Con il bonus casa è necessario stare attenti. Il legislatore ha provveduto a rafforzare i vincoli di autentificazione, facendo diventare le regole retroattive. A finire nell'occhio del ciclone è il Decreto Legge n. 157 dell'11 novembre 2021, che ha lo scopo di contrastare, attraverso una serie di misure molto severe, le frodi. L'intento è quello di frenare l'attività dei furbetti della ristrutturazione, il cui scopo è quello di trarre profitto attraverso delle frodi del credito fiscale sui lavori edilizi.

Il Governo guidato da Mario Draghi gioca dura e ha provveduto a rafforzare i vincoli di autenticazione e di asseverazione per i bonus casa. Ma non basta, per non lasciare nulla al caso, i nuovi vincoli avranno effetto retrattivo. Il rischio è quello di ritrovarsi nella sfortunata situazione di non avere più la possibilità di ottenere le agevolazioni, nemmeno per le opere che siano già state avviate o che siano in fase di ultimazione. In altre parole il contribuente, che avesse intenzione di beneficiare del bonus casa, potrebbe sentirsi completamente beffato, dato che dovrà sostenere i costi di quanti vogliano beneficiare della misura, ma senza ottenerne i benefici. Solo per avere un'idea, dobbiamo ricordare che è necessario mettere mano al portafoglio per pagare i visti di conformità ed i certificati di asseverazione: stiamo parlando dei cosiddetti documenti che devono essere rilasciati da un professionista o da una società specializzata, che hanno lo scopo di certificare che si sia in possesso dei requisiti necessati per poter accedere alle detrazioni previste per il bonus casa.

Bonus casa: i lavori già iniziati!

Uno dei problemi più ostici da affrontare è quello relativo alle opere edilizie, che sono già state cominciate o siano in fase di ultimazione. Nel momento in cui questi lavori vennero avviati, non erano soggetti ad alcuni adempimenti che sono stati introdotti con il nuovo decreto e che hanno lo scopo di evitare le frodi sul bonus casa. Con ogni probabilità i costi di questi progetti dovranno essere revisionati.

Stando a quanto riporta il quotidiano ItaliaOggi, questo obbligo di revisione dei costi, potrebbe causare non pochi disagi soprattutto nei confronti di quei beneficiari, che avevano cercato di calcolare fino all'ultimo centesimo tutti i lavori che avevano intenzione di effettuare, in modo da riuscirli a sostenere, economicamente parlando. Se i costi dovessero aumentare, come è facile che sia, potrebbe essere un problema non da poco per i diretti interessati. E' soprattutto quello che può essere battezzato come il richiamo dei bonifici, che potrebbe costituire un vero e proprio impatto finanziario e che potrebbe bloccare i lavori. E' necessario, poi, tenere nella giusta considerazione anche quello che potrebbe essere a tutti gli effetti l'impatto amministrativo: stiamo parlando di una serie di incartamenti da produrre, che potrebbero arrivare a rallentare i lavori.

Bonus casa: i lavori interessati dalla nuova norma!

Le norme introdotte dal Decreto Legge n. 157 coinvolgono i lavori in corso, ma anche tutti quelli che sono stati avviati dal 12 novembre 2021 in poi. D'ora in poi sarà necessario ottenere l'asseverazione dei costi ed il visto di conformità. Nel caso in cui dovesse mancare qualcosa, le procedure non potranno andare avanti.

Sicuramente adeguarsi alle nuove norme non sarà facile, anche perché il modello di accesso sul sito dell'Agenzia delle Entrate è stato cambiato ed i contribuenti si devono abituare alle novità. In attesa di capire come funzionerà potrebbe essere necessario rivolgersi ad un Caf, che per il momento risulta essere un ente abilitato a trasmettere la documentazione del bonus casa.

Truffe per 950 milioni di euro!

Sostanzialmente quali sono le motivazioni che stanno dietro a questo importante Decreto Legge, che ha lo scopo di porre una sorta di freno al bonus casa? A dare una risposta a questa domanda ci ha pensato indirettamente Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, che ha fornito una cifra precisa: 950 milini di euro. E' l'ammontare delle presunte truffe che orbitano intorno al bonus casa. Numeri alti, che hanno portato la stessa Agenzia delle Entrate a bloccare la piattaforma telematica per l'invio delle comunicazioni di cessione e che adesso, comunque, è ripartita con le nuove regole.

Christian Dominici, commercialista titolare dell’omonimo studio specializzato in cessione di crediti tributarie, intervistato dal Corriere della Sera, spiega:

Anche con la ripartenza, la piattaforma servirebbe a poco in questa fase e il suo utilizzo sarebbe molto rischioso. Il decreto Rilancio obbligava al visto di conformità solo chi cedeva il credito con il Superbonus, mentre con il nuovo decreto legge l’obbligo si estende in caso di Superbonus anche a chi chiede direttamente il rimborso fiscale (il caso però è molto raro, ndr) ma soprattutto anche a chi cede il credito per le altre agevolazioni, comportando una dilatazione dei tempi e un aumento dei costi. Il decreto prevede anche la redazione di un listino unico delle opere valido per tutta Italia. A parte il fatto che i costi nei centri storici sono più elevati che nei comuni più piccoli, il problema è che questo listino sarà reso noto un mese dopo la conversione in legge del decreto, quindi a essere ottimisti ai primi di febbraio 2022.