Il bonus bebè è un assegno annuale corrisposto ogni mese, previsto per tutte quelle famiglie in cui nasce un bambino o in cui viene adottato.

Il principale obiettivo del  bonus bebè è sicuramente quello di incentivare le nascite in in un paese, l' Italia in cui l' età media della popolazione diventa sempre piu' alta, contribuendo così alle spese famigliari.

Il bonus bebè 2021 puo' raggiungere un assegno a 2.300 euro per tutte le nuove mamme.

L' ottenimento del bonus bebè nel 2021 è soggetta a soglie ISEE ed è prevista soltanto per 12 mensilità, fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso del bambino nel nucleo familiare.

Una importante novità è stato lo stanziamento dei fondi destinati al bonus bebè, 348 milioni di euro per il 2020, l' aumento per il 2021 (410 milioni id euro) con il governo Draghi che stà lavorando per il 2022 nell' ottica di istituire  tutti i contributi e le prestazioni sociali per la maternità in un unico assegno.

Bonus bebè: come funziona e come calcolare l' importo dell' assegno

Il Bonus bebè per il 2021 è regolato in base alle fasce di reddito di riferimento e soglie ISEE:

  • L’ assegno annuale di 1.920 euro (160 euro al mese) per le famiglie con ISEE  non superiore a 7.000 euro annui;
  • L' assegno annuale di 1.440 euro (120 euro al mese) per le famiglie con ISEE  superiore alla soglia di 7.000 euro e non superiore a 40.000 euro;
  • L' assegno annuale di 960 euro (80 euro al mese) per le famiglie con un ISEE  superiore a 40.000 euro.

Resta fermo che in caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, l’importo dell’assegno è aumentato del 20% per un massimo di 2.300 euro.

L' assegno relativo bonus bebè viene emesso direttamente dall' INPS su, conto corrente, carta prepagata, conto corrente estero area Sepa intestati al richidente. 

L' assegno viene erogato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda con il primo pagamento che comprende l'importo delle mensilità fino a quel momento.

Per esempio se si inoltrerà la domanda il 1 giugno entro il 30 luglio riceverò l' assegno spettante per entrambe le mensilità.

Nel video che segue un approfondimento di Mr LUL paladino del diritto del lavoro, su quelli che sono tutti i bonus legati a famiglia e nuove nascite.

Bonus bebè 2021: come e quando fare domanda 

Restano invariate le modalità di presentazione della domanda per il bonus bebè 2021.

Con il messaggio l'INPS 918 2021 ha comunicato l'apertura delle domande a partire da gennaio 2021.  

La domanda per la richiesta del bonus bebè dovrà essere inoltrata non oltre i 90 giorni dalla nascita o dall' arrivo a casa del bambino, nel caso in cui la domanda dovesse superare i termini previsti si avrà comunque diritto al bonus che scatterà dalla data di presentazione della stessa, ma senza diritto a ricevere gli arretrati.

Ecco come fare per richiedere il bonus bebè 2021.

In modalità telematica, attraverso il portale web dell’Inps,

  1. accedere al sito ufficiale dell’INPS;
  2. andare nella sezione “Servizi online”;
  3. effettuare l’autenticazione inserendo il codice PIN Dispositivo rilasciato dall’Istituto, SPID, CIE o CNS;
  4. cliccare su “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  5. selezionare “Assegno di natalità”;
  6. infine andate su “Bonus bebè” per scaricare il modulo domanda bonus bebè INPS (modello SR163, disponibile anche nella sezione “Tutti i moduli”).

Questo modulo va trasmesso con una delle seguenti modalità:

  • attraverso una casella di posta elettronica ordinaria alla casella istituzionale delle Prestazioni a sostegno del reddito della sede INPS territorialmente competente;
  • in forma cartacea direttamente presso la sede dell' Inps accompagnato ad un documento di identità
  • inviato per mezzo di PEC all’indirizzo di posta elettronica telematica della sede INPS competente sul territorio;

La domanda di bonus bebè 2021 potrà essere trasmessa anche tramite CAF, Patronati, oppure  tramite il contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento);

Bonus bebè: cause di decadenza

Nel caso dovesse verificarsi uno degli eventi elencati di seguito ci sarebbe la decadenza e quindi l' immediata sospensione dell'assegno bonus bebè:

  • Compimento di un anno di età o della maggiore età in caso di adozioni o affidamenti;
  • Decesso del figlio;
  • Revoca dell'adozione;
  • Fine dell'affidamento temporaneo;
  • Decadenza dell'esercizio della responsabilità genitoriale;
  • Affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • Affidamento del minore a terzi;

L'interruzione avviene anche a seguito di perdita dei requisiti di legge (residenza, cittadinanza) o provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell'affidamento preadottivo.

