Se da un lato al centro dell’interesse del governo Draghi, come vediamo anche dalla bozza del Dl Sostegni bis che è prossimo all’approvazione, ci sono temi come il lavoro e le famiglie in generale, è vero anche che trovano spazio altri bonus e incentivi erogati in passato ma confermati pure per il 2021 e che vanno a riguardare i giovani e le donne.

Stiamo parlando in particolare del bonus cultura, destinato a coloro che hanno compiuto durante l’anno 2020 18 anni, e al bonus casalinghe.

Quest’ultimo, introdotto dal Decreto Agosto, ha lo scopo di aiutare le donne disoccupate nella formazione e nella ricerca di un’occupazione. C’è stato uno stanziamento di ben 3 milioni di euro al riguardo.

Il bonus cultura invece, richiedibile dal 1 aprile 2021 e destinato ai nati nel 2002, è un voucher da 500 euro da spendere per vari acquisti. Anche online.

Questi due bonus rientrano dunque i quei pochi che Mario Draghi ha deciso di salvare a discapito di altri (come il Bonus Smartphone o il bonus occhiali). Per chi ne ha requisiti è quindi una buona opportunità da cogliere al volo, essendo infatti ancora in tempo per richiederli.

Bonus cultura: di che si tratta

Dal primo aprile fino al 31 agosto 2021, per i nati nel 2002 e che hanno compiuto 18 anni nel 2020, è possibile richiedere il bonus cultura.

Si tratta di un voucher da 500 euro da spendere in acquisto di libri, dischi, eventi culturali. Insomma è un modo per incentivare la fruizione della cultura da parte dei giovanissimi.

La novità del 2021 è che è possibile utilizzare il voucher anche per acquistare abbonamenti a giornali periodici in formato digitale e non solo cartaceo. E’ una novità che è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2021. Il voucher poi andrà speso poi entro il 28 febbraio 2022.

Non è un bonus recente ma risale addirittura al 2016, durante il Governo Renzi. E’ richiedibile da 18enni italiani o da stranieri residenti in Italia o con un regolare permesso di soggiorno. Pensate che è ormai giunto alla sua quinta edizione! Dunque è un bonus confermato anche per quest’anno, in quando ha dimostrato di essere un valido strumento che avvicina i giovani alla cultura.

Come richiedere il bonus cultura

Come la maggior parte dei bonus, anche il bonus cultura si potrà richiedere per via telematica. Esiste proprio un sito dedicato chiamato 18app, gestito dal MIUR.

Per accedere bisognerà avere le credenziali SPID. Lo stesso varrà per gli esercenti che vorranno partecipare all’iniziativa. Dovranno registrarsi sul sito 18app nell’apposita sezione con le credenziali SPID oppure quelle dell’Agenzia delle Entrate.

Se in passato si ha già partecipato al bonus cultura come esercente, allora varrà la registrazione effettuata.

In ogni caso, basterà andare sul sito 18app per essere guidati nei vari step da seguire. Tramite il sito si potrà anche gestire la modalità di utilizzo del voucher.

Ricordiamo che, per essere sicuri di essersi registrati al bonus e che sia andato tutto a buon fine, bisognerà ricevere una mail che confermi che tutta la procedura sia stata correttamente completata.

Beni acquistabili con il bonus cultura 

Cosa si può comprare dunque con il bonus cultura? I beni acquistabili con il voucher da 500 euro da spendere entro fine febbraio 2022 sono:

  • biglietti per spettacoli teatrali;
  • biglietti per il cinema;
  • biglietti per spettacoli dal vivo;
  • libri (compresi gli audiolibri e quelli elettronici);
  • biglietti di ingresso per musei, mostre, eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali;
  • musica registrata (come CD o vinili);
  • corsi di vario genere (musica, teatro, lingua straniera);
  • prodotti dell’editoria audiovisiva;
  • abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale.

Ci sono però delle precisazioni, come leggiamo nelle FAQ presenti sul sito 18app:

“Non ci sono limiti di spesa per un singolo acquisto. Non è, tuttavia, possibile comprare più di una unità di uno steso bene o servizio. Ad esempio, non potrai acquistare più biglietti per uno stesso spettacolo al cinema o più copie dello stesso libro”.

Inoltre è possibile anche optare per la formula mista “buono + contante/carta di credito” cioè, se l’importo del buono non è sufficiente per comprare un determinato bene, puoi aggiungere quel che resta in contanti oppure con la carta di credito. Attenzione però, perché non tuti gli esercenti possono gradire questa formula, quindi è bene informarsi prima.

Bonus cultura: come si gestiscono i buoni

E’ tutto molto semplice e chiaro, sarà sempre il sito 18app ad essere lo strumento digitale che permette la gestione dei buoni.

Prima di tutto, bisognerà scegliere se si vuole spendere il buono presso un negozio fisico oppure un negozio online. Bisognerà poi decidere quale tipologia di bene interessa e indicare l’importo.

Leggiamo nelle FAQ di 18app:

“Genera il buono del valore economico pari al bene da acquistare: inserisci nel riquadro l’importo e seleziona la voce “CREA BUONO”. Se il buono è stato generato correttamente riceverai l’immediata comunicazione”.

Il buono che verrà generato avrà una serie di informazioni relative a quel dato evento o bene e si potrà o stampare o salvare in pdf o immagine da mostrare all’esercente con lo smartphone o altro dispositivo.

