Come sappiamo, è ormai stata ufficializzata, da qualche mese, la sospensione del Cashback di Stato: il decreto-legge n.99 del 30 giugno 2021 ha infatti, almeno temporaneamente, mandato in vacanza questa controversa misura; ma questo decreto ha anche avuto il compito di introdurre un bonus nuovo di zecca, il bonus bancomat.

Possiamo considerare il bonus bancomat come il degno successore del Cashback: anche se quest’ultimo è stato annullato, l’evasione fiscale rappresenta, nel nostro Paese, un problema ben lungi dall’essere risolto; ne è ben consapevole il Governo attualmente in carico, che ha infatti introdotto questa nuova misura per incentivare un sempre maggiore utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.

Scopriamo quindi di più sul nuovo bonus bancomat che, purtroppo, sarà un’agevolazione cui potranno accedere solamente determinate categorie.

Che cos’è il bonus bancomat

L’agevolazione di natura economica nota come bonus bancomat prenderà la forma di un credito di imposta, che non sarà possibile da richiedere da parte di tutti i cittadini.

Il credito di imposta relativo al bonus bancomat, infatti, è pensato per tutti quei commercianti e per le partite IVA che possiedono POS: sarà infatti una misura relativa alle commissioni legate ai pagamenti elettronici tramite POS.

Per le partite IVA e i commercianti, il bonus bancomat sarà un’agevolazione particolarmente vantaggiosa: il credito di imposta concesso sarà infatti pari al 100% delle commissioni. 

Ma non è finita qui: il bonus bancomat si configura infatti come un’agevolazione dalle mille sfaccettature; come vedremo, infatti, permetterà agli esercenti di ricevere ulteriori benefici dall’utilizzo del POS.

Bonus bancomat: così sancisce l’addio al Cashback

L’introduzione del bonus bancomat è stata accompagnata dall’addio al Cashback di Stato: sono disposizioni contenute nel decreto-legge n. 99, datato 30 giugno 2021, il quale è anche denominato come “Misure urgenti in tema di tutela del lavoro, materia fiscale e sostegno alle imprese”.

Oltre all’introduzione di questa nuova agevolazione, nel suddetto decreto si dispongono anche numerosi interventi aggiuntivi, quali la riduzione delle tariffe legate all’energia, oltre che novità sul pagamento della TARI e nuove introduzioni in merito ai pagamenti elettronici.

Questo decreto, di fatto, sancisce un addio al Cashback di Stato, che però al momento risulta solamente sospeso e non del tutto annullato. Dunque, fino alla data del 31 dicembre 2021 (data entro la quale la misura dovrebbe essere reintrodotta o cancellata), i sostenitori del Cashback potranno ancora sperare che questo venga reintegrato.

Tuttavia, l’introduzione del nuovo bonus bancomat sembrerebbe quasi essere un campanello d’allarme: l’addio al Cashback potrebbe essere dunque definitivo.

Bonus bancomat: perché nasce e cosa si spera di ottenere

Il nuovo bonus bancomat è stato pensato dall’attuale Governo, guidato da Mario Draghi, in sostituzione a quello che venne definito dall’allora presidente Conte come Piano Italia Cashless, un piano che prevedeva tutta una serie di misure volte alla lotta al contante ed ai pagamenti in nero.

Tuttavia, il Piano Italia Cashless non aveva convinto Draghi (e, in realtà, anche molti altri membri del Governo), e questa è una delle motivazioni per le quali il Cashaback di Stato è stato sospeso.

Ma le forme di pagamento irregolare, nel nostro Paese, sono ancora ampiamente diffuse, e non pensare ad una misura che sostituisse il Cashback nella lotta al pagamento irregolare era d’obbligo, soprattutto in ragione del fatto che, in Italia, l’evasione fiscale rappresenta il 12% del PIL (prodotto interno lordo).

L’attuale governo ha preferito puntare più sugli esercenti che sugli acquirenti, che non avranno diritto a richiedere il nuovo bonus bancomat.

Bonus bancomat: i beneficiari ufficiali dell’agevolazione

Purtroppo, dunque, non tutti gli italiani potranno richiedere l’accesso al bonus bancomat.

Secondo quanto previsto dal già citato decreto-legge n.99 del 30 giugno 2021, potranno avere accesso al bonus solamente gli esercenti, purché titolari di partita IVA.

Il bonus bancomat è quindi accessibile a liberi professionisti, commercianti ed esercenti, a patto che, al momento di ricevere i pagamenti dai loro clienti, consentano loro di pagare a mezzo di pagamento elettronico, utilizzando un POS che renda i pagamenti tracciabili.

Oltre a ricevere un credito di imposta pari al 100% delle spese di commissione, il commerciante (o esercente, o titolare di partita IVA) avrà diritto a delle agevolazioni nel caso in cui non possieda POS regolarmente collegato al registratore di cassa: chi ha intenzione di acquistare un nuovo strumento elettronico di pagamento, infatti, avrà diritto ad un secondo credito di imposta.

Credito che varrà non solo nel caso dell’acquisto, ma anche del noleggio del nuovo POS.

I potenziali beneficiari avranno diritto a questo secondo credito di imposta soltanto per acquisto o noleggio di dispositivo POS avvenuto regolarmente a partire dal 1° di luglio 2021 fino alla data del 30 giugno 2022.

