Un bonus sostituisce l’altro: è proprio il caso di dirlo! Alla fine del mese di giugno c’è stato lo stop al Cashback di Stato, sospeso per i successivi sei mesi. Un saluto che ha lasciato molti con l’amaro in bocca.

Tuttavia, anche se il Cashback leva le tende, almeno temporaneamente, al suo posto compare un nuovo aiuto di Stato: il Bonus Bancomat, letteralmente per tutti perché non richiede soglie di Isee da rispettare.

Sostanzialmente, i due bonus hanno lo stesso fine: incentivare i pagamenti elettronici e ridurre, di conseguenza, i pagamenti in contanti.

In questo articolo, analizzeremo questo nuovo bonus che si è affacciato nelle vite degli italiani, a chi spetta, come funziona e quali sono le differenze con il “fratello” Cashback di Stato.

Bonus bancomat 2021: addio Cashback e benvenuto al nuovo arrivato

Il Governo italiano sta pensando e concependo tante diverse misure per attenuare e, si spera, eliminare una delle piaghe che attanaglia il nostro Paese. Naturalmente, ci riferiamo all’evasione fiscale

Come far fronte a questo problema? Il Governo ha ben pensato di incentivare i pagamenti elettronici (digitali) e limitare al minimo indispensabile l’uso dei contanti. In questa maniera, la speranza è di avere una tracciabilità delle transazioni a 360°.

Funzionerà? Ben si spera, anche se, bisogna dire che, se gli esercenti commerciali emettono tutti gli scontrini fiscali, la tracciabilità è comunque presente.

Una delle misure per ovviare al problema dell’evasione fiscale e per incentivare i pagamenti elettronici effettuali tramite bancomat e carte di credito è il famoso Cashback di Stato

Si è abbattuto sulla vita degli italiani con un impeto rivoluzionario, insieme al fratello maggiore Super Cashback.

Come tutte le misure rivoluzionarie, anche sul Cashback di Stato sono piovute tantissime critiche e sono tanti gli italiani che hanno cercato di aggirare la misura, escogitando diverse strategie al fine di ottenere il famoso rimborso quando, invece, non gli spettava. In che modo? Si legge sul sito i-dome.com che i cosiddetti "furbetti del Cashback":

"[...] frazionavano esageratamente le transazioni in modo da salire il più in alto possibile nella classifica generale".

I governanti hanno pensato di sospendere la misura per il secondo semestre di quest'anno. Quando? Ci risponde il sito contocorrenteonline.it:

“Lo scorso 30 giugno, infatti, è stato ufficialmente l’ultimo giorno del programma cashback”.

Ma quando si dà l’addio a qualcuno o a qualcosa, dietro l’angolo si affaccia sempre qualcuno o qualcosa di nuovo. Infatti, per sostituire il Cashback e sulla stessa linea di obiettivi previsti da quella misura è stato previsto il Bonus Bancomat 2021.

L’obiettivo è sempre quello di far scomparire i contanti e incentivare l’utilizzo di carte di credito e bancomat, per avere una tracciabilità maggiore delle transazioni ed eliminare l'evasione fiscale.

Bonus Bancomat 2021: chi sono i beneficiari?

Il nuovo Decreto Lavoro e Imprese è stato approvato non da molto tempo. Il suo scopo è quello di trovare la giusta via da seguire in materia fiscale, di tutela dei lavoratori e in sostegno a imprese, aziende e attività.

Per quale motivo? La pandemia è la risposta. Ha lasciato fin troppi colpi di coda all’economia italiana e per cercare di lenire questo problema sono state pensate molte misure in sostegno agli italiani: dai bonus ai crediti di imposta, alle agevolazioni di diverso tipo fino ai sostegni alle aziende. 

Nella grossa mole di misure e agevolazioni, trova un posto in prima fila anche il nuovo Bonus Bancomat 2021

Un bonus che agevola i commercianti, gli esercenti di qualsiasi attività e i professionisti, utilizzatori di Pos, che riusciranno a stimolare i clienti ad effettuare i pagamenti tramite carte di credito e bancomat.

Lo spiega molto bene un articolo pubblicato sul sito gazzettadelsud.it e sottolinea anche che, il nuovo Bonus è rivolto, alle categorie dette sopra che siano:

“[…] titolari di Partita Iva che cedono beni o erogano servizi a favore dei consumatori finali […]”.

Bonus bancomat 2021: scopriamo di cosa si tratta

Come già ribadito in molte occasioni, il Bonus Bancomat è il degno erede del Cashback di Stato. Solo che a differenza del secondo, il nuovo Bonus Bancomat si rivolge agli esercenti e ai commercianti, e non ai consumatori

Arrivando al nodo cruciale che interessa tutti: cos’è il Bonus Bancomat? Per rispondere alla domanda, leggiamo cosa è scritto su un articolo pubblicato sul sito tg24.sky.it:

“Si tratta di un credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio e l’utilizzo di Pos collegati a registratori di cassa e, per chi se ne avvale, dell’azzeramento delle commissioni sulle transazioni”.

Pertanto, si può ben dedurre che il Bonus Bancomat contiene due misure diverse che si possono sommare tra loro.

Un primo rimborso spetta, quindi, per il costo del Pos, sia per l'acquisto sia per il noleggio; il secondo rimborso spetta, invece, per coloro che comprano altri strumenti per effettuare i pagamenti elettronici, tecnologicamente più evoluti.

