La notizia che vede come protagonista la proroga del Bonus Facciate fino a dicembre 2021, inizia a far gola a molti contribuenti.

La proposta di estensione arriva dal diretto esecutivo e pone al centro della questione la riqualificazione del patrimonio edilizio delle città italiane.

Un bonus che, mi preme dirlo, esisteva già nell’anno precedente e che ora si è scelto di rinnovare per permettere a tutti di restaurare la facciata del proprio immobile con una detrazione fiscale che arriva fino al 90%.

Ci sono delle modifiche però da considerare in merito al testo approvato in Senato e dei requisiti da rispettare per approfittare di questa occasione.

In più, visto che la scadenza per la compilazione del 730 è fissata per il 30 settembre 2021, sapere dove e come compilare il trafiletto che riguarda il Bonus Facciate credo sia di repentina utilità.

In questo articolo vi fornirò tutti i dettagli e le informazioni che vi mancano perciò ... continuate a leggere!

Bonus Facciate 2021: che cos'è

Il Bonus Facciate è contenuto nel Decreto Rilancio, approvato il 16 luglio 2020 dal Senato. 

Comprende un’agevolazione fiscale del 90% per tutti quei lavori di restauro e di recupero architettonico delle facciate esterne di qualsiasi tipo di immobile ( anche strumentale).

Prevista dall’art 1 nei commi 219-224 della Legge di Bilancio 2020, questa detrazione fiscale è finalizzata in tutto e per tutto al rilancio del decoro esterno degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale essi siano.

La cosa importante è che siano posizionati in centro storico o in parti già urbanizzate della città.

Nella norma che lo istituisce, non vi sono limiti di spesa massimi né detrazioni minime.

Ciò che è  fondamentale è che la detrazione venga ripartita in 10 quote annuali di pari importo, sia nell’anno in cui sono state sostenute le spese che in quelli successivi.

Bonus Facciate 2021: quali lavori sono compresi?

L’agevolazione riguarda tutti i lavori effettuati nella parte esterna dell’immobile, comprese le parti che lo compongono ai lati.

Ciò significa che per usufruire di questo sconto sulle spese, le opere di rimessa a nuovo devono riguardare solo la parte di edificio che rivolge lo sguardo verso la strada o dà sul suolo ad uso pubblico.

È possibile applicarlo anche per gli strumenti che hanno funzione esterna?

Certamente.

È possibile avvalersi dello sconto anche per la semplice manutenzione ordinaria che riguarda per esempio:

  • la verniciatura,
  • il rifacimento di ringhiere o decorazioni,
  • pavimentazione di balconi esterni,
  • impianti di illuminazione esterna,
  • installazione di cavi elettrrici,
  • installazione di strumentazione adibita a trasmette i segnali tv.

Quali regole rispettare per accedere al Bonus Facciate:

Il regolamento istituito prevede, in riassunto, tre condizioni da rispettare per accedere a questo bonus:

  1. l’ubicazione dell’immobile:deve trovarsi in zona A o B, per sapere se il vostro immobile rientra in tale parametro basterà chiedere al Comune di residenza la classificazione del territorio,
  2. la visibilità della facciata,
  3. la percentuale d’intonaco: deve rispettare il 10% della superficie disperdente lorda compelssiva dell’immobile.

Su quest’ultimo punto, lavoripubblici.it ci spiega nel dettaglio:

“Questa verifica va effettuata tenendo conto del totale della superficie complesssiva disperdente. Nel caso in cui più parti siano rivestite da piastrelle o altri materialei, la verifica va fatta eseguendo il rapporto tra ilrestante della superficie della facciata interessata ndall’intervento e la superifice totale lorda complessiva della superficie disperdente.”

I lavori ammessi nella detrazione del Bonus Facciate, più specificatamente riguardano:

  • la sola pittura/tinteggiatura della facciata,
  • la sola piuttura/tinteggiatura di balconi, ornamenti o fregi,
  • la pulizia delle opacità sulle strutture che influenza il punto di vista termico o che interessano il 10% dell’intonaco applicato in precedenza.

Bonus Facciate 2021: a chi spetta la detrazione 90%

Finora abbiamo visto il contenuto del testo inerente al Bonus Facciate ma non abbiamo ancora parlato di chi potrà beneficiare di questa detrazione pazzesca.

Come spiega il sito agenziadelleentrate.gov.it:

“Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento”

sono, quindi, comprese le persone fisiche, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciali, le associazioni tra professionisti e i contribuenti che conseguono reddito d’impresa.

Inoltre, possono aggregarsi a questa lista anche tutti quei contribuenti che risiedono e non risiedono nel territorio dello Stato.

Vi sono poi due categorie interessanti da vedere:

Entrambi devono possedere l’immobile in oggetto a qualsiasi titolo.

I soggetti esclusi dal Bonus Facciate sono quelli che possiedono redditi sui quali viene applicata la tassazione separata o l’imposta sostitutiva.

A questi si aggiungono anche i soggetti che lavorano a regime forfettario poiché questo tipo di regime non include agevolazioni aggiuntive.

