Una doccia fredda! Dopo annunci e contro annunci il bonus cashback è finito. Addio! Anzi no. Così con un colpo di coda, il governo guidato da Mario Draghi lo riesuma nell'arco di 24 ore. Prima una cancellazione totale, poi un arrivederci al 2022. Così si è chiusa la partita sul bonus cashback. Da una parte, la maggioranza della destra che applaudiva alla decisione più drastica, e dall'altra la maggioranza di sinistra che richiedeva una rimodulazione della misura. Alla fine si è giunti ad un compromesso che per il momento di fatto sospende il bonus cashback tra luglio e dicembre. E soprattutto fa saltare il supercashback. Mentre, per chi ha raggiunto la quota prevista per il pagamento del bonus cashback, con molta probabilità non sarà erogato prima di settembre 2021. La data ultima è addirittura spostata a novembre 2021. Insomma un piccolo, grande disastro.

Cashback: cosa è 

Pagare con strumenti tracciati come carte di credito, bancomat o carte prepagate per aumentare gli acquisti e combattere il riciclaggio. Questi gli obiettivi del cashback che premia chi fa più pagamenti con metodi di pagamenti elettronici. La misura, parte del piano cahshless, era partita in via sperimentale a Natale 2020, ed era stato un boom. Si richiedeva di fare almeno 10 transazioni per poter ottenere fino a 150 euro. Poi dal 1 gennaio 2021 il bonus cashback è partito ufficialmente con una dote, tra il 2021 e 2022, di 5 miliardi di euro. Questa ingente somma pari a circa un quinto della prima tranche dei fondi EU Next Generation attesi per luglio, doveva finanziare i rimborsi fino a 150 euro di tutti coloro che nei 4 semestri di vita del bonus cashback, riuscivano a fare cinquanta transazioni ogni sei mesi. Inoltre doveva anche concedere ai primi 100.000 classificati come i maggiori utilizzatori delle carte di pagamento elettroniche 1.500 euro. 

Con il decreto lavoro, il bonus cashback del secondo semestre è sospeso. Circa 1,5 miliardi di euro che andranno a finanziarie la proroga della cassa integrazione, il nuovo assetto degli ammortizzatori sociali e la cassa della nuova Alitalia.

Cashback: i requisiti per avere 150 euro

Per poter ricevere il rimborso del cashback si devono rispettare poche ma semplice regole. La prima è l'iscrizione al programma dall'app Io. In qualsiasi momento, recita il regolamento del bonus cashback, il consumatore privato può registrarsi all'app. Poi deve richiedere l'abilitazione al bonus cashback. Per farlo deve aggiungere al suo portafoglio il servizio di cashback. A questo punto non serve altro che aggiungere tutti i metodi di pagamento elettronici che si usano per pagare e l'Iban del conto corrente su cui sarà fatto il rimborso. Tra i metodi di pagamento si possono inserire carte di credito, bancomat, carte prepagate, BancoPosta e Postepay, strumenti ed app digitali, carte di pagamento emesse dai supermercati. Ogni qualvolta si effettua un acquisto presso un negozio fisico, è sufficiente pagare con il metodo di pagamento caricato per far avanzare il contatore delle transazioni.

Non rientrano nel bonus cashback i pagamenti per acquisti fatti online. Mentre gli acquisti di farmaci, oppure il pagamento di servizi sanitari, il pagamento della multa presso uno sportello bancario o postale usando il bancomat, consentono di ricevere un rimborso pari al 10% del pagamento effettuato.

La soglia da raggiungere per ricevere al massimo 150 euro è di 50 transazioni. Accedendo all'app IO nella sezione portafoglio, bonus cashback si può verificare quante transazioni utili sono state fatte per ottenere il rimborso.

Bonus supercashback: come funziona

Il bonus super-cashback invece ha una sua regolamentazione molto semplice. Questo extra bonus non fa altro che premiare i maggiori utilizzatori degli strumenti elettronici di pagamento tra quelli inseriti nell'app IO. Non bisogna fare altro che pagare ogni acquisto fatto in un negozio fisico, con una carta elettronica o digitale. Per i primi 100.000 classificati tra gli utilizzatori più accaniti, c'è un super-bonus di 1.500 euro. Si è stimato che per poter entrare in questo olimpo di pagatori incalliti con strumenti elettronici si devono aver fatto più di 650 transazioni nei 6 mesi. Circa 100 al mese, almeno 3 al giorno. Certo qui sono scattati subito i furbetti. Con i micro-pagamenti come prendere il caffè oppure fare rifornimento più volte. Il super-cashback non è collegato all'importo speso ma solo al numero delle transazioni.

