Il Decreto Sostegni bis, approvato dal Consiglio dei Ministri pochi giorni, fa ha rinnovato le misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno alle famiglie destinate al pagamento delle utenze domestiche e al pagamento dei canoni di affitto.

All’interno di un provvedimento da 40 miliardi hanno trovato spazio 500 milioni di Euro da destinare ai Comuni italiani, i quali avranno il compito di erogarli in forma di bonus ai nuclei familiari che mostrano maggiori difficoltà economiche.

Il meccanismo di funzionamento dei bonus spesa rimane lo stesso disposto dal precedente DL Sostegni. Agli enti territoriali viene lasciata grande autonomia nella scelta dei requisiti che le famiglie dovranno possedere per  accedere ai bonus per l’acquisto dei beni di prima necessità.

Vediamo i dettagli del provvedimento.

Dal Sostegni bis i Buoni spesa per le famiglie in difficoltà

Nonostante i peggiori momenti della crisi epidemiologica pare si stiano finalmente allontanando, e le restrizioni sanitarie si stiano progressivamente allentando, lasciando intravedere una ripresa delle attività, moltissime famiglie continuano a vivere condizioni di evidente difficoltà economica.

Ne dà una prova il Rapporto ‘Gli italiani e il lavoro dopo la grande emergenza’, presentato il 28 aprile 2021 dalla Fondazione Studi Consulenti del lavoro.

Nel mese di aprile, una platea di 1,8 milioni di occupati non hanno ancora ripreso l’attività lavorativa a regime, e circa un milione di lavoratori, fra autonomi e dipendenti, è convinto che nei prossimi mesi perderà il proprio lavoro.

A questi numeri si aggiungono altri 2,6 milioni di lavoratori che con lo sblocco dei licenziamenti vedono a forte rischio il proprio futuro occupazionale.

Il Rapporto continua sulle capacità economiche delle famiglie di arrivare a fine mese: oltre la metà degli italiani ammette di avere difficoltà a raggiungerla. E ancora, il 16,7% è stato costretto a ridurre gli acquisti di beni di prima necessità.

Numeri sicuramente poco confortanti, che nonostante i timidi cenni di ripresa della vita economica, si concretizzano in stanchezza e preoccupazione per le incognite del prossimo futuro.

Il Decreto Sostegni bis dovrebbe allora inserirsi in questa scia di ansie che stanno segnando pesantemente le famiglie italiane. Le parole del Premier, Mario Draghi, estrapolate da un recente confronto con Gianni Letta, questo non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli, sintetizzano le intenzioni del Governo a incrociare le urgenti necessità delle famiglie che ancora non riescono a risollevarsi dalle conseguenze della pandemia.

Sono state infatti rinnovate molte misure di sostegno al reddito già collaudate nei mesi passati. Alcune di queste sono tuttora operative in alcuni Comuni italiani.

I buoni spesa, anche se ormai in esaurimento, ancora oggi, presso alcuni enti locali è possibile richiederli beneficiando delle risorse stanziate dal primo Sostegni.

Ma come funzioneranno i nuovi buoni spesa?

I nuovi Bonus per spesa, bollette e affitti erogati dai Comuni

Il Governo Draghi ha approvato nel Sostegni bis il rinnovo delle misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno per il pagamento di bollette e canoni di locazione.

Nello stato di previsione del Ministro dell’Interno è stato istituito, per l’anno 2021, un fondo di 500 milioni di Euro che entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto, ovvero dal 26 maggio, saranno ripartiti ai Comuni secondo due criteri.

  • Una quota pari a 250 milioni di Euro (il 50% del totale) verrà ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune.
  • La restante quota del 50%, pari a 250 milioni, verrà ripartita in base alla distanza fra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

In ogni caso, il contributo spettante a ciascun Comune non può essere inferiore a 600 Euro.

Come funzionano i buoni spesa, i bonus affitto e bollette del Sostegni Bis

I buoni potranno essere utilizzati, nelle modalità previste da ogni singolo Comune, per l’acquisto di beni e il pagamento delle utenze domestiche dai residenti nel territorio comunale.

Gli importi erogati dai Comuni sono commisurati alla composizione dei nuclei familiari. Per i fondi stanziati dal primo Sostegni, gli enti locali erogavano ai residenti quote comprese dal minimo di 100 Euro, per nuclei composti da una sola persona, al massimo di 700 Euro per le famiglie numerose con figli a carico.

Generalmente i buoni spesa vengono erogati tramite carte prepagate, voucher o ricarica su codice fiscale, e possono essere spesi presso i negozi e i supermercati convenzionati che ogni Comune indicherà in apposito elenco.

È possibile acquistare beni alimentari freschi e confezionati che non siano prodotti di alta gastronomia. Sono escluse le bevande alcoliche e tutte le voci che non rientrano fra gli articoli di prima necessità, mentre sono ammessi acquisti di articoli per l’infanzia e prodotti per l’igiene della casa, articoli di parafarmacia e medicinali senza obbligo di ricetta.

In ogni caso non è prevista la conversione in denaro contante del buono spesa, nemmeno sotto forma di resto in sede di acquisto dei beni.

I contributi per il pagamento del canone di locazione, solitamente, sono legati alla pubblicazione di bandi indetti dai singoli Comuni. I fondi stanziati a questo scopo saranno erogati pertanto alle famiglie sulla base delle graduatorie definite secondo parametri che tengono conto della situazione reddituale, e di quanto quest'ultima siano stata compromessa dalla situazione emergenziale.

Come richiedere i buoni spesa e i contributi per affitto e bollette

Come per le precedenti misure, la scelta dei criteri di accesso ai buoni spesa e le modalità della loro distribuzione sono lasciate all’iniziativa degli enti locali. I Comuni potranno dunque scegliere se adottare le passate modalità oppure modificarle o adottarne nuove al fine di estendere la platea dei beneficiari.

In genere, per tutti i Comuni, il primario criterio di accesso si basa sul valore dell’Isee in corso di validità inferiore a 10 mila Euro. A questa prima soglia di accesso, possono essere aggiunti punteggi che fanno riferimento alla presenza all’interno del nucleo familiare di componenti minori o disabili, o che hanno perso il lavoro a seguito dell’emergenza sanitaria, o ancora che non beneficiano di altre forme di sostegno come il Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza, o il Reddito di Emergenza.

I buoni spesa e i contributi per bollette e affitto sono cumulabili con altre misure di sostegno al reddito.

È bene ricordare come ogni Comune ha la facoltà di scegliere liberamente i criteri di accesso alle misure di sostegno, le modalità di erogazione dei bonus spesa e i loro importi commisurati sulla composizione dei nuclei familiari.

Quanto è stato indicato poco sopra, fa riferimento ai buoni spesa finanziati dal primo Sostegni e alla linea operativa adottata da grande parte dei Comuni italiani.

Per avere tutte le informazioni specifiche necessarie ad accedere ai prossimi bonus spesa è opportuno consultare il sito web del proprio Comune di residenza. Le domande possono essere inoltrate on line.

Secondo quanto disposto dal DL Sostegni Bis, i 500 milioni di Euro stanziati saranno ripartiti ai Comuni, secondo i criteri visti sopra, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL. Indicativamente, dunque, a partire da fine giugno 2021, tutti i Comuni italiani dovrebbero essere in grado di definire e di pubblicare le modalità di accesso ai bonus spesa e ai contributi per il pagamento di bollette e canoni di affitto.