Il bonus bebè, meglio noto come assegno di maternità, fa parte della miriade di incentivi economici che sono stati elargiti nel corso di questo 2021. Non essendo ancora terminato, tuttavia, l'anno corrente potrebbe riservarci qualche altra sorpresa, destinata alle famiglie e alle svariate categorie appartenenti al nostro costrutto sociale.

Questo incentivo, di per sé, riguarda la garanzia di un importo per ogni figlio nato, adottato oppure in periodo di affidamento che precede la pratica dell'adozione. La cadenza con la quale viene distribuito questo assegno, avviene su base annuale per i primi 12 mesi di vita del bambino in questione. A precisare ciò, è il sito ufficiale dell'Inps, in una nota riportata fedelmente sul tema:

 L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Gli incentivi che vengono rilasciati con una certa frequenza, infatti, mirano fortemente all'aiuto di numerose categorie di persone. Le famiglie, in particolar modo quelle impegnate al mantenimento di figli appena nati o di tenera età, hanno un trattamento di riserva. Il bonus bebè, benché comprenda una larga scala di fruitori, è l'ennesima dimostrazione di un simile riguardo.

Tuttavia, oltre a capire a quanto corrisponderà l'importo versato, molti utenti si sono legittimamente domandati quando verrà erogato il bonus. Per ogni interrogativo di questo tipo, è lo stesso organo competente a fare chiarezza.

Ovviamente, bisogna pur sempre tenere conto del fatto che potrebbero esserci dei ritardi, considerando il fatto che il periodo attuale potrebbe inevitabilmente portare a qualche rallentamento nelle procedure. Ebbene, consultando il calendario dell'Inps si può trovare una risposta. Ma prima di procedere, consigliamo la visione di un contenuto appositamente pubblicato dal canale di Mondo Pensioni, una vera e propria autorità del settore.

Bonus bebè: cos'è e in cosa consiste

Il bonus bebè, come anticipato nel paragrafo precedente, consiste in un incentivo destinato a tutte quelle famiglie che hanno nel loro nucleo un figlio appena nato, un figlio adottivo oppure un figlio in affidamento, che poi diverrà parte integrante di un regolare processo di adozione. Questo incentivo, in termini tecnici, è noto agli esperti con l'appellativo di "assegno di natalità".

Coloro che usufruiscono di questo bonus, hanno diritto ad un importo strettamente collegato al reddito complessivo della famiglia richiedente. Questa, è una prassi per quasi qualsiasi tipo di incentivo che viene richiesto. Oltretutto, dettaglio spesso non menzionato, non riguardo solo ed esclusivamente un figlio.

Per ogni figlio facente parte del nucleo in questione, l'importo subisce un incremento corrispondente al 20%. A sottolineare questo aspetto, è il sito di Ti Consiglio, con un contenuto redatto appositamente per informare i lettori sull'argomento. Citando quanto segue nel virgolettato estratto dal sito:

I beneficiari hanno diritto ad un contributo economico che varia in base all’ISEE, da 80 euro a 160 euro al mese per un anno in caso di primo figlio. Incrementa del 20% per ogni figlio successivo.

Come evidenzia lo stesso sito, la domanda di erogazione può essere effettuata anche per via telematica. Questa procedura, è stata adottata a più riprese a causa della situazione in corso. Evitare gli assembramenti davanti ai centri adibiti a tali funzioni, infatti, è sempre stata una priorità delle strutture competenti.

Per eventuali informazioni, dunque, è lo stesso centro abilitato a fornire i dettagli necessari. La somma di denaro presa in considerazione, erogata dall'Inps, è destinata per un periodo di validità che intercorre per la durata di tutto l'anno corrente.

Il che comporta una validità di avvenimenti in grado di protrarsi lungo tutto il 2021. Ciò riguarda nascite, adozioni e periodi pre-adottivi. Nel prossimo paragrafo, avremo modo di capire a chi è destinato questo compenso, andando ad approfondire ulteriormente la tematica trattata. 

Bonus bebè: a chi è destinato? Vediamolo insieme!

Il bonus bebè, benché sia destinato ad una determinata categoria di persone, presenta dei requisiti di accesso talmente estesi che è possibile poterne usufruire su larga scala. Infatti, questo speciale assegno è destinato a tutte quelle famiglie che presentano nel loro nucleo un figlio appena nato, uno adottato e uno in affidamento che passerà in un secondo momento all'interno dello status di adozione.

Precedentemente, si è fatta menzione delle fasce di reddito, le quali hanno comportato una suddivisione iniziale. Tuttavia, come evidenzia anche il sito di Fiscomania, questa distinzione è venuta meno. La cosiddetta "Legge di Bilancio" emersa nel periodo finale dello scorso 2020, ha fatto sì che questo bonus per le famiglie venisse prorogato per tutta la durata del 2021.

