Dalla sua introduzione all'interno della legge "Buona Scuola" del 2016, il Bonus Docente non ha mai mancato di attrarre giudizi positivi ma anche critiche. Chiamato anche "Carta del Docente", il Bonus ha recentemente visto la propria erogazione prorogata anche per l'anno 2021, con alcune novità rispetto all'anno precedente. Questo anche per rispondere all'esigenze createsi durante i periodi di lockdown (sia locali che nazionali), che hanno visto un uso protratto della DAD (Didattica a Distanza) e di altre iniziative collegate.

Sfortunatamente sembra che anche per questo nuovo periodo, il Bonus soffrirà di quelle criticità che lo hanno caratterizzato a partire dalla sua prima erogazione.

Che cosa è il Bonus Docente e a che cosa serve

Si tratta di un Bonus da 500 euro da impiegare nell'acquisto di materiali per l'aggiornamento e formazione del personale docente. Per accedervi non è necessario che i docenti la richiedano espressamente, ma la sua assegnazione viene garantita automaticamente all'interno del portale cartadedocente.istruzione.it (da usare con credenziali SPID).

Con il bonus doente è possibile acquistare:

  • iscrizioni a corsi per attività di aggiornamento;
  • hardware e software;
  • iscrizione a corsi di laurea (di vario ordinamento) compresi anche i master;
  • l'accesso a rappresentazioni teatrali, cinematografiche, mostre, spettacoli;
  • libri e testi

Il Ministero dell'Istruzione ha messo a disposizione un documento FAQ, contenente anche l'elenco completo dei beni e servizi eligibili.

Molto di questi materiali (specialmente quelli tematicamente più legati al mondo dell'informatica) sono stati largamenti utilizzati per venire incontro alle necessità della DAD e del lavoro da remoto più in generale. Basti pensare che solo per gli esercenti online, le realtà imprenditoriali che si sono messe a disposizione e su cui è possibile impiegare la carta sono state parecchie centinaia. 

Oltre al Bonus da 500 euro per il personale docente, per il 2021 è stato introdotto anche un ulteriore bonus da 100 euro direttamente in busta paga per quei lavoratori (docenti e personale ATA) che hanno lavorato in presenza fino al 4 marzo (ovvero nel mezzo della pandemia e con le lezioni già sospese). Questo per aiutare tutti quei lavoratori che hanno dovuto recarsi recarsi al proprio istituto scolastico per adempiere attività difficilmente procastinabili. Viene escluso quindi il personale in servizio in smart working o assente per altre motivazioni, ad esempio ferie.

Chi può ricevere il Bonus Docente e chi ne è escluso

Secondo le informazioni del Ministero dell'Istruzione, "la Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari."

Qui ovviamente c'è il tasto dolente di tutto l'impianto. Infatti, fin dal 2016 è emerso chiaramente come i beneficiari potessero essere esclusivamente docenti in ruolo. Questo, di fatto, ha escluso la grande massa di insegnanti precari dalla possibilità di attingere ad un qualche aiuto extra per svolgere al meglio il proprio lavoro durante la pandemia, spesso costringendo a sopperire con spese personali. Questo vulnus è rimasto per il periodo 2021, nonostante ci fossero state numerose voci autorevoli che invece ne pronosticavano il superamento. A tal proposito l'ANAEF (Associazione sindacale professionale) ha per esempio deciso di avviare un contenzioso al giudice del Lavoro, tuttora in corso.

Una seconda categoria esclusa dal bonus sono gli insegnanti in pensione. Il DPCM del 28 novembre 2016 stabilisce all'articolo 3 che che  “La Carta non è più fruibile all’atto della cessazione dal servizio”. In estrema sintesi, vuol dire che se un docente ha ricevuto il bonus ma non lo ha speso e successivamente va in pensione, la possibilità di accedere al bonus viene revocata. 

Come in precedenza, viene confermato il periodo di 24 mesi per il suo utilizzo come anche la possibilità di accumulare eventuali fondi non spesi durante il periodo precente e sommarli all'erogazione attuale. 

Come ottenere il Bonus Docente

Per accedere al Bonus e creare il buono da usare negli store aderenti, sono necessarie (come detto qualche riga sopra) credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Se non si è in possesso di SPID, bisognerà richiederla scegliendo un Identity Provider tra quelli disponibili e seguire la procedura. Una volta in possesso delle necessarie credenziali è sufficiente accedere con esse alla sezione "Carta del Docente" all'interno del sito del Ministero dell'Istruzione e selezionare "Crea Buono". Qui sarà possibile scegliere se acquistare in uno store fisico oppure online e conseguentemente il bene che si vuole acquistare. Tramite questa sezione è anche possibile selezionare eventuali enti di formazione eligibili per il bonus e il tipo di servizio. 

Il canale Youtube Register.it offre una veloce panoramica su come utilizzare le credenziali SPID per la Carta Docente e per altri servizi (come l'accesso al''INPS).

Dopodichè è necessario inserire la cifra corrispondente del buono che si vuole creare, ovviamente equivalente al prezzo del bene o servizio da acquistare. Verrà generato di conseguenza un codice identificativo QR (un codice alfa numerico e a barre) che potrà essere salvato su qualunque dispositivo elettronico (o stampato, se si preferisce) e mostrato all'esercente nella fase di checkout.

Una volta in possesso del bonus docente, sarà possibile visualizzare i buoni creati e pronti per essere utilizzati, vedere quelli già spesi ed eventualmente i residui. Ovviamente è possibile creare più di un buono, il cui ammontare totale ovviamente non potrà superare il massimo complessivo del "portafoglio". 

Il Bonus usato principalmente per hardware e software, meno per la formazione

Un dato interessante, che ha costretto anche il nuovo Ministro dell'Istruzione Azzolina a qualche intervento pubblico in merito, è il divario considerevole tra le varie voci di spesa per cui il Bonus è stato utlizzato fino ad ora. Questo divario si era già notato in precedenza nel periodo pre-pandemia e rilevato nel corso del monitoraggio informatico effettuato dall’Ufficio preposto alla Formazione del personale scolastico nell’anno scolastico 2016/2017. La rilevazione mostrava come l'acquisto di hardware e software valeva per oltre il 70% dell'importo validato, seguito da circa un 15% per libri e testi scolastici (in formato digitale oppure fisico) e solo un 6% per quanto riguardava la formazione e l'aggiornamento.

Più recentemente, il divario è emerso anche incrociando i dati presenti su S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti). Sofia è un portale messo a punto dal Ministero dell'Istruzione che permette ai docenti di iscriversi ai corsi di aggiornamento e quindi di fatto di permettere l’incrocio tra domanda ed offerta per la formazione dei docenti.

Incrociando i dati presenti nella piattaforma è risultato che sono stati circa 700 mila i docenti che si sono iscritti alla Carta del Docente, ma quelli che si sono appoggiati a Sofia sono poco sopra la metà, circa 400 mila. Questo può voler indicare che solo il 50% circa di chi ha percepito il Bonus Docente ha mostrato interesse nell'utilizzarne una parte per un corso di aggiornamento.

Un risultato un po' magro, considerando che il supporto alla formazione è uno dei pilastri su cui l'intero sistema del Bonus Docente è stato ideato.