Il 2021 è stato un anno importante per il mondo dell’edilizia, con le molte agevolazioni ristrutturazione messe a disposizione dal Governo e gestite dall’Agenzia delle Entrate che hanno dato una spinta notevole al settore.

Tuttavia, alcuni dei bonus offerti per gli interventi di ristrutturazione potrebbero non essere rinnovati o essere ridotti di importo nel 2022.

Certo per questi incentivi una tappa importante in cui si decide vita e morte dei bonus sono sempre le emanazioni delle Leggi di Bilancio, approvate alla fine di ogni anno. Tuttavia, se non si interverrà in questo senso con la Manovra di Bilancio 2022, a fine anno tra i contributi a rischio potremmo vedere il bonus casa, cioè la possibilità di uno sconto del 50% su tutte le ristrutturazioni edilizie. 

Questo contributo è infatti attivo da tempo, ma la percentuale di detrazione stabile è fissata al 36% ed è stata elevata al 50% solo fino al 31 dicembre 2021, salvo proroghe di cui al momento non si parla nemmeno.

Sorte ancora peggiore potrebbe toccare al bonus facciate, che ammette una detrazione del 90%, ma che è formalmente attivo fino a fine anno, termine dopo il quale se non si interverrà con il rinnovo il contributo non esisterà più.

Più fortunato invece il Superbonus 110%, poiché la proroga almeno fino al 2023 è stata promessa da Draghi in persona e si sta già lavorando in questo senso.

Partendo dal bonus casa vediamo cosa potrebbe accadere ai vari bonus ristrutturazione 2021.

Bonus casa, detrazione al 50% solo fine a fine anno!

Delle agevolazioni ristrutturazione il bonus casa non è certo quello che offre gli importi maggiori, ma è quello più facile da ottenere e con il maggior numero di spese ammesse.

Entro al 31 dicembre 2021 infatti tutti gli interventi realizzati potranno godere di uno sconto del 50%, fino al massimo di 96.000 euro. Per quest’anno infatti la detrazione è stata ampliata, poiché la normativa base del bonus casa prevede solo uno sconto del 36% e fino al tetto limite di 48.000 euro.

A dirla tutta, non sappiamo neanche se per il 2022 si potranno continuare ad utilizzare come opzioni di fruizione del bonus casa lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Per adesso prima del 2020 il bonus casa era utilizzabile solo con la detrazione Irpef in dieci anni. Ovvero anticipando le spese e poi chiedendo la restituzione della detrazione spettante come sconto sulle tasse da pagare. Il Decreto Rilancio ha però modificato la normativa e così per i cinque mesi che restano, almeno fino al 31 dicembre 2021, il bonus casa ammette anche le due più comode opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

Con lo sconto in fattura sarà la ditta che effettuerà le ristrutturazioni ad anticipare la metà delle spese e poi chiedere la restituzione della somma con un credito d’imposta.

La cessione del credito è invece spiegata in modo più dettagliato e con competenze tecniche maggiori delle nostre nel video YouTube di Vincenzo Madera:

  

Quali sono le spese ammesse dal bonus casa?

Per quanto riguarda le spese ammesse dal bonus casa, questa come si è detto è l’agevolazione più generica che comprende tutti i lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo. 

Ad ogni modo, l’elenco completo delle spese detraibili con questo incentivo è descritto nella guida fornita dall’Agenzia delle Entrate.

Per avere diritto a questa agevolazione però è d’obbligo che le spese siano pagate con sistemi tracciabili di pagamento, come il bonifico, non sono cioè ammessi assegni e contanti. Il bonifico inoltre deve essere effettuato specificando nella causale sia il codice fiscale di chi paga che CF o PartIta Iva di chi riceve il bonifico.

Ancora, chi voglia usufruire del bonus casa con detrazione Irpef, dovrà indicare le spese nella dichiarerei redditi con le relative informazioni catastali sull’immobile per cui si richiede il beneficio.

Bonus casa e bonus ristrutturazione al 75%, cosa c’è di vero?

Stando alla normativa attuale, salvo proroghe e rinnovi, il bonus casa sarà fruibile con una detrazione al 50% solo fino alla fine dell’anno, si è però anche molto parlato dell’introduzione di un bonus ristrutturazione al 75%. Un incentivo unico con una detrazione al 75% che inglobi tutti i bonus ora esistenti, come bonus casa e bonus facciate.

In questo caso per il bonus casa la notizia sarebbe positiva poiché vorrebbe dire un innalzamento dello sconto per i lavori ammessi, che salirebbe al 75%. Ma cosa c’è di vero in questa voce che circola? 

In effetti, se al momento su una eventuale riforma dei bonus dell’Agenzia delle Entrate non si è ancora intervenuto, la proposta di accorpare tutte le agevolazioni edilizie sotto il bonus ristrutturazione 75% è stata presentata per iscritto il 27 aprile 2021 da Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato, tramite un Atto di Sindacato ispettivo.

Il documento si sofferma proprio sui benefici che avrebbe il bonus casa, la cui percentuale di sconto salirebbe al 75%.

Inoltre, che molto presto un bonus ristrutturazione unico possa essere introdotto non è da escludere se guardiamo quanto già successo ai bonus INPS.

In Italia la maggioranza degli incentivi è gestito infatti da due organi principali che sono l’INPS e l’Agenzia delle Entrate.

