Grazie a un provvedimento varato nel giugno 2021, i lavoratori autonomi possono beneficiare di un bonus specificamente dedicato a loro, varato in sostituzione del Cashback di Stato. Ciò significa che tutti coloro che hanno la possibilità di ricevere pagamenti in moneta digitale possono ricevere un rimborso per le spese sostenute allo scopo di dotarsi di strumenti di pagamento elettronici fino a 480 euro.

Questa iniziativa, che per brevità nel corso dell’articolo chiameremo Bonus Bancomat, ha proprio lo scopo di incentivare la transizione verso i pagamenti effettuati in moneta digitale. Non è un mistero, infatti, che uno dei programmi dei governi di tutto il mondo — e il governo italiano attuale non fa eccezione — sia quello di favorire il graduale abbandono del denaro contante nei confronti della moneta digitale.

Il Bonus Bancomat, dunque, si pone come una misura in grado di compensare la sospensione del Bonus Cashback voluta dal Governo Draghi. Quest’ultimo bonus, infatti, è stato giudicato troppo oneroso dall’attuale esecutivo. I costi sostenuti per finanziarlo si sono infatti rivelati sproporzionati rispetto agli effetti ottenuti.

Così, per bilanciare tale sospensione, è stato appunto introdotto il Bonus Bancomat. Questo, da un lato, per mitigare gli effetti della sospensione del Cashback di Stato, dall’altro per continuare a incentivare la transizione verso i pagamenti effettuati in moneta digitale. Tale transizione è infatti indispensabile al fine di limitare l’evasione fiscale, rendendo tracciabile un numero sempre maggiore di pagamenti.

Nell’articolo spiegheremo dunque quali sono le modalità di funzionamento del nuovo Bonus Bancomat, chi ne è coinvolto, quali sono i requisiti per accedervi e come aggiudicarsi il rimborso previsto.

Bonus Bancomat da 480 euro: che cos’è?

Il Bonus Bancomat, che prevede un rimborso fino a un massimo di 480 euro, è stato introdotto con il decreto-legge n. 99, varato dall’attuale governo il 30 giugno 2021. Giorno in cui, come molti ricorderanno, terminava il primo semestre di validità del Bonus Cashback.

Come abbiamo già accennato, la sospensione del Cashback di Stato per il successivo semestre è stata dettata da una attenta disamina del rapporto costi-benefici, che ne ha evidenziato la scarsa convenienza. Nel decreto, dunque, il governo, oltre a determinare la sospensione del cashback fino al 31 dicembre 2021, sanciva anche l’introduzione del nuovo Bonus Bancomat.

Oltre a ciò, il decreto in questione ha inoltre introdotto una serie di misure di natura fiscale (ad esempio le modalità di riscossione della TARI), provvedimenti per la limitazione dei costi dell’energia, per la tutela del lavoro, per la tutela dei consumatori e per il sostegno alle imprese. Insomma, con tale decreto il governo preparava il paese a ripartire dopo i mesi difficili determinati dalla crisi economica che è seguita alla pandemia da Covid-19.

Il Bonus Bancomat ivi introdotto ha previsto così il risarcimento, fino a un massimo di 480 euro a beneficiario, per tutti coloro i quali intendano dotarsi di strumenti per la ricezione di pagamenti sotto forma di moneta elettronica.

Bonus Bancomat da 480 euro: a chi spetta?

Questo, naturalmente, limita la platea dei beneficiari del Bonus Bancomat soltanto ai soggetti che siano titolari di una partita IVA, e che siano titolari di una attività commerciale.

In particolare, come emerge chiaramente dal testo del decreto, possono beneficiare del Bonus Bancomat tutti coloro che esercitano «attività d’impresa, d’arte o professioni», e che effettuano la cessione di servizi o di beni a consumatori finali.

Tutti questi soggetti possono dunque ricevere un rimborso pari a un massimo di 480 euro, purché essi tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022 si trovino a sostenere spese per l’acquisto o il noleggio di dispositivi atti a consentire ai propri clienti il pagamento elettronico mediante moneta digitale.

Bonus Bancomat da 480 euro: come funziona?

Nella fattispecie, il Bonus Bancomat, come del resto molti altri incentivi previsti dallo Stato, si configura come un credito d’imposta in parziale risarcimento delle spese sostenute. Esso, dunque, può essere fatto valere in sede di dichiarazione dei redditi, presentando ricevute e fatture delle spese sostenute, e dà diritto a uno sconto da applicarsi all’ammontare delle imposte da versare.

Il Bonus Bancomat risarcisce, pertanto, mediante credito d’imposta, tutte le spese che vengono sostenute dai titolari di esercizio commerciali allo scopo di dotarsi di strumenti di pagamento elettronici. Tra queste spese, oltre all’acquisto e al noleggio, possono essere conteggiate anche quelle relative alle attività di «collegamento tecnico tra i predetti strumenti.»

Inoltre, un ulteriore risarcimento è previsto per tutti quegli esercenti che intendano munirsi di «strumenti evoluti di pagamento elettronico». In questo caso si intendono quei dispostivi che sono in grado di memorizzare e trasmettere i dati dei pagamenti all’Agenzia delle Entrate.

