Un recente comunicato stampa di Cassacolf ha confermato l’introduzione del nuovo bonus per colf e badanti, che si configura sia come agevolazione per il datore di lavoro, sia come forma di rimborso. Nel dettaglio, come spiega il comunicato stampa, sono stati istituiti:

un bonus fino a un massimo di 3600 euro per i datori di lavoro domestico che si trovano nella condizione di non autosufficienza, e un contributo di 300 euro per l'assunzione di un sostituto in caso di maternità dell'assistente familiare titolare.

Dunque si tratta di un doppio bonus per colf e lavoratori domestici che spetta, però, solo previa soddisfazione di alcuni requisiti. Oltre al bonus, come precisa il comunicato di Cassacolf:

sono state prorogate fino al 31 ottobre 2021 le prestazioni Covid dirette agli assistenti familiari (colf, badanti e baby-sitter) in caso di positività al Covid-19 o isolamento domiciliare.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire a chi spettano i bonus colf e badanti da 300 euro e quello da 3.600 euro.

Bonus colf e badanti: cos’è e come funziona

Dopo la firma del nuovo Ccnl, rinnovato lo scorso 8 settembre 2020, arrivano ulteriori novità per i lavoratori domestici. In particolare, dal 1° luglio 2021 sono state introdotte nuove agevolazioni per i datori di lavoro non autosufficienti e per le assunzioni legate alla sostituzione per maternità. 

Nel primo caso si parla di un rimborso pari a 300 euro al mese, per un totale di massimo 3.600 euro all’anno; mentre nel secondo caso – ovvero per la sostituzione maternità – è previsto un ulteriore contributo da 300 euro.

A introdurre tutti i dettagli è stato il comunicato stampa di Cassacolf, che ha riferito l’introduzione di ben due bonus per i lavoratori domestici, o meglio per i datori di lavoro, oltre a un pacchetto di prestazioni legate al contagio da Covid-19.

Bonus colf e badanti: a chi spetta

I bonus introdotti per i lavoratori domestici intendono – è questo è l’obiettivo primario – agevolare il lavoro regolare e combattere il fenomeno dei lavoratori in nero. Anche per questo motivo, per poter ottenere i bonus da 300 e 3.600 euro è necessario soddisfare alcune condizioni.

Requisiti fondamentali e primari per ottenere questo doppio bonus, chiaramente, sono:

  • l’iscrizione a Cassacolf, lo strumento istituito dal contratto collettivo nazionale per il lavoro domestico;
  • il versamento di almeno un anno di contributi;
  • la regolare posizione contributiva, ovvero non aver mai mancato nemmeno un versamento. 

È opportuno anche, però, possedere un contratto di lavoro regolarmente pattuito e registrato. Non verrà assegnato alcun bonus ai lavoratori in nero.

Bonus colf e badanti da 300 e 3.600 euro: gli importi

Chiariti i beneficiari del bonus, andiamo a vedere quali sono gli importi effettivi delle due misure. La prima riguarda un rimborso di 300 euro al mese, fino a un massimo di 12 mesi, ovvero 3.600 euro; mentre la seconda riguarda un contributo economico pari a 300 euro per le assunzioni legate alla sostituzione della maternità.

Nel dettaglio, come spiega il comunicato stampa di Cassacolf, sono previsti:

  • un rimborso di 300 euro al mese erogato al massimo per un anno (ovvero 3.600 euro in totale) in caso di non autosufficienza permanente e certificata;
  • un contributo una tantum di 300 euro per l'assunzione di un lavoratore che vada a sostituire il precedente in caso di maternità del titolare. In questo caso, però, il bonus spetta al datore di lavoro che ha assunto un lavoratore in sostituzione del precedente in maternità.

Se ciò non bastasse, il comunicato stampa ha aggiunto anche la proroga del pacchetto di prestazioni riservate ai lavoratori domestici in caso di contagio da Covid-19. Vediamo di cosa si tratta.

Prestazioni Covid-19 per lavoratori domestici: cosa sono e come funzionano

Sempre all’interno del comunicato di Cassacolf, viene fatto riferimento a un bonus destinato proprio ai lavoratori domestici anziché ai loro datori di lavoro. In particolare, è stato confermato fino al 31 ottobre 2021 il pacchetto di prestazioni Covid per gli assistenti familiari, ovvero oltre a colf e badanti, anche per le baby-sitter.

Nel caso in cui il lavoratore risulti positivo al Covid-19, ha diritto ai seguenti bonus:

  • qualora necessiti di un ricovero ospedaliero, spetta un’indennità di 100 euro al giorno per un massimo di 50 giorni all’anno;
  • nel caso in cui, invece, il lavoratore venga sottoposto a isolamento domiciliare a prescindere dal ricovero, invece, spetta un’indennità pari a 30 euro al giorno per un massimo di 10 giorni all’anno;
  • qualora siano presenti dei figli a carico del lavoratore, è prevista un’indennità giornaliera di 40 euro fino a un massimo di 14 giorni.

Come ulteriori agevolazioni, spetta un rimborso fino a un massimo di 200 euro per l’acquisto di materiale sanitario, oltre a un rimborso fino a 100 euro per le visite mediche eseguite in ambito domiciliare.

Nel caso in cui si venga sottoposti a isolamento domiciliare per caso sospetto di Covid-19, sono previste ulteriori agevolazioni. Ovvero:

  • l’indennità di 40 euro al giorno per un massimo di 14 giorni all’anno;
  • una serie di prestazioni a sostegno della genitorialità, come per esempio un rimborso fino a un massimo di 200 euro per i minori a carico o conviventi.