Bonus cashback: ai furbetti nessun rimborso

Il bonus cashback offre oltre al rimborso del 10%, fino ad un massimo di 150 euro a fronte di 50 transazioni nel semestre di riferimento, anche il supercashback. Il regolamento fa riferimento solo al numero delle transazioni e non all'importo pagato. Così nei primi mesi di funzionamento del bonus subito scattarono le prime segnalazioni. Come quella di Caraglio, dove il titolare di un distributore di benzina aveva segnalato ai carabinieri delle transazioni anomale. Il furbetto del cashback aveva effettuato 62 transazioni bancomat in 55 minuti al distributore automatico di benzina, per complessivi 6,51 euro. Un andirivieni continuo, dalle 20,42 alle 21,37, tra infilare la carta nel totem, digitare il numero pin e utilizzare la pompa del carburante. Sempre con scatti minimi, stile «premi e molla», con importi variabili da un minimo di 8 a un massimo 12 centesimi. Solo dopo diversi mesi, e la decisione di intervenire, questi furbetti sono stati esclusi dalla partecipazione al supercashback. 

Ci fu poi il caso di chi faceva acquisti in un negozio, pagava con la carta di credito e poi faceva il reso. In questo modo il rimborso del 10% era conteggiato ma non veniva stornato, permettendo dunque di ricevere un bonus del 10% senza spendere.

Ai furbetti del cashback è arrivato un messaggio sull'app IO comunicando loro la presenza di sospetti su alcune transazioni.

Bonus cashback: il rimborso arriva in ritardo

Con la notizia inattesa da parte del Governo di sospendere il bonus cashback almeno per il prossimo semestre, se ne aggiunge anche un'altra non piacevole per chi comunque ha usato in questi sei mesi gli strumenti di pagamento elettronici per poter ricevere il rimborso almeno entro agosto. Infatti secondo il regolamento del cashback, il pagamento del rimborso del 10% di quanto speso tra gennaio e giugno 2021, per un massimo di 150 euro, deve avvenire entro 60 giorni. Il rimborso lo effettua Consap.

Il decreto lavoro allunga il periodo entro cui effettuare il rimborso non solo del cashback ma anche del super-cashback, portandolo fino al 30 novembre 2021 per quelli del primo semestre di quest'anno ed entro il 30 novembre 2022 per quelli del primo semestre dell'anno prossimo. Il provvedimento stabilisce inoltre il termine di 120 giorni per fare un reclamo e 30 concessi a Consap, la Concessionaria per i servizi assicurativi pubblici, per valutarli. 

Se si sperava di poter avere il rimborso nei primi giorni di luglio, dovrà accettare il fatto che potrà aspettare altri 5 mesi. 

Bonus cashback: perchè Draghi lo cancella (temporaneamente)

Termina il 30 giugno il bonus cashback. Ma è solo un arrivederci perchè ritorna, in assenza di altri colpi di scena, il 1 gennaio 2022 per un altro semestre. Dei quattro semestri previsti, solo due saranno effettivi. Il primo si conclude il 30 giugno, l'altro si concluderà il 30 giugno 2022. Ma perchè si è arrivata a questa decisione? La Banca Centrale Europea aveva criticato il cashback

sproporzionato alla luce del potenziale effetto negativo che tale meccanismo potrebbe avere sul sistema di pagamento in contanti e in quanto compromette l’obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili. 

Poi c'è stata la stoccata di Mario Draghi che ha considerato il bonus cashback una misura non sufficiente a combattere il fenomeno dell'evasione, discriminatoria e oggettivamente non trainante per gli acquisti.

Sul primo punto si spera che si troveranno meccanismi più efficaci per contrastare l'evasione.

Sull'aspetto della discriminazione, il premier Draghi enfatizza sul fatto che il supercashback in effetti avvantaggia i più ricchi, più propensi a fare acquisti ed usare bancomat o carte di credito. E questo darebbe un vantaggio al Nord rispetto al Sud.

Sulla capacità di aumentare gli acquisti, invece il presidente del Consiglio dei Ministri, si affida ai numeri. Quasi il 73 per cento delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio anche senza intensificare l'uso delle carte.

Bonus cashback: una partita solo politica

Tra lo sgomento politico e degli italiani, il cashback va in soffitta per sei mesi. Eppure Fratelli d'Italia ne aveva chiesto la completa cancellazione, sin dall'insediamento di Mario Draghi alla guida dell'attuale Governo. Solitamente, ogni decisione politica che ha impatto sull'economia dovrebbe essere presa sulla base di una valutazione di impatto economica. Questa non è stata fatta, come ha anche confermato il Ministro del MEF, Daniele Franco, raggiunto da Il Fatto Quotidiano.

Eppure i numeri mostrati sul sito del Ministero mostrano che la misura iniziava ad andare nella direzione desiderata. Dal 1° gennaio ad oggi 7.874.869 di utenti che hanno effettuato 736.202.135 transazioni con bancomat, carte di credito e altre modalità cashless con un importo medio di 35,60 euro. Erano stati diversi a plausi alla misura, da Vittorio Colao al sottosegretario all’Economia Claudio Durigon. La stessa Corte dei Conti aveva espresso la necessità di effettuare una 

valutazione degli effetti prodotti nei diversi settori interessati e l’impatto in termini di emersione di ricavi e compensi precedentemente occultati.

Invece, tout-court la misura è stata sospesa senza alcuna valutazione di costi-benefici. Probabilmente la priorità sui temi lavoro e ammortizzatori sociali, effettivamente necessita di risorse. Ma saranno i fatti a parlare!