Ecco come cambiano le commissioni grazie al bonus bancomat

L’introduzione del nuovo bonus bancomat rappresenta, per gli esercenti, un’agevolazione di entità non indifferente: prima dell’introduzione di questa nuova misura, infatti, i titolari di partita IVA avevano già la possibilità di scaricare le spese legate alle commissioni, ma solo in misura pari al 30%.

Con il bonus bancomat, invece, la percentuale sale dal 30% al 100% e, dunque, le spese di commissione non graveranno più sui commercianti e gli esercenti che consentiranno ai propri clienti di pagare con strumenti di pagamento elettronici.

Inoltre, grazie al secondo credito di imposta, anche coloro i quali non sono ancora attrezzati per consentire i pagamenti elettronici potranno dotarsi di POS: come abbiamo visto, le spese di acquisto o eventuale noleggio del dispositivo verranno rimborsare tramite questo secondo credito di imposta.

Per questo è plausibile ritenere il bonus bancomat ancor più idoneo, rispetto al Cashback di stato, per la lotta all’evasione e la promozione dei pagamenti elettronici.

Bonus bancomat, a quanto ammonta con esattezza

Abbiamo parlato di percentuali e di credito di imposta, abbiamo capito che il bonus bancomat prevede ben due tipologie di agevolazione, ma non abbiamo ancora parlato di cifre ufficiali.

Cerchiamo dunque di scoprire a quanto ammonta questo nuovo bonus bancomat.

Possiamo dire fin da subito che il bonus bancomat, nella sua interezza, ammonterà ad un massimo di 480 euro, da suddividere nelle due agevolazioni, ossia il rimborso sulle commissioni e le spese legate al POS.

Nello specifico, il rimborso sulle commissioni dovrà essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi: la cifra massima che si otterrà in forma di credito di imposta è pari a 320 euro.

Per quanto riguarda invece il rimborso sulle spese effettuate per dotarsi di POS, sia che si decida di acquistarlo, sia che lo si voglia noleggiare, l’entità del credito di imposta varierà a seconda dei guadagni annuali del possessore di partita IVA, oltre che a seconda della tipologia di dispositivo scelto.

Per titolari di partita IVA i cui compensi annui non superino i 200mila euro, la percentuale da considerare è pari al 70% della spesa. Per redditi annui da 200mila euro fino ad un milione di euro, la percentuale scende al 40%. Infine, per esercenti i cui ricavi vadano da un milione fino a cinque milioni di euro annui, la percentuale rimborsata sarà pari al 10%.

La cifra massima raggiungibile è comunque pari a 160 euro che, sommati ai 320 euro massimi per il rimborso sulle commissioni, raggiunge i 480 euro totali.

Tuttavia, c’è anche un modo per guadagnare ulteriormente dal bonus bancomat: qualora infatti il titolare di partita IVA decida di dotarsi di POS capace di trasmissione e memorizzazione automatica delle transazioni, il bonus legato al POS salirà a 320 euro massimi.

Cambiano in questo caso anche le percentuali: per commercianti ed esercenti con ricavi annui entro i 200mila euro, verrà concesso il 100% sulla spesa legata al POS. Per ricavi tra i 200mila euro e il milione di euro annuo, invece, la percentuale scende a 70%; infine, per compensi annui tra un milione di euro e cinque milioni di euro, il credito di imposta inerente le spese legate al POS sarà pari al 40% di quanto speso.

Bonus bancomat: cosa resta ai clienti dopo l’addio al Cashback

Sfortunatamente, l’abbiamo già detto, il bonus bancomat non riguarderà i clienti che decideranno di utilizzare carte di pagamento elettroniche o bancomat, ma soltanto i titolari di esercizi commerciali o, in generale, partita IVA.

Dunque, sospeso il Cashback, cosa resta per incentivare gli italiani all’utilizzo di pagamenti elettronici quando effettueranno le proprie spese?

Al momento non sono previste iniziative di stato per gli acquirenti, ma c’è un modo per continuare ad usufruire del Cashback: diventare clienti Satispay.

La nota piattaforma che si occupa di pagamenti elettronici ha infatti deciso di portare avanti a proprie spese il Cashback, che però sarà ovviamente riservato a coloro che hanno scelto la piattaforma e che risultano clienti Satispay.

L’iniziativa avrà validità fino al 31 di dicembre 2021, data entro la quale il Governo dovrà decidere se dare una seconda possibilità al Cashback di stato o se sospenderlo definitivamente.

L’iniziativa Cashback di Satispay non è molto differente rispetto a quella già in vigore da mesi in Italia: i clienti della piattaforma potranno ricevere il 10% del rimborso sulle spese effettuate, per un totale massimo pari a 150 euro fino alla data di scadenza.

Il Cashback di Satispay è quindi un’opportunità per continuare a ricevere dei rimborsi qualora si decida di pagare sfruttando mezzi di pagamento elettronici in sfavore dei pagamenti in contante.

Anche se il bonus bancomat non riguarda i clienti, questi potranno quindi continuare a ricevere dei rimborsi quando pagano elettronicamente; per altre informazioni più dettagliate sul Cashback Satispay, si invitano i lettori a leggere il nostro articolo dedicato all’iniziativa.