Il 2022 è l’anno dei grandi cambiamenti per i bonus edilizi, così come vengono definite le diverse agevolazioni che regalano ai cittadini un finanziamento pubblico al fine di ristrutturare le proprietà immobiliari.

A cambiare sono prima di tutto importi e scadenze dei singoli bonus per effetto dell’entrata in vigore della Legge n. 234, attiva dal 1 gennaio 2022, la meglio nota manovra di bilancio, che definisce punto per punto il nuovo regolamento dei singoli bonus.

Abbiamo così le nuove date di scadenza del Superbonus 110% che differiscono in base alla tipologia di edificio, cioè se si tratta di condomini, case popolari o edifici unifamiliari.

Interventi maggiori vengono effettuati sul bonus facciate per cui si stabilisce anche una notevole riduzione di importi con la detrazione che passa dal 90% delle spese agevolabili al 60%.

Ancora, il bonus mobili, complementare agli altri bonus edilizi poiché ad essi vincolati, viene ridotto anche lui negli importi con una diminuzione progressiva che prenderà tutto l’arco del prossimo triennio. Illeso ne esce praticamente solo il bonus casa 50%, con il complesso di spese agevolabili che esso comporta.

La Legge di Bilancio 2022 stabilisce anche che, con l’eccezione del bonus mobili, i bonus edilizi in senso stretto, ammettano anche l’utilizzo con lo sconto direttamente in fattura e la cessione del credito.

Ma tali modifiche sono solo un’intervento parziale, a cui sia accompagnano altri due testi di legge il cui compito è comunque quello di intervenire sui bonus edilizi 2022.

Parliamo del decreto Antifrode e del decreto Sostegni Ter i quali intervengono rispettivamente: il primo a stabilire obblighi aggiuntivi se si sceglie di usare i bonus con sconto e cessione; il secondo ferma la cessione secondaria del credito.

Visto lo stretto vincolo che lega cessione del credito e sconto in fattura, dove si complica l’uno è più difficile trovare una ditta che applichi l’altro con i bonus edilizi.

In queste pagine cercheremo di capire come sono cambiati per effetto di una serie di testi di legge i bonus edilizi nel 2022, partiremo dal DL Antifrode e dal DL Sostegni Ter, poiché le modifiche di questi decreti agiscono sul complesso delle agevolazioni ristrutturazione. Passeremo poi a vedere invece quali modifiche sono state applicate dalla Legge di Bilancio 2022, la quale interviene sui singoli bonus in modo diverso e specifico.

Sconto e cessione per i bonus edilizi 2022, dopo l’entrata in vigore del DL 157/2021

Scegliamo di prendere le mosse dal DL Antifrode (157/2021), che è anche il primo dei tre testi di legge che andremo ad analizzare in ordine cronologico.

In vigore dal 12 novembre 2021 tale testo di legge agisce in modo uguale su tutti i bonus edilizi che ammettono sconto e cessione, con una e una sola eccezione: il Superbonus 110%.

Per quanto riguarda bonus facciate 60%, bonus casa 50% e qualsiasi agevolazione ammetta sconto e cessione sono necessari il visto di conformità e l’asseverazione tecnica della congruità dei prezzi, se le spese agevolabili superano l’ammontare di 10.000 euro.

Se le ristrutturazioni sono realizzate con il Superbonus 110%, questi adempimenti aggiuntivi sono obbligatori anche se si utilizza l’agevolazione attraverso detrazione fiscale, cioè con l'importo spettante sottratto dalle tasse. 

All’opposto il bonus mobili, così come il bonus verde, non ammette di né sconto in fattura né cessione del credito e per questo non subisce gli effetti del DL Antifrode e del DL Sostegni Ter.

Bonus edilizi 2022 senza cessione secondaria del credito. Quali gli effetti per lo sconto in fattura del DL Sostegni Ter?

Veniamo al decreto più nuovo di tutti il DL Sostegni Ter, anche questo ha effetto sul complesso dei bonus edilizi 2022 di cui blocca la cessione secondaria dei crediti.

Ora, questo aspetto del cambio di normativa è in effetti molto tecnico, proviamo a spiegarlo nel modo più chiaro e semplice possibile.

