Nonostante le Partite Iva siano state una delle categorie lavorative meno coperte dagli indennizzi e dai bonus introdotti per fronteggiare la pandemia di Covid-19, il Governo ha messo un occhio di riguardo sugli autonomi e nel 2021 ha introdotto moltissime novità.

A partire dai nuovi contributi a fondo perduto basati sulle perdite di esercizio alla proroga dei versamenti fiscali, dalla nuova cassa integrazione ISCRO, un bonus da 800 euro una tantum per gli autonomi e le Partite Iva fino all’anno bianco fiscale. E ancora: è stato confermato dal Governo Draghi il nuovo bonus bancomat Partite Iva fino a 480 euro.

Come riporta il decreto numero 99, lo stesso che ha previsto la sospensione del cashback:

Agli esercenti attività di impresa, arte o professioni (...) che, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022, acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti che consentono forme di pagamento elettronico, spetta un credito di imposta.

Il Governo Draghi ha innalzato la percentuale dal 30% al 100%, azzerando completamente le commissioni legate al POS. Ma attenzione, sono due i bonus Partita Iva che si possono ottenere: il primo riguarda l’acquisto, il noleggio e l’utilizzo del POS; il secondo riguarda l’azzeramento delle commissioni collegate all’utilizzo di questi strumenti. Vediamo, nel dettaglio, come funziona il nuovo bonus bancomat 2021.

Partite Iva, al via il bonus bancomat 2021!

L’Agenzia delle Entrate, nel provvedimento del 6 agosto 2021, ha fissato le regole definitive per il via libera al bonus bancomat 2021 per le Partite Iva. Il nuovo incentivo vuole spingere i lavoratori autonomi ad accettare i pagamenti digitali, andando a sopprimere il denaro contante. Un obiettivo simile a quello perseguito dal cashback, nonostante le due misure siano estremamente diverse (vedremo perché nei successivi paragrafi).

Con il decreto numero 99 del giugno scorso, infatti, erano state anticipate alcune indicazioni sul nuovo credito di imposta per i lavoratori autonomi e le Partite Iva che decideranno di adottare strumenti tecnologici per i pagamenti digitali. L’Agenzia delle Entrate, entrando nel merito, ha fissato alcuni paletti.

I requisiti tecnici per il collegamento di POS e registratori automatici – di fatto – sono i medesimi già previsti per quanto riguarda l’emissione di scontrini elettronici. Dunque, per capire chi può accedere al bonus bancomat e al bonus POS fino a 480 euro occorre fare riferimento al provvedimento del 26 ottobre 2016, oltre che alle disposizioni del decreto numero 99 del 2021.

Bonus bancomat 320 euro per Partite Iva: come funziona

Il primo bonus bancomat per le Partite Iva introdotto dal Governo Draghi è previsto dall’articolo 1 del decreto numero 99, lo stesso che ha previsto la sospensione del cashback di Stato. La norma ha trovato spazio anche nella conversione in legge del decreto Sostegni bis

Il contributo massimo che si può ottenere è pari a 320 euro e viene erogato a tutti coloro che noleggiano o acquistano e utilizzano apparecchi evoluti per la ricezione di pagamenti elettronici che consentono anche la memorizzazione e trasmissione telematica degli scontrini.

In questo caso, la percentuale di credito di imposta che spetta a ciascuna Partita Iva è variabile al variare del fatturato dichiarato nell’anno di imposta 2019, come segue:

  • 100% della spesa sostenuta per i soggetti con ricavi fino a 200 mila euro;
  • 70% della spesa sostenuta per i soggetti con ricavi superiore a 200 mila euro ma inferiori a un milione di euro;
  • 40% della spesa sostenuta per i soggetti con ricavi compresi tra un milione di euro e 5 milioni di euro.

Oltre al bonus bancomat fino a 320 euro, le Partite Iva possono ottenere un ulteriore incentivo fino a 160 euro per l’acquisto o il noleggio e l’utilizzo del POS collegato al proprio registratore di cassa: vediamo come funziona la seconda agevolazione.

Bonus POS per Partite Iva: ulteriori 160 euro in arrivo!

Draghi concede un ulteriore bonus a tutte le Partite Iva che adotteranno per la prima volta strumenti elettronici in grado di recepire i pagamenti digitali: tutto questo nell’ottica di ridurre l’utilizzo del contante e favorire i pagamenti digitali.

In particolare, per tutti professionisti, le Partite Iva e gli autonomi che acquisteranno o noleggeranno e utilizzeranno strumenti di pagamento elettronico (POS) collegati ai registratori di cassa è previsto l’azzeramento totale delle commissioni. La mossa di Draghi è quella di innalzare il credito di imposta sulle commissioni – che inizialmente era fissato al 30% –, fino al 100%.

In tal modo, viene applicata una percentuale variabile al variare dei compensi percepiti nell’anno di imposta 2019. Per sapere quanto spetta di bonus POS per le spese sostenute dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, quindi, occorre fare riferimento alla seguente tabella:

  • 70% per tutti i soggetti i cui ricavi e compensi non superino la soglia di 200 mila euro nel 2019;
  • 40% per tutti i soggetti i cui ricavi e compensi siano compresi tra 200 mila euro e un milione di euro nel 2019;
  • 10% per tutti i soggetti i cui ricavi e compensi siano superiori a un milione di euro ma inferiori a 5 milioni di euro nel 2019.

