Il bonus facciate nel 2020 è stato piuttosto apprezzato dai cittadini ed anche nel 2021 sembra esser partito con il piede giusto. Nel 2022 potrebbe cambiare tutto per mano del Governo Draghi, proviamo dunque a capire cosa accadrà (e perché), ma soprattutto come continuare a beneficiarne per interventi futuri.

Il bonus facciate è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, durante il Governo Conte II, ed ha avuto un riscontro fondamentalmente positivo. Molti sono ormai i bonus a cui siamo abituati, soprattutto in funzione del complicato periodo che abbiamo vissuto negli ultimi 15 mesi, alcuni hanno avuto maggiore successo mentre altri non hanno neanche lontanamente utilizzato la cifra stanziata in origine.

Spesso a far la differenza è anche la comunicazione da parte degli enti, dal Governo stesso all’Agenzia delle Entrate, oltre che l’aspetto burocratico. Quest’ultimo ha spesso fatto scegliere agli italiani di non provare nemmeno ad ottenere un certo bonus o esenzione, in quanto la complessità delle procedure burocratiche e le lunghe tempistiche erano un disincentivo troppo forte.

Il premier Mario Draghi si è già espresso diverse volte sull’importanza di mantenere un sistema snello e veloce, soprattutto in questi tempi in cui INPS ed Agenzia delle Entrate si sono ritrovate moltissimo lavoro extra, tra misure di sussidio e nuovi bonus.

Questo aspetto è così importante per una moltitudine di ragioni ed in molti ambiti diversi, tanto che il Governo sta cercando di intervenire non solo sui bonus edilizi (tra i più complessi dal punto di vista della burocrazia), ma anche sui bonus per la famiglia, con l’istituzione del tanto chiacchierato assegno unico che ormai è realtà, anche se per pochi.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube “Redazione The Wam”, che tratta proprio i temi dei bonus e delle misure di sostegno in maniera semplice ed efficace. In particolare, offre contenuti quotidiani, tra cui questo in cui spiega proprio il funzionamento dell’assegno unico:

Bonus facciate 2021: come funziona?

Partiamo innanzitutto da qui, come funziona il bonus facciate? Praticamente come gli altri bonus edilizi, ma ora vedremo nel dettaglio ogni aspetto rilevante.

Il primo aspetto importante è l’importo. Questo bonus copre quanto speso per il rifacimento proprio delle facciate esterne degli edifici, in particolare copre la quota del 90%. L’aspetto migliore è che questa percentuale non copre solo il costo del rifacimento in sé, ma anche tutti quei costi correlati che non possono che essere presenti.

Costi per smaltimento, costi per impalcature e costi accessori in generale saranno conteggiati, così come l’IVA, ai fini di capire quale quota venga restituita negli anni. La restituzione avviene infatti con le consuete dieci quote di detrazione Irpef (ma si può anche optare per lo sconto in fattura). Attenzione perché comunque la detrazione massimo è legata all’Irpef dovuta e, se quest’ultima dovesse essere inferiore alla quota di detrazione attesa, quella parte andrebbe persa completamente. Un meccanismo piuttosto semplice ed automatico sulla falsa riga degli altri bonus edilizi.

Bonus facciate: requisiti ed interventi compresi

I requisiti sono piuttosto semplici: non esistono.

Non ci sono infatti requisiti soggettivi per ricevere questo bonus, ma solo oggettivi. Una bella notizia per tutti, perché significa che il bonus è molto accessibile e non richiede particolari documenti o strumenti, come in genere accade con l’Isee.

Di solito è proprio l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente l’elemento discriminante ed è ben noto come possa essere esclusivo, in quanto talvolta non prevede “vie di mezzo”. Se il bonus è destinato a chi ha Isee sotto una certa cifra, è sufficiente sforare di un solo euro per rimanere completamente esclusi dal bonus.

Dunque, niente Isee per il bonus facciate. Ma quali sono i requisiti oggettivi (cioè legati all’intervento che si esegue)?

Direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, è possibile richiedere il bonus “per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi gli immobili strumentali. Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna.”

Sicuramente un’indicazione chiara, con particolare attenzione all’appartenenza dell’edificio alla zona.

A fare richiesta possono essere i soggetti proprietari dell’edificio in questione (e soggetti Irpef, naturalmente), siano essi:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • società semplici;
  • associazioni tra professionisti;
  • contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali.

Una schiera molto numerosa di proprietari, che possono quindi valutare di rifare a costo quasi zero gli interventi ammessi sulla propria abitazione. Attenzione anche a quegli interventi che non sono invece ammessi, definiti sempre da Agenzia delle Entrate: “Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.”

Bonus edilizi 2021: perché così generosi?