Quando si effettuano delle ristrutturazioni con uno dei bonus edilizi, si può ottenere lo sconto in fattura, cioè la cifra spettante di bonus viene sottratta dal prezzo finale dei lavori. Questo può accadere perché l’impresa che esegue i lavori anticipa i costi e li toglie dalla fattura, ma poi ha due scelte: aspettare che lo Stato restituisca la somma con credito d’imposta oppure, per riavere più velocemente la somma, cedere questo credito ad una banca, cioè realizzare la cessione del credito. La banca prima del DL Sostegni Ter aveva la facoltà di cedere nuovamente questo credito e così via.

Ne consegue che se è possibile trovare una ditta disposta ad applicare lo sconto in fattura per i bonus edilizi, lo si deve alla cessione del credito. Dunque, se lo Stato complica i meccanismi di cessione del credito, eliminando ad esempio le cessioni secondarie, l’effetto che si ottiene è che sarà sempre più difficile reperire una ditta che voglia applicare lo sconto in fattura con i bonus edilizi 2022.

Lo stop alla cessione secondaria dei crediti, cioè le modifiche previste dal DL Sostegni Ter entreranno in vigore il 16 febbraio 2022.

Un approfondimento delle modifiche in vigore dal prossimo 16 febbraio e che riguardano l’utilizzo del Superbonus 110% con sconto e cessione sono sintetizzate nel video YouTube a cura del Geometra Danilo Torresi:

  

Bonus facciate 60%, cosa cambia nel 2022 oltre agli importi ridotti?

Lasciamo sconto e cessione e veniamo alla Legge di Bilancio 2022, cioè alle modifiche che riguardano requisiti, importi e scadenze di ciascuno dei bonus edilizi.

Partiamo con il più sfortunato di tutti: il bonus facciate, a cui daremo definitivamente l’addio nel 2023. Per il suo ultimo anno di vita il bonus facciate resta identico dal punto di vista delle spese agevolabili, cioè le ristrutturazioni delle pareti esterne, ma la detrazione passa dal 90% dei costi al 60%.

Resta la possibilità di usufruire di questa agevolazione con: detrazione Irpef in dieci anni; cessione del credito; sconto in fattura.

Legge di Bilancio 2022 e Superbonus 110%, facciamo chiarezza su scadenze, requisiti SAL e detrazione

Il Superbonus 110% anche lui non subisce nel 2022 grandi stravolgimenti nel meccanismo generale, cioè resta invariata la combinazione di lavori trainanti (Ecobonus + Sismabonus) e lavori trainati. Ci sono però nuove scadenze e di conseguenza nuovi requisiti circa lo Stato avanzamento lavori (SAL) per mantenere il diritto alla detrazione.

Le villette, cioè gli edifici unifamiliari, possono usare il Superbonus 110% fino al 31 dicembre 2022 solo se entro il 30 giugno dello stesso anno hanno un SAL almeno al 30%.

Gli IACP, ne hanno invece accesso fino al 31 dicembre 2023, se entro il 30 giugno 2023 il SAL è al 60%.

Per gli edifici condominiali la scadenza è fissata a fine 2023, ma senza requisiti SAL. Oltre questa data i condomini avranno a disposizione un’agevolazione con detrazione ridotta e cioè il Superbonus 70% nel 2024 e il Superbonus 65% nel 2025.

In compenso, il Superbonus 110% resta valido con sconto e cessione ma subisce una modifica alla detrazione Irpef, poiché questa per le spese 2022 avverrà in soli quattro anni, mentre per le spese pagate in precedenza restano le cinque quote annuali.

Cosa accade al Bonus casa 50% con la Legge di Bilancio 2022?

In questo scenario è salvo il bonus casa 50%, l’unico dei bonus edilizi che continua ad ammettere il 50% di sconto sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, ma considerando la spesa massima agevolabile entro la soglia dei 96.000 euro.

Resta attiva l’agevolazione fino al 2024 con la possibilità di utilizzare: detrazione Irpef in dieci anni, sconto in fattura e cessione del credito.

Insomma, il bonus casa 50% resta invariato rispetto al 2022 euro non subisce tagli e riduzioni.