Ogni 18enne registrato sul sito avrà un suo “portafoglio” con l’importo totale iniziale (dunque 500 euro) e poi i vari buoni che ha già speso e che gli restano ancora da spendere. Il buono verrà considerato utilizzato solo al momento della “validazione” da parte dell’esercente (sia esso fisico o online). Che succede poi dopo il 28 febbraio 2022, termine ultimo di utilizzo del bonus? Se è rimasto ancora “qualcosa” nel portafoglio, verrà azzerato.

Riguardo invece le cancellazioni e annullamenti, ci dicono le FAQ di 18app:

“In qualunque momento puoi decidere di annullare un buono non ancora validato nella sezione “I Tuoi Buoni” e crearne un altro, sempre nel limite dei 500 euro. Per la categoria Musei, Monumenti e Parchi l’operazione di annullamento sarà disponibile dopo alcuni giorni”.

Bonus cultura: cosa devono fare gli esercenti

Come abbiamo visto, anche gli esercenti si possono registrare sul sito 18app e hanno un’area appositamente dedicata a loro.

Potranno validare il buono, andando a inserire il codice riportato e accedendo con il proprio codice esercente che avranno ottenuto in fase di registrazione. Per registrarsi all’inizio si potrà procedere come si può leggere nelle FAQ in formato pdf (dunque scaricabile) in questo modo:

“Con le credenziali di accreditamento ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate del proprio rappresentante legale o di un soggetto delegato ad operare per suo conto in Fisconline o Entratel (con codice fiscale/password/codice PIN in caso di Fisconline – con nome utente/password/codice PIN in caso di Entratel) oppure con le credenziali SPID”.

Siccome il bene è vendibile solo e soltanto all’intestatario del buono, sarà necessario che il beneficiario mostri un suo documento di identità all’esercente. E sarà poi anche necessario emettere fattura elettronica da inviare direttamente o tramite intermediario secondo quanto indicato sul sito www.fatturapa.gov.it.

In ogni caso, sarà possibile scaricare in pdf e dunque gratuitamente una piccola guida messa a disposizione sul sito 18app riguardo sia la fatturazione che il registro vendite.

I riscontri del bonus cultura e le considerazioni di Franceschini

Essendo ormai alla sua quinta edizione, il bonus cultura ha dimostrato di essere una misura di successo e che va di pari passo alle iniziative perpetuate dagli altri Paesi europei. Anzi, il bonus cultura è diventato una sorta di esempio da seguire nel resto d’Europa.

Il successo dell’iniziativa ci viene ribadito dalle parole del Ministro della Cultura Dario Franceschini, come leggiamo su beniculturali.it:

“Il Bonus cultura per i diciottenni è un’iniziativa di successo e un investimento importante che in questi anni ha visto crescere sia il volume dei giovani iscritti, arrivati quasi a 1,6 milioni, sia i fondi spesi che hanno superato i 730 milioni di euro. Risorse significative tanto più in questo momento di emergenza”.

E’ proprio il Ministero della Cultura, assieme alla Guardia di Finanza, a supervisionare il corretto uso del bonus.

Bonus casalinghe 2021: cos’è e come funziona

Introdotto dal Decreto Agosto e dunque dall’esecutivo guidato da Conte, il bonus casalinghe più che un beneficio da spendere singolarmente, è un Fondo creato appunto nel 2020 per finanziarie corsi di formazione e aggiornamento delle donne che hanno difficoltà a entrare o rientrare nel mondo del lavoro.

Il bonus dovrebbe essere confermato anche per il 2021 anche se si aspettano ancora disposizioni definitive al riguardo da parte del Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia.

Come abbiamo già anticipato, questo Fondo (chiamato Fondo per la formazione personale delle casalinghe) ha avuto, sin dallo scorso anno, una dotazione di ben 3 milioni di euro. Non si tratta di denaro quindi ma è un credito d’imposta che le donne con i giusti requisiti (in ogni caso, non importa l’ISEE ai fini della valutazione) possono utilizzare per la loro formazione personale.

In realtà le destinatarie sono, in poche parole, tutte le donne di ogni età che sono prive di impiego residenti in Italia o che abbiano regolare permesso di soggiorno (in caso di casalinghe straniere) e che, in attesa di lavoro e di occupazione, si prendono cura della famiglia e della casa.

Dunque non contributo economico ma una possibilità per seguire corsi di aggiornamento (soprattutto nell’ambito digitale) in maniera gratuita.

Come fare domanda per il bonus casalinghe e le parole della Bonetti

Riguardo alla modalità di richiesta, siamo ancora in attesa. Bisognerà aspettare i dettagli dal decreto che dovrebbe emanare, si spera il prima possibile, la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti.

Le previsioni dicono che la domanda si potrà inviare tramite sito INPS.

Ecco alcune dichiarazioni della Bonetti che vi riportiamo dal sito thewam.net:

“Ci sarà un bando da parte del Dipartimento per le pari opportunità per progetti che riguardano la formazione, sarà gratuita per tutte le donne che si vogliono iscrivere su questa piattaforma. Abbiamo già sperimentato un corso di formazione gratuito durante il lockdown, in collaborazione con Google sulla piattaforma del nostro dipartimento”.

Dunque non resta che attendere nuove disposizioni al riguardo, sperando che il 2021 sia l’anno della rinascita per molti settori ma anche e, soprattutto, per i più giovani e le donne.