Hai sentito parlare del bonus bebè e ti ha incuriosito, ma non sai esattamente come muoverti e quali passi compiere per poterne usufruire.

Fortunatamente sei capitato nel posto giusto e in questo articolo andremo a sviscerare le caratteristiche di questa opportunità, spiegando nel dettaglio chi può richiederlo, di cosa si deve dotare e quando eventualmente ne potrà godere.

Il bonus bebè è un beneficio che interessa, giustamente, chiunque si trovi a festeggiare l'arrivo di un nuovo pargolo in famiglia, e abbia quindi bisogno delle agevolazioni fornite e descritte nella specifica Legge.

Il Decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato infatti adottato con tutte le relative disposizioni a partire da febbraio 2015, incentivando le nascite nello Stato italiano.

Senza temporeggiare oltre, andiamo quindi a vedere nel dettaglio tutto ciò che serve per poter godere del bonus bebè in questo 2021.

Bonus bebè 2021: di cosa si tratta esattamente?

Il bonus bebè, definito anche assegno di natalità, è un assegno mensile che, seguendo determinate tempistiche, viene messo a disposizione dall'INPS per le famiglie che hanno un nuovo figlio nato, adottato o in affido preadottivo.

Il periodo di tempo circoscritto alla ricezione dell'assegno è sempre di un anno ma cambia a seconda di due fattori: se il bambino nasce all'interno del nucleo familiare, l'assegno verrà percepito durante tutto il primo anno di età; nel caso sia stata effettuata un'adozione, l'assegno verrà percepito durante il primo anno seguente l'ingresso del figlio nel nucleo familiare.

A partire dal 2020 la modulistica di ricezione è stata modificata, in maniera tra l'altro decisamente positiva! Infatti, nei limiti di un importo minimo, la prestazione può spettare anche per ISEE superiori alla soglia di 40.000 euro o per situazioni in cui l'ISEE è assente

Bonus bebè 2021: a chi si rivolge?

Oltre alle caratteristiche necessarie precedentemente descritte, precisiamo anche le classi che quali possono godere del bonus bebè.

La discriminante in questo caso è principalmente il titolo di soggiorno: l'assegno infatti è rivolto a cittadini italiani, comunitari (e quindi cittadini di uno Stato membro dell'Unione Europea) o extracomunitari che siano in possesso di un regolare titolo di soggiorno per le nascite, le adozioni e gli affidamenti preadottivi avvenuti, in questo caso, nel 2021. 

Al netto di tali informazioni, il bonus bebè è accessibile fondamentalmente per tutti.

È molto importante ricordare, inoltre, che è necessario presentare l'apposita domanda all'INPS entro e non oltre 90 giorni dalla nascita o dall'ingresso nel nucleo familiare del bambino.

Bonus bebè 2021: le questioni relative alla maggiorazione

Se tutti i requisiti precedentemente elencati sono presenti, vi sono dei criteri ben precisi che permettono di ricevere una maggiorazione del 20%, la quale può aiutare ulteriormente le famiglie.

  • la maggiorazione viene riconosciuta ed applicata per ogni figlio successivo al primo se all'interno dello stesso nucleo familiare, e quindi nato dallo stesso genitore. È fondamentale, in questo caso, tenere presente l'assoluto rispetto della convivenza tra i soggetti citati.
  • la figura del "primo figlio" viene riconosciuta come il figlio, minorenne o maggiorenne, residente in Italia e convivente con il genitore richiedente; questo significa che l'assegno viene concesso anche al genitore che sta per avere un nuovo figlio anche a diciotto anni di distanza dal primo.
  • il discorso cambia nel caso di un affidamento preadottivo o temporaneo: non essendo rispettato il rapporto di "filiazione", e quindi di figlio nato successivamente al primo, non contano i minorenni in questa specifica situazione.
  • nel caso di un parto gemellare il genitore ha diritto alla maggiorazione per ogni figlio venuto alla luce cronologicamente dopo al primo. Inoltre, se il genitore aveva già altri figli prima del parto, ogni gemello ha diritto alla maggiorazione nel ricevimento del bonus bebè.
  • quando si tratta di adozione plurima avvenuta nello stesso giorno del 2021 vigono regole ben specifiche: se il richiedente non ha altri figli, infatti, la maggiorazione viene riconosciuta per ogni figlio adottato venuto alla luce dopo il primo; più semplicemente ai minorenni anagraficamente più piccoli. Nel caso si tratti di gemelli, la maggiorazione viene riconosciuta per ogni gemello adottato tranne uno.
  • in riferimento al punto precedente, se il genitore richiedente ha altri figli, la maggiorazione relativa al bonus bebè viene applicata a tutti i figli adottati nello stesso giorno del 2021, siano essi anche gemelli, in quanto vengono tutti riconosciuti come figli successivi al primo.

bonus bebè 2021: quanto spetta in termine di importi?

Seguendo le regole relative alla maggiorazione e ai redditi maturati, lo schema degli importi percepiti grazie al bonus bebè si configura in questo modo:

Per quanto riguarda il primo figlio:

  • 80 euro al mese per coloro aventi reddito superiore ai 40.000 euro annui.
  • 120 euro al mese per coloro il cui reddito annuo è compreso tra 7.000 e i 40.000 euro.
  • 160 euro al mese per coloro aventi un reddito pari o inferiore a 7.000 euro annui.

