La pandemia è diventata parte integrante del nostro vivere quotidiano. Ormai iniziano a contarsi i danni economici subiti dal suo dilagare sul territorio italiano e dalle limitazioni imposte per fermare il diffondersi del contagio.

Fin da subito il Governo si è attivato per cercare di dare una boccata di ossigeno alle categorie più colpite dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 introducendo e prorogando bonus e contributi. 

Oltre all’attenzione verso le attività imprenditoriali e i nuclei familiari, l’Esecutivo tramite l’attivazione dei nuovi sussidi ha colto l’occasione per disincentivare all’uso del contante e spingere i cittadini verso forme di pagamento sempre più tecnologiche in linea con gli obiettivi di tracciabilità delle operazioni eseguite.

Si tratta di una vera e propria “guerra al contante” intrapresa ormai da un po' di tempo a questa parte attuata per porre un freno all’evasione fiscale e bloccare il fenomeno del riciclaggio di denaro

In tale ottica si inserisce il Cashback di Stato. Terminata la sua fase di sperimentazione, l’agevolazione è passata all’esame del Governo per tirare le somme sulla sua utilità. A conti fatti, non poteva essere deciso altrimenti: il bonus cashback va sospeso non essendo vantaggioso il rapporto tra costi e benefici.

Al suo posto, il Presidente del Consiglio (BCE), Mario Draghi, ha espresso parere favorevole per un’agevolazione meno costosa ma in grado di assicurare ai cittadini pari benefici: il bonus bancomat.

Nel corso dei paragrafi, si fornirà una breve guida su come è avvenuto il passaggio dal Cashback di Stato al bonus bancomat, in cosa consiste, come funziona quest’ultimo benefit e quali sono i requisiti da possedere e le condizioni da rispettare per poter accedere alla misura che consente di ottenere fino a 480 euro di contributi statali.

Stop al Cashback: in cosa consiste il Bonus Bancomat?

Il provvedimento che segna la fine definitiva del Cashback di Stato e l’ingresso in scena del Bonus Bancomat è entrato in vigore pochi mesi fa. La nuova agevolazione è infatti contemplata nel Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021 recante misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e a sostegno delle imprese.

Un pacchetto di misure che, tra le altre cose, detta nuove disposizioni in tema di contenimento delle tariffe energetiche, modalità di pagamento della TARI, oltre a stabilire l’introduzione di nuove agevolazioni al fine di incentivare verso l’utilizzo della moneta elettronica.

Oltre ad avere sospeso almeno fino al 31 dicembre 2021 il Cashback di Stato, vale a dire la misura che offriva a quanti aderenti all’iniziativa di ricevere il rimborso del 10% delle spese supportate per gli acquisti effettuati presso i negozi fisici pagati mediante strumenti elettronici (carte di credito, bancomat, carte di debito), il Governo ha stabilito l’ingresso al suo posto del bonus bancomat.

Il nuovo benefit è dato dalla somma di due agevolazioni che consentono di ottenere non più di 480 euro per ciascun beneficiario. 

Bonus bancomat: come funziona

Prima di passare in rassegna le peculiarità del bonus bancomat, occorre chiarire quali sono i beneficiari del bonus bancomat, ossia a chi si rivolge. In tal senso, l’agevolazione è stata pensata esclusivamente per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni

In sintesi, beneficiari del bonus bancomat sono i soggetti titolari di Partita Iva, i quali cedono beni o erogano servizi a favore dei consumatori finali e che provvedono ad acquistare, noleggiare o, in alternativa, utilizzare dispositivi atti a consentire il pagamento elettronico con carta.

Da qui si ravvisano le prime differenze con il bonus Cashback rivolto ai cittadini e non alle partita Iva. Va fatta poi un’ulteriore precisazione. Il nuovo sussidio non consiste in una somma di denaro da erogare ai potenziali beneficiari ma si concretizza in un credito d’imposta rapportato al costo di acquisto, noleggio, utilizzo dei dispositivi stessi e alle spese supportante per collegare tra loro gli strumenti.

In poche parole, ai titolari di Partita IVA, professionisti ed esercenti attività d’impresa verrà riconosciuto un rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di strumenti di pagamento digitali, come ad esempio i POS.

Tale circostanza è solo la prima delle due su cui si fonda il bonus. Il Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021, come anticipato in precedenza prevede un altro stanziamento di risorse sempre a favore degli stessi soggetti nel rispetto di specifiche condizioni.

A ciascun possessore di Partita IVA che nel 2022, noleggia, acquista o utilizza dispositivi che rendono possibile il pagamento dei beni e delle prestazioni di servizio mediante l’utilizzo di evoluti strumenti di pagamento elettronico che permettono di memorizzare e inviare i dati telematicamente (art. 2, comma 1, decreto legislativo datato 5 agosto 2015, n.127, verrà riconosciuto un credito d’imposta del valore massimo di 320 euro.

Nei paragrafi a seguire, analizzeremo del dettaglio le due componenti del bonus bancomat.

Bonus bancomat: quali importi?

Prima di analizzare le differenti misure di cui si compone il bonus bancomat, occorre capire qual è l’importo monetario previsto dal bonus in questione.

Per quanto concerne, l’acquisto o il noleggio di dispostivi elettronici di pagamento, il rimborso massimo delle spese sostenute dai beneficiari per dotarsi di tali strumenti è fissato a 160 euro

L’erogazione dell’agevolazione è però rapportata ai ricavi e compensi maturati dall’esercizio della propria attività.

