La fine dell'anno si avvicina pian piano e con essa anche la conclusione di una serie di misure a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese.

Bonus casa: sconto del 50% sui lavori di ristrutturazione e non solo

Da segnalare che a fine 2021 scadrà anche il bonus casa, la cui nascita risale ad oltre 20 anni fa, visto che è stato introdotto per la prima volta dalla legge n. 449 del 27 dicembre 1997.

Il bonus casa nel corso degli ultimi ha subito una serie di modifiche, anche e soprattutto in relazione all'entità dell'agevolazione fiscale riconosciuta al beneficiario.

Fino al 31 dicembre 2021, il bonus casa prevede una detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro.

Al momento non ci sono indicazioni in merito ad una proroga del bonus casa oltre l'anno in corso, per quanto si sia discusso anche di una possibile modifica con un incremento al 75% dal prossimo anno, ma per ora non vi è nulla di certo. 

Bonus casa: quali i lavori ammessi?

Il bonus casa è riconosciuto per una nutrita lista di lavori, a partire da quelli di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Sono ammessi al bonus casa anche i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali, quindi solo per queste ultime è ammessa la manutenzione ordinaria.

Nella lista troviamo anche gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, e quelli relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.

Ammessi al bonus casa anche i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione).

Bonus casa: agevolazione del 50% per un'amplia platea di beneficiari

Il bonus casa può essere richiesto da un'amplia platea di beneficiari, visto che non spetta solo ai proprietari o ai titolari di diritti reali sugli immobili, ma anche all'inquilino o al comodatario, ai soci di cooperative divise e indivise, ai soci delle società semplici e a gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

La detrazione del 50% spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento e al componente dell’unione civile, al coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, al convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Bonus casa: come avere il 50% delle spese con la detrazione Irpef

Come detto prima, il bonus casa è un'agevolazione fiscale che si traduce in una detrazione Irpef del 50% per un massimo di spesa pari a 96.000 euro.

In altre parole, ciascun beneficiario può maturare il diritto ad un bonus massimo di 48.000 euro che potrà essere riscattato in tre modi differenti.

Come già accaduto negli anni scorsi, il bonus maturato può essere riscattato sotto forma di detrazione Irpef divisa in 10 quote annuali dello stesso importo.

Nel caso in cui ad esempio si è raggiunto il limite di spesa di 96.000 euro e si è maturato quindi un bonus di 48.000 euro, questo potrà essere recuperato con una detrazione annua di 4.800 euro per 10 anni.

Bonus casa: sconto in fattura e cessione credito per il 50% speso

Il Decreto rilancio ha introdotto due importanti novità lo scorso anno, visto che al posto della detrazione, per il bonus casa si potranno seguire altre due strade.     

Una è quella dello sconto in fattura che permette di farsi anticipare dal fornitore la quota del bonus casa maturata.

Chi ha speso ad esempio 50.000 euro e ha diritto ad una detrazione di 25.000 euro, potrà pagare solo il 50% della spesa al fornitore che a sua volta recupererà l'altro 50% sotto forma di credito di imposta.

La terza via è quella della cessione del credito di imposta ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

In tal caso, dopo aver sborsato l'intera somma per l'esecuzione dei lavori, si potrà recuperare subito il 50% del bonus cedendo il credito ad un soggetto finanziario che però tratterrà una percentuale sull'agevolazione spettante.

Bonus casa: senza ISEE. Ecco come pagare le spese

E' bene evidenziare che il bonus casa prescinde dalla situazione reddituale del richiedente, quindi è riconosciuto a tutti in egual misura, non essendo richiesta la presentazione dell'ISEE.

Per non perdere il diritto al bonus casa, tutte le spese relative agli interventi residenziali devono essere pagate con bonifico bancario o postale, recante come causale di versamento: "Detrazione del 50% ai sensi dell'art. 16/bis del DPR del 22 Dicembre 1986 n. 917 e successive modifiche".

Nel bonifico devono essere chiaramente indicati il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.