Il richiedente entro 30 giorni deve comunicare all'INPS il verificarsi di una causa di decadenza.

E' importante che la comunicazione sia tempestiva per evitare il generarsi di un pagamento indebito e la successiva azione di recupero da parte dell'INPS.

bonus bebè e molto altro: tutte le novità 2021 per le famiglie

Oltre alla conferma del bonus bebè la legge di bilancio 2021 ha portato nuove ed ottime novità a tutte quelle famiglie che stanno pensando di avere un figlio, infatti sarà confermato il bonus mamme che può essere richiesto da tutte quelle mamme in dolce attesa senza nessun riferimento al limite del reddito, 800 euro come premio alla nascita.

Stessa sorte per il bonus asilo nido soggetto però a reddito e sogli ISEE:

  • l' importo del bonus sarà fino a 3.000€ con ISEE fino a 25.000€;
  • l' importo del bonus sarà fino a 2.500€ con ISEE dai 25.001 a 40.000 euro;
  • l' importo del bonus sarà fino a 1.500€ alle famiglie con redditi alti .

Rientra nelle novità per le famiglie anche l’estensione del periodo di congedo di paternità, che sale a 10 giorni.

Tra i bonus per la famiglia con la Legge di Bilancio 2021 spicca un’altra novità che riguarda le mamme single con figli disabili, che possono ottenere un assegno di 500 euro.

Verso il 2022: Assegno unico per i figli

Sono stati stanziati 3 miliardi nel 2021, i quali diventeranno 5 nel 2022 per l' introduzione dell' assegno unico familiare .

L' assegno unico famigliare è il nuovo contributo previsto per i figli a carico e che sarà riconosciuto a entrambi i genitori (metà per ciascuno) per ciascun figlio dal 7° mese di gravidanza fino ai 18 anni di età. L'assegno verrà concesso fino al compimento dei 21 anni, ma con importo ridotto qualora i figli studino o siano impegnati in programmi di formazione, tirocini oppure svolgano il Servizio civile universale.

L' assegno unico rappresenta sicuramente la novità per il 2022 che rivoluzionerà il mondo dei bonus destinato alle nuove nascite perché mira a raggruppare gli altri benefici già in essere (bonus bebè, bonus natalità e adozione, assegni familiari, bonus per nuclei familiari numerosi) e gradualmente a sostituirli tutti in un unico benefit.

Per poterne beneficiare è necessario avere i seguenti requisiti:

Cittadinanza italiana, dell’Unione europea oppure extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, di lavoro o di ricerca, purché residenti in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi.

Potranno beneficiare dell’Assegno unico per i figli, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati e la grande novità è che potranno beneficiarne anche i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, disoccupati e gli incapienti. 

Ritardi sull' entrata in vigore e le reazioni politiche

L' assegno unico famigliare che sarebbe dovuto entrare in vigore da luglio 2021 ah subito un pesante ritardo, l' entrata in vogore è stata rimandata all' inizio del 2022,parte del sistema politico è stato molto critico verso questo inatteso rinvio. 

Il PD ha fatto sapere il proprio disappunto  per mezzo delle parole dei deputati Graziano Delrio e Stefano Lepri, che, in una nota congiunta, fanno sapere:

“Apprendiamo oggi che l’assegno unico per i figli partirà a pieno regime da gennaio 2022 e non più a luglio 2021. La decisione provoca delusione ma non sorprende, perché la crisi di governo e la pandemia hanno fatto perdere mesi preziosi e perché la trasformazione dal vecchio al nuovo regime, chiaramente indicata dalla legge delega, richiede ancora molto lavoro”

ritardi comunque giustificati a causa da parte del governo della crisi pandemica che ha fatto perdere mesi preziosi nella trasformazione dal vecchio al nuovo regime.