Dal secondo figlio in poi i calcoli sono i seguenti:

  • 96 euro al mese per coloro aventi reddito superiore ai 40.000 euro annui.
  • 144 euro al mese per coloro il cui reddito annuo è compreso tra 7.000 e i 40.000 euro.
  • 192 euro al mese per coloro aventi un reddito pari o inferiore a 7.000 euro annui.

L'accredito mensile del bonus bebè viene effettuato direttamente dall'INPS al richiedente tramite le seguenti modalità:

  • bonifico domiciliato
  • accredito su conto corrente bancario o postale
  • libretto postale
  • carta prepagata con IBAN
  • conto corrente estero Area SEPA

tutti i conti devono essere chiaramente intestati al richiedente.

Quando si interrompe la ricezione del bonus bebè 2021?

Per alcune ragioni la percezione dell'assegno potrebbe decadere prima del previsto e per questo motivo è utile approfondire anche questo aspetto. 

Tale evenienza si presenta per esempio se il richiedente perde uno o alcuni dei requisiti richiesti dalla legge, come lo stato di convivenza tra minore e richiedente, il trasferimento di residenza all'estero, la perdita della cittadinanza o del titolo di soggiorno o la revoca d'affidamento.

L'erogazione dell'assegno viene interrotta anche in caso di decesso del figlio, di decadenza dall'esercizio della responsabilità genitoriale, di affido esclusivo del minore al genitore che non ha richiesto l'assegno, di affido generico ad una persona diversa che non ha richiesto l'assegno o di rescissione dell'affidamento preadottivo da parte del giudice.

Inoltre il bonus bebè termina di essere percepito anche al naturale termine dell'anno dall'ingresso nel nucleo familiare o dalla nascita, in caso di conclusione dell'affidamento temporaneo o al raggiungimento dei 18 anni d'età (ovviamente solo in caso di adozione).

Il richiedente, in caso di riacquisizione di eventuali requisiti decaduti, può ripresentare una nuova domanda, prendendosi cura di farlo entro 90 giorni dall'occorrenza dell'evento (nascita, affidamento o adozione); nel caso non ci riuscisse il bonus bebè verrebbe percepito a partire dal mese di presentazione della domanda.

Segnaliamo inoltre che è premura di ogni richiedente comunicare all'INPS l'eventuale perdita di requisiti entro 30 giorni.

Bonus bebè 2021: cosa succede se non abbiamo l'ISEE?

A differenza delle normative vigenti a riguardo gli scorsi anni, nel 2021 sarà sempre possibile percepire l'assegno di natalità anche in mancanza di un ISEE in corso di validità.

Tale fatto però, rendendo impossibile individuare una fascia di riferimento, farà sì che il totale percepito sia esclusivamente 80 euro mensili (96 nel caso di figlio successivo al primo), ovvero l'importo minimo.

Ricordiamo anche che nel caso un ISEE valido venga presentato successivamente alla presentazione della domanda, l'importo dell'assegno potrà essere integrato della parte che eventualmente è mancata fino a quel determinato momento.

Ciò avverrebbe in seguito alla regolare presentazione della DSU comprendente un ISEE valido.

Bonus bebè 2021: come possiamo fare a richiederlo?

Per richiedere l'assegno bisogna fare domanda all'INPS, ricordandosi che tale domanda va presentata una singola volta per ogni figlio.

Si utilizza principalmente il servizio online dedicato dal sito dell'INPS, il quale fornisce un monitoraggio della domanda completo nel corso del tempo.

Dal sito bisognerà semplicemente cliccare su "Tutti i servizi" per poi accedere con le proprie credenziali al servizio Assegno di natalità - Bonus Bebè (Cittadino).

Prima di presentare domanda è opportuno munirsi di tutti i documenti necessari per il rilascio dell'ISEE, il quale ci permetterà di percepire il giusto importo relativo alla nostra fascia di reddito.

Nel caso si abbiano difficoltà nella presentazione della domanda online (ormai facilmente accessibile anche grazie allo SPID) ci si può sempre rivolgere ai Caf e ai Patronati, i quali si occuperanno da parte nostra di tutta la procedura!

Nel caso il problema risieda specificamente nel settore "online", si può anche fare domanda per il bonus bebè 2021 tramite il Contact Center al numero 803 164 o da rete mobile al numero 06 164 164, utilizzando un telefono cellulare ormai davvero alla portata di tutti.

Questi ultimi metodi di contatto tornano utili anche in seguito alla presentazione della domanda: infatti possono essere utilizzati per comunicare eventuali variazioni o disguidi nella documentazione, che potrebbero portare a delle modifiche sostanziali o necessarie.

Bonus bebè 2021: le conclusioni

Ora che hai davvero tutto chiaro riguardo le informazioni che girano intorno a questo importante bonus, se ti trovi nelle giuste condizioni non aspettare ulteriormente ed effettua subito la domanda, assicurandoti di godere di questa importante opportunità offerta dallo Stato! 

E se ancora dovessi avere qualche dubbio, in questo breve video, Mondo Pensioni riassume in maniera semplice ed efficace la natura del bonus bebè 2021 e la rapida procedura per fare domanda: