Il governo guidato da Mario Draghi ha dimostrato fin da subito una netta discontinuità con la politica fatta di bonus e incentivi portata avanti dal precedente esecutivo Conte.

Le priorità del governo in questo momento è reperire i fondi per manovre come la Riforma Fiscale e i Ristori alla Partita Iva e a farne le spese sono stati molti incentivi sospesi o eliminati, fra i quali il noto e popolare programma Cashback di Stato.

La sospensione del programma è arrivata con il Decreto Legge nr. 99 emanato il 30 giugno 2021, che però introduce una serie di misure alternative come il nuovissimo bonus bancomat, che consiste in 3 diverse agevolazioni dedicate alle Partite Iva.

Il primo di questi nuovissimi incentivi ribalta il bonus cashback e offre agli esercenti un rimborso del 100%, mediante credito d'imposta, di tutte le spese sostenute per le commissioni con i pagamenti tramite carta, cioè con il POS

Ancora, viene introdotto un contributo di 160 euro, sempre mediante credito d'imposta, per le Partite Iva che decidono di dotarsi per la prima volta di dispositivi per i pagamenti elettronici.

Infine, il bonus bancomat prevede un ulteriore contributo di 320 euro per le attività commerciali che decidono di adottare sistemi di pagamento provvisti di memorizzazione elettronica e invio automatico dei dati.

Le misure contenute in questo bonus bancomat sono in tutti i sensi speculari rispetto al bonus Cashback, perché invece di offrire premi agli acquirenti sono indirizzati principalmente a fornire un ulteriore sostegno economico alle Partite Iva e le attività commerciali.

Vediamo meglio in cosa consiste il bonus bancomat. Un interessante approfondimento sull’argomento anche nel video YouTube di Fiscal Focus:

  

Bonus bancomat, tre diversi incentivi per Partita Iva

Come abbiamo detto il nuovo Decreto Legge, numero 99, anche detto Decreto Lavoro, emanato il 30 giugno scorso, se da un lato ha sancito la sospensione dell’incentivo noto come Cashback, dall’altro ha avviato una serie di misure a sostegno delle Partite Iva, note alla stampa come bonus bancomat.

Il bonus bancomat consta di 3 diversi incentivi, tutti sotto forma di credito d’imposta, descritti nell’articolo 1 del Decreto Lavoro e che consistono in una serie di aggiunte all’articolo 22 di un altro decreto-legge 124/2019.

Con il primo di questi contributi si stabilisce che il credito d’imposta, che rimborsa le spese relative alle commissioni da pagare quando si accettano carte di credito o debito, sia elevato dal 30% al 100%, per i pagamenti effettuati tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

Ovviamente per poterne usufruire è necessario dotarsi di POS così da accettare i pagamenti elettronici.

La finalità di questo incentivo è duplice, da un lato incentivare la diffusione dei sistemi elettronici di pagamento, continuando con gli obiettivi di lotta all’evasione fiscale per cui il governo Conte aveva pensato al programma Cashless, dall’altra andare a favorire le attività commerciali che più di tutte le categorie hanno risentito della crisi.

Certo il finanziamento di queste nuove misure porta come triste conseguenza l’eliminazione del bonus Cashback, che offriva il 10% di rimborso sugli acquisti effettuati con carta registrata.

Bonus da 160 euro per le Partite Iva che accettano pagamenti con il Pos

Un altro credito d'imposta spetta alle Partite Iva, che nel periodo compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022 acquistano o noleggiano dispositivi che permettano il pagamento mediante carta, cioè i POS. Il credito d’imposta è esteso anche ad eventuali spese sostenute per il collegamento e l’installazione.

Tuttavia questo incentivo ha un importo massimo di 160 euro e rimborsa una percentuale dei costi di verso in base al fatturato avuto nel precedente periodo di imposta:

  • fino a 200.000 euro, il 70% dei costi affrontati;
  • tra 200.000 e 1 milione di euro, il 40% dei costi affrontati;
  • tra 1 e 5 milioni di euro, il 10% dei costi affrontati.

Credito d’imposta da 320 euro per tutti i titolari di Partita Iva

Infine, un terzo credito d'imposta, sempre introdotto dal Decreto Lavoro con il bonus bancomat, è destinato alle Partite Iva che durante il 2022 decideranno di acquistare, noleggiare e installare dei sistemi di pagamento di nuova generazione, che permettano anche la memorizzazione e l’invio telematico dei dati. Per i soggetti che scelgono questa opzione decade anche l’obbligo di fatturazione elettronica.

L’importo massimo di questo incentivo del bonus bancomat è di 320 euro e anche in questo caso gli importi sono assegnati sulla base del fatturato accumulato nel periodo precedente di imposta:

  • fino a 200.000 euro, il 100% dei costi affrontati;
  • tra 200.000 e 1 milione di euro, il 70% dei costi affrontati;
  • tra 1 e 5 milioni di euro, il 40% dei costi affrontati.

Arrivano brutte notizie! Sospensione temporanea del Cashback di Stato

Se queste sono le belle notizie non dobbiamo scordare che il Decreto Lavoro sancisce anche la sospensione quantomeno temporanea del programma Cashback di Stato.

