Un bonus semplice, accessibile e chiaro per spingere ancora una volta verso pagamenti digitali e tracciabili, andando a sostituire sempre più il caro vecchio contante. Ecco il piano del Governo, proprio nello stesso periodo in cui è arrivato il clamoroso passo indietro sul cashback.

Il bonus bancomat andrà ad aiutare tutti quei soggetti titolari di partita Iva a recuperare almeno una parte delle spese sostenute in commissioni nel momento in cui hanno ricevuto pagamenti attraverso carte di credito, carte di debito, carte prepagate o altre modalità digitali.

Un incentivo importante, dato che in Italia sappiamo quanto sia ancora culturalmente diffuso l'uso del denaro e quanto l'economia sommersa pesi rispetto all'economia totale del paese. Tutte quelle transazioni fantasma, che cioè per lo stato non esistono, sono un grande male per la collettività sotto diversi punti di vista. Innanzitutto dal punto di vista fiscale, è chiaro, ma non solo. 

In un contesto in cui eravamo abituati a parlare soprattutto di bonus emergenziali e di sussidi per sostenere le famiglie dopo il lungo e difficile periodo delle restrizioni a "zone colorate", ecco che arrivano alcune misure più rivolte al futuro, più proiettate alla tanto attesa ripartenza.

Ripartenza che deve essere innanzitutto economica e il Governo lo sa bene. Anche perché non è mistero che Mario Draghi abbia tra i compiti principali del suo mandato quello di tenere a galla l'Italia dal punto di vista economico e attuare misure per spingere verso un miglioramento, sotto tanti punti di vista. La ripresa è in un certo senso fisiologica, perché il crollo economico non è stato dovuto a una vulnerabilità del sistema (come accaduto nel 2008), ma a un accadimento esterno che ha stravolto tutto e tutti.

Questo evento è naturalmente la pandemia iniziata a marzo 2020 e di cui adesso si vede almeno un po' la conclusione. La speranza è che la campagna vaccinale possa dare il contributo fondamentale affinché non vi siano problemi nel prossimo autunno ed inverno, ma è naturalmente impossibile escluderlo già oggi. Nel frattempo le economie si risollevano, dopo aver imparato a convivere con il virus, ed anche l'Italia deve seguire tassativamente questo trend e mettere in campo gli strumenti migliori che ha per una ripresa forte e rapida.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo un canale YouTube molto valido ed affidabile: Redazione The Wam. Sul canale vengono quotidianamente pubblicati video di aggiornamento su bonus, sussidi e lavoro in generale, con anche tutto ciò che riguarda i tempi di pagamento, gli aggiornamenti da INPS ed Agenzia delle Entrate e qualsiasi altra informazione utile. In questo video-diretta si parla del pagamento di alcune misure come bonus 1600 euro, Reddito di emergenza e Assegno unico:

Bonus bancomat: nuovo ma non troppo

Il bonus bancomat, la misura appena approvata attraverso il Decreto Legge numero 99 del 30 giugno 2021, non è in realtà un nuovo bonus, ma l'ampliamento di un bonus già esistente. Il bonus bancomat esiste infatti dal 2019 ed a essere cambiato è il suo funzionamento e la percentuale di rimborso sotto forma di credito d'imposta che permette di ottenere.

Questo bonus era nato esattamente con la stessa ratio con cui è concepito oggi, cioè incentivare i possessori di partita Iva (cioè fondamentalmente gli esercenti) ad utilizzare metodi di pagamento tracciabili, in modo che non vi siano transazioni che sfuggono all'occhio del Fisco e non ci sia quindi evasione.

L'Italia ha una culturale reticenza nei confronti di alcuni metodi di pagamento, ciò è ormai noto, ed è per questo motivo che è necessario attuare misure di questo tipo. Altrimenti, ovviamente, sarebbe sufficiente la comodità stessa di questi metodi più moderni per convincere i cittadini ad utilizzarli, ma purtroppo non è così.

Purtroppo la reticenza non è solo dal lato del consumatore, ma spesso anche dal lato dell'esercente, il quale deve pagare delle commissioni sui pagamenti in forma digitale e, naturalmente, non può fare nulla "in nero" se tutti pagano con questi metodi. Tipicamente è il contante il metodo di pagamento per chi non vuole far risultare una transazione, in quanto è impossibile risalire a data, causale del pagamento ed importo.

In seguito vedremo il funzionamento del bonus, che come suddetto è un ampliamento del bonus già esistente, nel senso che aumenta la percentuale di credito d'imposta ottenibile per le spese sostenute.

Bonus bancomat: come funziona?

Eccoci all'aspetto più pratico del bonus bancomat: come funziona esattamente? Innanzitutto ci sono due tipologie di bonus a cui si può accedere: la prima prevede un importo massimo di 160 euro e la seconda un importo massimo di 320 euro, di seguito vedremo i dettagli di entrambe.