Più nei dettagli, riceveranno il rimborso del 10% della spesa supportata per comperare o per noleggiare i dispositivi elettronici i soggetti che hanno conseguito ricavi e compensi inferiori ai 200.000 euro.

Si passa al 10% del rimborso, da calcolare sempre sulle stesse spese, per i soggetti i con ricavi e compensi compresi tra 1.000.000 di euro e 5.000.000.

Il 40%, invece, per i soggetti i cui ricavi e compensi maturati si attestino tra i 200 mila e 1 milione di euro, mentre il 70%, spetterà ai soggetti i cui ricavi e compensi non eccedono i 200 mila euro.

Discorso diverso va fatto per chi acquista o noleggia strumenti di pagamento elettrici tecnologicamente evoluti (nei prossimi paragrafi sveleremo quali). In questo caso, l’ammortare massimo del rimborso spese non arrivare fino a 320 euro per ciascun beneficiario.

Nello specifico, il rimborso totale della spesa supportata per il noleggio o l’acquisto degli strumenti in questione spetta a quanti hanno realizzato compensi e ricavi non superiori alla soglia di 200.000 euro.

Si scende al 70% qualora i ricavi e compensi maturati fossero compresi tra i 200.000 euro e 1 milione di euro. Infine, il 40% di rimborso verrà riconosciuto a chi realizza ricavi e compensi di ammontare compreso tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Bonus bancomat: come ottenerlo

L’iter da seguire per richiedere il bonus bancomat è abbastanza semplice. In particolare, non va presentata alcuna domanda all’Agenzia delle Entrate o ad altri enti.

Come anticipato in precedenza, verrà riconosciuto come credito d’imposta in dichiarazione dei redditi.

Pertanto, sarà necessario rivolgersi al proprio commercialista di fiducia consegnando allo stesso tutti i documenti necessari per usufruire dell’agevolazione, comprese le fatture o gli scontrini fiscali dai quali si può dedurre l’effettivo acquisto o noleggio dei dispositivi previsti dal bonus bancomat.

Per chi non lo sapesse, e come si legge dal sito italiaonline.it: “Il credito d’imposta è un qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato”.

Può essere utilizzato per compensare eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

Bonus bancomat: quali dispositivi di pagamento acquistare?

Fino a questo punto non abbiamo fatto altro che ribadire come il bonus bancomat viene riconosciuto ai titolari di Partita Iva, esercenti attività d’impresa, che acquistano, noleggiano o utilizzano un dispositivo atto a permettere ai propri clienti il pagamento dei beni o servizi erogati utilizzando la moneta elettronica.

Ma quali sono questi dispositivi? Chi vuole beneficiare del bonus bancomat deve dotarsi di un POS, vale a dire uno strumento che permetta di ricevere i pagamenti digitali fatti, ad esempio, utilizzando carte di credito, bancomat o carte di debito.

Per ricevere il primo rimborso implicito nel bonus bancomat, quello che permette di ottenere un credito d’imposta del valore di 160 euro, i titolari di Partita IVA dovranno obbligatoriamente acquistare o noleggiare un POS o, in alternativa, qualsiasi altro dispositivo che consenta la ricezione dei pagamenti elettronici fatti dai terzi. 

Inoltre, tali apparecchi dovranno essere collegati ai registratori di cassa e ai dispositivi che permettono l’emissione delle fatture elettroniche. 

Non a caso, il decreto precisa che il rimborso spese coprirà oltre ai costi sostenuti per acquistare o noleggiare tali dispositivi, anche una serie di altre spese riguardanti il collegamenti di questi ai registratori di cassa e/o ai software predisposti per la compilazione e l’emissione delle fatture elettroniche.

L’altra tranche del bonus bancomat (quella di importo più consiste), che consente di ottenere un rimborso massimo di 320 euro per l’acquisto o il noleggio di sistemi di pagamento tecnologicamente più avanzati, verrà riconosciuta ai soggetti che acquistano o noleggiano strumenti di pagamenti elettronici tecnologicamente più evoluti.

Di quali stiamo parlando? Di tutti i dispositivi di pagamento elettronico che oltre a consentire i pagamenti tramite carte di credito, bancomat e carte di debito, permettono la memorizzazione dei dati sull’ammontare dei pagamenti ricevuti e l’invio diretto degli stessi all’Agenzia delle Entrate

Bonus Bancomat: fino a quando sarà in vigore?

Lo stesso Decreto-Legge n. 99 del 30 giugno 2021 stabilisce anche i termini entro i quali gli esercenti attività d’impresa e professionisti potranno avvalersi del bonus bancomat. L’agevolazione rimarrà in vigore fino alla fine del 2022 anche se occorre fare delle distinzioni.

La prima riguarda coloro che rientrano della prima componente del bonus bancomat, vale a dire quelli che dovranno dotarsi di strumenti di pagamento elettronici e che potranno usufruire di un rimborso spese massimo di 160 euro

Questi otterranno il risarcimento delle spese sostenute dal primo luglio 2021 al 30 giugno 2022.

I secondi, invece, riceveranno il rimborso per tutte le spese supportate nel corso 2022. Ciò sta a significare che il credito d’imposta verrà registrato nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo (2023).