Il bonus bebè potrà essere richiesto ancora per altri 5 mesi. A far data dal 1° gennaio 2022, questo aiuto per le famiglie, così come altre forme di agevolazioni saranno cancellate per dare spazio all’Assegno unico che andrà a regime per tutti i figli.

Per accelerare e snellire la gestione dei bonus dedicati alla famiglia, il Governo italiano ha decido di cancellarli tutti o gran parte di essi per dare un ampio margine di azione racchiudendo parte dei benefici sotto un’unica voce.

Una manovra che di per sé contiene più di una duplice finalità. Da una parte, appare evidente la facilità per le famiglie di approcciarsi a un unico incentivo. D’altra parte, non si può negare l’altra faccia legata alla semplificazione nella gestione dell’INPS, che non sarà costretto a visionare più volte le richieste delle famiglie per ogni domanda inoltrata.

Per ora, il vero punto di domanda sono gli importi che potrebbero spiazzare non poche famiglie. Iniziamo nel chiarire che gran parte dei bonus erogati senza la presentazione dell’Indicatore ISEE saranno dismessi. Mentre, l’Assegno unico andrà a beneficio dei redditi particolarmente svantaggiati.

Nella lista dei bonus famiglia erogati dall’INPS in scadenza entro il 31 dicembre 2021, appare anche il bonus bebè che garantisce l’accesso a un contributo del valore maggiore di 2.000 euro per i nati, adottai o affidati nel periodo temporale riferito al 2021.

Bonus bebè 2021: chi sono i beneficiari?

Iniziamo nel chiarire che il bonus bebè o bonus natalità trova la sua istituzione già da diverso tempo, non si tratta di una misura innovativa. Tuttavia, sino all’anno 2019 veniva accettato con la presenza del vincolo ISEE. Un provvedimento che ha consentito alle famiglie di aderire al beneficio solo se in presenza di un reddito non superiore alla soglia di 25.000 euro annui.

Nella Legge di Bilancio 2020 è stato introdotto un aggiustamento all’incentivo estromettendo dai requisiti il vincolo ISEE. Permettendo a tutte le famiglie di poter richiedere il bonus.

Le indicazioni inerenti al reddito ISEE restano valide, ma non sono obbligatorie. La presenza dell’indicatore permette alle famiglie di accedere a un contributo bonus più alto. L’importo del contributo viene calcolata in forma proporzionale al reddito annuo.

In assenza del reddito prodotto attraverso l’Indicatore ISEE viene erogato un bonus del valore minimo.

A questo proposito, bisogna valutare che per i genitori separai, divorziato o non conviventi per la richiesta del bonus bebè o per le altre agevolazioni economiche a favore dei minori, l’ISEE che permette di computare la situazione economica della famiglia non si riferisce all’indicatore ordinario o standard, ma l’ISEE minori.

I criteri e le condizioni che consentono l’accesso al bonus bebè, non sono molto stringenti. Questo per ampliare la platea degli aventi diritto. In ogni caso, l’unico requisiti predominante ruota sulla nascita, adozione o affido di un bimbo/a avvenuta nel 2021. L’INPS eroga un importo mensile in base alla fascia di reddito delle famiglie sino a un anno dall’evento di nascita o adozione.

Si consiglia la visione del video YouTube di Speedy News Italia, per avere una panoramica sui pagamenti INPS riferiti all'assegno unico.

Quali sono gli importi riconosciuti per il bonus bebè 2021?

Come anticipato innanzi, anche i genitori privi d'ISEE possono presentare l’istanza per ottenere il bonus bebè. In ogni caso, il contributo riconosciuto dall’INPS viene individuato attraverso appositi scaglioni reddituali, tra cui:

  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che non superano la soglia ISEE di 7.000 euro, il bonus bebè riconosciuto corrisponde al valore di 1.920 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 160 euro al mese;
  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che non superano la soglia ISEE compresa tra i 7.000,01 e non oltre i 40.000 euro, il bonus bebè riconosciuto corrisponde al valore di 1.400 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 120 euro al mese;
  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che superano la soglia ISEE di 40.000 euro, il bonus bebè riconosciuto corrisponde al valore di 960 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 80 euro al mese.

In presenza di un parto gemellare, ma anche di doppia adozione o dal secondogenito in poi, tali importi vengono maggiorati del 20%. In contributo riconosciuto dall’INPS viene individuato attraverso appositi scaglioni reddituali, tra cui:

  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che non superano la soglia ISEE di 7.000 euro, l’incremento del bonus bebè corrisponde al valore di 2.304 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 192 euro al mese;
  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che non superano la soglia ISEE compresa tra i 7.000,01 e non oltre i 40.000 euro, l’incremento del bonus bebè corrisponde al valore di 1.728 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 144 euro al mese;
  • per i redditi complessivi del nucleo familiare che superano la soglia ISEE di 40.000 euro, l’incremento del bonus bebè corrisponde al valore di 1.152 euro annui, che scorporate in rate diventa un importo da 96 euro al mese.

