Dedicato a tutte coloro (e, per la par condicio, anche a tutti) che fino a questo momento hanno pensato al bonus casalinghe come a un incentivo a stare a casa, per svolgere le faccende domestiche e, nel contempo, essere retribuite da parte dello Stato

Ebbene no, deo gratias, non si tratta di questo.

Il bonus casalinghe (o casalinghi che sia) rappresenta un incentivo, per tutti coloro che sono disoccupati, all’autonomia personale. Un tema che da solo è in grado di scatenare accesi dibattiti, su ogni fronte. Rispetto, indipendenza economica, parità di retribuzione… Gli argomenti sono i più disparati e ognuno di essi meriterebbe un proprio spazio di discussione.

In questa sede, ci limitiamo a delineare quale sia il filo conduttore di questa iniziativa, che di per sé si conquista già l’atteggiamento lodevole di chi scrive, dal momento che promuove l’autonomia delle donne e la formazione volta ad acquisire le nuove competenze digitali richieste oggigiorno.

Il bonus casalinghe non consiste nell’erogazione di un assegno mensile, bensì permette ai soggetti beneficiari di usufruire di corsi di formazione che possano agevolare il loro ingresso nel mondo del lavoro e dello smartworking.

Avanti dunque nel cogliere l’opportunità che si presenta, ci sono 3 milioni di euro annui stanziati e soprattutto si lavora “tranquillamente” da casa, figli e incombenze permettendo. Ma si sa, per ottenere qualcosa, l’impegno è tutto.

Bonus casalinghe, sì! Ma in corsi di formazione

Sgombriamo il campo innanzitutto da ogni dubbio: il bonus casalinghe 2022 non si concretizza in un assegno mensile da ricevere direttamente sul proprio conto corrente.

D’altronde, per quale motivo lo Stato dovrebbe retribuire una donna che pulisce la propria casa o prepara il pranzo per i propri figli?

Chi potrebbe mai controllare se il bucato è pulito e le lenzuola fresche di candeggio? Se il pranzo è pronto in tavola o si rimedia con una piadina in 5 minuti? L’impegno di una casalinga è innegabile ma non esistono datori di lavoro o clienti a cui riportare i propri risultati. E allora non siamo di fronte a un lavoro da retribuire.

Lungi da chi scrive sminuire il ruolo fondamentale di una casalinga. Essendo io personalmente mamma bis e senza colf a cui affidare le faccende domestiche quotidiane, ho piena consapevolezza di quanto sia difficile gestire al meglio una casa, organizzare la dispensa, i pasti settimanali, far quadrare i conti mensili tra spesa alimentare e pagamento delle bollette. Nonché destreggiarsi tra scuola, Dad all’occorrenza, influenze stagionali, impegni pomeridiani della prole, amichette, giochi al parco, domeniche al mare, annessi & connessi.

Ma nulla di tutto ciò ha a che vedere con un’attività di tipo professionale. 

Quel tipo di incarico che, specificatamente correlato a delle competenze acquisite nel tempo, grazie allo studio e all’esperienza, consente di avere un compenso in denaro a fine mese.

Ma un ruolo intriso di responsabilità nei confronti di chi ti restribuisce, che comprende anche tutta una serie di obblighi, doveri, rispetto degli orari di lavoro, delle consegne al cliente o del raggiungimento di obiettivi di produttività nei confronti del datore di lavoro.

Più propriamente forse un bonus per disoccupate, non rivolto invece “alle casalinghe”. 

Perché in questa sede parliamo di corsi di formazione digitale destinati a chi è a casa (e giustamente se ne prende cura) ma non sempre per scelta. E che, grazie a questa opportunità di formazione gratuita, può oggi sperare di affacciarsi al mondo online e alle occasioni di lavoro che, grazie a questo trampolino di lancio, può tentare di cogliere.

Bonus casalinghe 2022: cos’è

Si tratta di un bando pubblicato dal Ministero delle Pari Opportunità, che si concretizza in un finanziamento (a costo zero per le donne disoccupate e casalinghe), grazie al quale avere la possibilità di seguire dei corsi, erogati da diversi enti di formazione.

Il bonus si rivolge in maniera esplicita alle donne ma ciò non vieta anche ai casalinghi (disoccupati che, single o in coppia, si occupano della gestione del menage familiare e della pulizia della casa) di presentare esplicita domanda.

L’obiettivo è -a chiare lettere- quello di offrire una possibilità in più a tante persone che, pur volendo inserirsi nel mondo del lavoro, non riescono a causa di difficoltà economiche. Come risaputo oggigiorno trovare un’opportunità di lavoro è davvero un’impresa da mandare avanti col lanternino. La crisi economica, unitamente alla pandemia, di certo non ci ha riservato belle soddisfazioni, da questo punto di vista.

Ma il mondo del web, ormai da anni, ha dimostrato di poter aprire le porte su una molteplicità di occasioni che attendono solo di essere colte al volo.

Certamente sbaglia colei o colui che crede che lavorare da casa, da remoto e in genere online sia sinonimo di guadagno facile, istantaneo e senza sforzi. Ho già personalmente approfondito l’argomento in questo articolo intitolato Lavorare online da casa: non facile, ma possibile e serio, che illustra la condizione tangibile in cui si ritrovano tutti coloro che, come me, oggi possono fare affidamento su un’entrata mensile dignitosa e regolare ma solo a fronte di impegno e tenacia.

