Bonus bancomat! Ma ci crediamo davvero? Fa gola avere 480 euro. Se poi è destinato a tutti e senza ISEE, ognuno pensa "allora tocca anche a me". In un periodo di difficoltà economica ogni centesimo è utile ad andare avanti. Come si suol dire "a caval donato non si guarda in bocca". Ma bisogna anche stare attenti alle fake news. Draghi non regala 480 euro. E non a tutti. E l'ISEE, in questa circostanza, non serve. Inoltre, questo fantomatico bonus bancomat non sostituisce il bonus cashback. Ma facciamo chiarezza per dire come stanno le cose, per non generare confusione nè illusioni e capire a chi spetta.

Bonus bancomat: cosa non è

Il bonus  bancomat non è un bonus per tutti. Molti italiani sono rimasti sconsolati quando il governo Draghi ha annunciato la sospensione del bonus cashback. Ricordiamolo, si tratta di una sospensione per un arrivederci a gennaio 2022. Nello stesso decreto, art.1 decreto legge n.99, di sospensione del bonus cashback, è stato inserito però anche un comma destinato a chi non è ancora dotato della strumentazione necessaria a poter far strisciare il bancomat e le carte di credito. il famoso POS. Per loro, dunque si tratta degli esercenti, e non delle persone fisiche, è previsto un credito d'imposta che è calcolato in base a delle percentuali sul fatturato o corrispettivi realizzati. 

Quindi il bonus bancomat non è un bonus monetario per i comuni cittadini che hanno un bancomat. Nè un bonus erogato dalla banca nel caso in cui si attiva il bancomat. Nè un bonus erogato dall'esercente in caso di pagamento della spesa con il bancomat. Nulla di tutto questo. Le notizie circolate in queste ultime settimane di un fantomatico bonus da 360 euro o 480 euro sono delle "fake news". Prestate dunque attenzione e non cercate bonus dove non ci sono. 

Spieghiamo allora cosa è veramente il bonus bancomat.

Bonus bancomat: cosa è e a chi spetta

Il governo guidato da Mario Draghi, ha approvato il decreto legge n.99 andato in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno 2021. Il decreto reca Misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese ha dedicato all'art.1 alcune misure destinate agli esercenti che non hanno ancora le apparecchiature per poter permettere al consumato l'utilizzo della carta bancomat o della carta di credito per i pagamenti. Nello specifico l'art.1 è intitolato Disposizioni  in  materia  di  utilizzo  di  strumenti  di  pagamento elettronici: sospensione del programma «cashback» e credito d'imposta POS.

Come si può ben intuire non c'è alcun bonus bancomat. Ma il legislatore ha chiamato l'incentivo concesso a chi ha un negozio, attività commerciale senza POS, credito d'imposta POS. Questo è il "bonus bancomat": un credito d'imposta in compensazione di tasse ed altri tributi che l'esercente è tenuto a pagare. Il credito d'imposta riconosciuto agli esercenti è su due strade. Quella delle commissioni che si calcolano quando il cliente paga con il POS e quella legata agli acquisti o noleggi di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico.

Ricorderete, quando partirono sia il programma cashback che la Lotteria Scontrini, le proteste di molti esercenti che non avevano un POS oppure non volevano adeguare i propri registratori di cassa per inserire la funzionalità Lotteria Italia. Con il decreto n.99 del 30 giugno, il Governo concedo una mano almeno a chi vorrà installare dei POS.

Bonus bancomat: il credito d'imposta POS

Gli esercenti attività commerciali, ma anche arti e professioni che vendono beni o servizi e che decidono di acquistare un terminale di lettura del bancomat o carte di credito, POS, tra il 1 luglio 2021 e 30 giugno 2022 hanno diritto ad un credito d'imposta massimo di 160 euro, nelle seguenti percentuali:

  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro; 
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro; 
  • 10 per cento per i soggetti i cui ricavi e  compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. 

Se la matematica non è un'opinione, di quei 160 euro, la misura del credito d'imposta andrà da un minimo di 16 euro ad un massimo di 112 euro. Ricordiamolo, è un credito d'imposta e non un rimborso monetario. 

Questo credito d'imposta è riconosciuto anche in caso di noleggio del POS.  

