Non c’è certo bisogno di ripetere un’ovvietà ineluttabile per gli italiani: se già prima della pandemia nell’ambito lavorativo il Bel Paese non se la passava troppo bene, attualmente siamo in una situazione davvero disastrosa.

La pandemia ha costretto in ginocchio sia lavoratori dipendenti che attività, lasciando un alone di incertezza e angoscia per il futuro in ogni singolo italiano.

Con lo sblocco dei licenziamenti da parte del Governo, poi, il livello di occupazione del 2021 ha sfiorato il tragico dato di -889 mila occupati in un solo anno, come possiamo appurare dai dati Istat.

Con queste premesse l’idea di ritornare ad una rinnovata normalità sembra per lo più utopica, ed è in questa situazione economica-finanziaria che si staglia all’orizzonte – come possiamo leggere su consumatore.com o sostariffe.it – una luce, come un faro di speranza.

Una flebile possibilità di incremento degli introiti, almeno per chi il lavoro ancora ce l’ha.

Che cos’è? Il già famoso Bonus Draghi!

Che cos’è il Bonus Draghi?

In cosa consiste questo fantomatico Bonus Draghi?

Il Bonus Draghi non è null’altro se non la possibilità di un taglio dell’Irpef di cui si è a lungo discusso.

Molti hanno definito questo taglio sui conti correnti per i lavoratori – nel mese di agosto – come il Bonus Draghi.

Ma di per sé di cosa si tratta? Chi può richiederlo? Come si può ottenere il Bonus Draghi di agosto?

Lo sappiamo tutti, il Governo sta cercando di proporre continue nuove idee e bonus che permettano una ripartita dell’economia e facciano rimettere in moto gli ingranaggi del lavoro italiano che, ahimè, da troppo cigolano stancamente ed arrugginiti.

Una di queste proposte è proprio il Bonus Draghi, ovvero l’idea di permettere delle detrazioni per il mese di agosto 2021, particolarmente interessanti per tutti i lavoratori dipendenti con reddito compreso tra i 28.000 euro e i 55.000 euro annui – quindi la fascia di media ricchezza – e soprattutto con famiglie numerose.

Se anche la tua famiglia è molto numerosa e cerchi dei bonus per i tuoi figli, ecco un nostro articolo che li riassume tutti!

Ovviamente, questi attualmente sono solo pettegolezzi da bar, poiché non vi è ancora nessuna nuova notizia sul nuovo Decreto e quindi tutte le varie tipologie di aiuti proposti finora rimangono solo possibili e non probabili.

Malgrado ciò, pare trasparire da alcune fonti che Mario Draghi stia discutendo insieme ai suoi ministri una detrazione in grado di alleggerire il cuneo fiscale per le aziende e almeno un’altra misura atta a rimpinguare le buste paghe, rese povere dalla Cassa Integrazione, diminuendo le trattenute in busta paga, si tratterebbe della riforma fiscale di Mario Draghi, ergo il Bonus Draghi.

E se per molti questo tipo di intervento può essere considerato secondario, vi ricordiamo che già nel 2019 – come leggiamo su pmi.it – la pressione fiscale italiani superava il 42%, elevandosi ben al di sopra della media dell’euro stessa, che è essa stessa maggioritaria rispetto a quella mondiale. 

A chi spetta il Bonus Draghi?

Ciò che oramai è certo è che qualcosa bolle in pentola, che nel nuovo documento redatto dalle commissioni vi sia davvero una proposta sulle imposte?

Da quello che leggiamo su Money.it possiamo dedurre che la proposta sia davvero agli atti, visto che anche il 

Ministro dell’Economia Daniele Franco ha esposto una forte propensione in tal senso.
Come possiamo vedere dal Tweet del MEF, il Ministro dell'Economia Daniele Franco si direbbe favorevole ad un accordo sulla fiscalità internazionale e addirittura si professa fiducioso per un accordo mondiale entro il G20 di Venezia.



Ma cosa cambierebbe e soprattutto a chi, se questo fantomatico Bonus Draghi venisse approvato?

Riassumendo brevemente.

I lavoratori dipendenti si vedono applicare in busta paga delle detrazioni Irpef secondo la seguente tabella:

Per redditi fino ai 15 mila euro annui la tassazione sarà pari al 23%

Per redditi fra i 15 mila e i 28 mila euro la tassazione sarà pari al 27%

Per redditi compresi fra i 28 mila e i 55 mila euro, si avrà una tassazione pari al 38%

Per redditi fra i 55 mila e i 75 mila euro, sarà invece al 41%

Per redditi che sforano i 75 mila euro annui la tassazione supererà il 41% arrivando ad un 43% di trattenute Irpef.

Ora, che cosa cambia il Bonus Draghi?

Nel caso in cui l’ipotesi del Bonus Draghi fosse effettivamente vera, questo bonus permetterebbe di modificare l’aliquota media, ciò indubbiamente porterebbe un aiuto maggioritario – come precedentemente sottolineato – alle fasce reddituali comprese fra i 28 mila e i 55 mila euro annui.

Passando così da cinque scaglioni dell’aliquota Irpef a solo tre, il taglio riuscirebbe a toccare ben 7 milioni di lavoratori dipendenti italiani.

Ancora non è chiaro se nel Bonus Draghi sarà compreso anche l’abbattimento dell’imposta IRAP – soprattutto per le PMI – facendo sì che venga inglobata dall’imposta sul reddito della società, detta IRES.

Ma torniamo un’istante ai lavoratori dipendenti.