Quali sono le opzioni alternative del Bonus Facciate:

Per certificare l’entità dei lavori effettuati sulle facciate esterne del vostro immobile vale la stessa regola di pagamento presente in tutti gli altri bonus ( Ecobonus, Bonus mobili, Bonus verde, Bonus idrico).

Ovvero, quello tracciabile.

I pagamenti effettuati devono essere saldato con bonifico o tramite carta.

Se questo non fosse possibile, chietitoday.it spiega che:

“ sono validi anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli ‘istituti di pagamento’, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzata dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento”

Un’altra cosa che potrà interessarvi sapere è che esistono due opzioni alternative alla detrazione fiscale.

Avete la possibilità di scegliere se:

  • optare per uno sconto in fattura: vi verrà anticipato dai fornitori degli interventi e recuperato da loro sotto forma di credito d’imposta,
  • cessione del credito di pari ammontare.

Come richiedere il Bonus Facciate 2021:

Per richiedere il Bonus Facciate è molto importante che voi siate gli intestatari dell’immobile sul quale si andranno a svolgere i lavori.

La procedura è molto semplice.

Prima di tutto dovrete contattare il direttore dei lavori ( che a sua volta contatterà il Comune) per far partire il restauro e una volta finito dovrete pagare il servizio tramite bonifico parlante.

L’azienda emetterà una fattura nella quale vi saranno le diciture riguardanti il bonus al quale state aderendo ccessivamente potrete rivolgervi al consulente fiscale consegnadogli la ricevuta e la copia del pagamento.

Solo dopo aver compilato il 730 potrete attendere il rimborso.

Se può esservi utile ai fini pratici, fiscomania.com aggiunge che:

“Di recente è stata pubblicata online la modalità per presentare la situazione reddituale relativa al 2020. in questa occasione, insieme a tutte le spese effettuate nell’anno scorso, è possibile presentare anche i documenti che attestani i pagamenti per i lavori relativi al bonus facciaye. In automatico, presentando questa documentazione al Caf o ad un professionista, l’Agenzia delle Entrate erogherà il credito a favore del soggetto che chiede il bonus.”

Dichiarazione dei redditi: come inserire il Bonus Facciate

Poiché siamo prossimi alla scadenza per la compilazione della dichiarazione dei redditi, vi sarà utile sapere come inserire il Bonus Facciate.

In questo caso, dovrete avere con voi tutte le carte relative ai lavori, nel dettaglio:

  • la stampa originale della scheda descrittiva dell’intervento, con codice CPID assegnato dal sito ENEA e firmata sia da voi che da un tecnico abilitato,
  • l’ asseverazione redatta da un tecnico abilitato e il computo metrico,
  • la copia dell’attestato di Prestazione Energetica di ogni signola unità immobiliare soggetta a detrazione,
  • la copia della relazione tecnica o del provvedimento regionale equivalente,
  • le schede dei materiali e dei componenti edilizi utilizzati marchati CE ( ove previsto).

Una volta presentati tutti questi documenti dovrete soltanto dedicarvi al quadro E del 730, precisamente alla sezione III a righi E41 e E43 con il codice 15.

Non potete sbagliare!

Bonus Facciate: un'operazione poco democratica

In molti lo classificano come “un’operazione di facciata”, poiché come avrete già inteso dalla battuta (scadente, ahimè), si identifica come una detrazione della quale non si sentiva il bisogno impellente.

Le opinioni contrarie affermano che il Bonus, come dice ristrutturazionepratica.it:

“ non affronta in modo efficace nessuno dei veri e gravi problemi che affliggono gran parte degli edicifi italiani”

e, in aggiunta, non è democratico perché non tratta tutti gli edifici in modo uguale.

Per esempio, vi sono altri edifici che hanno molte facciate interne, più tecnicamente denominate “prospetti interni” che avrebbero davvero bisogno di una riqualificazione.

Stiamo parlando di edifici a corte che presentano una bellezza ineguagliabile al proprio interno.

Questo Bonus Facciate è stato pensato solo per promuovere una pulizia di brutti prospetti per fare buona impressione?

È una detrazione che sposta la polvere sotto il tappeto invece che toglierla?

Tutti questi lavori comportano un investimento non da poco e come chi se ne intende sa bene, devono essere rifatti a distanza di pochi anni.

In termini più grandi, qual’è lo scopo, allora, di questo Bonus Facciate?

Una mossa azzardata o un vantaggio temporaneo per i cittadini?

Bonus Facciate 2021: più bellezza nelle città italiane

Le previsioni di mercato vedono il Bonus Facciate come una proposta più che positiva oltre che una manovra in grado di autofinanziarsi da sola con il tempo.

Come dice hlimmobiliare.it:

“la prospettiva è infatti quella il numero dei cantieri avviati sarà tale da compensare o addirittura superare, attraverso il gettito aggiuntivo dell’Iva, il costo delle agevolazioni”

una buona notizia che riguarda sia il lato immobiliare che quello edilizio visto che il giro d’affari innescato da questa agevolazione potrebbe valere 2,8 miliardi di euro ogni anno!

Questa proposta, avanzata dal Ministro dei Beni Culturali dovrebbe dare un volto nuovo alle nostre città promuovendone la bellezza estetica. 

Rimpolperà l’importanza del patrimonio edilizio italiano.