Ccnl lavoratori domestici: importi minimi in busta paga

Come abbiamo detto, ancora prima dell’introduzione dei suddetti bonus e delle suddette prestazioni Covid-19, è entrato in vigore il nuovo Ccnl del lavoro domestico che fissa i minimi retributivi che spettano ai lavoratori del settore.

In particolare, nella busta paga di ogni singolo lavoratore domestico non possono esserci meno di 645,50 euro per quanto riguarda il profilo A, ovvero la qualifica di base. Nel caso in cui si parli di un contratto lavorativo a prestazione oraria, la paga non può risultare inferiore a 4,69 euro o superiore a 8,33 euro. Chiaramente, all’aumentare del numero di ore o di mansioni, corrisponde anche un aumento della retribuzione.

Infine, coloro che svolgo un lavoro o un servizio in ambito domestico per gran parte della giornata, hanno diritto anche all’alloggio presso il proprio datore di lavoro. Nel caso di pernottamento dalle ore 21 alle ore 8 del girono successivo, il lavoratore domestico ha diritto a una retribuzione pari ad almeno 677,78 euro al mese.

Colf e badanti, numeri in aumento grazie al Covid

Mentre il presidente di Cassacolf, Mauro Munari, ha annunciato soddisfatto l’introduzione del nuovo Ccnl e dei nuovi bonus e pacchetti di prestazioni Covid-19, viene invocato un ulteriore sostegno da parte del Governo. In particolare, l’esecutivo dovrebbe portare avanti la riforma del welfare, oltre a predisporre una serie di aiuti e sostegni economici per una categoria di lavoratori i cui numeri sono in crescita.

Basti pensare che nel corso della pandemia, il numero di lavoratori domestici è aumentato di 64 mila unità rispetto al 2019: infatti, nel 2020 si contavano ben 921 mila lavoratori domestici.

Secondo le ricerche effettuate dall’associazione Domina, l’aumento di colf e badanti riguarda per oltre la metà cittadini italiani (32% di colf e 19% di badanti, per un totale del 51%). Nonostante questo, la maggioranza dei lavoratori domestici, ovvero il 68,8%, è ancora straniera ma la componente italiana ha subìto una crescita maggiore lo scorso anno rispetto a quella straniera.

Per quanto riguarda i Paesi di provenienza geografica, si riscontrano soprattutto cittadini provenienti dell’Est dell’Europa (circa il 38%), oppure lavoratori con cittadinanza italiana (circa il 31%), lavoratori proveniente dalle Isole Filippine (circa il 7%) e dal Sud America (sempre circa il 7%).

Questi numeri in aumento, secondo l’associazione Domina, si spiegano con diverse cause:

  • anzitutto, la pandemia di Covid-19 ha costretto moltissimi datori di lavoro a regolarizzare i contratti in nero affinché i lavoratori domestici possano recarsi al lavoro;
  • sempre in merito alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro è intervenuta anche la norma contenuta nel decreto Rilancio per quanto riguarda i lavoratori del settore agricolo e appunto domestico;
  • infine, anche il lockdown ha dato una spinta enorme a questo settore soprattutto per quanto riguarda l’assistenza alle persone anziane, disabili, non autosufficienti, ma persino ai bambini.

Lavoratori domestici in Italia: la mappa delle Regioni

I lavoratori domestici, compresi colf, badanti e baby-sitter, regolarmente registrati in Italia nel 2020 sono stati in totale 920.722 (+7,5% rispetto al 2019). Le Regioni che hanno registrato il maggior numero di lavoratori domestici in Italia, contando anche le regolarizzazioni dovute al Covid-19, sono la Lombardia e il Lazio.

In Lombardia sono stati registrati 172.092 lavoratori domestici nel 2020, ovvero il 18,7% del totale. Al secondo posto si trova il Lazio (con il 13,8% dei lavoratori), seguito dall'Emilia Romagna (con l’8,7%) e dalla Toscana (con l’8,6%). 

L’Osservatorio italiano sul lavoro domestico ha denotato anche come la maggiore concentrazione di lavoratori di questo settore si registra in queste quattro regioni. Inoltre, al Nord si registra una concentrazione del 50% dei lavoratori, mentre al Sud si registra un balzo del +14% di regolarizzazioni.

Nel comunicato dell’Inps allegato ai dati, si nota anche una diminuzione del divario dei lavoratori domestici tra uomini e donne, nonostante “la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di donne (88,6%)”.

L’indennità Covid-19 per colf e badanti nel 2020

Non si tratta della prima volta che sentiamo parlare di un bonus per lavoratori domestici: già nel 2020, grazie a una norma inserita nel decreto Rilancio, il Governo aveva introdotto un bonus per colf e badanti. L’indennità spettava solo per i mesi di aprile e maggio 2020, con un importo pari a 500 euro mensili.

Il bonus colf e badanti 2020 è stato molto richiesto da un gran numero di lavoratori. Per ottenerlo occorreva soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere titolare di almeno un contratto di lavoro domestico a partire dal 23 febbraio 2020;
  • svolgere complessivamente almeno 10 ore di lavoro alla settimana;
  • non essere conviventi con il proprio datore di lavoro;
  • non beneficiare di altri sostegni al reddito (reddito di emergenza, bonus autonomi da 600 euro, pensione…).

Le richieste per il beneficio andavano inoltrate all’Inps, ma il bonus NON è stato confermato nel 2021.