L’iniziativa consisteva in un rimborso del 10% su ogni acquisto effettuato mediante carta associata all’iniziativa.  

Sempre il già citato articolo 1 del Decreto stabilisce che l’iniziativa sia sospesa per un semestre, cioè dal 1 luglio 2021 fino alla fine dell’anno.

A volere la sospensione del Cashback di cui si parla ormai da tempo è stato lo stesso Mario Draghi, che ha dichiarato in più occasioni come la misura si sia rivelata uno strumento di diseguaglianza sociale, piuttosto che di lotta all’evasione. 

Questo perché secondo le statistiche la gran parte dei rimborsi è andata al Nord, proprio nelle aree economicamente più stabili del paese. Inoltre, i principali utenti del Cashback appartengono al ceto medio-alto.

La misura rischia perciò secondo il Premier di indirizzare i finanziamenti statali verso quelle zone e quei contribuenti che meno ne hanno bisogno.

Ancora, obiettivo del Cashback sarebbe dovuto essere incentivare l’utilizzo dei pagamenti con carta, ma in realtà chi ha aderito alla misura sono gli stessi contribuenti che già quotidianamente, a prescindere dall’incentivo, erano soliti usare strumenti elettronici di pagamento.

Infine, Draghi ha anche ammesso che oltre ad una valutazione sulla efficacia del Cashback, esso vada riconsiderato anche in termini economici, perché grava troppo sul bilancio dello stato, con un costo da 4,75 miliardi di euro. Soprattutto se si tiene conto degli ultimi dati ISTAT relativi al 2020 secondo cui più di un milione di persone sono entrate in povertà assoluta nell’arco di un anno.

Bonus Cashback, sospeso o cancellato da Draghi?

Certo se Draghi è da sempre un nemico del Cashback e del Super Cashback, non è così per l’insieme delle forze politiche.

In una recente intervista su La7, durante il programma L’Aria che tira, Antonio Misano, esponente PD, ha affermato che la sospensione del Cashback è stata secondo lui un errore. Sottolineando che comunque al momento la misura è in una fase di sospensione temporanea, ma non è detto che sia cancellata del tutto.

C’è infatti un aspetto del programma che pochi tengono in considerazione e cioè che qualsiasi incentivo volto a favorire l’utilizzo delle carte al posto del contante, se anche non raggiunge l’obiettivo di limitare l’evasione fiscale, rappresenta comunque un risparmio per le casse dello Stato. 

Questo perché stampare le banconote e coniare monete costa enormemente. Stando ai dati raccolti dalla Banca d’Italia gestire i contanti rappresenta una spesa pari a 7,4 miliardi di euro all’anno. Quindi a paragone di costi se il Cashback potesse in qualche modo diminuire l’utilizzo del contante si mostrerebbe comunque una misura valida.

Anche la Lotteria degli Scontrini sarà cancellata?

Se il Cashback è sospeso e si prepara una dura battaglia tra le parti politiche per una sua eventuale cancellazione o reintroduzione, ricordiamo che questo non è l’unico bonus previsto dal programma Italia Cashless.

Questo intervento di sospensione non investe infatti anche la Lotteria degli Scontrini, che consiste in una serie di estrazioni che premiano delle ricevute vincenti.

Le estrazioni non premiano solo chi ha effettuato l’acquisto, ma anche il negoziante che ha emesso la ricevuta di pagamento. Nello specifico saranno effettuate tre tipologie di estrazione, settimanale, mensile e annuale.

Le estrazioni settimanali, che sono iniziate il 10 giugno scorso, assegnano 15 premi da 25.000 euro a chi possiede la ricevuta vincente e altrettanti premi da 5.000 euro agli esercenti che la hanno emessa. Le estrazioni mensili invece hanno luogo il secondo giovedì di ogni mese e distribuiscono 10 premi da 100.000 euro ai titolari dello scontrino vincente e 20.000 euro ai negozianti. Infine, la tanto ambita estrazione annuale, che dovrebbe essere in programma per il 2022 e che assegnerà ben 5 milioni di euro al fortunato vincitore e 1 milione di euro al negoziante.

Al momento la Lotteria degli Scontrini non è stata sospesa, certo esiste sempre la possibilità di un cambiamento in futuro. Tuttavia, vale la pena di ricordare che Lotteria e il Cashback di Stato sono due iniziative che attingono a diversi finanziamenti e sono gestiti da organi diversi. Il Cashback dipende infatti dalla Consap e dal Ministero dello Sviluppo Economico, mentre la Lotteria degli Scontrini viene gestita dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Come partecipare alla Lotteria degli Scontrini

Come si è detto, al momento la Lotteria degli Scontrini è attiva e chi vuole partecipare può registrarsi online sul sito del programma. Una volta terminata la procedura di registrazione si riceverà un codice QR, detto codice Lotteria, che è necessario esporre al momento del pagamento.

Per ogni euro speso si riceve un biglietto della Lotteria, fino ad un massimo di 1.000 biglietti per transazione. Per i pagamenti superiori ad un euro si riceverà un biglietto ogni volta che i decimali superano 0,49.

Al fine di accumulare biglietti è però fondamentale che la carta che si usa per il pagamento e il codice Lotteria siano associati alla medesima persona.