POS evoluti: il bonus POS aumenta

Ma il legislatore si è spinto oltre, e riconosce a chi acquista o noleggio strumenti evoluti di lettura del bancomat, carte di credito ed altri strumenti di pagamento elettronici, un ulteriore credito d'imposta che questa volta può arrivare fino a 320 euro. Il POS evoluto è quella strumentazione che non solo legge il bancomat ma consente anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati. Differentemente dal bonus POS da 160 euro, l'acquisto o il noleggio deve avvenire nel corso dell'anno 2022

Per i terminali evoluti, la percentuale di maturazione del credito d'imposta aumenta: 

  • 100 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro; 
  • 70 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta  precedente  siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40 per cento per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. 

Un rapido calcolo matematico ci porta a scrivere che il credito d'imposta riconosciuto sull'acquisto o noleggio di POS evoluti può arrivare massimo a 320 euro. 

Anche in questo caso non c'è rimborso monetario, ma un semplice credito d'imposta da applicare in compensazione alle tasse che si devono sostenere successivamente al sostenimento della spesa per l'acquisto o il noleggio del POS.

Come utilizzare il bonus bancomat o bonus POS

A questo punto è chiaro che non c'è alcun bonus per il cittadino. E che non c'è neanche per l'esercente, almeno in termini di rimborso o sconto sull'acquisto o noleggio. Si parla di credito d'imposta che lo stesso decreto legge n.99 chiarisce come deve essere utilizzato. Al comma 4 dell'art.1 è stabilito che il credito d'imposta può essere usato esclusivamente in compensazione. In che termini? Come riduzione delle tasse, tributi ed altri oneri che la società è chiamata a pagare.

successivamente  al sostenimento della spesa e devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del  credito e nelle dichiarazioni dei  redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude  l'utilizzo. I crediti d'imposta non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Commissioni bancomat: 100% di credito d'imposta

Per favorire ed incentivare l'uso del POS da parte degli esercenti, che sono chiamati a pagare delle commissioni alle società che consentono le transazioni (ad. esempio American Express, Nexi, e le varie banche con cui l'esercente si convenziona), sempre il decreto legge n.99 consente all'esercente di detrarre il 100% dei costi di commissione. Anche in questo caso si tratta sempre di credito d'imposta. Già con la legge del 19 dicembre 2019, n. 157 aveva introdotto un'agevolazione fiscale consentendo un credito d'imposta sulle commissioni bancarie e di altri provider in caso di strisciata del bancomat. Il governo Draghi aumenta al 100% questo credito d'imposta ma solo per le commissioni sostenute dall'esercente nel periodo compreso tra il 1 luglio 2021 e 30 giugno 2022. L'unica condizione è dotarsi di strumenti che consentano al consumatore finale il pagamento elettronico.

Bonus bancomat: tutti i vantaggi POS per l'esercente

Chiarito per i cittadini privati che il bonus bancomat non sostituisce il cashback nè è destinato a loro, facciamo un riepilogo di quali sono i vantaggi per i soggetti titolari di un'attività commerciale, arte o professione soggetto ad imposte (quindi sono esclusi ad esempio i regimi forfettari che non devono pagare nè IVA, IRES nè IRAP). 

La condizione è l'acquisto o il noleggio di un dispositivo atto a leggere le carte di pagamento elettroniche e nelle versioni più evolute anche a trasmettere i dati dei corrispettivi.

  • un credito d'imposta pari al 100% del costo delle commissioni collegate all'utilizzo di carte elettroniche di pagamento nel periodo 1 luglio 2021 e 30 giugno 2022;
  • un credito d'imposta calcolato applicando una percentuale, variabile da 10% al 70% in base ai corrispettivi maturati nell'anno precedente la data di acquisto o noleggio del terminale, al costo di acquisto o noleggio del POS per una spesa massima di 160 euro purchè la stessa sia stata realizzata tra il 1 luglio 2021 e il 30 giugno 2022;
  • un credito d'imposta calcolato applicando una percentuale, variabile da 40% al 100% in base ai corrispettivi maturati nell'anno precedente la data di acquisto o noleggio del terminale, al costo di acquisto o noleggio del POS per una spesa massima di 320 euro purchè la stessa sia stata realizzata nel corso del 2022.

In merito ai due bonus bancomat legati agli apparecchi di pagamento elettronico, il credito d'imposta totale, cumulabile tra le due misure, potrà andare da un minimo di 144 euro fino ad un massimo di 336 euro. Evidentemente per poterli cumulare l'esercente dovrà prima acquistare un terminale poi sostituirlo con uno più evoluto.  

In conclusione attenti alle fake news!