Questo, a prescindere dal proprio reddito. Di conseguenza, l'estensione è stata generale per tutti i nuclei formati dalla struttura già citata precedentemente. A poter beneficiare di questo bonus, alla luce di questa estensione, è un largo numero di famiglie. Ovviamente, nonostante il reddito non sia più una priorità, non presentare l'Isee comporterebbe alla corrispondenza dell'importo minimo garantito, corrispondente alla cifra di 960 euro.

In caso di presentazione del documento in un momento successivo, la cifra aggiuntiva potrebbe venire integrata nell'importo successivo. Questa misura di natura economica, a livello specifico, è prevista solo ed esclusivamente per tutti i figli di cittadini italiani. In alternativa, vengono coinvolti anche i figli provenienti da un Paese facente parte dell'aggregato dell'Unione Europea.

Menzione speciale anche per coloro che presentano un regolare permesso di soggiorno all'interno dell'Unione Europea. Come si può facilmente intuire, dunque, la nuova partizione rende i requisiti di reddito meno incisivi, benché l'importo possa comunque salire a seconda della propria fascia di appartenenza. Nel prossimo paragrafo, avremo modo di capire finalmente quando verrà erogato il pagamento del bonus.

Bonus bebè: quando verrà pagato? Ecco la risposta!

Ogni incentivo di natura economica, così come il bonus bebè, ha una propria data specifica nella quale viene erogato dagli enti competenti al sostegno monetario dei cittadini. L'Inps, in ogni occasione, rilascia un calendario di tutti i pagamenti che si verificano all'interno di un determinato periodo mensile.

Consultando con maggiore attenzione questo fascicolo, a sostegno di quanto viene riportato dal sito di The Italian Times, il termine di pagamento è già attivo da qualche giorno. Infatti, la fascia ufficiale di rilascio del denaro destinato a questo incentivo, corrisponde al periodo che intercorre dal 10 al 18 giugno. Questo, per quanto riguarda gli importi destinati al mese di maggio.

Con il mese di giugno destinato a terminare a breve, di conseguenza, la fascia potrebbe mantenersi quella delle prime due settimane del mese successivo. Nel calendario, oltre alle date, viene anche fatta menzione dell'importo destinato in base alle fasce di reddito presentate dalle famiglie con una documentazione Isee apposita.

Per esempio, le famiglie con un Isee inferiore al valore di 7000 come reddito, arrivano a percepire 160 euro al mese per figlio. In caso di un secondo figlio, come ricordiamo, la cifra in questione arriva ad un incremento pari al 20%. Questo, in modo tale da poter agevolare ulteriormente tutte quelle famiglie che hanno più di un figlio all'interno del proprio complesso.

Bonus bebè: ecco come fare domanda!

Presentare la richiesta per il bonus bebè, richiede la stessa e identica procedura applicata in precedenza per altri incentivi. Qualche mese fa, infatti, è stato creato un sistema di invio di domande che funziona tramite un sistema telematico. La piattaforma in questione, è indispensabile anche per poter gestire con efficacia tutta la documentazione utile all'incentivo.

Stando a quanto viene riportato sul sito di Edotto, la richiesta va presentata una sola volta per ogni figlio al quale si vuole attribuire il bonus. Presumibilmente per motivi dovuti alla sicurezza generale, sarà possibile presentare la domanda solamente online. Alla luce di quanto detto, esistono tre differenti modalità di invio della domanda apposita.

La prima, quella più agevole, riguarda l'accesso al portale adibito per la richiesta, con conseguente inserimento del proprio codice pin. Altri documenti alternativi, eventualmente, sono l'identità digitale, e una CNS, acronimo di Carta Nazionale dei Servizi. In alternativa, ci si può rivolgere ad un numero di telefono apposito, il quale fungerà da assistenza costante durante il processo di richiesta.

La terza e ultima soluzione, quella finale, prende in considerazione il prezioso intervento dei patronati. Il termine utile per presentare tale richiesta, corrisponde ai giorni prima della fine del mese precedente al compimento del primo anno di età. Per adozioni o affidamenti, il termine finale è di 90 giorni dopo la data del 3 marzo, vale a dire la data corrispondente al proclamo ufficiale. 

Bonus bebè: il dubbio sull'assegno unico

Sul web, negli ultimi giorni, sono emersi dei dubbi riguardanti il bonus bebè. Infatti, molti utenti si sono chiesti se l'assegno unico venga corrisposto anche a coloro che usufruiscono dell'incentivo in questione. Ebbene, la risposta è stata fornita da numerosi portali appartenenti al settore informativo.

La domanda riguardante l'assegno unico, che avrà inizio a breve, potrà essere presentata anche a coloro che usufruiscono di alcuni incentivi destinati all'aiuto delle famiglie. Tra cui, il bonus bebè di cui si è parlato lungo il corso di questo articolo.

La misura in questione, ricordiamo, è stato un intervento volto ad aiutare tutte quelle famiglie con uno o più figli a carico, consapevoli del fatto che il periodo attuale non sia propriamente agevole per determinate categorie di persone. Ed è anche per questo motivo, che i requisiti relativi al reddito non hanno totalmente cessato di avere un ruolo ben delineato all'interno della distribuzione di questo denaro destinato agli incentivi.