Come è ormai noto a tutti, il bonus Cashback è stato sospeso in via temporanea dall’esecutivo Draghi e tale stop sarà in vigore fino alla fine del 2021.

Arrivano però indiscrezioni incoraggianti da Palazzo Chigi, secondo cui la misura sarà attivata nuovamente nel 2022, ma con modifiche normative e fondi minori a disposizione.

In occasione dell’audizione per l’approvazione della Nadef 2021 (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza) il Ministro dell'economia Daniele Franco ha espresso pareri tutto sommato positivi sul bonus Cashback, che preparano la sua riattivazione l’anno prossimo.

Ad aiutare in questa scelta i dati recenti pubblicati da uno studio del Politecnico di Milano, secondo cui la misura ha avuto un enorme impatto nella riduzione dell’utilizzo del contante e quindi nella lotta all’evasione fiscale.

Se quindi le informazioni giunte negli ultimi giorni danno per certo il rinnovo del bonus Cashback nel 2022, tutte le rose hanno le spine e il programma non sarà l’anno prossimo così generoso come lo conosciamo.

Ricordiamo che da normativa originale il Cashback di Stato, previa registrazione al programma con una carta o un bancomat da associarvi, offriva un rimborso pari al 10% dell'importo speso se i pagamenti avvenivano proprio con la medesima carta. A cui si aggiungeva un premio extra noto come Super Cashback che assegnava un altro contributo in denaro ai primi 100mila iscritti al programma che avessero effettuato più transazioni con lo strumento di pagamento associato, in un periodo prestabilito di tempo.

Ad essere modificati non dovrebbero essere gli importi erogati, ma vi sarà una riduzione della platea dei beneficiari, con il Cashback che potrebbe avere un tetto di reddito ed essere destinato solo agli ISEE entro un certo limite.

Ancora, modifiche dovrebbe subire il Super Cashback, l'aspetto più problematico del progetto, con la possibilità che siano conteggiate solo le transazioni sopra un determinato importo o, cosa più probabile, che esso sia eliminato completamente.

Ma scendiamo nel dettaglio e vediamo le ultime notizie sul bonus Cashback e il suo rinnovo nel 2022.

Arrivano le prime voci di conferma dal governo Deaghi sul rinnovo del bonus Cashback

Il Decreto Lavoro e Imprese (DL 30 giugno 2021, n. 99) ha sancito la sospensione del bonus Cashback e al suo posto ha introdotto una misura simile, ma solo per Partita Iva, chiamata generalmente bonus bancomat.

Al momento la sospensione è attiva fino al 31 dicembre 2021, il governo quindi, probabilmente in occasione della manovra di bilancio di dicembre, sarà chiamato a decidere su una sua cancellazione o un suo rinnovo.

Se decisioni definitive e scritte non ci sono, arrivano però conferme significative dalla maggioranza parlamentare, contrariamente alle aspettative del centrodestra, sul fatto che sia in atto una rivalutazione del bonus Cashback e quindi un suo prosieguo nel 2022.

Dopo la sospensione e le dichiarazioni dello stesso premier Draghi eravamo stati abituati a pensare alla maggioranza governativa come nemica per antonomasia del bonus Cashback, ma le ultime dichiarazioni pubbliche e ufficiali del Ministro dell’Economia Franco hanno cambiato le carte in tavola.

In occasione delle audizioni in merito alla Nadef, la settimana scorsa, il Ministro Franco ha chiarito che le valutazioni sul bonus Cashback sono tutto sommato positive perché questo è stato un valido strumento nella lotta all’evasione fiscale e nella spinta all’utilizzo di carta e bancomat al posto del contante, definiti sistemi tracciabili di pagamento.

Tuttavia, il Ministro ha anche sottolineato come il Cashback di Stato non sarà mai una misura strutturale, cioè permanente e integrata nell’ordinamento Italiano. Ma esso deve essere concepito come uno strumento temporaneo e, una volta raggiunto il fine voluto, cioè la circolazione minima di contante, non sarà più necessario tenerlo in vita. 

Queste affermazioni gettano luce sul destino del programma Cashback che si prospettano rosee per un futuro a breve termine, cioè nel 2022, quando ancora si renderà necessario un incentivo che spinga i cittadini ad abbandonare il contante, ma rende anche chiaro che questa misura non sarà eterna.

Un bonus Cashback meno generoso nel 2022 e con requisiti ISEE

Dunque il governo Draghi sembra procedere verso una eliminazione graduale del Cashback di Stato, ad iniziare con un ridimensionamento della misura alla quale sarà destinato nel 2022 una minore quantità di fondi.

Il precedente governo Conte aveva complessivamente destinato al Cashback un finanziamento da 5 miliardi di euro, di cui solo 3 da spendere nel 2022, che già da programma dovrebbe essere l’ultimo periodo di attivazione.

Quello che è chiaro dalle indiscrezioni è che un finanziamento di questo tipo non è neanche immaginabile e pare che nei piani dell’esecutivo Draghi vi sia l’obiettivo di destinare al bonus Cashback solo 500 milioni di euro.

Per fare questo sarà necessario applicare delle modifiche normative al progetto, al fine di ridurne i costi.

In questo senso tra le proposte si parla di una possibile creazione di un limite di reddito per beneficiare dei vantaggi, cioè del rimborso, assegnati dal Cashback di Stato.