Pertanto, il soggetto beneficiario della misura potrà avere fino a 480 euro

Si ricorda che si potrà beneficiare del Bonus Bancomat fino al 30 giugno del 2022.

Bonus Bancomat: installazione Pos. A quanto ammonta il rimborso?

Un’agevolazione inclusa nel pacchetto del Bonus Bancomat riguarda, naturalmente, i titolari di Partita Iva. Si tratta di un credito di imposta fino a un massimo di 160 euro per i titolari di Partita Iva che, dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022 comprano o noleggiano un Pos.

Il rimborso comprende le spese sostenute sia per l’acquisto che per il noleggio del Pos, oltre che i costi della sua installazione.

Tuttavia, bisogna stare bene attenti! Il rimborso si baserà sul volume d'affari dichiarato relativo al precedente periodo di imposta. In base al totale del fatturato verrà attribuita una percentuale, sull’agevolazione spettante. 

Di seguito in elenco, le soglie di fatturato e le relative percentuali:

  • Settanta per cento di rimborso, con fatturato inferiore ai 200.000 euro;
  • Quaranta per cento di rimborso, con incassi compresi tra 200.000,01 euro e 1.000.000,00 euro;
  • Dieci per cento di rimborso, con incassi superiori a 1.000.000,00 euro;
  • Infine, non spetta rimborso se gli incassi superano i 5.000.000,00 euro.

Bonus Bancomat: fino a 320 euro per strumenti evoluti di pagamento elettronico

Molto più generoso è, invece, il Bonus Bancomat da 320 euro per gli esercenti e i commercianti, sempre titolari di Partita Iva, che decidono di acquistare strumenti tecnologicamente più evoluti per permettere e incentivare i clienti al pagamento tramite carte di credito.

Il credito di imposta, anche in questo caso, verrà assegnato solo ai soggetti titolari di Partita Iva. In che modo? Devono acquistare fino al 2022 strumenti per il pagamento elettronico più evoluti. 

Così come il precedente incentivo di 160 euro, questo credito di imposta è riconosciuto sia per l’acquisto che per il noleggio, ivi compresi i costi di installazione degli strumenti.

E anche questo si baserà sul fatturato dell’anno fiscale precedente. Ma c’è anche una differenza molto importante. In questo caso, il credito di imposta può essere riconosciuto fino al cento per cento. Naturalmente, rispettando le soglie di fatturato stabilite, di seguito elencate:

  • Rimborso del cento per cento, se il fatturato è inferiore ai 200.000 euro;
  • Per fatturato compreso tra 200.000 euro e 1.000.000,00 euro, si avrà un rimborso del settanta per cento;
  • Se il fatturato è compreso tra 1.000.000,00 euro e i 5.000.000,00 euro il rimborso sarà del quaranta per cento;
  • Se il fatturato supera la soglia dei 5.000.000,00 euro allora al richiedente non sarà rimborsato niente.

Bonus Bancomat: non finisce qui

Oltre a queste due componenti del Bonus Bancomat, ce n’è anche una terza. Sostanzialmente, così some si legge su un articolo pubblicato sul sito gds.it, consiste nel:

“Aumenta al 100% del credito d’imposta riconosciuto […] In pratica, viene portato dal 30% al 100% il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti per le commissioni addebitate in caso di pagamento con bancomat, carte di credito, prepagate e altri strumenti di pagamento tracciabili”.

Bonus Bancomat e cashback di Stato: allora quali sono le differenze?

Anche se le analogie riscontrabili sono tante e abbiamo spesso definito il Bonus Bancomat come degno erede del Cashback di Stato, vi è, tra i due, una differenza di fondamentale importanza.

Il Cashback di Stato era una misura pensata davvero per tutti, ma con tutti ci riferiamo ai consumatori. Per quale motivo? Semplice! In questo punto riscontriamo la prima analogia con il Bonus Bancomat, perché l’obiettivo era quello di incentivare l’uso dei pagamenti elettronici a discapito dei contanti.

Il consumatore, con il Cashback di Stato riceveva un rimborso del dieci per cento, ma fino a 150 euro, per acquisti effettuati pagando con bancomat e carte di credito.

Ma dove risiede la differenza con il Bonus Bancomat? È proprio sotto gli occhi perché il Bonus Bancomat, questa volta, è rivolto ai commercianti e agli esercenti, ma con gli stessi obiettivi del Cashback.

Come si richiede il Bonus Bancomat?

Richiedere il credito di imposta previsto dal Bonus Bancomat è molto più semplice, dal punto di vista dei possibili beneficiari, e anche veloce rispetto al Cashback di Stato.

Per richiedere il secondo si dovevano utilizzare canali digitali. Invece, il Bonus Bancomat si richiede in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi

Il beneficiario non dovrà fare altro che consegnare al proprio commercialista, consulente, ragioniere o perito contabile, tutta la documentazione attestante il fatturato: dalle fatture, appunto, agli scontrini battuti e i documenti relativi all’acquisto o al noleggio del Pos, ivi comprese, dove effettuate, le spese di installazione.

Si ricorda che questa agevolazione riguarda il periodo compreso dal 1° luglio 2021 fino al 30 giugno 2022.

I fondi ricevuti dal Bonus Bancomat si potranno utilizzare solo dopo aver effettuato la spesa di acquisto del Pos o degli altri dispositivi tecnologici.