Da subito Draghi parlando di bonus in genere aveva evidenziato come in Italia c’è ne siano troppi, questo rende il meccanismo burocratico di assegnazione ed erogazione degli stessi lento e costoso. Perché i contribuenti sono costretti ad inviare tante richieste quanti sono i bonus, mentre l’organo competente di verifica, sia esso l’Agenzia o l’INPS, praticamente analizza un’infinità di volte i dati relativi allo stesso richiedente.

Allo scopo di semplificare la gestione dei bonus si è scelto di partire da una riforma dei bonus famiglia INPS, che consiste nella creazione di un unico bonus, l’Assegno Unico per i figli, il quale a partire dal 2022 ingloberà tutti gli altri incentivi.

Quindi, è molto semplice immaginare che tale riforma coinvolga presto anche le agevolazioni gestite dall’Agenzia delle Entrate, con la creazione in un incentivo unico: il bonus ristrutturazione 75%.

Ovviamente, non ci sono ancora i tempi e una proposta di questo tipo potrebbe slittare con facilità al 2023, così da aspettare anche la fine del Superbonus 110%.

Bonus Casa e Bonus facciate per ristrutturare interni ed esterni a spese dello Stato

Se il bonus ristrutturazione 75% dovesse essere introdotto il bonus casa aumenterebbe notevolmente la percentuale di sconto offerto, ma al contrario altri incentivi come il bonus facciate vedrebbero una riduzione cospicua delle somme erogate.

Al momento il bonus facciate è attivo fino al 31 dicembre 2021 e consente di avere uno sconto pari al 90% su ogni tipo di intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione delle pareti esterne di un edificio. Parliamo cioè di lavori su superfici opache, balconi e grondaie, ma non c’è la possibilità di cambiare gli infissi con il bonus facciate.

Il contributo è fruibile con detrazione Irpef in cinque anni, sconto in fattura e cessione del credito.

Si ricordi comunque che i vari bonus gestiti dall’Agenzia sono sempre cumulabili se non si chiede il beneficio per lo stesso intervento. In parole povere si può usufruire allo stesso tempo del bonus facciate, per rifare le pareti esterne, e del bonus casa per ristrutturare gli interni.

Superbonus 110%, possibilità di lavori a costo zero fino al 2023

Certo l’agevolazione ristrutturazione più popolare in assoluto è il Superbonus 110%, poiché la copertura dei costi da parte dello Stato è totale.

Tuttavia, per quanto vantaggioso il Superbonus 110% è anche molto difficile da ottenere e ammette un numero ristretto di intervento edilizi.

Questo contributo dovrebbe essere salvo almeno fino al 2023, poiché come dichiarato nel PNRR esso sarà prorogato fino a tale data. Proroga che Draghi ha annunciato avverrà per tutti i tipi di immobile con la Legge di Bilancio 2022.

Il Superbonus 110% ha un funzionamento complesso, sintetizzando possiamo dire che esso prevede la possibilità di realizzare degli interventi trainanti, cioè interventi principali, a costo zero, di cui fanno parte: la realizzazione di un cappotto termico almeno sul 25% della struttura dell’edificio; il sismabonus, cioè gli interventi di adeguamento sismico; la sostituzione degli impianti invernali di climatizzazione.

Realizzato uno dei lavori trainanti, ci sarà anche l’opportunità di effettuare a costo zero dei lavori aggiuntivi (lavori trainati), ad esempio abbattere le barriere architettoniche, installare impianti fotovoltaici e pannelli solari, cambiare gli infissi, installare stazioni di ricarica per veicoli elettrici etc.

Il Superbonus 110% può essere usato con una detrazione Irpef in cinque anni e con le più comode opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

Anche in questo caso vige l’assoluta compatibilità con il bonus casa, sempre se non richiesto per lo stesso intervento coperto dal Superbonus 110%.

Bonus verde, per una ristrutturazione completa anche di giardini e terrazzi

Ma la ristrutturazione degli immobili prevede un finanziamento statale anche se si tratta delle aree scoperte, come terrazzi e giardini.

Il bonus verde offre infatti una detrazione del 36% dei costi, fino a 1.800 euro, sostenuti per il rinnovo, la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione di giardini e terrazzi.

Tra le spese ammesse dall’incentivo anche la possibilità di realizzare tetti verdi, nonché di scaricare i costi della manutenzione ordinaria dello stato vegetativo di esemplari considerati di rilevanza storica o paesaggistica (legge 10/2013). Infine con il bonus verde è possibile acquistare piante e alberi se la spesa fa parte di un progetto di completo rinnovamento dell’area.

L’incentivo ammette la detrazione Irpef delle spese in dieci anni, ma non la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Arredare a metà prezzo l’immobile appena ristrutturato con il bonus mobili

Perché la ristrutturazione dell’immobile sia completa è stato pensato anche un bonus mobili, di cui si può usufruire però solo se sono stati effettuati lavori edilizi in casa.

Questo incentivo consiste in una detrazione del 50%, fino alla spesa massima di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (di classe energetica A+ o almeno A per forni e asciugatrici). È escluso dalle spese ammesse l’acquisto di porte, pavimenti e tendaggi.

Il bonus mobili 2021 non ammette sconto in fattura e cessione del credito, ma solo una detrazione Irpef in dieci anni.