L’INPS precisa che in assenza della DSU non saranno riconosciti importi maggiori, ma solo quote minime. In ogni caso, è possibile presentare la documentazione richiesta per integrare gli importi.

Dove presentare la domanda per ricevere il bonus bebè 2021?

L’INPS riconosce il bonus bebè 2021 dalla nascita sino al compimento di un anno. Le famiglie ricevono un contributo per il lieto evento legato alla nascita, adozione o affido.

Occorre, sottolineare che la domanda va inoltrata all’INPS entro un lasso di tempo di 90 giorni successivi alla data di parto, adozione o affido. Se non si presenta l’istanza in questo periodo temporale, non si perde il beneficio per intero, ma si perdono le mensilità arretrate che non saranno riconosciute.

Come la gran parte delle agevolazioni economiche erogate dall’INPS, anche in questo caso la domanda per ricevere il contributo spettante per il bonus bebè dovrà seguire i canali ufficiali dell’Istituto. In altre parole, il richiedente potrà presentare la domanda direttamente online, se possiede il PIN, SPID, Carta d’identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi che consentono l’accesso alla piattaforma dell’INPS. Strumenti indispensabile per consultare l’avanzamento delle pratiche esibite all’Istituto.

In assenza delle credenziali di accesso, la domanda può essere inoltrata attraverso l’assistenza dei patronati o Caf. Inoltre, per ulteriori dettagli l’INPS mette a disposizione il proprio Contact Center raggiungibile da rete fissa al numero verde 803 164, mentre se non si dispone di un telefono fisso si può contattare l’Istituto attraverso il numero di rete mobile 06 164 164. In quest’ultima ipotesi vengono applicate le tariffe del gestore.

A questo proposito, ricordiamo che l’INPS nella circolare n. 48 pubblicata il 29 marzo 2020, ha spiegato che dalla data del 10 aprile riferita al 2020, alla domanda non va aggiunto il modello SR 163. Inoltre, per completare la procedura occorre indicare il numero IBAN per ricevere l’accredito del bonus bebè direttamente sul conto corrente del beneficiario.

Perché si presenta l’ISEE minorenni?

Come spiegato nel primo secondo paragrafo, l’INPS riconosce un bonus bebè dall’importo più alto in presenza della compilazione della Dichiarazione sostitutiva unica DSU necessaria per l’ISEE riferita all’intero nucleo familiare.

Tuttavia, esistono delle condizioni per cui è necessario presentare l’indicatore ISEE minorenni. Viene richiesto in presenza di divorzio, separazione o non coniugato, per cui in assenza del genitore non può essere inserito nel nucleo familiare. In questi casi, viene richiesto l’ISEE minorenni.

Mentre, se il genitore non vive in regime di convivenza perde la patria potestà dei figli. In quest’ultimo caso è necessario presentare l’indicatore ISEE ordinario.

Intanto, nell’ISEE minorenni si prende in considerazione anche la situazione economica del genitore non convivente, al fine di constatare quanto il reddito dell’altro genitori influisce nel nucleo familiare a cui appartiene il minore.

Bonus mamma domani e bonus bebè

Chi richiede il bonus bebè ha diritto a percepire anche il premio alla nascita, conosciuto come bonus mamma domani. Una prestazione riconosciuta dall’INPS alle mamme in presenza di criteri, nonché condizioni molto specifiche.

In questo caso il valore ISEE non influenza il contributo, in quanto l’NPS riconosce un importo base nella medesima misura del valore di 800 euro. Viene distribuito a tutti i nati, adottati o affidati nel lasso di tempo che intercorre nel 2021. Non vi sono distinzioni riferite alla situazione reddituale.

La domanda può essere inoltrata dal 7° mese di gestazione. A essa vanno allegati diversi documenti, tra cui: il certificato dell’ASL dal quale si desume la gravidanza in atto, la data presunta del parto e così via.

In linea generale, le modalità di presentazione dell’istanza e parte dei criteri che determinano l’accessibilità del bonus mamma domani sono pressoché identici al bonus bebè. Se non fosse per le due richieste che vanno inoltrate in tempi diversi.

Ecco, perché l’introduzione dell’assegno unico aiuta non solo le famiglie nell’approcciarsi agli aiuti economici, ma snellisce la parte burocratica legata all’Istituto. In sostanza, richiedendo un solo contributo come l’assegno unico, tutti gli altri benefici si agganciano man mano che si verificano. Senza la necessità di presentare ulteriori richieste per non perdere il beneficio economico relativamente al contributo di cui si ha diritto.