Lo stesso Draghi alla vigilia della sospensione semestrale del Cashback si era detto preoccupato dal fatto che i dati raccolti in merito alla misura mostrassero una sua diffusione tra i redditi medio-alti, finendo per destinare i soldi pubblici dove non c’è ne è particolarmente bisogno.

Introducendo invece un requisito di reddito ISEE per partecipare al Cashback questo problema sarebbe risolto e in più si ridurrebbe la schiera dei beneficiari e di conseguenza i costi del programma.

Tuttavia, in senso opposto al fine di incentivare ancor di più l’utilizzo di carte e bancomat a il numero minimo di transazioni utili ad ottenere il rimborso che ora è di 50, potrebbe essere abbassato e tornare a 10.

Il Super Cashback sparisce nel 2022!

Altra modifica che permetterebbe di ridurre notevolmente i costi della misura prevede invece che ad essere eliminato sia il Super Cashback.

Questa del resto è sempre stata la parte più problematica di tutto il progetto, su cui tutte le fazioni politiche sono unanimi nel ritenere che esso richieda delle modifiche.

Perché al momento i primi 100mila iscritti all’iniziativa che effettuano più transazioni in un semestre ricevono un premio extra, che è appunto il Super Cashback, soltanto che per scalare la classifica esso non considera gli importi, ma solo il numero di pagamenti effettuati con la carta associata.

Proprio per questo dettaglio nel regolamento molti iscritti al programma, chiamati dalla stampa i furbetti del Cashback, hanno escogitato un sistema per scalare la classifica, che consiste nel pagare un determinato importo, dividendolo in tante piccole transazioni, al fine di accumulare un numero maggiore di pagamenti.

Così, uno strumento di lotta all’evasione fiscale quale il Cashback ha finito per essere invece un mezzo per l’utilizzo improprio di carta e bancomat.

Le ultime indiscrezioni danno la probabile cancellazione del Super Cashback, manovra utile anche al fine di ridimensionare i costi.

Tuttavia, i sostenitori della misura in Parlamento, propendono perché l’aggiustamento normativo sia meno drastico e si imponga ad esempio un importo minimo, perché la transazione sia conteggiabile ai fini del Super Cashback.

Il bonus Cashback come strumento di lotta all’evasione fiscale

A giocare un ruolo nella sopravvivenza del Cashback di Stato nel 2022, anche i recenti dati raccolti dagli analisti, che scacciano via i timori in merito alla misura tracciandone un bilancio positivo.

Uno studio pubblicato dall'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, ha mostrato come il Cashback di Stato abbia contribuito a far aumentare del 41% il numero di pagamenti elettronici avvenuti in Italia nei primi sei mesi del 2021. Anche la spesa massima complessiva effettuata in Italia pagando con carta e bancomat nel medesimo periodo è aumentata di quasi 30 miliardi di euro.

Insomma, se il governo si era detto preoccupato dalla reale utilità del bonus Cashback i dati dei ricercatori sembrano smentire questa tesi.

Ricordiamo poi che l’utilizzo del contante non solo facilità l’evasione fiscale, ma costa per la stampa annualmente al nostro Paesa quasi 7,5 miliardi di euro.

Come funzionerà il bonus Cashback di Stato nel 2022?

Salvo queste modifiche al vaglio in caso di rinnovo il Cashback di Stato dovrebbe funzionare come ha sempre fatto.

Il primo passo per sfruttare il Cashback di Stato è scaricare la App IO e registrarsi al programma dove tra le altre cose vi sarà chiesto di associare all’iniziativa una carta o un bancomat e un codice IBAN su cui saranno invece erogati i rimborso spettanti.

Il bonus Cashback offre infatti quando si paga con la carta registrata un rimborso del 10% su ogni acquisto, per poter sbloccare però il rimborso è richiesto al momento un numero minimo di transazioni che nella fase sperimentale era pari a 10 e poi è diventata di 50 pagamenti.

Per quanto riguarda gli importi il massimo rimborso che si può aver per ogni pagamento è di massimo 15 euro e in ogni caso la somma massima erogabile nel singolo periodo non può eccedere i 1.500 euro.

Questo vuol dire che anche se si paga un importo superiore a 150 euro, il rimborso massimo per questa transazione sarà comunque di 15 euro.

Il funzionamento del bonus Cashback è spiegato chiaramente anche nel video YouTube di andreagaleazzi.com:

  

Come presentare reclamo se il rimborso del Cashback di Stato non arriva

Infine, ricordiamo che nel caso in cui ci fossero problemi nell’accredito dei rimborsi, cioè questi non avvengano o l'importo corrisposto sia errato, la normativa prevede la possibilità di fare ricorso tramite la Consap S.p.A.

La procedura di reclamo potrà essere iniziata dopo quindici giorni dal termine del semestre di riferimento, cioè il periodo utile all’accumulo dei rimborsi. Da programma per l’anno prossimo i reclami dovranno comunque avvenire prima del 29 agosto 2022, con l’ultimo semestre che dovrebbe chiudersi il 30 giugno 2022, qualora ovviamente ci fosse la riattivazione della misura l’anno prossimo.

Il reclamo potrà essere presentato online compilando un modulo sul sito della Consap.