus sale a 320 euro.

Allo stato attuale, comunque, è necessario attendere tutte l indicazioni operative che dovrebbero arrivare direttamente dall'Agenzia delle Entrate, e che chiarirà tutti i passi operativi che i diretti interessati dovranno effettuare per vedersi riconosciuti gli importi promessi dal decreto legge.