Bonus Bancomat da 480 euro: quali sono gli strumenti evoluti di pagamento elettronico?

Qui occorre precisare meglio di che cosa si tratta. Anche perché — come vedremo in seguito — gli strumenti evoluti di pagamento elettronico danno diritto a un rimborso di importo maggiore rispetto a quello previsto per i dispositivi per così dire “ordinari.”

Per capire bene in che cosa consistano gli strumenti cosiddetti “evoluti” di pagamento elettronico occorre fare riferimento al decreto legislativo n. 127 del 5 agosto 2015. In questo provvedimento, veniva infatti sancita la possibilità di effettuare «la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi.»

Questa possibilità, a partire dal 1° luglio 2019, è divenuta un obbligo per tutti i professionisti e i titolari di esercizi commerciali il cui volume d’affari sia superiore ai 400 mila euro l’anno.

Ricapitolando. Il Bonus Bancomat prevede un ulteriore rimborso per tutti gli esercenti che a partire dal 1° luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022 sostengono le spese necessarie per dotarsi di strumenti di pagamento che consentono di memorizzare e inoltrare all’Agenzia delle Entrate i dati dei pagamenti ricevuti giornalmente per la cessione di beni o per l’erogazione dei servizi in ragione della propria attività.

Bonus Bancomat da 480 euro: a quanto ammonta il risarcimento?

Come abbiamo detto, il Bonus Bancomat prevede un rimborso corrisposto sotto forma di credito d’imposta a tutti coloro che si dotano di strumenti di pagamento elettronici. E tuttavia, il provvedimento contiene delle importanti distinzioni e una casistica piuttosto precisa per l’erogazione di tale risarcimento.

Un primo bonus è riconosciuto a tutti coloro che sostengono le spese necessarie ad acquistare, noleggiare e collegare dispositivi di pagamento elettronico per così dire “tradizionali”. (Che non prevedono cioè l’invio dei dati all’Agenzia delle Entrate). Tale bonus è però variabile in funzione del volume d’affari dell’attività, e non può in ogni caso essere superiore ai 160 euro complessivi.

In particolare, il bonus è pari al:

  • 70% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari (ossia ricavi e compensi percepiti) è inferiore ai 200 mila euro;
  • 40% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari è superiore a 200 mila euro e inferiore a 1 milione di euro;
  • 10% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari è superiore a 1 milione di euro e inferiore ai 5 milioni di euro.

La cifra massima rimborsabile è invece superiore per coloro che intendono dotarsi di strumenti evoluti di pagamento elettronico, ossia quelli in grado di memorizzare e trasmettere giornalmente i dati dei corrispettivi ricevuti all’Agenzia delle Entrate. Il rimborso massimo, in questo caso, ammonta al doppio: 320 euro.

Anche qui, però, la percentuale del risarcimento delle spese sostenute è variabile in ragione dei ricavi e dei compensi percepiti annualmente. Viene cioè rimborsato il:

  • 100% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari è inferiore ai 200 mila euro;
  • 70% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari è superiore a 200 mila euro e inferiore a 1 milione di euro;
  • 40% delle spese sostenute per quelle attività il cui volume d’affari è superiore a 1 milione di euro e inferiore ai 5 milioni di euro.

Se dunque si sommano gli importi massimi rimborsabili per le due tipologie di Bonus Bancomat si ottiene la cifra che abbiamo annunciato nel corso dell’articolo: 480 euro.

Bonus Bancomat da 480 euro: come ottenerlo?

Abbiamo già detto che il Bonus Bancomat si serve dello strumento del credito d’imposta per risarcire i soggetti beneficiari delle spese sostenute per l’acquisto, il noleggio e il collegamento di strumenti di pagamento elettronici.

Ciò significa che occorre innanzitutto conservare accuratamente i documenti in grado di dimostrare l’effettivo acquisto o noleggio, nonché gli eventuali costi di manodopera sostenuti per effettuare i collegamenti. Insomma, le ricevute o le fatture.

Dopodiché, tali documenti andranno allegati alla propria dichiarazione dei redditi. Così che possa essere calcolato, sulla base dell’ammontare delle proprie entrate e dell’importo delle spese sostenute, il valore dello sconto che verrà applicato alle imposte dovute.

Bonus Bancomat da 480 euro: fino a quando sarà disponibile?

Il Bonus Bancomat potrà rimborsare tutte le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2021 per tutti i titolari di esercizi commerciali che intendono dotarsi di strumenti di pagamento elettronici. Ma quanto tempo hanno i soggetti coinvolti per detrarre le spese sostenute?

Ebbene, qui occorre operare una distinzione. I soggetti che acquistano o noleggiano strumenti di pagamento elettronico che non prevedono la memorizzazione e la trasmissione dei dati giornalieri all’Agenzia delle Entrate hanno tempo fino al 30 giugno 2022 per procurarsi i dispositivi.

I soggetti che invece acquistano o noleggiano strumenti evoluti per il pagamento elettronico hanno tempo per procurarsi i dispositivi fino al 31 dicembre 2022.

Naturalmente, è bene precisare che tutte le spese sostenute nel 2022 verranno rimborsate solo a seguito della dichiarazione dei redditi presentata nel 2023.