Il contributo massimo al quale è possibile accedere per quanto riguarda il bonus POS è inferiore rispetto al precedente e pari a 160 euro. Ma attenzione: il bonus aggiuntivo è richiedibile anche da parte di tutti coloro che si doteranno per la prima volta di strumenti idonei alla ricezione dei pagamenti digitali.

Doppio bonus per Partite Iva fino a 480 euro!

Per tutte le Partite Iva che sfrutteranno il nuovo bonus bancomat e il bonus POS, quindi, si prospetta un incentivo pari a più di 400 euro. Infatti, come previsto dal decreto numero 99 del 2021, grazie al credito di imposta fino al 100% delle spese sostenute per l’acquisto o noleggio della strumentazione si possono ottenere grazie al bonus bancomat fino a 320 euro, mentre con il bonus POS si possono ottenere ulteriori 160 euro.

Andando a cumulare le due agevolazioni, è possibile beneficiare di un bonus bancomat pari a 480 euro! Finalmente anche le Partite Iva hanno potuto godere di un sostegno statale, in seguito a un anno particolarmente difficile a causa della crisi pandemica.

Credito di imposta sui pagamenti elettronici: è una novità?

In realtà, il bonus bancomat e il credito di imposta sui pagamenti elettronici non è una novità introdotta dal Governo Draghi. I lettori più attenti avranno sicuramente notato il collegamento della normativa appena descritta con il meccanismo di detrazione previsto da una vecchia legge del 2019.

All’articolo 22 della legge del 26 ottobre 2019, infatti, si legge:

Agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate.

In altre parole, la mossa del Governo Draghi è stata quella di innalzare dal 30% al 100% le detrazioni legate alle commissioni sul Pos, ovvero annullare tutte le commissioni per le Partite Iva che adotteranno strumenti atti ad accettare i pagamenti elettronici. 

Insomma, un’ulteriore spinta verso l’abbandono del denaro contante in favore dei pagamenti digitali. Lo stesso obiettivo, in larga misura, del cashback e della lotteria degli scontrini: mentre il primo è stato sospeso, il gioco fiscale a premi prosegue con estrazioni settimanali, mensili e annuali.

Bonus bancomat e cashback: in cosa si differenziano?

Molti hanno pensato che il bonus bancomat fosse una sorta di sostituzione al cashback, ovvero che fosse possibile beneficiare dei rimborsi relativi al bonus bancomat in alternativa al cashback, che è stato sospeso. In realtà, però, le due misure sono molto diverse: vediamo sotto quali aspetti.

Anzitutto, il bonus bancomat riguarda una platea ristretta di beneficiari: possono ottenere le detrazioni soltanto i professionisti, i lavoratori autonomi e le Partite Iva che adottano strumenti per accettare i pagamenti elettronici. Il cashback, invece, si rivolgeva a tutti i cittadini con almeno 18 anni di età.

Inoltre, il bonus bancomat non è legato all’ammontare di acquisti effettuati, mentre così era per il cashback: il rimborso del 10% veniva calcolato sulle spese effettuate con metodi digitali in un certo periodo di tempo.

Perché, quindi, il cashback di Stato è rimasto sospeso? Draghi intende introdurre agevolazioni per combattere l’evasione fiscale e ridurre l’utilizzo dei contanti. Se entrambe le misure hanno il medesimo obiettivo, per il cashback purtroppo i risultati non hanno soddisfatto le aspettative. Nel nord Italia, dove è più diffusa la moneta digitale, sono stati registrati risultati promettenti, ma nel sud Italia il contante è rimasto il metodo di pagamento preferito.

Ciò significa che anziché ridurre il dislivello sociale, il cashback non ha che inasprito le differenze tra nord e sud Italia: i rimborsi, infatti, riguardano prevalentemente cittadini residenti nelle Regioni settentrionali della penisola.

Come richiedere il bonus bancomat 2021

Dunque, una volta chiariti i beneficiari del bonus bancomat e del bonus POS, è giunto il momento di vedere come si possono richiedere le due agevolazioni per le Partite Iva. Attenzione: non va effettuata alcuna richiesta per i due benefici!

Mentre per il credito di imposta previsto dalla legge del 2019 era necessario comunicare una serie di dati direttamente all’Agenzia delle Entrate, per ottenere il bonus bancomat fino a 480 euro previsto dal Governo Draghi non occorre effettuare alcuna domanda. Il bonus è relativo alle spese sostenute a partire dall’inizio del mese di luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022, come previsto dal decreto legge numero 99.

Infatti, gli strumenti che permettono di accettare i pagamenti digitali sono in grado anche di memorizzare e inviare gli scontrini direttamente all’Agenzia. In tal modo, i soggetti che hanno diritto all’agevolazione verranno riconosciuti dal Fisco in modo automatico

Il credito di imposta viene poi fruito nella dichiarazione dei redditi. Sottolineiamo, infine, che il rimborso viene erogato soltanto a fronte di spese già sostenute.