Sappiamo bene tutti che l’Irpef non è altro che la tassa che il lavoratore dipendente si vede trattenere in busta paga e che versa quindi, automaticamente, allo Stato. In caso il Bonus Draghi venisse approvato questa tassazione – che abbiamo visto nello specifico nella tabella precedente – subirà un decremento.

Quindi, le tasse che vengono applicate mensilmente in busta paga ad ogni lavoratore dipendente potrebbero diminuire aumentando così il salario in busta paga.

Questo Bonus Draghi non ha nulla a che fare con le detrazioni fiscali già presenti e che non verranno intaccate; le detrazioni fiscali – di cui il lavoratore dipendente può usufruire per rimborsi, per spese mediche,  per spese per l’istruzione o per l’assistenza di anziani o soggetti deboli del nucleo familiare – rimarranno invariate e costanti.

Ciò che il Bonus Draghi andrà a toccare sarà la parte di trattenute Irpef che il lavoratore dipendente ogni mese non vede.

In parole povere, il Bonus Draghi non è altro che un’altra detrazione aggiuntiva – simile ad uno sconto fiscale – e applicata direttamente sulla busta paga.

Ricordiamo che, per i possessori di reddito annuo fino a 8000 euro, la riduzione ottenuta con il Bonus Draghi sarebbe pari a 1880 euro.

A quanto ammonta il Bonus Draghi?

Ma quanto riuscirebbe a detrarre dalla busta paga questo nuovo Bonus Draghi e quali cifre si devono aspettare i lavoratori dipendenti?

Partendo dal presupposto che fino agli 8.000 euro annui di reddito, la detrazione fissa è pari a 1880 euro, per poter calcolare precisamente le fasce reddituali maggiori vi è una regola da seguire.

Dagli 8001 euro fino ai 28 mila euro di reddito annui si calcolerà: 

978 + 902 x (28.000 – il reddito complessivo)/20.000

Dai 28001 euro fino ai 55 mila euro di reddito annui, invece, si dovrà calcolare:

978 x (55.000 – il reddito complessivo)/27.000

Ricordiamo che se i lavoratori faranno parte di nuclei familiari importanti potranno anche chiedere detrazioni per i famigliari a carico.

Il famigliare a carico deve, però, essere obbligatoriamente:

  • un membro del nucleo famigliare
  • percepire redditi inferiori a 2849, 51 euro – fino ad un massimo di 4000 euro annui, in caso di figli sotto i 24 anni 
  • ed essere residente nella stessa abitazione

Se volete vedere un video esplicativo in merito, dopo la lettura di questo articolo, vi rimandiamo al preparatissimo Andrea della redazione The Wam, di seguito il loro video.

Come ottenere il Bonus Draghi?

Fermo restando che quelle di oggi sono ancora voci di corridoio su quella che ci aspettiamo essere una riforma fiscale che possa rimettere in sesto il Bel Pese, in attesa del nuovo decreto, in caso il taglio dell’Irpef attraverso il Bonus Draghi dovesse attuarsi, non ci sarà bisogno di richiedere in alcun modo le detrazioni, le quali verranno automaticamente calcolate nella busta paga, modificando così il netto mensile.

Se già a partire da agosto il Bonus Draghi dovesse diventare realtà, moltissimi italiani tirerebbero un sospiro di sollievo, vedendo le proprie trattenute Irpef  diminuire e quindi lievitare il netto in busta paga.

Perché parliamo di agosto? Perché, come si evince anche dall'articolo de "IlSole24Ore", il calendario del Recovery Found è davvero molto stretto e si parla della riforma sul fisco entro la fine di Luglio. Anche se Mario Draghi stesso si dice dubbioso in merito, sicuramente potremmo avere nuove - si spera positive - notizie entro la prima settimana di agosto 2021.

Bonus Renzi in attesa del Bonus Draghi?

Fino a che il Bonus Draghi non verrà approvato – che ricordiamo essere un taglio delle imposte Irpef presenti direttamente in busta paga e che da la possibilità di ottenere fino a 1880 euro – l’unico altro bonus certo in busta paga per i lavoratori dipendenti è il Bonus Renzi 2021.

Il Bonus Renzi 2021 ha, tra le altre cose, già cambiato nome diventando il Bonus 100.

Il Bonus Renzi 2021 dal 1° luglio 2021 si è modificato, indossando nuove vesti e portando con sé nuove regole.

Il Bonus 80 – anche conosciuto come Bonus Renzi – ha cambiato nome diventando il Bonus 100 euro, il quale verrà comunque erogato in busta paga a tutti i lavoratori dipendenti che abbiano dei redditi annui inferiori ai 28.000 euro.

Ricordiamo che se la proposta del Bonus Draghi andasse in porto il Bonus 80 e 100 euro, anche conosciuto come Bonus Renzi, verrebbe definitivamente cancellato.

Che sia Bonus Renzi o Bonus Draghi, una cosa è certa: i lavoratori hanno bisogno di un aiuto.

Con questa perenne spada di Damocle che pende sulle teste di tutti coloro che non sanno se da domani saranno parte di quei 800.000 e rotti nuovi disoccupati, la possibilità di poter ottenere un briciolo di più in busta paga - così da poterlo mettere preventivamente da parte, sperando in tempi migliori - è come acqua per gli assetati.

Perciò, ciò che ci auspichiamo è che qualsiasi siano le sorti del Bonus Draghi e del Bonus Renzi, i dati Istat del 2022 ci lascino piacevolmente stupiti!