Il Decreto Sostegni Bis ha dato ampio spazio a ipotesi e ribaltamenti, dato che è stato approvato in un tempo decisamente più lungo del previsto ed ha portato anche una serie di novità rispetto a quanto atteso nelle bozze. Novità positive, è vero, ma anche novità decisamente più impegnative da digerire per le famiglie italiane.

In particolare, facciamo chiarezza sulle date da “matita rossa” da cerchiare sul calendario relative al mese di giugno (e di luglio). Su alcuni aspetti c’è in realtà da avere ancora un po’ di pazienza, si spera poca, mentre su altri ci sono incertezze non solo temporali, ma anche legate al contenuto ed alle modalità.

Il Reddito di Emergenza è sicuramente una delle questioni, così come altri bonus previsti proprio dal Sostegni Bis. Novità meno esaltanti invece sul fronte cartelle esattoriali ed assegno unico. Laddove è possibile proviamo a dare una tempistica ed una rinfrescata al contenuto del Decreto rispetto a questi temi, tenendo conto che potrebbero arrivare a breve novità importanti grazie alle tanto attese circolari attuative (da INPS e Agenzia delle Entrate) che chiariranno modalità, tempi e criteri.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo il canale “Redazione The Wam”. Troverai contenuti nuovi ogni giorno con tutte le novità per quanto riguarda i bonus, le misure di sostegno e le tempistiche da parte degli enti preposti all’erogazione. In particolare, in questo video è stato affrontato proprio il tema delle scadenze imminenti:

Reddito di Emergenza 2021: date ancora da definire

Per quanto riguarda il Reddito di Emergenza, il Decreto Sostegni Bis ha portato ottime notizie per i percettori: ben quattro mensilità a fronte delle due preventivate nelle bozze. 

Un aumento di mensilità, praticamente un raddoppio, che di certo fa bene alle tasche degli italiani. Il Reddito di Emergenza, come il termine stesso fa ben intuire, è stato pensato proprio per la fase emergenziale (lo stato di emergenza, tra l’altro, durerà fino a fine luglio) e per sostenere quelle famiglie che più hanno accusato le conseguenze dei vari lockdown e chiusure in base ai colori delle regioni.

Al momento però non ci sono date. Non si sa ancora quando verrà erogato il Reddito di Emergenza, ma al momento è noto solo che sarà necessario presentare di nuovo la domanda, dunque non ci sarà erogazione automatica. Notizia non particolarmente rilevante, se non fosse che con le mensilità previste dal Decreto Sostegni le tempistiche si sono allungate di molto e la previsione di un meccanismo automatico avrebbe certamente aiutato a velocizzare.

Se si dovesse procedere con tempistiche simili alle altre volte, probabilmente vedremmo l’erogazione del sostegno a partire da un mese rispetto a quando il Decreto è stato approvato. Ricordiamo che esso è entrato in vigore il 25 maggio (in Gazzetta Ufficiale) e dunque ci si aspetta che per fine giugno qualcosa si muova su questo fronte.

Reddito di Emergenza e bonus stagionali: compatibilità

Ricordiamo che il Reddito di Emergenza è incompatibile con le seguenti misure:

  • le indennità Covid-19;
  • le prestazioni pensionistiche, dirette o indirette, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e dei trattamenti di invalidità civile;
  • i redditi da lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo;
  • con il Reddito e la Pensione di cittadinanza percepito al momento della domanda.

Quindi attenzione alla incompatibilità tra Reddito di Emergenza 2021 e bonus stagionali 2021: se percepiti in anni diversi, sono in realtà compatibili, se percepiti lo stesso anno naturalmente no.

Dunque è chiaro che chi fa domanda per il Reddito di Emergenza del Decreto Sostegni o del Decreto Sostegni Bis non può farlo anche per i bonus stagionali (e viceversa), ma se invece ha percepito un bonus una tantum per i lavoratori stagionali nel 2020 e, per ipotesi, ora non rientra più nei requisiti, può fare domanda per il REm.

Bonus stagionali 1600 euro: tempi e contratto di lavoro

Il bonus ai lavoratori stagionali è stato riconfermato nel Decreto Sostegni Bis, ma purtroppo è calato l’importo una tantum: “solo” 1600 euro.

Il motivo è che esso fa riferimento a due mensilità (in teoria giugno e luglio) e non più a tre, come avvenuto con il Decreto precedente (2400 euro per marzo, aprile e maggio). Una riduzione significativa, soprattutto considerando che parliamo di categorie estremamente colpite dal periodo pandemico.