Con buona volontà e sacrificio però è possibile raggiungere apprezzabili risultati e concrete opportunità di impiego

Afferma Elena Bonetti, ministro per le pari opportunità

Lo scopo è evitare che la scelta di restare a casa diventi obbligata per la mancanza di alternative, garantendo alle donne libertà di scegliere e l’accesso ad opportunità di lavoro. 

Grazie al bonus dunque non si monetizza ma si ottiene molto di più: la possibilità di avere accesso al mondo del lavoro, di ampliare i propri orizzonti, di cogliere le diverse opportunità presentate a livello professionale e culturale.

I corsi verranno erogati sia da parte di enti privati che pubblici e la priorità, a livello di selezione delle domande inviate, verrà data alle donne.

Il bando relativo al bonus casalinghe, per quanto concerne la candidatura degli enti di formazione, scade il 31 marzo 2022.

Bonus casalinghe 2022, a chi spetta

L’opportunità si rivolge in particolar modo alle donne, che siano casalinghe. La maggior parte di esse risulta in realtà in condizioni di disoccupazione. Spesso infatti si è costrette a lasciare il lavoro a seguito di una maternità oppure si resta senza impiego, a causa del fallimento dell’azienda come è tristemente accaduto per tante persone a seguito della pandemia da Covid-19.

È pur vero che i soldi non bastano mai e un contributo economico in “moneta sonante” fa sempre comodo. Ma è altrettanto certo che in pochissimi purtroppo, pur ricevendo una somma di denaro penserebbe a investirla in un corso di formazione. Soprattutto quando ci sono bambini in casa, le priorità sono sempre altre!

Che ben venga dunque un aiuto in tal senso, che non si materializza in soldi bensì permette, a costo zero, l’accesso a corsi che altrimenti sarebbero a pagamento.

Per poter ottenere il beneficio, bisogna essere residenti in Italia, senza lavoro (quindi né collaboratori né titolari di partita Iva) e svolgere attività di cura quotidiana in ambito domestico, come avviene per le donne casalinghe appunto alle prese con la gestione dei figli e della casa.

È necessario avere l'assicurazione obbligatoria Inail.

Ovviamente non rientrano nella casistica coloro che svolgono attività di pulizie per terzi o baby sitter che si prendono cura dei bambini di altre persone.

In alcuni casi da esaminare, è possibile concedere il bonus anche ai casalinghi, se ad esempio la moglie lavora a tempo pieno e si dimostra che sia lui a occuparsi dei bambini o del menage familiare giorno dopo giorno.

Ecco un video di Pensioni&Aggiornamenti che offre maggiori ragguagli, in attesa delle definizioni ufficiali del decreto attuativo ancora non disponibile

I corsi disponibili per il bonus casalinghe

Cosa è possibile fare grazie al bonus casalinghe? Quali sono le competenze che i corsi erogati permettono di ottenere?

In linea di massima, i corsi riguardano tutto ciò che rientra in ambito digitale e di lavoro in samrt working. Nella fattispecie, sarà possibile

eseguire una ricerca utilizzando diversi motori di ricerca, individuare la presenza di fake news, archiviare le informazioni su piattaforme cloud; produrre dei contenuti digitali e comprendere le norme di copyright

Inoltre, i corsi insegneranno

usare diversi mezzi di comunicazione digitale, come ad esempio email, social e chat; installare e disinstallare i diversi programmi utilizzabili dal pc; proteggere i propri dispositivi e la  propria privacy; utilizzare diversi servizi disponibili in rete a disposizione dei cittadini, come l’utilizzo delle credenziali SPID per accedere ai servizi pubblici.

I corsi si svolgeranno, in via esclusiva, in modalità telematica. Si ha tempo 12 mesi per completare la formazione, secondo orari differenti, proposti nel corso della giornata, a seconda delle diverse esigenze. Può essere prevista la presenza di un tutor.

Bonus casalinghe 2022 come richiederlo

Una prospettiva senza dubbio interessante, dal momento che appunto si tratta di opportunità che conferiscono solo vantaggi, dal momento che corsi sono a costo zero, i quali richiedono solo un po’ di dedizione e disponibilità di tempo da ritagliare nel corso della giornata.

Il termine utile per proporre la propria candidatura è il 31 marzo, entro e non oltre le ore 12. Attenzione! La candidatura alla quale si fa riferimento riguarda gli enti di formazione.

Solo nel momento in cui sarà disponibile l’elenco degli enti formativi autorizzati, allora sarà possibile presentare domanda per uno dei corsi proposti, richiedendo la propria partecipazione gratuita.

Il bonus ha alla base una dotazione finanziaria copiosa, pari a 3 milioni di euro all'anno per il triennio 2020-2022. Per quanto riguarda quest’anno, che per l’appunto dovrebbe essere l’ultimo, stando alla situazione attuale, ci saranno tre tranche di erogazione, ognuna delle quali con importi compresi tra 100 mila e 300 mila euro. 

Si tratta per l’appunto delle somme necessarie per coprire i costi della formazione, e quindi l’erogazione della stessa da parte dei docenti, a vantaggio delle donne casalinghe.