Da giorni circola la notizia che dal 2022 le casalinghe che risiedono in Italia riceveranno 517 euro al mese. Certo una notizia che fa clamore. Ma è vera? O meglio, quanto c'è di vero in questo bonus casalinghe?

Come sempre bisogna fare attenzione alle notizie, e distinguere quelle fake da quelle attendibili.  

Altre fonti invece scrivono di un bonus da 570 euro al mese che eroga l'Inps. Anche su questa notizia, dobbiamo porci la domanda: ma sarà vero?

Facendo una semplice ricerca sul sito dell'Inps con i termini bonus casalinghe non abbiamo ottenuto alcuna informazione. Nè sembrano esserci documenti ufficiali, come emendamenti o decreti che diano il benestare al bonus casalinghe da 517 euro. 

L'unico autentico atto in questione risale ad Agosto 2020, a firma del governo Giuseppe Conte, che con il decreto agosto aveva introdotto una misura a favore delle casalinghe ma sotto forma di credito d'imposta per poter accedere a corsi di formazione.

Quindi nessun bonus pagato direttamente alla casalinga, nè un accredito sul conto corrente. Non c'è alcun modo per poter avere il bonus da 517 euro.

Invece esiste un credito da usare per scontare i costi sostenuti per la frequenza di corsi di formazione utili a ridurre il divario lavorativo con gli uomini e soprattutto per dare un'opportunità in più alle donne di essere incluse nel mondo del lavoro.

Quel decreto richiamava però la necessità di un decreto attuativo, al fine di dare efficacia alla misura, che fu chiamata bonus casalinghe.

La conversione in legge del decreto di agosto, con la legge 3 ottobre 2020, n. 126 ha istituito un fondo da ben 3 milioni di euro l’anno, a partire dal 2020, per finanziare questo credito.

Non me ne vorranno le casalinghe che stanno leggendo questo articolo, ma al momento non c'è alcuna traccia di un bonus mensile da 517 euro.

Bonus casalinghe: cosa è

L'art. 22 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104 istituisce il fondo di formazione per le casalinghe. Nello specifico l'articolo riporta che presso il Ministero dell'Economia e finanze è istituito un fondo di 3 milioni di euro da girare poi bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per 

promuovere la formazione personale e l'incremento delle opportunità culturali e partecipative delle donne che svolgono attività nell'ambito domestico senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito.

Entro il 31 dicembre 2020 al Ministero delle Pari Opportunità e della Famiglia sarebbe spettato il compito di adottare il decreto che avrebbe stabilito criteri e modalità di riparto del fondo.

Purtroppo il decreto attuativo non è stato prodotto dal ministero in questione, e quindi non è ancora possibile conoscere nè le modalità nè i criteri con cui poter fare richiesta del credito d'imposta.

Ad oggi purtroppo quindi non c'è alcun bonus casalinghe, attivabile o di futura attivazione. 

Pur essendo il mestiere della casalinga o del casalingo, nobile e di fondamentale importanza, e nonostante il governo Conte avesse dato una prima spinta ad adottare misure a sostegno delle persone che svolgono attività casalinga, non ci sono bonus da poter richiedere.

Invece c'è la possibilità di poter ottenere la copertura assicurativa, obbligatoria per le casalinghe, gratuitamente a determinate condizioni.

Bonus casalinghe: il premio Inail

Dal 1 marzo 2001, chi svolge esclusivamente e abitualmente lavoro di supporto ai propri famigliari in casa, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, deve versare un premio all'Inail contro gli infortuni domestici. Il premio consente di poter ricevere eventuali prestazioni economiche in caso di infortunio che conduca alla morte, oppure ad un livello di invalidità minima del 27%.

Il premio deve essere versato da chi, compiuti i 18 anni e fino a 67 anni, opera nell'ambito domestico prendendosi cura della propria famiglia.

Lavare, stirare, cucinare, pulire, salire su una scala per spolverare, sono tutte attività che possono intrinsecamente apportare un certo livello di rischio di infortunio.

Nel mondo del lavoro sia pubblico che privato, il datore di lavoro è obbligato ad assicurare i propri dipendenti per gli infortuni da lavoro occorsi sia sul posto di lavoro che nel tragitto casa-lavoro.

Per chi invece svolge lavori domestici per conto della propria famiglia, deve essere ugualmente tutelata e protetta dagli infortuni. 