Ecco chi può farne richiesta:

  • lavoratori impiegati nel settore stagionali, nonché somministrazione dei settori del turismo e anche degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dipendenti stagionali che non appartengono al comparto del turismo, nonché degli stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti;
  • lavoratori autonomi impiegati in lavori occasionali;
  • lavoratori impiegati alle vendite a domicilio;
  • lavoratori impiegati nel comparto del turismo, nonché degli stabilimenti termali con contratto di lavoro a tempo determinato;
  • lavoratori impiegati nel settore dello spettacolo.

Per quanto riguarda i tempi c’è poco da dire, purtroppo, perché anche in questo caso mancano ancora le informazioni da parte dell’INPS. C’è anche chi non ha ancora ottenuto l’indennità dei 2400 euro della tornata precedente, dunque anche in questo caso c’è da avere pazienza.

Per quanto riguarda invece il contratto di lavoro c’è una specifica da fare: per fortuna, molti si stanno preoccupando delle tempistiche del bonus rispetto ad un nuovo contratto di lavoro. Per fortuna, perché ovviamente significa che in tanti stanno ripartendo dal punto di vista lavorativo e stanno approfittando di questi tempi di riaperture. Il dubbio è però quello di non poter poi più avere accesso al bonus 1600.

A fare fede sarà semplicemente la data: chi non ha un contratto di lavoro firmato al 25 maggio 2021, data di entrata in vigore del Decreto Sostegni, avrà diritto al bonus 1600 euro (fermo restando gli altri criteri, naturalmente).

Cartelle esattoriali: luglio da paura

Sul fronte cartelle esattoriali gli aggiornamenti non sono esattamente quelli sperati: ad oggi non c’è alcuna smentita e dunque ci si può aspettare che l’Agenzia delle entrate ritorni attiva a partire dal 31 luglio.

Questa è la data, infatti, di scadenza del mese di tolleranza, in quanto al 30 giugno scade il “congelamento” dei pagamenti dovuti (ne abbiamo parlato qui). Determinati pagamenti nei confronti della Pubblica Amministrazione erano stati sospesi ormai mesi fa e poi via via rimandati, ma prima o poi è chiaro che si arriverà ad uno stop di questo meccanismo.

La lamentela che molti soggetti stanno ora rivolgendo al Governo è quella della mancanza di una certa gradualità: sospendere da un giorno all’altro questo congelamento significherebbe richiedere a soggetti privati ed imprese di pagare di colpo tutti gli arretrati, se così vogliamo chiamarli.

Considerando che molte attività hanno anche rischiato o rischiano tutt’ora di non riuscire a riaprire, una misura che preveda una certa gradualità è d’obbligo.

Questa possibile gradualità potrebbe essere prevista grazie ad un intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che entro la fine del mese dovrebbe esporsi su quali saranno i pagamenti ulteriormente posticipati o dilazionati e quali invece saranno dovuti.

Assegno unico: tutto tace, che si fa?

Tutto tace sul fronte assegno unico. Quando si è insediato il Governo Draghi sembrava che questa misura fosse imminente, era molto calda ed accendeva il dibattito pubblico. Si tratta di un assegno unico per tutte quelle misure di aiuto ai nuclei familiari, in modo da semplificare l’iter di domanda ed anche l’ottenimento.

Si tratta di una delle misure che hanno l’obiettivo di snellire il sistema e ridurre le tempistiche e le problematiche burocratiche, ma l’incognita resta: quando verrà approvata?

La data caldeggiata dal Governo fino ad alcune settimane fa era il 1° luglio, ma è poi arrivata la smentita ed il tutto è stato rimandato al 1° gennaio 2022. Ad ora non ci sono certezze, ma sembra che si possa andare verso una serie di cosiddette “misure ponte”, per permettere un passaggio graduale dagli attuali bonus per le famiglie a ciò che sarà l’assegno unico.

Misure ponte che dovrebbero aiutare soprattutto quei nuclei che, con l’avvento dell’assegno unico, vedrebbero ridursi notevolmente gli importi in entrata. Vedremo come e quando saranno approvate, l’unica certezza è che dal Governo hanno via via raffreddato la questione mettendola da parte, almeno per ora, ma non ci si può certo permettere di arrivare a fine anno ancora a ridosso.

Il tempismo è certamente rilevante per le famiglie, ma anche per la credibilità e l’efficacia di queste misure. Tante date a cui stare attenti, quindi, ma poche certe. L’invito è quello di rimanere aggiornati e di leggere, qui sul portale, tutti gli aggiornamenti che tempestivamente verranno dati su questi fronti.