I bonus, come suddetto, sono davvero numerosi. Un ambito in particolare in cui i bonus si sono moltiplicati negli ultimi anni è proprio quello edilizio e vi sono davvero molte ragioni valide.

Innanzitutto, l’Italia è uno dei paesi con gli edifici più vecchi d’Europa. Percentuale di edifici centennali oltre il 14, ma anche un’infinità di costruzioni effettuate durante il cosiddetto “boom edilizio” che, seppur non così vecchie, non sono decisamente moderne, sotto tutti i punti di vista.

Inoltre, ciò comporta emissioni molto elevate. Edifici più vecchi, sistemi di riscaldamento più vecchi, classe energetica più elevata. Nel frattempo, però di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia ed anche i sistemi si sono evoluti, lasciando questi edifici di diversi step indietro. Sempre sulla linea della statistica precedentemente citata, l’Istat ci fa sapere che ben il 97% delle case costruite prima degli anni Settanta non supera la classe energetica G. L’aspetto ambientale sta, per fortuna, avendo sempre più considerazione e dunque anche questi aspetti vengono presi in considerazione.

Un ultimo aspetto riguarda la crisi del settore edilizio. Parliamo di un settore particolare, che risponde a ritmi e regole diverse rispetto agli altri settori, è a tutti gli effetti un ambito unico. Proprio per questo motivo queste misure incentivano i cittadini a scegliere di effettuare interventi sui propri edifici, ancor più dopo la fase di pandemia che abbiamo affrontato. Mesi difficilissimi per il settore dell’edilizia, che a maggior ragione aveva ed ha bisogno di essere “spinto”.

Bonus facciate 2022: come cambia?

Ecco che arriva qualche importante novità su ciò che sarà il bonus facciate 2022. Infatti, dopo essere stato approvato con la Legge di Bilancio 2020, esso è stato prorogato per tutto il 2021, soprattutto per le ragioni elencate in precedenza. 

Ora le voci di corridoio portavano a pensare che sarebbe stato prorogato anche per il 2022, ma nulla è ancora deciso. Più che sulla proroga o non proroga, a far la differenza potrebbe essere proprio la forma e la sostanza del bonus.

Sì, verrà prorogato. Ci saranno però tante novità. Innanzitutto, si ipotizza un’unica percentuale di detrazione per questo bonus ed anche per altri (ma va capito quali), che sarebbe al 75%. L’idea è quella di semplificare, di rendere più omogenei i bonus in modo che siano più accessibili, ma anche semplicemente più comprensibili e semplici da “digerire”.

Di primo impatto sarebbe dunque una notizia negativa, perché il bonus vedrebbe scendere la propria aliquota dal 90 al 75%, ma non è proprio così. Le altre misure che potrebbero essere accorpate sono infatti il bonus verde ed il bonus mobili, che ad ora hanno percentuali differenti.

Il primo ha una percentuale attuale al 36% ed il secondo al 50%. Entrambe salirebbero in maniera consistente e dunque potrebbero tranquillamente controbilanciare la diminuzione di aliquota del bonus facciate.

C’è ancora molto da decidere, ma la direzione del Governo sembra essere proprio questa. Nel frattempo, vediamo qual è il destino del Superbonus 110%.

Superbonus 110%: ecco il suo destino!

Il superbonus 110% sopravvive. Non solo, nelle intenzioni del Governo sembra esserci anche l’intenzione di prorogarlo fino al 2023, anche se ad ora non c’è fretta in questo senso. La priorità del Governo è quella di semplificare queste misure, di mettere ordine e farlo andando anche a migliorare eventuali difetti e mancanze nei bonus già esistenti.

Due grandi “famiglie” di bonus potrebbero esserci quindi dall’anno 2022: superbonus 110% e bonus casa con detrazione al 75%, con quest’ultimo che potrebbe riunire le misure di cui abbiamo accennato in precedenza.

Per dovere di cronaca, ricordiamo però anche che il superbonus richiede molta attenzione alla burocrazia, piuttosto complessa ed articolata, ma vedremo se anche su questo fronte ci saranno delle novità.

Anche per il superbonus 110% è necessario effettuare i pagamenti attraverso un metodo tracciabile, in genere bonifici postali parlanti o bonifici bancari, come del resto è richiesto anche per tutti gli altri bonus in ambito edilizio e non solo.

Bonus che continueranno a non richiedere l’Isee e che saranno quindi sempre sorvegliati speciali dei cittadini, in attesa ovviamente di vedere queste misure cambiare e migliorare anche senza più l’urgenza dell’evoluzione della pandemia. La speranza è naturalmente che la diminuzione dei contagi ed il procedere spedito della campagna vaccinale possano bastare per riflettere anche su questi bonus con più calma e serenità, o comunque senza più urgenza dettata dalla situazione sanitaria.