Per questo motivo deve versare annualmente un premio di 24 euro. Questo premio deve essere pagato entro il 31 gennaio di ogni anno per poter avere la copertura totale ed integrale dell'anno in questione.

Premio Inail casalinghe: chi deve assicurarsi

Chiunque con età superiore a 18 anni e che svolge per proprio conto o a favore della propria famiglia attività casalinghe a titolo gratuito e senza subordinazione, deve assicurasi all'Inail. Lo stesso istituto indica i soggetti che sono tenuti ad assicurarsi, nell'ambito del lavoro domestico:

  • gli studenti anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza e che si occupano dell’ambiente in cui abitano;
  • tutti coloro che, avendo già compiuto i 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi e ragazze in attesa di prima occupazione);
  • i titolari di pensione che non hanno superato i 67 anni;
  • i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e non hanno altra occupazione;
  • i lavoratori in mobilità, i lavoratori in cassa integrazione guadagni o beneficiari di prestazioni a carico dei Fondi di integrazione salariale e i lavoratori che percepiscono indennità di disoccupazione previste dalle leggi vigenti a seguito della perdita involontaria dell’occupazione;
  • i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che non copre l'intero anno (lavoratori stagionali, lavoratori temporanei, lavoratori a tempo determinato); l’assicurazione, in questo caso, deve ricoprire solo i periodi in cui non è svolta attività lavorativa. Tuttavia, il premio assicurativo non è frazionabile e la quota va versata per intero, anche se la copertura assicurativa è valida solo nei periodi in cui non è svolta altra attività lavorativa.

Bonus casalinghe: quando il premio Inail è gratis

Assicurarsi contro gli infortuni domestici per i lavori condotti in casa da parte di chi svolge esclusivamente queste attività, costa solo 24 euro all'anno.

Ma l'Inail, per determinate condizioni economiche, consente di potere sostenere completamente il costo del premio assicurativo e quindi consentire di concedere una copertura assicurativa gratuita.

Ma quali sono i tetti dei redditi da non superare?

Si devono contemporaneamente soddisfare due vincoli reddituali:

  • reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui-,
  • fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro annui.

Chi possiede i requisiti di legge ma non paga l’assicurazione, è soggetto ad una sanzione da parte dell’Inail, graduata in relazione al periodo di trasgressione e per un importo non superiore, comunque, all’equivalente del premio (24,00 euro).

Bonus casalinghe: al suo posto la pensione casalinghe

Dopo aver sgombrato il campo dal dubbio che il bonus casalinghe da 517 euro per il momento è una notizia non fondata, concentriamoci invece sulla possibilità di ottenere una pensione da casalinga pur non avendo versato contributi lavorativi.

Infatti il grosso scoglio per le casalinghe è quello di "lavorare" in casa accudendo e crescendo i figli, o supportando il marito che lavora (ma anche viceversa nel caso di uomini casalinghi) e non percepire alcuna remunerazione. Non avendo stipendio, non si possono versare i contributi da lavoro per poter accedere alla pensione.

Quindi dopo tanti anni di lavoro nell'ambito delle mura domestiche, il rischio è quello di non percepire alcuna prestazione previdenziale. Ma su questo l'Inps viene incontro e riconosce una pensione di 550 euro al mese, a condizione però che la casalinga si sia iscritta al Fondo casalinghe.

L'iscrizione al fondo casalinghe è volontario e non ci sono minimi o massimi nei versamenti che sono liberi. Tuttavia l'Inps considera un mese di contribuzione effettiva, con un versamento di 25,82 euro. Quindi se in un anno si versano 60 euro, l'Inps riconosce due mesi di contribuzione. I versamenti contributivi sono deducibili dal reddito imponibile ai fini della dichiarazione dei redditi.

L'Inps verserà al titolare dalla posizione previdenziale una prestazione economica sia sotto forma di pensione di inabilità al lavoro che di pensione vecchiaia. L'importo della pensione è calcolato esclusivamente con il metodo contributivo.

La pensione di inabilità viene concessa con almeno 5 anni di contributi, mentre la pensione di vecchiaia spetta a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno cinque anni (pari a 60 mesi) di contributi. 

L'importo della pensione di vecchiaia sarà liquidata dall'Inps solo se è pari a 1,2 volte l'assegno sociale che per il 2021 è di 460,28 euro, ossia poco più di 550 euro, al mese.