Nel primo caso si parla di un credito d'imposta di massimo 160 euro per l'acquisto (o il noleggio) di un Pos da collegare al registratore di cassa. La cifra da recuperare va calcolata secondo il seguente criterio:

  • in caso di ricavi e compensi inferiori a 200mila euro, il credito d'imposta riconosciuto è pari al 70% delle spese sostenute fino ad un massimo di 160 euro;                
  • in caso di ricavi e compensi compresi tra i 200mila ed il milione di euro, il credito d'imposta riconosciuto è pari al 40% delle spese sostenute fino ad un massimo di 160 euro;             
  • in caso di ricavi compresi tra un milione di euro e 5 milioni, il credito d'imposta riconosciuto è pari al 10% delle spese sostenute fino ad un massimo di 160 euro.                  

Nel secondo caso invece il credito d'imposta può arrivare fino al doppio, cioè 320 euro, ed è legato all'acquisto di strumenti evoluti di pagamento elettronico, che permettono la memorizzazione automatica ed elettronica degli importi e la trasmissione all'Agenzia delle Entrate. In tal caso, l'importo del credito d'imposta si calcola secondo tale criterio:

  • rimborso del 100% della spesa sostenuta per l'acquisto del dispositivo in caso di compensi non superiori a 200mila euro;
  • rimborso del 70% della spesa sostenuta per l'acquisto del dispositivo in caso di compensi compresi tra i 200mila euro ed il milione di euro;
  • rimborso del 40% della spesa sostenuta per l'acquisto del dispositivo in caso di compensi compresi tra il milione di euro ed i cinque milioni di euro.

Risulta quindi evidente che la seconda modalità è più sostanziosa, sia come importo massimo che come percentuale di credito d'imposta, perché è la più desiderabile dal punto di vista del Governo

Bonus bancomat: a chi è destinato?

A chi è destinato questo bonus bancomat? Partiamo dal fatto che è destinato a chi è titolare di partita Iva, in particolare agli esercenti. Questo significa che non tutti possono fare richiesta, in quanto è necessario avere una partita Iva attiva ed è necessario dotarsi degli strumenti elencati in precedenza per poter fare richiesta.

Come per tutti i bonus di questa natura, è necessario poter dimostrare il pagamento per l'acquisto del Pos o dello strumento di pagamento acquistato, in modo da vedersi riconosciuto il bonus sotto forma di credito d'imposta.

La particolare attenzione posta sugli esercenti è sicuramente frutto dell'obiettivo che persegue il Governo, cioè ridurre l'evasione. Sono proprio gli esercenti, soprattutto chi effettua tante transazioni magari per importi limitati, a costituire lo "zoccolo duro" della categoria più incline al comportamento evasivo. Importi bassi, nessuno scontrino emesso e pagamento in contanti, praticamente impossibili da raggiungere e fermare.

Per questo motivo è necessario proporre misure che incentivino i soggetti a scegliere da soli per la via più corretta, sperando che naturalmente questa misura ottenga i risultati sperati, cosa assolutamente non scontata alla luce di quanto accaduto col cashback.

Bonus bancomat e cashback: cosa ne pensa il Governo

Il Governo, semplicemente, ritiene la misura del bonus bancomat necessaria per spingere ancora nella direzione dei pagamenti digitali, soprattutto alla luce della recente cancellazione del cashback di stato. Esso è stato cancellato per il secondo semestre del 2021 e dovrebbe tornare nel primo semestre del 2022 a causa di alcuni aspetti che non hanno pienamente convinto Mario Draghi in questi sei mesi di utilizzo (da gennaio a giugno 2021).

In particolare, il cashback non contribuirebbe a diminuire le disuguaglianze ed anzi sarebbe più accessibile per i soggetti più abbienti che sono già abituati ad utilizzare carte di credito, di debito o prepagate. Viceversa, i soggetti meno abbienti che hanno quindi un potere di spesa più basso, sono anche i meno inclini ad utilizzare questi metodi di pagamento e non avrebbero facilmente accesso al rimborso (da massimo 150 euro) e tanto meno al super rimborso (da massimo 1.500 euro).

Questi aspetti hanno fatto propendere Mario Draghi per una temporenea pausa del cashback di stato, che come detto potrebbe tornare nel primo semestre dell'anno prossimo, magari rimaneggiato, o potrebbe invece essere cancellato per fare spazio (soprattutto a bilancio) ad altre misure.

Infatti, questa misura è anche piuttosto costosa per lo stato e, sempre secondo il premier, ci sono misure più urgenti in questa fase. Presto capiremo quali sono queste misure e come funzioneranno, ma intanto possiamo vedere l'andamento nei prossimi mesi del bonus bancomat

Bonus bancomat: prospettive future

Il bonus bancomat ha infatti il medesimo obiettivo di fondo del cashback, favorire l'utilizzo dei metodi di pagamento più moderni e, soprattutto, tracciabili. Un aspetto importante di questo bonus è che tale obiettivo può essere perseguito con una spesa per lo stato ben più contenuta rispetto a quella che comporta il cashback di stato.

Dal primo luglio 2021 fino al 30 giugno 2022 dunque sarà possibile approfittare di questo bonus, con gli occhi del Governo che saranno ben puntati sugli esercenti e sull'utilizzo che ne faranno (se lo faranno). Nel frattempo, vi terremo come sempre aggiornati qui sul portale con tutti gli sviluppi e le notizie che trapelano dalle fonti ufficiali.